In America il 46% dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni ha visitato un sito web per reperire maggiori informazioni rispetto un prodotto visto in spot televisivi o annunci pubblicitari. La ricerca di informazioni in risposta a pubblicità offline cresce all’aumentare dell’età dei giovani consumatori: su 10,7 milioni di bambini, il 26,5% ha 6-7 anni, il 33,3% 8-9 anni e il 40,2% 10-11 anni. A rivelarlo è un’indagine condotta da Mediamark Research (MRI).
Un comportamento, quello sopra descritto, che si riscontra solitamente nei bambini abituati ad utilizzare la Rete: il 48% di loro naviga infatti su Internet quotidianamente, il 41% ha un personale indirizzo e-mail e il 40% negli ultimi 30 giorni ha usato un servizio di Instant Messenger.
Annie Marie Kelly, vice presidente del MRI, sottolinea come i giovani siano più sensibili agli inviti dei pubblicitari che propongono di visitare il sito del brand e di come i marketers dovrebbero prendere atto di questa loro inclinazione e “farne tesoro”.
Dell’utilità di un marketing mix diversificato, online e offline, capace di attirare utenti nel proprio sito, ha parlato anche Federico in un suo post recente. Questa ricerca avvalora ulteriormente le sue parole, sottolineando come i bambini siano più reattivi degli adulti agli inviti che provengono dalla comunicazione offline e sollecitano approfondimenti nel mondo online.
La ricerca è stata svolta in America, paese decisamente evoluto in settori come tecnologia e connessione e per questo spesso anticipatore di tendenze. Il ruolo che le informazioni on-line andranno ad assumere si suppone quindi sarà sempre più rilevante. I bambini di oggi sono gli adulti di domani. Se già da piccoli maturano questo comportamento, col tempo non potranno che rafforzarlo e farne un’abitudine, anche senza l’invito formale dei pubblicitari.
Atteggiamento che nasce anche in risposta ai diversi bisogni che le due comunicazioni soddisfano: spesso la pubblicità offline riesce solo ad attirare l’attenzione del consumatore, mentre è online che l’utente trova informazioni utili per prendere decisioni (discorso che accenno solamente in quanto merita un post specifico).
E a voi? Quante volte è capitato di andare su Internet a cercare maggiori informazioni rispetto un prodotto di cui avevate visto o sentito un annuncio su tv, radio e giornali? E i vostri figli come si comportano?

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gennaio 1st, 2009 alle 13:39
Io non sono un bambino ma addirittura spesso lascio accesa la TV mentre sono al PC, quindi mi capita sovente di passare su Google per maggiori informazioni su quanto sto ascoltando.
E mi accorgo di non essere solo, molto spesso trovo commenti appena scritti da persone che hanno fatto come me.
Felice 20009 e complimenti per il blog!
gennaio 1st, 2009 alle 20:17
Confermo! Mio figlio di sei anni oggi si è registrato sul sito della Kinder (richiamato dal multi channel marketing degli ovetti…).
Sempre da solo è andato sul sito dei barbapapà e su quello dei gormiti….
Non ha ancora una email personale ma usa regolarmente (ed autonomamente)skyper per videochattare coi nonni lontani.
gennaio 1st, 2009 alle 20:48
Come Volevasi Dimostrare.
Alex
gennaio 1st, 2009 alle 20:55
A me non capita mai ma se guardassi la tv o ascoltassi la radio mentre navigo penso farei lo stesso. Spesso il problema dell’invito da un media all’altro è il dimenticarsene quando deve essere obbligatoriamente rinviato ad un momento successivo.
L’esempio della kinder è davvero calzante: anche mia nipote mi ha chiesto di visitare il sito, ma non sapendo ancora leggere ci siamo fermate lì
In questo senso le abitudini dei genitori, più o meno attivi in Rete, influenzano fortemente i comportamenti dei loro figli.
Buon anno a tutti!
gennaio 5th, 2009 alle 19:56
E quante sono le aziende che ancora sottovalutano la “rete”!!…il futuro per la comunicazione online? Roseo per chi saprà fare comunicazione con competenza e lealtà…nero per i furbetti!!