Ormai nessuno che lavori nel campo del web marketing sottovaluta il potenziale dei social networks. Sulla scia del successo di alcuni noti come LinkedIn, Xing, Facebook, vediamo nascere ogni giorno iniziative “social” più o meno brillanti.
Il campo si fa affollato e la competizione cresce. E’ difficile (e anche non troppo utile) aprire ora un social network generalista, dal momento che il punto critico è proprio riuscire a distinguersi dalla massa, offrendo un vantaggio concreto: ne abbiamo tutti abbastanza dei form da compilare, non vogliamo un altro (ennesimo) profilo.
A mio parere (supportato da pareri di nomi più illustri
) per riuscire è necessario avere le idee chiare e focalizzarsi in un ambito specifico.
Per fortuna in molti l’hanno già capito, e anche in Italia ci sono alcuni begli esempi di successo. Vogliamo segnalare un social network nato da poco e dedicato ai professionisti del mondo della comunicazione: www.link2me.it. E’ online da circa un anno e si propone come punto di riferimento per i consulenti del settore, utile per trovare nuove opportunità lavorative, condividere le proprie competenze e mettere in piedi progetti collaborativi.
La caratteristica maggiormente interessante del portale è il marketplace: qui i potenziali clienti possono pubblicare richieste e bandi di gara, e i professionisti possono a loro volta candidarsi per i vari progetti, costituendo anche, in caso, delle cordate per progetti più complessi.
Di recente ho conosciuto Jacopo Modesti, creatore del progetto Link2me, e ho pensato di fare cosa utile segnalando questo suo interessante progetto ai lettori del nostro Online Marketing Blog. L’idea può essere utile non solo per connettere gli operatori del settore, ma anche, grazie al citato marketplace, a raggiungere clienti e “formare il mercato”, con una informazione chiara e condivisa sui prezzi e sui requisiti di qualità richiesti dai progetti.
A discapito di quanti pensano di guadagnare sfruttando il fatto che Internet è ancora un mezzo (purtroppo) poco conosciuto da parte di molte aziende, e fare soldi sulla disinformazione. Auspico che progetti come questo ci aiutino a creare un mercato migliore, più consapevole e genuinamente competitivo.

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gennaio 7th, 2009 alle 15:20
Ciao, ti segnalo che il link al marketplace di link2me è rotto.
Francesco
gennaio 7th, 2009 alle 15:57
Grazie Francesco, c’era infatti un errore, ho corretto.
gennaio 7th, 2009 alle 23:34
Grazie della dritta! Stavo proprio cercando approfondimenti su social networks per imprese! Ora mi studio un pò link2me
gennaio 28th, 2009 alle 11:00
Grazie mille Federico, secondo la mia esperienza e secondo la tua descrizione, mi sembra che questo Social Network professionale sia quanto di meglio possa offrire il panorama italiano riguardo al lavorare in rete. Complimenti per la segnalazione. Adopererò questo Social Network per il futuro. Grazie ancora. Ciao!!!
marzo 9th, 2009 alle 20:29
Ciao Federico,
Quello che non ho mai capito è come fanno a guadagnare questi marketplaces B2B
professionali ( Alibaba, Xing ecc. ) se non si paga per la registrazione, non si paga per le inserzioni, non si paga per le offerte di vendita e le richieste di acquisto.
Insomma apparentemente non si paga nulla!!!
Questo significa che mettono in contatto compratori e venditori per fare del bene??
E come giustifichiamo le centinaia di milioni di dollari guadagnati all’ anno??
Gradirei sentire la tua risposta
Grazie.
Piero
marzo 9th, 2009 alle 23:08
@Piero
ciao, non conosco nello specifico il modello di business di Xing, ma in generale molti network o ancora più genericamente portali che offrono servizi online si sostengono (e fanno anche considerevoli profitti) grazie all’advertising.
La piattaforma tecnologica infatti è relativamente poco costosa, se si raggiungono numeri elevati quanto ad utenti e pagine viste; allo stesso tempo l’advertising mirato in portali di questo genere può avere un valore molto elevato, in quanto altamente profilato (di fatto quello che si fa in questi portali è proprio inserire il proprio profilo e dati personali). Quindi ottimi per le ricerche di personale, per esempio.
Ad ogni modo bisogna vedere di caso in caso, portali diversi possono avere modelli di business molto diversi.
Addirittura Twitter, uno servizi web più famosi, ed eclatante caso di successo dell’attuale web 2.0, tutt’ora, con i suoi milioni di utenti, non ha un modello di business. Non ufficialmente almeno. Ciò significa che: si, attualmente stanno offrendo il loro servizio gratis senza guadagnarci nulla.
Ma nessuno dubita del suo potenziale, e quindi si continua la corsa verso l’aumento esponenziale degli utenti. Staremo a vedere.