Il click fraud è un problema sempre più grave con la crescita del mercato del keyword advertising a livello mondiale. Un chiaro indicatore di questo è il volume di notizie e commenti che si possono trovare in rete. Di pari passo, la preoccupazione degli advertisers, che nel keyword advertising investono anche grosse cifre.
In una recente intervista Massimiliano Magrini afferma che il problema è sotto controllo, e che Google, grazie alla tecnologia appositamente sviluppata, non ha problemi a rintracciare le frodi e quindi rimborsare i truffati.
Nel contempo, un articolo nel blog ufficiale AdWords avverte che è stata creata una nuova, apposita label per i riepiloghi di fatturazione: Rettifica – qualità dei click. Inoltre mette a disposizione un link per gli inserzionisti che, nel sospetto di ricevere click non autentici, volessero chiedere a Google un controllo specifico.
Mi sorge però una domanda: se per Google è semplice rintracciare i click fasulli… perchè mi mette a disposizione un form per i reclami?
Qualche giorno fa sullo stesso blog è stata pubblicata un’intervista sull’argomento rilasciata da Shuman Ghosemajumder, Trust & Safety. Si conclude con un’affermazione interessante, che condivido in pieno (improvviso la traduzione):
E’ nel nostro interesse servire gli interessi dei nostri clienti, il che significa assicurare livelli superiori di ROI. I nostri sforzi nel combattere i click non validi sono parte di questo.Ciò che abbiamo visto finora è che gli inserzionisti continuano ad incrementare le quantità di denaro che spendono con noi, il che suggerisce che siano contenti con i ritorni dell’investimento che conseguono con i loro annunci.
Certamente finchè il keyword advertising rimane il più profittevole (nonostante il click fraud), gli investimenti in questo strumento sono destinati ad aumentare, click validi o non validi.




