Lo strumento AdWords si affina e migliora in due direzioni, apparentemente opposte.
Da un lato vengono rilasciati aggiornamenti e funzionalità che mirano a rendere sempre più “automatizzata” la gestione delle offerte (nuovo strumento per le parole chiave, Budget Optimizer, …) per superare la barriera all’entrata dovuta alla difficoltà d’uso iniziale per i non addetti ai lavori e allargare la base d’utenza che utilizza il ppc per l’advertising della propria attività.
Mentre dall’altro, in modo più defilato e meno appariscente, appaiono anche strumenti più sosfisticati per l’ottimizzazione dei bid: è ora possibile differenziare il cpc massimo per gli annunci AdSense (che appaiono sulla rete dei partner di contenuti) da quello AdWords (rete di search).
E’ noto infatti che la rete di contenuti sia molto meno performante in termini di conversioni, rispetto al search: molti advertisers più evoluti (me compreso!) avevano per questo abbandonato la rete AdSense, concentrando il budget sul search. Questa funzionalità (accessibile dal pannello di configurazione delle campagne) permette ora di gestire, in modo differenziato, entrambi i canali (…aumentando il fatturato di Google…).




