Dopo aver parlato di Come costruire relazioni con l’email marketing e della necessità di maggiore professionalità in questo settore, oggi voglio proseguire l’argomento mettendo a confronto uno degli strumenti più utilizzati all’interno delle strategie di email marketing, la Newsletter Aziendale, con uno dei social media più apprezzati degli ultimi anni, il Corporate Blog.
L’idea mi è venuta leggendo quali obiettivi la Newsletter permettesse al brand di raggiungere, ovvero:
- fidelizzazione;
- aumento del traffico verso il proprio sito;
- incremento della brand awareness;
- diffusione di informazioni.
Letto questo elenco di opportunità associate alla newsletter aziendale, ho infatti pensato subito che erano pressapoco le stesse che si potevano citare per il corporate blog e così mi sono posta l’obiettivo di capire quali sono le principali differenze tra questi due strumenti di comunicazione, quindi su quali basi un’azienda avrebbe potuto scegliere quale sarebbe stato il mezzo più idoneo a raggiungere il proprio obiettivo.
Newsletter vs blog: le differenze
1. Innanzitutto blog e newsletter sono profondamente differenti per natura: se il primo è conversazione, l’altro è informazione (anche se grazie al reply è possibile una comunicazione a due vie) e proprio per questo le loro peculiarità sono rispettivamente farsi luogo per il confronto e mantenere aperto un canale comunicativo.
2. In secondo luogo se il blog è online ed è solitamente accessibile a tutti in qualsiasi momento, la newsletter è un servizio offerto a chi ha già attivamente dimostrato interesse nei confronti del brand.
3. Altra differenza riguarda la possibilità per gli utenti all’interno del blog di entrare in relazione tra di loro, diversamente da quanto accade con le newsletter, grazie alle quali ognuno può comunicare solo con la marca.
4. Infine, allo scopo di valutare quale dei due strumenti può essere il più idoneo alla realizzazione degli obiettivi dell’azienda, è importante verificare se il brand è in possesso di un database di contatti interessati alla sua attività. Ovviamente è possibile acquistare o affittare liste da terzi ma seguendo queste strade non si raggiungerebbero gli stessi risultati. In questo caso il blog potrebbe rivelarsi utile proprio per costruire un proprio database di utenti (vedi anche costruire una lista di email profilate)
Strumenti molto differenti
Insomma, blog e newsletter si presentano e rapportano con l’utente in maniera totalmente diversa, per cui anche se i risultati che permettono di conseguire sono gli stessi, li raggiungono in maniera molto differente.
Ovviamente l’integrazione di questi due strumenti offrirebbe al brand interessanti possibilità comunicative permettendogli ad esempio di essere presente online, pronto a comunicare con chiunque ne abbia voglia e motivo, grazie al blog, per poi avere la possibità di fidelizzare l’utente attraverso la newsletter. Le combinazioni sono le più disparate.
Altre osservazioni?
Fonti per l’approfondimento:

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aprile 27th, 2009 alle 19:50
I blog hanno uno storico che permane sui motori di ricerca ed è raggiungibile in moltiplici modi, tra cui i motori di ricerca.
Comunque una buona strategia aziendale dovrebbe comprendere entrambi gli strumenti.
Alessandro
aprile 27th, 2009 alle 22:07
Non sono molto d’accordo, se posso dire la mia: al di là delle differenze che hai ben evidenziato, il blog permette di conversare con gli utenti (un post di risposta ad un commento, ad esempio), di segnalare risorse/offerte/attività complementari, perché no di svagarsi e di comunicare a livello più “umano” se lo staff ha voglia di aprirsi un po’ sul personale.
La newsletter invece può permettersi di essere più “commerciale”, di raggiungere in modo più efficace i propri contatti, di tracciare le preferenze e le conversioni dei singoli iscritti, associandole a nomi e cognomi, di fare split test.
Insomma, due strumenti complementari, che sebbene condividano alcune peculiarità ed obiettivi, sono assolutamente diversi tra loro!
aprile 28th, 2009 alle 11:16
Ciao Petro
Oggi sono parecchio “rinco”, lo ammetto, ma mi sembra che tu e Flavia stiate dicendo esattamente le stesse cose…proverò a rileggere il tutto quando sarò meno dopato di zerinol & affini comunque
aprile 28th, 2009 alle 11:37
Fabio, mi sa che ieri sera ero io quello “rinco”
Devo aver travisato il senso del post, pur avendolo letto… infatti alla fine mi rendo conto che CONCORDO con Flavia
aprile 28th, 2009 alle 11:57
@petro
ok allora mi rincuoro, riesco ancora a reggere i farmaci più potenti
aprile 30th, 2009 alle 13:05
La newsletter non ha come obiettivo di raccogliere nuovi clienti, mentre il blog se fornisce informazioni davvero utili per chi lo visita migliora la reputazione del marchio e spesso porta nuovi clienti.
Vediamo però le risorse che un azienda è disposta a impiegare su questi due fronti: una newsletter è un canale a senso unico e richiede solo uno staff di redazione estremamente ridotto (spesso una o due persone); qui l’azienda comunica nel vecchio modo, col megafono, per intenderci.
Per il blog invece, non basta scrivere un post con regolarità, bisogna gestire e moderare la conversazione che può scaturire da ogni articolo.
Il blog è uno spazio pubblico e le gente può interagire e creare contenuto nuovo. E’ un esempio di Web 2.0.
Talvolta discussioni infiammate si innescano anche senza un post di riferimento, ma per un evento che ha posto l’azienda al centro di un fatto di cronaca. In questi casi spesso si perde il controllo della discussione ed il blog diventa un boomerang micidiale, altro che “brand awareness”. Quando succede censurare gli interventi più duri non è una scelta, infatti gli esclusi popolerebbero subito altri forum e blog, più arrabbiati di prima, fino a debordare sui giornali e sulle radio. La storia ci racconta di casi illustri che hanno portato alla chiusura del sito, seppellendo in pochi giorni quel patrimonio di credibilità del marchio conquistato con anni di lavoro. Quindi il blog è un grande strumento di diffusione del marchio e costruzione di una reputazione sul Web, ma bisogna che l’azienda abbia una strategia di gestione di questi casi e sul Web la politica non funziona perché dove la gente ha tutta lo stesso potere di parlare le tecniche mediatiche per sedare la folla non si applicano. L’unica strategia per uscirne è la trasparenza. Il management deve porsi questa domanda: è disposto a rischiare queste situazioni e nel caso, a dire la verità qualunque costo abbia? Naturalmente dipende dal tipo di business; i più a rischio direi che sono la aziende di servizi: acqua, energia elettrica e gas, telefonia, autostrade, aziende pubbliche in genere.
aprile 30th, 2009 alle 14:38
Ciao Marco,
grazie per la lucida analisi, però non guarderei soltanto agli aspetti potenzialmente negativi (ed estremi) di un blog aziendale: un blog è anche un’opportunità per ricevere feedback, suggerimenti e critiche costruttive.
aprile 30th, 2009 alle 17:57
Concordo con quanto detto sopra: anche se gli obiettivi sono comuni, blog e newsletter hanno due nature decisamente diverse, e mentre la newsletter ha solitamente un carattere più commerciale, il blog non può e non deve limitarsi a fare pubblicità, deve comunicare dei contenuti rilevanti e interessanti per coinvolgere e “fidelizzare” gli utenti.
Il blog poi, se ben ottimizzato, può ottenere alti liveli di posizionamento sui motori di ricerca e aumentare la visibilità.
Infine vorrei ricordare che il blog, a differenza della newsletter, è un utile strumento, oltre che per comunicare, per ASCOLTARE che cosa hanno da dire gli utenti. E l’ascolto è la prima regola per sapere che cosa l’utente desidera in termini di prodotti e di servizi. E’ ciò che chiede il cliente target che deve guidare l’attività.
maggio 29th, 2009 alle 14:52
Blog e Newsletter sono strumenti non concorrenti, ma vanno utilizzati insieme. Una newsletter professionale ha contenuti efficaci, ma limitati in lunghezza: nella newsletter si inserisce un abstract dal contenuto efficace cib un link al blog in cui leggere l’articolo per esteso!
settembre 26th, 2010 alle 9:26
Grazie, molto chiaro ed interessante.