Qualche giorno fa Google ha disattivato alcuni account della rete di contenuti AdSense che pubblicavano annunci contestuali su alcuni specifici domini. La notizia in un blog – che si occupa di seo e monetizzazione di domini internet – é datata 10 di febbraio, le prime disattivazioni si sono verificate qualche giorno prima.
Sono stati colpiti alcuni domini (non si conosce l’esatto criterio di individuazione) che utilizzavano il servizio di contenuti automatici WhyPark.
Google sta cercando di aumentare il tasso di conversione della rete di contenuti AdSense: c’è da capire se si tratti di un progresso, o del segno che gli advertisers in molti casi non sono soddisfatti della performance, in termini di efficacia (= conversioni), della rete di contenuti AdSense.
Il servizio offerto da WhyPark permette di monetizzare i domini parcheggiati (ovvero registrati ma privi di contenuto) fornendoli di contenuti prelevati da fonti di dominio pubblico (contenuti selezionati in base ad alcune parole chiave specificate e per attinenza col nome di dominio stesso) e pubblicando annunci a pagamento AdSense, e di altre reti, pertinenti a questi contenuti.
Annunci pertinenti a contenuti duplicati, quindi.
Da tempo Google sta conducendo la sua battaglia contro la duplicazione dei contenuti, ritenendo i siti che la determinano di scarso valore per gli utenti. Non stupisce in questo senso il provvedimento contro i publishers che si avvalgono di soli contenuti duplicati nel proprio dominio.
Eppure la notizia è degna di nota per almeno due aspetti.
- Nessun account AdSense (che io sappia!) è fino ad oggi mai stato chiuso, se non per tentativi di frode a danno di Google: in questo caso invece la comunicazione ai publisher che si sono visti disattivare l’account forniva come spiegazione la scarsa performance degli annunci pubblicati nel sito per gli advertisers AdWords
your AdSense account has posed a significant risk to our AdWords advertisers. Since keeping your account in our publisher network may financially damage our advertisers in the future, we’ve decided to disable your account
un chiaro collegamento con il tasso di conversione atteso dagli advertisers adwords. Gli advertisers (che alla fine sono quelli che pagano) sono ritenuti più importanti – a ragione, soprattutto se si pensa ai piccoli account – dei publishers.
Potrebbe essere un precedente importante in una nuova politica di selezione della qualità dei publishers. - Il secondo aspetto degno di nota riguarda la stessa politica di prodotto di AdSense: qualche tempo fa sono stati introdotti da Google, accanto ai prodotti per la monetizzazione dei contenuti, anche i domain ads, ovvero un sistema specifico di annunci “contestuali” (che a mio parere di contestuale hanno poco) per domini parcheggiati. A favore di questa scelta veniva riportato un articolo-ricerca che confermava come
il rendimento degli annunci pubblicati nei siti di domini parcheggiati sia generalmente uguale o superiore al rendimento degli annunci pubblicati nei siti di contenuto e di ricerca.
Ora il blocco degli account appare come un provvedimento che va in una direzione del tutto opposta.
Dobbiamo quindi pensare che a Mountain View abbiano ora dati che confermano come, contrariamente a quanto affermato nella ricerca, gli annunci pubblicati in domini parcheggiati (e quindi per definizione privi di contenuti originali) portino percentuali di conversione nettamente inferiori, tanto da rendere necessario un cambio di strategia nella gestione della rete content?

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agosto 9th, 2008 alle 20:25
Scusa, ma tu dove leggi “in questo caso invece la comunicazione ai publisher che si sono visti disattivare l’account forniva come spiegazione la scarsa performance degli annunci pubblicati nel sito per gli advertisers AdWords
” in quella mail preconfezionata che mandano a tutti “your AdSense account has posed a significant risk to our AdWords advertisers. Since keeping your account in our publisher network may financially damage our advertisers in the future, we’ve decided to disable your account
“. Quella mail non spiega nulla di preciso, è buona sia per il click fraud che per qualsiasi altro motivo gli venga in mente. In italiano arriva così: “il suo
account AdSense ha rappresentato una seria minaccia per i nostri
inserzionisti AdWords. Mantenere il suo account nella nostra rete di
publisher potrebbe danneggiare economicamente i nostri inserzionisti in
futuro. Pertanto, abbiamo deciso di disattivarlo.”
Il tuo “un chiaro collegamento con il tasso di conversione atteso dagli advertisers adwords” io proprio non ce lo vedo. Ripeto: quella è solo una mail preconfezionata che viene spedita a tutti i disattivati senza nessuna chiara spiegazione del perchè si siano danneggiati gli inserzionisti, che vale a dire “hai violato il regolamento ma non ti dico dove, come e quando e non mi interessa nemmeno quello che hai da dirmi in tua difesa”.
Chiaro comportamento monopolistico.
agosto 10th, 2008 alle 18:43
Eleonora,
grazie per il tuo contributo: sinceramente non ho mai personalmente ricevuto una mail di disattivazione di account AdSense, quindi non conoscevo il contenuto di una mail “standard” di disattivazione.
Ma ad ogni modo la notizia riportata in questo post (datato 17 febbraio) era la disattivazione da parte di Google di tutti gli account attivati tramite WhyPark, un servizio di “monetizzazione” di domini internet parcheggiati, ovvero senza un contenuto originale proprio, come già riportato. In altre parole la notizia è che queste disattivazioni (per la prima volta) non erano motivate da click fraud, ma da altre motivazioni, probabilmente la volontà di aumentare in qualche modo la performance della rete di contenuti AdWords, che godeva – e tuttora – di scarsa fiducia da parte degli inserzionisti.
Poi mandano la stessa mail per mancanza di fantasia o atteggiamento da monopolista, come giustamente osservi…
Ciao!