Web e utenti spodestano Stampa e giornalisti

Comunicazione

Negli ultimi anni gli eventi straordinari che hanno investito il mondo sono stati raccontati non solo dai media mainstream ma anche da persone comuni presenti in quella specifica circostanza. Notizie dell’ultimo minuto e filmati che trovano nella Rete una via diretta e democratica per diffondersi. Una cronaca immediata, continua e realistica.

democrazia web2.0Lo sviluppo della tecnologia, sempre più mobile ed accessibile, offre alla maggior parte delle persone comuni, residenti in paesi sviluppati, la possibilità di raccontare  accadimenti attraverso testi, immagini, file audio e video. Facoltà che solo da pochi anni non è più prerogativa dei soli giornalisti.

Fin dall’inizio la Rete è stato un luogo democratico, dove chiunque può contribuire alla comunicazione e diffusione della conoscenza. Gli strumenti si fanno di volta in volta più semplici da utilizzare e più potenti: già da anni l’ampia diffusione dei blog, ed ultimamente l’offerta di sistemi ancora più veloci ed immediati da utilizzare, come il microblogging (Twitter, Jaiku) e i social networks (Facebook, MySpace), permettono a chiunque abbia qualcosa da raccontare di aprire un canale di comunicazione col mondo.
 

Eventi raccontati dalla Rete

L’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 è stato il primo drammatico evento ad essere stato raccontato prima dai blogger che dagli “addetti ai lavori”. Persone comuni ma presenti sul posto che attraverso la Rete divulgano documenti e notizie da loro raccolti. Testimonianze che per il loro alto valore informativo ed emozionale vengono sempre più riprese anche dai media mainstream.

Come segnalato da politicaesocieta.blogosfere.it l’ultimo doloroso evento raccontato da persone comuni attraverso la Rete e i suoi ormai infiniti strumenti sociali, è stato l’attacco israeliano alla Striscia di Gaza. Racconti su Facebook di persone coinvolte sono stati ripresi anche dal Corriere della Sera e a riprova del sempre più importante ruolo che la comunicazione online sta assumendo, il Consolato di Israele ha lanciato su questo media una campagna di comunicazione per difendere le proprie decisioni. Avital Leibovich, responsabile della campagna di comunicazione digitale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ha infatti aperto un blog, un canale su Twitter ed uno su YouTube, affermando sul Jerusalem Post che  “The blogosphere and new media are another war zone. We have to be relevant there”.

Poster vittime dell'11 settembreUn’informazione, quella sulla Rete, veloce, immediata e multifonte. Un grande testo unico, un’opera aperta in cui ogni informazione è raggiungibile da qualsiasi punto di partenza. Su internet, i limiti legati ai tradizionali mezzi mediatici  scompaiono per dare spazio all’utente e alle sue esigenze: chi vuole informarsi non deve più stare agli orari, alla scaletta e ai tempi ristretti dei mass media, non ha limiti di conoscenza, può saltare velocemente da una fonte all’altra ed interagire con essa. Il tutto a costi limitatissimi. D’altro canto, anche chi scrive, è libero da obblighi e formalità insite nei tradizionali mezzi di comunicazione. Certo, per accedere alle informazioni in Rete è necessario possedere un supporto hardware ed uno software, ma su questo fronte i miglioramenti si registrano di giorno in giorno.

Può quindi il web rivelarsi il media più adatto alla diffusione di notizie?

Per quel che riguarda notizie dell’ultimo minuto direi proprio di si: velocità, immediatezza e accesso diffuso alla Rete permettono un’informazione aggiornata e multifonte. La stampa tradizionale, d’altro canto, si dimostra più adeguata agli approfondimenti: i testi lunghi  non sono adatti alla lettura a video e la loro impegnativa stesura implica il possesso di conoscenze e competenze tecniche non individuabili nell’utente comune.

La comunicazione diretta

L’informazione, come tanti altri settori, sta vivendo grazie al Web un processo di disintermediazione. I giornalisti, consapevoli di possibilità e criticità legate alla Rete, devono imparare ad evolvere con essa sganciandosi dai vecchi sistemi informativi. Il cambiamento, per l’impegno mentale che implica, viene spesso accusato di peggiorare le condizioni di vita delle persone coinvolte ma cambiare, nella maggior parte dei casi, significa creare nuove opportunità: l’importante è saperle cogliere.


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7 Commenti su questo articolo

  1. Teodora Cattai ha scritto:

    He He, current TV insegna e i media tradizionali rincorrono…

    Anche il TG1 ultimamente si è messo a porre quesiti ridicoli invitando i navigatori a dare le proprie risposte o a inviare i propri video utilizzando il sito :)

    La cosa che lascia un po’ perplessi è il fatto che i quesiti spesso appaiono decisamente pretestuosi e inutili

  2. flavia85 ha scritto:

    già, le domande sono spesso ridicole e i video sanno molto di “Striscia la Notizia”…

  3. Alessandro Cosimetti - Blog in Azienda ha scritto:

    Si è vero. Il Web è l’ideale per le informazoni tempestive, chiaramente testi lunghi tendono ad allontnare gli utenti. A mio parere comunque i giornali non dico che spariranno ma la loro essenzialità sta sminuendo sempre più.

  4. Alessandro Sportelli ha scritto:

    Ale spariranno… sono certo che spariranno. Cosa rimane da offrire ai quotidiani che non si possa reperire ugualmente online e senza alcuno sforzo? Sinceramente non lo so :)

    Il bello è anche molti dei quotidiani online sono legati ad una logica obsoleta di periodicità che non è mai esistita se non come esigenza di stampa fisica e di “vendita” giornaliera. La notizia in sè non è periodica. Ci sono i giorni che accade qualcosa che vale la pena raccontare e ce ne sono altri in cui non c’è nulla da dire.

    p.s. Flavia be post :)

    Ciao

  5. flavia85 ha scritto:

    @alessandro Grazie ;) Per parlare di scomparsa dei giornali per me però è ancora troppo presto. Alle persone piace andare al bar e leggere il giornale a colazione o nella pausa caffè ma soprattutto ancora in molti utilizzano sporadicamente la Rete e comunque solo attraverso pc, rendendo complicato rimanere sempre informati. Se però prenderà piede la connessione attraverso il cellulare o la lettura di quotidiani mediante e-book (come poi sta già accadendo ma solo per un certo target di persone) allora si, i giornali per come li conosciamo oggi, non esisteranno più. Sul discorso della periodicità pienamente d’accordo!

  6. flavia85 ha scritto:

    Ho appena letto questo http://postoditacco.tumblr.com/post/76882624/e-i-media-tradizionali-stanno-a-guardare scritto dall’amico Roberto (postoditacco). Troppo inerente per non linkarvelo…

  7. Fabris ha scritto:

    Post molto interessante, ma in quanto triste utente di Sony e-Book reader, comprato ed usato 6 volte, non sono così convinta che la stampa online sostituirà quella cartacea…la prima cosa che mi viene in mente, quando mi trovo di fronte a qualcosa che mi piacerebbe leggere con calma, è premere il pulsante “stampa”… :)

    Saluti,
    Fra

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