Le linee guida ufficiali di Google affermano, praticamente da sempre, che è preferibile tenersi sotto il numero di 100 link per pagina.
Oggi John Mueller, Webmaster Trends Analyst at Google Zürich (e figura solo un po’ meno nota rispetto a Matt Cutts), afferma altrettanto ufficialmente che
[...] possiamo leggere più di 100 link per pagina
. Comunque raccomandiamo di rispettare il limite di 100 perchè generalmente ha senso dal punto di vista dei navigatori (e dei motori di ricerca)
Che il limite possa aver senso per il navigatore (per ragioni legate all’usabilità?) è perfettamente plausibile…non è chiara invece la precisazione tra parentesi relativa ai motori di ricerca, ma ormai ci abbiamo fatto l’abitudine: da quando Google sostiene di voler chiarire le idee a Webmaster e SEO, avviando un dialogo diretto con loro, sembra divertirsi più che altro a impersonare la Sibilla di Delfi, tanto che ogni volta lo spazio per le possibili interpretazioni sembra dilatarsi all’infinito.
Quanti link per pagina dunque?
Difficile fornire una misura standard: l’esperienza SEO insegna che tutto dipende dalla forza della pagina in questione e che quindi una pagina con pagerank (reale) elevato consente la scansione di un maggior numero di sotto-pagine (cioè pagine verso le quali fornisce un link) rispetto ad una pagina più debole.
Solitamente, per rendere l’idea in modo approssimativo ma efficace, si fa un paragone di tipo “idrico”: troppi link “disperdono in mille rivoli” la forza con cui lo spider giunge al livello di navigazione sottostante, mentre link in numero insufficiente generano un “collo di bottiglia” che impedisce un flusso corretto.
L’avvertenza delle linee guida di Google rimane valida, se non altro, come richiamo a prestare attenzione alla struttura di navigazione: se un sito è costituito da centinaia di pagine, non mettiamo tutti i link in home e neppure creiamo menu smisurati. Progettiamo bene la gerarchia tra le varie sezioni e sub-sezioni, valorizzando nel modo giusto le pagine che riteniamo più importanti e che vogliamo si posizionino su keyword competitive.
Termino queste riflessioni suggerendo la lettura dell’ottimo articolo di Fabrizio sugli “hub di richiamo”

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ottobre 30th, 2008 alle 18:59
Ottimo articolo. Non ho capito soltanto una cosa, ma faccio prima a chiedertela di persona
ottobre 31st, 2008 alle 8:57
Che Michele sei?
Dai “paiasso” se chiedi qui magari interessa a tutti
novembre 1st, 2008 alle 14:56
sisi chiedi qui che interessa anche a noi
il fatto che ci sia o meno il nofollow non cambia nulla, giusto?
e… ottimo articolo (basta non te lo dico più, vale anche per tutti quelli futuri
novembre 1st, 2008 alle 19:02
@RegExp
grazie per l’ottimo cumulativo
Da quanto ne so i link interni con nofollow vengono seguiti ma non *dovrebbero* contribuire alla “dispersione”.
Comunque per andare sul sicuro personalmente uso javascript
Questo è certamente uno di quei chiarimenti che Google dovrebbe dare su Google Webmaster Central, invece di darci quasi esclusivamente informazioni del cavolo come fa abitualmente.
novembre 3rd, 2008 alle 1:07
mi sa che la tua è la soluzione migliore (javascript) thank you!
marzo 16th, 2009 alle 0:46
questa pagina ha più di 160 link
da che pulpito viene la predica? eh eh
marzo 16th, 2009 alle 1:16
Ciao Camu,
a parte che non vedo “prediche”, mi chiedo cosa non ti sia chiaro nella frase che dice espressamente
Difficile fornire una misura standard: l’esperienza SEO insegna che tutto dipende dalla forza della pagina in questione e che quindi una pagina con pagerank (reale) elevato consente la scansione di un maggior numero di sotto-pagine (cioè pagine verso le quali fornisce un link) rispetto ad una pagina più debole.
marzo 16th, 2009 alle 1:28
scusa, il mio commento era ironico
non volevo punzecchiare nessuno, per carità. tutto quello che scrivi è più che chiaro, ed anzi mi complimento per aver ripreso quest’argomento…
marzo 16th, 2009 alle 1:34
Ok, pensavo mi stessi “rimproverando” per il fatto di non mettere in pratica i consigli che si possono ricavare dall’articolo
Ad ogni modo il senso dell’articolo, se proprio c’è un consiglio da ricavare, è proprio quello di non formalizzarsi troppo sui numeri