Come abbiamo scritto un paio di mesi fa, gli annunci video sembrano godere di buona salute agli occhi degli analisti, e ci si aspetta un deciso incremento degli investimenti per questo speciale e ricco formato di advertising.
Le revenues da annunci video locali, dagli attuali 11 milioni di dollari (valore consuntivo del 2007), aumenteranno fino ad un miliardo e mezzo di dollari nel 2012, secondo il report di The Kelsey Group “US Local Video Forecast (2007-2012)“.
La crescita sarà quindi mediamente del 180% annuo, in altre parole vedremo il budget triplicare ogni anno per questo formato online. Altre previsioni sono ancora più rosee ed indicano un budget di un miliardo di dollari già quest’anno.
Le piccole imprese possono utilizzare i video per promuovere il proprio marchio ed i propri prodotti
Il motore dell’incremento in questo momento (e verosimilmente saranno nei prossimi anni) negli USA sono soprattutto le PMI (piccole e medie imprese); anche le piccole aziende infatti in grado, con un investimento limitato (se confrontato con i costi di una estesa campagna in broadcasting sulle emittenti televisive tradizionali), di pubblicare contenuti ricchi e far conoscere online il proprio nome ed i propri prodotti. Inoltre la promozione video sembra essere più semplice da capire, perché qualcosa di già conosciuto, rispetto ad altri strumenti online.
Queste previsioni sono in parte avvalorate dall’aumento del numero di utenti che consumano contenuti video, quindi sempre più abituati a questo formato. Più del 60% dell’utenza internet dichiara di aver visto qualche annuncio video; di questi, più del 47% dopo aver visto il video ha visitato il sito collegato, ed quasi il 17% ha cercato maggiori informazioni sul prodotto promosso ed ha comprato qualcosa (da un’indagine di The Kelsey Group).
Sia come sia, anche se personalmente ritengo che queste previsioni siano troppo ottimistiche (almeno per quanto riguarda il nostro Paese, dove le novità stentano sempre un poco prima di essere accettate ed utilizzate effettivamente dai responsabili marketing), appare chiaro che i video ads sono destinati a prendere sempre più piede.
E se gli investimenti online salgono così tanto, è chiaro che altri investimenti di marketing al contrario diminuiranno. Il broadcasting tradizionale e le campagne non mirate sono destinate a soffrire, anche bisogna pur sempre ricordare che per ora la maggior parte degli investimenti vanno ancora ai media tradizionali: giornali, affissioni, radio, e soprattutto TV.
Segnalo infine un articolo interessante su Search engine Lands riguardo a questo argomento: Online Video Ads: What Small Business Advertisers Need To Watch For.
Fonti: eMarketer, The Kelsey Group, Informationweek.

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luglio 8th, 2008 alle 9:37
E’ chiaramente il momento dei video, ormai si fanno video su qualsiasi cosa (dagli hotel ai telefonini, a quei barbosissimi video/telegiornali dedicati alla tecnologia), personalmente sono un po’ scettica sul loro utilizzo.
Io credo che chi va in rete per informarsi cerca informazioni, e che per approfondire non ci sia nulla di meglio dell’informazione scritta.
Chi cerca video vuole prevalentemente intrattenimento…quindi okkio alle mode e attenzione ai soggetti dei vostri video, la noia è sempre dietro l’angolo.
Altra cosa sono le video-dirette, che potrebbero dare informazioni in tempo reale, ma ne vedete qualcuna in giro?
luglio 8th, 2008 alle 10:51
Ciao,
ti ringrazio per il tuo contributo, che è interessante.
Certamente è vero che da un punto di vista “efficentista” l’informazione scritta è la migliore per reperire dati specifici.
Tuttavia è anche vero che questo vale per una certa percentuale di utenza dal profilo elevato, e nemmeno gli utenti esperti spendono il 100% del loro tempo “impegnati”.
Mentre la maggior parte dei navigatori spende molto tempo online per cercare intrattenimento, o comunque nuovi stimoli. Di anno in anno aumenta il tempo medio per utente di utilizzo di internet, mentre al contempo non aumenta (ed in alcuni casi diminuisce) il tempo speso davanti alla TV: l’utente medio cerca intrattenimento.
E’ inoltre vero che vi sono molti utenti che, abituati al format televisivo, apprezzano l’utilizzo dei video anche per acquisire informazioni.
luglio 8th, 2008 alle 11:24
Con l’evoluzione delle tecnologie si è evoluto anche il display advertising, inevitabilmente: dai banner statici, ai banner gif animati, a flash…ai video.
In più, i risultati promettenti dei video ads secondo me derivano dall’”effetto YouTube”, una maggiore consapevolezza e attrazione degli utenti verso un medium che può avere un alto tasso di viralità e che -diciamolo- dalla diffusione della banda larga va molto di moda.
Due considerazioni:
1) proprio per sfruttare il potenziale virale degli annunci, i gestori di network pubblicitari di questo tipo potrebbero pensare di permettere la ridistribuzione anche al di fuori del web (es. via email) dei video, permettendo agli inserzionisti di diffondere il proprio messaggio molto più capillarmente;
2) se è vero che il video su web oggi è visto perlopiù come momento di svago e non ne è percepito l’aspetto pubblicitario, siamo sicuri che questo vantaggio durerà per sempre e non arriveremo a parlare di “video blindness” così come oggi si parla di “banner blindness”?
luglio 9th, 2008 alle 19:02
Sono d’accordo con chi vede in parte nei web video una moda esagerata e passeggera, ma penso che sia anche un’opportunità da esplorare prima di adottare opinioni troppo estreme
luglio 9th, 2008 alle 19:45
Ciao Roberta,
non ho mai detto che non si debba cavalcare l’onda..;)
Finché funziona (e da noi siamo lontanti dall’aver raggiunto l’apice) è un bene sperimentare: fa bene agli inserzionisti, ai publisher, e da agli utenti quello che vogliono. Meglio di così…
luglio 9th, 2008 alle 20:42
Aggiungo che tutti i “nuovi prodotti” del mercato dell’informazione hanno una curva di acquisizione tipica: si inizia con una lenta sperimentazione (fare pionieristica), segue una fase di hype, durante la quale tutti sembrano non poter fare a meno del servizio del momento, quindi un riassestamento verso il basso ed infine la fase matura di crescita più lenta.
Paura di essere nella fase di hype? Il “prodotto video” in realtà non è così nuovo. Al contrario il suo successo dipende in parte dal fatto che gli utenti sono molto abituati a consumarlo (tramite la TV), e trovano ora online una possibilità di consumo più attiva e partecipe (video brevi, collegamenti ipertestuali, video collegati, eccetera).
Di conseguenza a mio parere questo tipo di formato non è destinato a ridimensionarsi tanto velocemente, ma anzi potrebbe addiritura già trovarsi nella fase matura.
luglio 13th, 2008 alle 11:36
Ciao Federico
Ho letto con interesse il tuo post e l’ho messo a paragone con l’articolo pubblicato da OneEconomy: http://www.oneeconomy.it/10/07/2008/youtube-ricavi-pubblicitari-in-diminuzione/
Come spieghi un calo dei guadagni da parte di Youtube se il mercato dei video-adv è in crescita? Mi piacerebbe sapere cosa ne pensi
luglio 13th, 2008 alle 11:53
Ciao Gianluca,
ti ringrazio per il contributo e per il riferimento.
La riduzione dei ricavi pubblicitari di YouTube è stata causata, come riporta il post che citi, dai problemi con il diritto di autore che YouTube ha avuto negli ultimi tempi. YouTube conteneva di tutto, e molti video erano tratti da opere coperte da copyright. Quando il portale è diventato troppo importante per essere ignorato, sono cominciati i problemi.
Tuttavia a mio parere questo è puramente un problema congiunturale, e non legato in alcun modo al mezzo in sè. Il punto non sono i video, quanto il fatto che erano distribuiti contenuti senza autorizzazione dei proprietari.
Da un lato il diritto d’autore così come lo conosciamo (o come lo vorrebbero le case di produzione) è destinato a cambiare radicalmente, dall’altro si fanno strada sempre più i video autoprodotti dagli utenti.
Ultima considerazione: nel post qui sopra si parla di video come “formato di advertising”, quindi non parliamo tanto di YouTube (dove viceversa il video è il prodotto e spesso l’advertising sono banner) quanto di altri portali che espongono video in vari modi come formato pubblicitario.
Ciao, a presto!