Quasi sempre i clienti per cui seguiamo il web marketing ci prendono come punto di riferimento per tutta la loro attività online, chiedendoci consiglio per qualsiasi decisione, anche se spesso si tratta piuttosto di decisioni di business piuttosto che scelte operative.
In particolar modo in merito a questioni che hanno a che fare con proposte di terzi ci viene quasi sempre richiesto l’intervento, in quanto, grazie all’esperienza specifica, siamo meglio in grado di valutarne la convenienza.
Ci troviamo in questi casi a dover gestire vere e proprie negoziazioni “per conto di”, ed a volte i risultati possono essere anche comici, specie quando abbiamo a che fare con la classica richiesta di scambio link.
Ecco un esempio di pochi giorni fa…
Mail di contatto iniziale (inviata al cliente)
Buongiorno,
sono il webmaster del sito www.xxxx.com. Vorrei effettuare scambi di links con www.yyyy.com ed eventualmente altri vostri siti per poter migliorare l’indicizzazione del nostro network nei motori di ricerca. Oltre a www.xxxx.com gestisco anche altri siti di altre tematiche e in varie lingue.
Se siete interessati ad effettuare uno scambio di link vi prego di contattarmi a questo indirizzo: webmaster@xxxx.com
Cordialmente, Mario Rossi
Il cliente ci gira la mail, e noi rispondiamo in sua vece.
Nostra mail di risposta
Gentile Mario,
seguiamo la promozione del sito yyyy.com Purtroppo il sito xxxx.com risulta molto debole (se non addirittura penalizzato) rispetto a yyyy.com e agli altri siti che gestiamo, quindi al momento non possiamo considerare la possibilità di uno scambio. Se lo desidera ci mandi una lista degli altri siti disponibili nel suo network e valuteremo la possibilità di scambi reciprocamente vantaggiosi e “Google Safe”.
Cordiali saluti e grazie
Il webmaster cade dalle nuvole e scrive a breve giro, stupito ma forse anche un po’ seccato, chiedendo spiegazioni
Controrisposta del webmaster Mario Rossi
Caro collega…
Non capisco perchè dici che il sito xxxx.com è “debole”, visto che è un pr=4 nella homepage e tutte le pagine interne sono pr=3 e linkate dalla homepage. Inoltre xxxx.com ha anche circa il doppio dei backlinks unici rispetto a yyyy.com…
Quali sono i parametri secondo i quali valuti il valore SEO del sito?
Cortesemente, rispondiamo alla domanda con argomentazioni pertinenti.
Nostra controrisposta al webmaster
Gentile Mario,
qualche mia vecchia conoscenza risponderebbe “la consulenza si paga” ma tra colleghi invece è bello discutere di queste cose
Il pagerank non lo guardo neppure più, la quantità di link in ingresso meno ancora, guardo soltanto i concreti posizionamenti sulle keyword (competitive e non) e le possibilità di crescita che ha il sito nel tempo (quando viene curato, se è nato per durare ecc…).Al momento, pur trattandosi di un sito esistente da anni, anche testandolo su brevi frasi prese qua e là dai titoli e dai contenuti delle pagine, non risulta posizionato o lo è con un ranking inferiore ad altri siti, la cosa indica una certa debolezza del sito o addirittura una penalizzazione (nel caso specifico propendo per la seconda ipotesi).
Un saluto e a presto
Abbiamo voluto riportare questa recente “conversazione” che riteniamo più istruttiva di molti post, non credo servano ulteriori commenti


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gennaio 8th, 2009 alle 13:48
Hai tutta la mia solidarietà, mi trovo anche io quotidianamente a scontrarmi con persone che si cullano in balia di un pr4 (in home solo in home) e non hanno la benchè minima idea di tutto ciò che va considerato per non rischiare nulla in uno scambio link.
gennaio 8th, 2009 alle 14:47
Povero webmaster, sei stato impietoso!
gennaio 8th, 2009 alle 20:54
Purtroppo è così, dall’altra parte inoltre si trova gente che fa scambi links solo con siti valutati esclusivamente in base al PageRank…
Succede veramente poche volte che il sito venga valutato in base alle aspettative di crescita, alla qualità dei contenuti, alla cura, alla tematizzazione e all’effettivo posizionamento dei post..
gennaio 9th, 2009 alle 2:11
@Davide e Paolo
purtroppo il pagerank è entrato nel vocabolario di tutti e passerà diverso tempo prima che gli utenti del web si dimentichino della sua esistenza.
@Web Copywriter
E dire che io stavo pensando di aver fatto un favore a questa persona
gennaio 9th, 2009 alle 17:18
Lo scambio link è una gran cosa se non venisse considerato solo ai fini dell’indicizzazione.
Mi piace “leggere” lo scambio link come il puro e “naturale” piacere di legare il proprio sito ad una risorsa che si ritiene valida, utile ed in qualche modo “affine”. Credo fermamente che qusto piace anche a Google
.
Google tiene in maggiore considerazione tutto quanto crede essere naturale (e non “forzato”). Vale lo stesso per lo scambio link.
Se dovessi conoscere qualcuno che ha un blog appena nato che presenta ottimi contenuti (ma non è ancora posizionato), è gestito con entusiasmo e tratta i miei stessi argomenti lo linko senza pormi troppi problemi… è naturale che ciò avvenga e credo che Google ne tenga conto. Ciao
gennaio 14th, 2009 alle 19:50
Si ormai il PR è troppo sopravvalutato, ma c’è da dire cho ormai anche le politiche di google a livello di backlink son diventate quasi indecifrabili e le “punizioni” sono in molti casi assegnate ingiustamente e fare ricorso oltre che complicato spesso si rivela inutile, sopratutto dall’introduzione dell’utilizzo dei link di tipo not-follow.
Comunquesia io sto cercando di utilizzare lo scambio link il meno possibile sulla maggior parte dei miei siti favorendo quella che è l’ottimizzazione naturale e stò prendendo molto in considerazione la possibilità di usare solo link not follow per lo scambio link che comunque facciamo solo con siti molto affini e utili per i nostri visitatori.
gennaio 15th, 2009 alle 1:02
Filippo scrive:
[...] sto prendendo molto in considerazione la possibilità di usare solo link not follow per lo scambio link che comunque facciamo solo con siti molto affini e utili per i nostri visitatori.
Filippo concordo sul fatto che Google stia esagerando ma non sarei così estremista, se tutti si facessero spaventare in questo modo e sterilizzassero anche i link perfettamente legittimi i link non avrebbero più senso, con e senza nofollow.
gennaio 15th, 2009 alle 19:06
Si infatti parlavo di solo alcuni dei nostri siti(ho un socio con cui seguo tutti i progetti web) che ricevono visite da link naturali o grazie a key su ricerche di argomenti molto di nicchia.
Ma soprattutto la mia affermazione era volutamente estrema per indurre a ragionare sul fatto che se molti webmaster per prudenza iniziassero a usare pesantemente link nottfollow lo stesso meccanismo legato agli spyder al PR ecc.. andrebbe in crisi, questo fà capire che ormai dovrebbero esser necessarie delle linee guida precise messe a disposizione dai motori per chi intende fare il SEO white hat nel modo più corretto possibile.
Inoltre c’è da riflettere sul fatto che se io vengo penalizzato ad esempio perchè un mio sito ha molti link in entrata naturali grazie al contenuto particolarmente raro o interessante non subisco un gran danno siccome posso contare su diversi altri siti di mia propietà (inoltre il mio scopo ora come ora non è il puro guadagno), ma pensiamo a una persona che magari a caro prezzo ha messo in piedi un sito e-commerce e lo utilizza per mandare avanti un attività commerciale solo sul web, questa persona avrebbe un danno quasi tragico.
gennaio 16th, 2009 alle 1:58
Filippo scrive:
“[...] ma pensiamo a una persona che magari a caro prezzo ha messo in piedi un sito e-commerce e lo utilizza per mandare avanti un attività commerciale solo sul web, questa persona avrebbe un danno quasi tragico.”
Tragiche “fatalità” che vanno ad ingrassare Adwords
gennaio 16th, 2009 alle 19:24
In effetti non avevo considerato anche questa specie di conflitto d’interesse