Solo un paio di settimane fa YouTube aveva annunciato un nuovo tool di analisi degli accessi ai video, denominato “YouTube Insight”.
Da ieri questo strumento è stato arricchito con la “Discovery stats”, una nuova funzionalità che consente di capire in che modo i navigatori hanno raggiunto i nostri video.
Nonostante il nome, si tratta di una “vecchia conoscenza” che siamo abituati a dare per scontata in qualsiasi software di statistiche WEB, l’elenco dei referrers: il navigatore è arrivato da una query in Google, da una ricerca interna, o passando da un video ad un altro correlato? E se si tratta di una ricerca, quale parola chiave lo ha condotto proprio a questo contributo?
Davvero utile per comprendere quali siano le principali sorgenti di traffico e per lavorare al meglio all’ottimizzazione sulle keywords anche per i video.
Da quanto dicono alcuni amici, appassionati che ad oggi hanno pubblicato complessivamente con quasi un centinaio di contributi, al momento i motori di ricerca rappresentano una fonte trascurabile di accessi, e questo nonostante la “Google Universal Search” attinga sempre più spesso ai contenuti multimediali. Sembrerebbe invece che la stragrande maggioranza dei navigatori provenga dalla visualizzazione di video correlati, anche questo è un dato utile di cui tenere conto.




