Funerale SEO, lutto per wordpress.com

SEO

Oggi OMB vi rivela un piccolo ma efficace espediente adottato dai SEO specialist più attenti (non da moltissimi per la verità in Italia) e al tempo stesso ne celebra con commozione la dipartita.

Non siamo impazziti, stiamo parlando di wordpress.com, il network che consente a chiunque di creare il proprio blog utilizzando la famosa piattaforma di blogging il cui sito madre è wordpress.org. E’ uno tra i tanti network del genere, basti pensare a blogspot, splinder e altri, ma al tempo stesso è (anzi dobbiamo dire “era”) unico nel suo genere per la presenza di “pagine/tag” progettate in modo eccellente.

Di cosa stiamo parlando? Un esempio vale più di mille spiegazioni, queste sono tutte pagine/tag

http://it.wordpress.com/tag/vacanze/
http://it.wordpress.com/tag/google/
http://wordpress.com/tag/tuscany/

Nofollow Evidenziato in RosaSi tratta di pagine che raccolgono i post più recenti pubblicati in tutto il network, etichettati con una data keyword. La particolarità sta nel fatto che queste pagine in Wordpress.com ricevono link da tutti i post del network che contengono quel tag e, al tempo stesso, danno un link di ritorno ad ognuno dei blog in cui questi post sono stati pubblicati.

In sostanza sono pagine dall’elevata link popularity, focalizzate su un tema specifico, frequentemente aggiornate e per giunta ottimizzate…sentite già il vostro “sesto senso SEO” che pizzica, vero? :) Infatti grazie a questo sistema di link incrociati diventa facile ottenere in tempi ragionevoli uno o più blog/link-farm da utilizzare per i propri comodi.

Purtroppo però da qualche settimana wordpress.com ha adottato la falce del nofollow in tutti i link presenti in queste pagine, così i pochi SEO accorti che avevano creato un blog tematico per sfruttarlo ai fini della link popularity (facendone finire tutti i post nelle pagine/tag “giuste”), oggi devono dire addio a questa comodità. Oggi infatti le pagine/tag continuano a ricevere link da tutto il network ma, a causa dell’introduzione del nofollow, non danno più alcuna forza ai vari blog.

Per quale ragione è stato introdotto il nofollow? Per combattere i SEO/spammer che hanno aperto un proprio blog nel network?

Non lo crediamo, dato che la qualità media dei blog era elevata: in wordpress.com c’è un sistema di segnalazione, controllo ed eliminazione dei blog piuttosto efficace. Anche i blog usati per raccogliere e veicolare link popularity possedevano contenuti originali e di qualità nella media (se non altro per evitare di farsi scoprire).

Quindi perchè “sterilizzare” tutto con il nofollow? Azzardo che la ragione principale risieda nel timore di ritorsioni dirette o indirette da parte di Google che, ormai, dimostra antipatia per qualsiasi sistema si riveli efficace nell’ influenzare le SERP.

Qualcuno, nei forum americani, oggi sostiene che Wordpress.com sia stato direttamente “avvertito” da Google del fatto che doveva correre ai ripari prima di venire qualificato come immensa link-farm…ma qui siamo nel regno delle illazioni.


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12 Commenti su questo articolo

  1. Espressione Regolare ha scritto:

    l’articolo è buono, ma quell’illazione finale è proprio fantascienza (anzi, fantasy :-)

  2. Federico Moretti (AKA "fedmor") ha scritto:

    Effettivamente, ritrovarsi quelle pagine su Google diventa stressante: non è propriamente il caso di WordPress, quanto di altri network “viziosi” (anzi, creati ad hoc) di cui magari G. non si è ancora preoccupata. Il rapporto di WP con l’attributo “nofollow” resta, comunque, piuttosto sconcertante anche sul self-hosted — per quanto sia relativamente semplice rimuoverlo. Sull’argomento, va anche detto che Blogger (di proprietà di G.) rappresenta l’esempio peggiore, rispetto alla SEO: un paradosso, se vogliamo…

  3. Cristina ha scritto:

    «Il rapporto di WP con l’attributo “nofollow” resta, comunque, piuttosto sconcertante anche sul self-hosted — per quanto sia relativamente semplice rimuoverlo.»

    e come?

  4. Dario Martinis ha scritto:

    Sigh…questa si che è una brutta notizia…:-)
    Things change…specialmente quando si parla di Google.
    Ottimo articolo!

  5. Fabio Sutto ha scritto:

    Ciao e grazie a tutti

    @RegExp scrive

    “buono”? Sei troppo buono! :D

    “ma quell’illazione finale è proprio fantascienza (anzi, fantasy)”

    Dici? Probabilmente è fantascienza, ma a me viene in mente anche il caso BMW…recuperato dal ban in una settimana (anzichè 30 + 1 giorni) ;)

    @Cristina

    penso Federico si riferisse ai vari plugin dofollow, nonofollow etc.etc.

  6. Espressione Regolare ha scritto:

    anche a me era venuto in mente il caso BMW, ma lo leggo diversamente:

    se hanno avvisato WP avrebbero avvisato a > ragione anche BMW, no? e nn ci sarebbe stato nessun ban da recuperare in 1 week

  7. Stefano ha scritto:

    @Cristina: ho scritto una recensione qualche settimana fa proprio su un plugin per WordPress (self hosted, ovviamente) che permette di eliminare l’attributo nofollow, la trovi qui:
    http://www.wordpressmania.it/2008/07/07/wordpress-plugin-per-togliere-il-nofollow/

    Su WordPressMania.it lo uso da mesi e sono molto soddisfatto (e, a quanto sembra, anche coloro che commentano sul blog)

    Stefano

  8. Nbriani ha scritto:

    Ciao ragazzi, … non è proprio una brutta notizia, dai..

    Ho utilizzato e consigliato spesso l’uso di wordpress per quella sua fantastica caratteristica (soprattutto quand si è i primi a creare i Tag e le categorie).. ma cominciavo proprio a temere che il suo uso e abuso sempre piu’ generalizzato potesse portare Google a interventi “specifici”…

    Approvo il “no follow” perchè cio’ elimina ogni possibile valutazione negativa sull’ottimo posizionamento che ottengono quelle pagine in certe condizioni.

    Forse abbiamo perso “un link”, ma …il traffico resta! e ora mi sento anche piu’ sicuro. Ed il traffico (specie se a tema) non è roba da disdegnare neanche nelle campagne “strettamente” SEO… o no? ;-)

    Riguardo la decisione, io credo ( o spero? ) che ci sia un legame con l’avvicinarsi della liberalizzazione (a pagamento) degli Adsense su WP che esporrà anche la piu’ “purista” delle piattaforme all’assalto dei “blogger” MFA (made for adsense). Da qui la necessità di fare pulizia intorno.. chissà, solo un ipotesi…

  9. Fabio Sutto ha scritto:

    @RegExp

    quelli di bmw erano altri tempi (e il fatto del ban diede ampia risonanza al giro di vite di Google). Comunque meglio non fare dietrologia fine a se stessa :)

  10. Tambu ha scritto:

    l’ilazione finale secondo me non è campata per aria. Durante il WordCamp a Milano ho chiesto a Matt (il creatore di Wordpress, CEO di Automattic) come mai Google avesse detto pubblicamente che lo 0.8% degli header HTTP che passano per le sue macchine fosse generato da Wordpress, cosa che non aveva mai fatto prima per altri CMS. Lui mi ha risposto che “sospetta” che a Google piaccia Wordpress perché è facile, avvicina la gente alla rete quindi immette contenuti nuovi, è SEO friendly nativamente e un altor paio di cose che ora non ricordo…

    quindi diciamo che può anche starci, che siano “amici” ;-)

  11. Fabio Sutto ha scritto:

    @Tambu

    Testimonianza preziosa, grazie

    Tambu Scrive:

    “quindi diciamo che può anche starci, che siano “amici” ”

    E continuando a livello di illazioni…se avesse colpito wordpress.com lo avrebbe fatto in base a quale delle linee guida? Non me ne viene in mente nessuna. Inoltre Wordpress.com ha già un ottimo sistema di controllo dei “blog inutili”. Inoltre di sicuro una penalizzazionenon avrebbe fatto contenti centinaia di migliaia di utilizzatori di wordpress.com.

    Invece un consiglio “amichevole” viene sempre ascoltato e ci si può adeguare spontaneamente :)

    @Nbriani scrive:

    “Approvo il “no follow” perchè cio’ elimina ogni possibile valutazione negativa sull’ottimo posizionamento che ottengono quelle pagine in certe condizioni.”

    Se ti riferisci alle pagine/tag queste si posizionano ma ospitano anche altri blog. Se ti riferisci alle pagine del blog stesso invece, temo che subiranno una flessione di traffico (anche se spero di no e sto foraggiando le mie con link dall’esterno).
    Staremo a vedere e speriamo bene.

    In generale comunque mi chiedo quale sia la giustificazione per quel nofollow su wordpress.com, cosa risolve quanto a qualità delle SERP? Cosa ottiene se non aiutare Google ad essere meno influenzabile dal sistema di valutazione altamente specializzato che lui stesso si è creato nel tempo?

    Non sarebbe più giusto che Google cambiasse i suoi parametri di valutazione anzichè fare terrorismo e spingere la rete ad applicare un’etichetta rel=nofollow (che in origine doveva rappresentare un’eccezione) appena ci siano dei timori (“mah…nel dubbio lo metto”).

  12. Nbriani ha scritto:

    Ciao Fabio, si mi riferivo alle pagine TAG.

    Io invece credo proprio che c’era una questione di qualità delle SERP.. che pagine erano quelle in fondo? aggragatori di contenuti (duplicati) se pur omogenei costruite automaticamente assorbendo testi da centinaia di migliaia di Blog e che sfruttano il “trust” del dominio WP…

    Quali sono i vantaggi per gli utenti che finiscono in quelle pagine anziche nei Blog originali che hanno generato quel contenuto? gli stessi identici vantaggi che si hanno nel finire in Directories e affini…. o no?

    Sono “elenchi parziali di risorse verticali” che concettualmente si sostituiscono alle SERP, quindi, a mio giudizio, roba quantomeno “a rischio”.. :-)

    Plausibilissima, quindi, la vs considerazione finale… credo che il “No Follow” sia una specie di compromesso.. tipo “tu non me le penalizzi, io ti ci metto il No Follow” ! :-)

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