Call to Action

Comunicazione SEO

“Grazie all’attività SEO (Search Engine Optimization) ho raggiunto ottimi posizionamenti con la maggior parte delle keywords di riferimento per il nostro settore (virtual office a Dublino), ora il mio sito ha raggiunto quasi un migliaio di visitatori unici giornalieri e i miei affari sono ad un punto di svolta…sono soddisfatto ma le statistiche indicano un bounce rate medio del 65% e anche i tempi di permanenza del navigatore sono piuttosto bassi. Ho l’impressione che migliorando l’usabilità del sito e l’efficacia dei contenuti potrei aumentare di molto i contatti proficui, come posso fare?”

Queste le parole pronunciate da un amico che, pur essendo un “seo-fai-da-te”, si è dimostrato anche in questa occasione particolarmente intuitivo e attento: non si tratta di un’impressione, gli accessi sono importanti ma sono soltanto una tra le diverse componenti che decretano il successo di un sito, e questo è tanto vero quanto più il settore è competitivo.

Call to ActionPensiamo ad un’attività commerciale di tipo tradizionale: un negozio situato in posizione centrale, in una piazza o in una via di passaggio, è già dotato di un importante fattore di successo; ma cosa dire se al suo interno i commessi fossero scortesi, impreparati o se gli avventori dovesso sottoporsi ad attese interminabili per ottenere le informazioni che desiderano?

Immagino che il paragone con la piazza virtuale e il posizionamento nei motori di ricerca non richieda di essere chiarito: se fino a qualche anno fa bastava essere presenti, oggi il modo in cui ci presentiamo gioca un ruolo fondamentale.

E’ in questi frangenti che una guida come “Call to Action: Secret Formulas to Improve Online Results” rappresenta un valido aiuto per chi intende migliorare le performance di un sito in termini di conversioni e non solo di accessi.

Recensione

Nel manuale gli autori affrontano con un taglio pratico ma di ampio respiro tutte le problematiche relative alla conversione del traffico di un sito in contatti proficui: particolare attenzione viene dedicata all’e-commerce, il lettore viene guidato in modo semplice e coinvolgente attraverso le fasi necessarie a migliorare l’usabilità e la capacità persuasiva delle proprie pagine allo scopo di ottimizzare il processo di acquisto da parte degli utenti.

Nessun aspetto viene trascurato, gli esempi e le indicazioni spaziano dalla grafica all’usabilità, dalla psicologia del navigatore al web copywriting, dalla web analysis all’interpretazione dei “performance indicators�?.

Il capitolo più significativo è quello relativo al “momentum�? rappresentato da ogni elemento tale da motivare l’utente a passare da una pagina all’altra di un sito fino a compiere un’azione di conversione: saper anticipare le aspettative del navigatore e guidarne le scelte in modo naturale, fornire informazioni sufficienti a mantenerlo coinvolto ma in quantità tale da non confonderlo, è un arte preziosa i cui segreti gli autori condividono in questa eccellente guida alla comunicazione efficace sul WEB.

Titolo: Call to Action, Secret Formulas to Improve Online Results
Autori: Bryan e Jeffrey Eisenberg
Editore: Nelson Business


Articolo nelle categorie | Comunicazione, Featured, SEO

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2 Commenti su questo articolo

  1. Claudio Iacovelli ha scritto:

    Certamente chi investe in un sito web, rispetto alla prima ‘era’ della rete internet, non si può accontentare dei semplici “surfer” che transitano sulle pagine pubblicate: il successo dei siti B2C, che si rivolgono ad un pubblico generalizzato (web mass market) oppure adottano una politica selettiva (precisi target), consiste nelle transazioni di business che possono concretizzare. Ipotizzo per la misurazione del successo di un sito, nel prossimo futuro, l’uso di differenti, nuove, variabili. Si potrebbero considerare ad esempio il numero dei servizi web esposti, la qualità delle informazioni pubblicate, la storia della relazione con ciascun utente ed il livello di interazione raggiunto.

  2. Federico ha scritto:

    Claudio,
    concordo in pieno con il tuo commento.

    In realtà la cosiddetta “prima ‘era’ della rete” era secondo me semplicemente inesperienza: errori nella gestione di un mezzo di comunicazione allora ancora nuovo e non conosciuto.
    Il mercato ora è apparentemente cambiato, ci sono più competitor, e sembra più difficile raggiungere gli obiettivi: ma anche nella prima ‘era’ ciò che contava era, alla fine dei conti, vendere. Per qualsiasi azienda l’obiettivo di un investimento è, a breve o lungo termine, un aumento delle entrate.

    Così allora come oggi era importante saper concretizzare le visite degli utenti in obiettivi chiari e, soprattutto, monetari.
    Oggi però abbiamo molta più esperienza, e speriamo, anche i nostri clienti (le aziende che investono in Internet) hanno ormai una maggiore coscienza degli strumenti necessari per il successo.

    Confido che nel prossimo futuro si parlerà ancora, ed in modo sempre più professionale, di conversioni (definibili in molti modi), web analysis ed usabilità dei siti.

1 Trackbacks per questo articolo

  1. Le tre fasi di un processo d’acquisto e di selezione Says:

    [...] Se vendi un prodotto in un ecommerce ti è molto d’aiuto pensare di suddividere i tuoi clienti in tre grandi gruppi. E’ una convenzione utile che è ben rappresentata dal libro : Call to Action: Secret Formulas to Improve Online Results. Fabio Sutto ne ha recensito i contenuti su questo articolo  pubblicato da Online Marketing Blog. [...]

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