Il cosiddetto Web 2.0, ovvero l’insieme delle nuove tecnologie che dovrebbero permettere alla rete di diventare più interattiva, facendole superare l’attuale limitazione delle pagine web (più o meno dinamiche) diventando usabili e funzionali come delle vere applicazioni: tutto questo già lo tocchiamo con mano più o meno consapevolmente.
Le tecnologie Ajax, Flash, Flex e chi più ne ha più ne metta, rappresentano una sfida per i sistemi di tracking ed analisi delle statistiche: superando infatti il concetto di “pagina”, interrompono l’assunto azione dell’utente = nuova pagina web, sul quale è basata (finora) la maggior parte dei sistemi di web analysis.
Eppure sarà ancora più importante capire cosa fanno gli utenti e come interagiscono con la piattaforma messa a disposizione sul web, tanto più importante al crescere dei servizi offerti, degli investimenti in sviluppo delle tecnologie ed in campagne di advertising.
La sensazione è che il prossimo futuro in Italia (l’attuale presente negli stati più evoluti, come gli anglosassoni) stia proprio in questa fondamentale tessera del web marketing: l’analisi e la capacità di prendere decisioni basate sui dati.
Senza di questa infatti si naviga alla cieca, e se poi si sbatte contro uno scoglio, non ci lamentiamo.
La buona notizia è che molti sistemi di analisi sono già pronti ad affrontare il nuovo livello di dettaglio: WebTrends, Omniture, WebSideStory e altri fra i migliori software oggi disponibili offrono la possibilità di ricavare i dati anche senza il refresh della pagina, tramite la chiamata di apposite funzioni, e sono quindi in grado di integrare le Rich Internet Applications nei report in modo trasparente e funzionale.





novembre 29th, 2006 alle 21:33
Gentile Federico,
intanto vorrei ringraziarla per le utili ed interessanti notizie che pubblica nel suo blog.
Mi sto avvicinando finalmente in maniera pratica al mondo del Web Analysis. In passato ho seguito un corso in questa area ottenendo una certificazione come Web Analyst. Adesso mi si prospetta la possibilita’ di iniziare un lavoro in questo campo e sono a dir poco terrorizzata. Come sempre cio’ che si impara e’ ad anni luce da quel che poi bisogna fare in pratica. Mi daranno un progetto come freelance che sara’ il mio trampolino di lancio o il mio burrone della perdizione. Le sarei molto grata se mi desse qualche tips per tuffarmi con sicurezza in questo mare.
Sono italiana ma mi trovo in Messico…il mio campo d’azione!
In attesa di una sua risposta colgo l’occasione per ringraziarla e salutarla.
Mara
dicembre 7th, 2006 alle 17:53
Buongiorno Mara,
la ringrazio per l’apprezzamento e la stima.
La web analysis è un argomento sicuramente affascinante e sempre più attuale: nei mercati più evoluti non si pensa nemmeno di lanciare qualche campagna promozionale o di ottimizzazione senza avere un supporto che permetta poi di valutare i risultati e prendere delle decisioni basate sui dati.
Qualche dritta? Si trovano sempre argomenti di approfondimento interessanti a livello generale sul sito di http://www.webanalyticsassociation.org, segua i blog (internazionali) di settore. Anche qualche buon libro non guasta, a me è piaciuto http://www.webanalyticsdemystified.com.
Soprattutto è importante fare una cosa alla volta!
Il problema che si presenta spesso è la voglia di monitorare tutto: mentre è molto più utile osservare i trend di pochi ma significativi KPI.
Più sono semplici, più è facile monitorarli e capire il perchè dei loro scostamenti.
In bocca al lupo e buon lavoro!
gennaio 21st, 2007 alle 19:58
Ho letto con interesse il tuo post, mi ha permesso di conoscere l’impatto notevole della tecnologia e la necessità di adeguare i sistemi di analisi del comportamento della clientela che visita i siti pubblicati sulla rete.
Si intuisce, quindi, quale sarà la necessità del 2007, ed a breve della funzione di marketing: adeguare i propri metodi e strumenti di analisi del cliente, per poter aggiornare continuamente (o di frequente) i differenti profili e adeguare le mappe di segmentazione.
E’ probabile, però, che la “rincorsa” alla tecnologia non possa essere sempre così netta: cioè l’analisi dovrà tener conto del numero di navigatori che accedono ai contenuti da dispositivi più o meno recenti. Forse, per uno o due anni, le “vecchie” statistiche di rilevamento web potranno sopravvivere.
Una possibile verità: maggiore é la diversificazione dei canali di comunicazione, maggiore sarà l’impegno delle rilevazioni e l’integrazione dei dati nel CRM di riferimento.