Negli ultimi tempi si fa un gran parlare degli effetti miracolosi dell’article marketing sul posizionamento naturale, colgo l’occasione di questo primo post su Online Marketing per chiarire alcuni aspetti di quella che sta diventando una pratica di incremento della link popularity come le altre ma che spesso, a torto, viene descritta come un’alternativa nobile allo scambio link tradizionale.
Da quando dal mondo anglosassone l’article marketing è sbarcato in Italia ha iniziato a diffondersi a macchia d’olio soprattutto come tecnica efficace utilizzata dai SEO per ottenere quella link popularity di qualità che spesso è difficile incrementare in altri modi quando un sito si trova agli inizi (e non solo).
La prima cosa da notare è che gran parte dei testi veicolati attraverso gli appositi circuiti, spuntati come funghi negli ultimi tempi, hanno poco a che vedere con i comunicati stampa o con i veri articoli informativi: quasi sempre non vi è alcuna informazione meritevole di diffusione, senza poi considerare lo stile sciatto di chi scrive al solo scopo di pubblicare.
Nulla di male comunque, anzi molto interessante, se non che a volte qualcuno cade nella tentazione di dare a questa pratica un’immeritata patina di nobiltà ed efficacia contrapponendola con lo scambio link… visto come rozzo metodo utilizzato dai SEO preistorici.
L’impressione è che in realtà la diffusione di articoli e pubbliredazionali stia diventando una pura tecnica seo dove c’è poco “article” e ancor meno “marketing” e… di sicuro non abbiamo a che fare con link spontanei: semplicemente stiamo assistendo all’ennesima evoluzione del SEO che, dinanzi alle difficoltà di trovare buoni link, esaspera una pratica nata per altri scopo con l’obiettivo di aggirare alcune limitazioni poste da Google.
Questo utilizzo, oltre a svilire uno strumento prezioso come l’article marketing, rischia anche di interferire pesantemente con la qualità dei risultati delle ricerche: con pagine e pagine di testi dubbia utilità l’uso dell’article marketing per puri scopi SEO ha un “effetto spam” quantitativamente maggiore di qualsiasi pratica di scambio link tradizionale, ed è anche molto più difficile da individuare a colpo d’occhio.
Se tuttavia, tralasciando per un attimo le questioni di natura “etica ed estetica”, volessimo parlare dell’efficacia dell’article marketing per l’attività di posizionamento eviterei di scomodare teorie suggestive riguardanti gli algoritmi per “Information Retrieval” e la semantica della pagina: sono fermamente convinto che, purtroppo, i motori di ricerca ancora oggi diano moltissimo peso a pochi fattori primitivi e applichino metodologie di valutazione meno avanzate di quel che molti pensano o sperano.
Le ragioni dell’efficacia dell’article marketing nel posizionamento puro sono sotto gli occhi di tutti da un bel po’, e sono gli stessi fenomeni che osserviamo nell’attività di scambio link tradizionale da quando Google ha cambiato alcune regole del gioco.

(2 votes, average: 4,00 out of 5)



aprile 23rd, 2007 alle 20:33
Ciao collega Blogger.
Il Veneto Barcamp è vicino. Il 14 Maggio è vicino!
Serve l’aiuto di tutti. Ho lasciato un post sul mio blog dove c’è scritto a che punto siamo.
http://webeconoscenza.blogspot.com/2007/04/manca-poco-al-primo-veneto-barcamp.html
Serve pubblicità e altre idee.
Grazie e scusami per l’intrusione!
luglio 16th, 2007 alle 13:19
Con i nuovi filtri per l’antiduplicazione, su Google l’article marketing non ha più il peso che aveva prima. Sono molto fiducioso…Google sta facendo passi avanti incredibili, credo l’unico problema serio rimanga la penalizzazione algoritmica dei network forzati, e poi conterà davvero solo la qualità…
luglio 21st, 2007 alle 8:41
Ciao Alessio,
quella che si sta perdendo è la spinta data dalla diffusione degli articoli (non opportunamente modificati) ma la forza data dalla presenza di un articolo (o meglio dei link in esso presenti) all’interno di un valido portale di article marketing rimane.
Il problema è la qualità di ciò che si scrive e la tendenza di certi SEO a indicare l’article marketing come la “giusta via” per un link building di qualità Vs. lo scambio link…anche quando gli articoli di qualità ne hanno poca.
A proposito, complimenti per il tuo blog che, tra l’altro, mi era stato segnalato proprio pochi giorni fa da un conoscente.
agosto 1st, 2007 alle 11:35
Ciao Alessio, concordo con Fabio Sutto, al di là delle considerazioni a proposito di link popularity di qualità o link building credo che si stiano usando in maniera errata sia i circuiti di comunicati stampa che article-marketing.
Un comunicato per definizione deve accendere una scintilla nell’interesse del lettore, deve essere breve e deve rimandare al sito per gli approfondimenti mentre invece, spesso, si trovano comunicati che sono dei “trattati”, delle ricerche più che comunicati.
Di contro invece a volte si trovano articoli che son brevissimi, poco esplicativi, il cui unico obiettivo è aumentare la link popularity.
Ok usiamo questi strumenti per aumentare la LP ma almeno atteniamoci alle regole dei due “metodi comunicativi”, scriviamo informazioni interessanti con giusto formalismo.
agosto 1st, 2007 alle 13:53
Ciao Fabio!
ti ho appena aggiunto ai blogger che mi leggono…
a presto.
Ti aggrego e linko immediatamente.
Bye
settembre 7th, 2007 alle 14:36
Salve,
segnalo questi altri 3 servizi Italiani per l’Article Marketing (e Comunicati Stampa):
http://www.contenutigratis.net
http://comunicando.helloweb.eu
http://www.articolando.com
Il secondo permette di inserire TAGS e creare automaticamente nuovi links “a tema” verso i nostri Articoli.
spero di esservi utile,
Paox
gennaio 14th, 2008 alle 21:41
Google è un osso duro. Non lo si inganna facilmente e per fortuna anche! Altrimenti lo spam sarebbe il triplo di quello che c’è già oggi.
gennaio 14th, 2008 alle 22:19
Ciao Paolo,
direi che non si fa ingannare con sistemi banali, putroppo o per fortuna però, alla prova dei fatti, sono più le qualità che vengono attribuite a Google di quelle che realmente ha.
giugno 30th, 2008 alle 9:28
Limitarsi a considerare gli effetti dell’article marketing sul posizionamento significa ignorare del tutto il vero senso di questa pratica. Non mi va di passare per l’ingenuo di turno, ma se anche da noi si iniziasse a considerare le cose per quello che sono, anziché sforzarsi di trovarne usi più furbi, ci accorgeremmo che pubblicare articoli con finalità promozionale significa comunque offrire un servizio utile ai lettori.
Nella maggior parte dei casi questo non avviene, purtroppo. Lo sforzo dei webmaster e dei seo si rivolge soltanto al “piazzare” link camuffati da articoli in giro per il web, mettendo in atto un’operazione di spamming bella e buona. Se però ci si sforza un po’, rendere davvero interessante questa pratica è semplice e divertente ed i risultati non tardano ad arrivare. Occorre informare, incuriosire, comunicare, non limitarsi a linkare il proprio sito o a pubblicare slogan vuoti di contenuto.
giugno 30th, 2008 alle 9:31
Ciao Claudio e grazie per aver contribuito alla discussione.
Per fortuna le cose stanno cambiando e anche la “domanda” di article marketing e comunicati stampa da utilizzare per usi propri (e non puramente SEO) sta crescendo
settembre 16th, 2008 alle 1:57
Dannati algoritmi di google!
dicembre 11th, 2008 alle 23:29
Come scrivevo qualche tempo fa sul mio blog (http://webspecialist.wordpress.com/2008/09/26/aggiornamento-delle-news-e-feed-rss-uno-spunto-su-come-comunicare-sul-web-20/) i contenuti sono vitali per una corretta indicizzazione e come strumento di rafforzamento della notorietà su Internet.
Tuttavia sostengo, e non da oggi, che la qualità pesa, eccome, sia perché i search engine sono sempre più intelligenti sia perché, non dimentichiamolo, dopo essere stati trovati saremo letti da persone. Che meritano il nostro rispetto.
La comunicazione è sempre comunicazione ed i lweb è solo un modo di declinare il messaggio, se il messaggio non c’è la comunicazione è inutile.
Ciao
Gianluigi