I link sono ancora il principale fattore esterno in grado di influire sul posizionamento di un sito, i SEO lo sanno da tempo e sono sempre riusciti a sfruttare questa caratteristica come mezzo per risalire le SERP più “ripide”.
Quando Google, tra novembre 2005 e febbraio 2006, ha cercato di porre un freno a certe aberrazioni tipiche dell’attività di scambio link, introducendo valutazioni sulla tematicità (che va intesa in senso molto ampio), sulla reciprocità e sulla spontaneità nell’incremento della link popularity…i link sono diventati merce ancor più preziosa, tanto che i webmaster hanno iniziato a pagare quelli migliori.
Matt Cutts lo aveva detto e pare che stia accadendo: vendere link ai fini del posizionamento secondo Google è male, quindi Google avrebbe fatto qualcosa, tanto che già da qualche mese
- ha introdotto la possibilità per i navigatori di denunciare i siti “mercenari di link” (un competitor invidioso e volenteroso si trova sempre);
- ha dato ampio risalto alla cosa, intimorendo i SEO meno smaliziati
E quasi certo che in queste settimane alcuni siti, che erano soliti vendere link, abbiano subito un calo drastico del pagerank indicato sulla toolbar, il fenomeno e la sua causa sono stati confermati da Matt Cutts stesso (se gli vogliamo credere).
Non sembra comuque che l’evento sia stato accompagnato da una caduta nelle SERP (e per quanto mi riguarda, da tempo non valuto più la qualità di un link sulla base del pagerank della pagina in cui si trova), tuttavia la cosa deve far suonare qualche campanello d’allarme:
- oggi scende la barretta verde…e domani?
- Oggi viene colpito solo chi vende e…domani?
Alcuni giorni dopo si è verificato l’aggiornamento generale e fisiologico del pagerank, che era atteso da un po’, e che ha riguardato tutti i siti ma che non ha nulla che vedere con la sospetta penalizzazione di cui parliamo in questo articolo.
Il calo drastico e selettivo del pagerank sui siti che forse vendevano link ha uno scopo ben preciso, ed ha ottenuto vari effetti utili per Google
- intimidazione: da oggi sarà più difficile trovare siti disponibili e webmaster accondiscendenti, salvo avere la fortuna di imbattersi in persone esperte e poco inclini all’emotività.
- disorientamento: i troppi SEO che, magari inconsciamente, ancora si basavano sulla barretta verde non sapranno più che pesci pigliare nel valutare la qualità di un link.
In questa occasione non mi soffermerò sugli aspetti etici della questione, dico soltanto che non cambierà nulla, SEO e webmaster esperti continueranno ad acquistare e vendere link a scopo posizionamento, solo con maggiore attenzione.
Infatti c’è un limite alla capacità di individuazione di Google: come distinguere all’interno di un blog se il link presente in un post è spontaneo oppure no? Come distinguere un pubbliredazionale da un redazionale spontaneo?
Attraverso le segnalazioni dei navigatori? Te li raccomando i “cosiddetti navigatori”! Quasi sempre si tratta di competitor che inquinano lo strumento inviando false indicazioni.
Google sembra saperlo, infatti al momento non mi sembra si possa dire che i link nei siti “pizzicati” abbiano messo di svolgere la loro funzione, semplicemente l’abbassamento “artificiale” del pr va intepretato come un avvertimento intimidatorio che vorrebe avere un effetto dissuasivo sui meno esperti.
Ciò che indefinitiva cambierà sarà soltanto il modo di vendere link: prevedo l’ulteriore proliferazione dei blog per redazionali ad uso pagerank…e allora mi chiedo, alle SERPS sono più dannosi i link poco spontanei o i contenuti inutili e di scarsa qualità?
Altri interventi sull’argomento
- Matt Cutts Confirms [...]
- Pagerank Update: ipotesi sulle cause [...] (www.marketingroutes.com)
- Marketing Routes: qualcosa non torna…[...] (www.980km.com)
- Vediamo chi non è stato penalizzato (www.progetto-seo.com)





novembre 12th, 2007 alle 0:02
Non mi è chiara una cosa. Ti faccio un esempio e pongo qualche domanda:
Coloro che vendevano link a 1000€/mese su siti con PR=9 ora si ritrovano il sito declassato a PR=3; posto che abbiano intenzione di continuare la vendita, dovranno rivedere il prezzo dei link: ipotizzo un calo da 1000€/mese a 1€/mese.
Chi ha interesse a vendere link al prezzo di 1€/mese, correndo il rischio di eventuale, futura, penalizzazione in SERP ?
Tutto questo discorso si riferisce alla vendita di link usata per traferire PR, non “popolarità”. Chi vende “popolarità” (ed usa nofollow, javascript etc.) non perderà neanche 1€, dopotutto la merce di scambio è il numero di visitatori (merce propria) non PR (merce di proprietà di Google).
Io credo che Google in questo modo voglia arginare la vendita di link (PR) non solo sfruttando l’intimidazione e il disorientamento, ma soprattutto svalutando il valore dei link stessi.
novembre 12th, 2007 alle 10:07
Ciao Francesco,
chi vendeva link in maniera sistematica e “industrializzata” dovrà rivedere la strategia, ad ogni modo il pagamento per i link di solito è mensile quindi finchè funzionano vale la pena continuare ad acquistarne, quando ce n’è bisogno ovviamente.
E al momento funzionano, anche se il pr è passato da 7 a 5.
In ogni caso è sempre possibile vendere link senza passare da TextLinkAds o circuiti analoghi, in un rapporto diretto con il potenziale acquirente.In questi casi i link devono esseri posti all’interno di pubbliredazionali o comunque in un contesto, quindi prevedo un aumento dei prezzi anzichè un calo.
Google non sta svalutando il valore dei link, l’unico modo per farlo è renderli meno influenti sulle SERPS…ma prima dovrebbe trovare un’alternativa
Conosco e utilizzo diversi portali che vendono link in maniera intelligente, questi difficilmente verranno mai colpiti…a meno che Google non dichiari fuorilegge tutti i link privi di nofollow o javascript, il che sarebbe davvero ridicolo e paradossale
novembre 12th, 2007 alle 10:27
@Fabio
> Google non sta svalutando il valore dei link,
> l’unico modo per farlo è renderli
> meno influenti sulle SERPS…ma prima
> dovrebbe trovare un’alternativa
Io credo dipenda dal tipo di vendita. Se vendi PR conta il PR, se vendi accessi conta la SERP…
1) Vendita link per trasferimento PR
Chi vende link basando il prezzo sul PR del proprio sito dovrà obbligatoriamente abbassare i prezzi: un link su una pagina a pr3 costa indiscutibilmente meno di un link su pagine a pr9.
2) vendita link per trasferimento popolarità
Chi vende link basando il prezzo sul numero di accessi al proprio sito se ne frega del PR. Il prezzo è dato dal “potenziale” numero di visitatori che cliccherà sul link.
novembre 12th, 2007 alle 10:46
Al contrario Francesco, i prezzi dei link per le SERP cresceranno:
- c’è la paura (vuoi un link per salire nelle SERP? Pagamelo bene)
- diminuisce l’offerta nel mercato (chi si spaventa non vende più)
- c’è la tecnica (vendo solo pubbliredazionali, così non corro rischi, ma richiedono maggiore impegno)
I link per gli accessi non li considero nemmeno, sono come banner non hanno nulla che vedere con il SEO. Il problema è di Google che, se decidesse di colpire veramente chi vende link per le SERP, non saprebbe più come distinguere i banner dai link “incriminati”…e quindi siamo all’assurdo che consiglia di usare nofollow e javascript.
A proposito di assurdità:
ho in mente almeno 4 o 5 grossi portali che hanno sempre dato link diretti agli hotel che pubblicizzavano, e non per via del pagerank, ma semplicemente perchè se ne fregavano, quindi li davano gratis: ora questi portali dovrebbero rivoluzionare tutte le proprie pagine perchè Google potrebbe decidere che sono da penalizzare?
Google come Microsoft vuole dettare gli standard?
novembre 12th, 2007 alle 12:16
Mah, non so ! Il mio blog con 50/60 accessi giornalieri ha pr=3 (secondo me tra qualche mese salirò a 4). Secondo te posso vendere link allo stesso prezzo di GiorgioTave.it (per fare un esempio) ? Non credo…
Sul discorso dei 4 o 5 portali concordo… Dopotutto l’unico modo a disposizione di Google per verificare l’effettiva vendita di PR, sarebbe l’accesso ai conti correnti bancari
e forse neanche basterebbe !
novembre 12th, 2007 alle 12:22
No, non potrai venderli al prezzo di GT perchè, anche se gli è sceso il pr, quel sito è ancora ottimo per avere dei link…ma potrebbe esserci qualcuno che casca nel tranello del pr visibile e pagherebbe te o me più di Giorgio
Io un link nella home di GT lo metterei anche nascosto per esempio, degli accessi non mi interessa nulla.
E ad esempio un pubbliredazionale qui
http://seoblog.giorgiotave.it/ lo comprerei subito se mi servisse