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	<title>Commenti a: Come interpretare il Bounce Rate</title>
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	<description>Risorse di Web Marketing, Search Engine Marketing, Keyword Advertising e Web Analysis.</description>
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		<title>Di: Importanza della “Frequenza di rimbalzo” in Google Analytics &#124; Flavio&#039;s blog</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-94686</link>
		<dc:creator>Importanza della “Frequenza di rimbalzo” in Google Analytics &#124; Flavio&#039;s blog</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Nov 2010 16:55:12 +0000</pubDate>
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		<description>[...] del 3 Luglio 2009: Consiglio la lettura di questo interessante articolo di online-marketing.it   ...Forse ti potrebbe interessare...24 marzo 2009 -- No SEO ? No party! (o [...]</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>[...] del 3 Luglio 2009: Consiglio la lettura di questo interessante articolo di online-marketing.it   &#8230;Forse ti potrebbe interessare&#8230;24 marzo 2009 &#8212; No SEO ? No party! (o [...]</p>
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		<title>Di: Carlo Gilieri</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-72064</link>
		<dc:creator>Carlo Gilieri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 15:45:06 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;offrire know-how già dalla fase di proposizione&quot;
Assolutamente si, magari investendo un po&#039; di tempo e denaro per un futuro, possiible, prospect.

ciao
carlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;offrire know-how già dalla fase di proposizione&#8221;<br />
Assolutamente si, magari investendo un po&#8217; di tempo e denaro per un futuro, possiible, prospect.</p>
<p>ciao<br />
carlo</p>
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		<title>Di: Federico Calore</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-72063</link>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 15:31:16 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-72063</guid>
		<description>@Carlo sono d&#039;accordo con te riguardo al rapporto con i clienti. Come ho scritto più volte anche in questo blog, l&#039;ostacolo principale nell&#039;utilizzo di molti strumenti spesso è proprio la mancanza di cultura e di conoscenza del web.
Si vogliono risultati d&#039;eccellenza, subito e spendendo il meno possibile, e questo vale anche di più in questo periodo di crisi. La sperimentazione &lt;i&gt;la faremo più avanti&lt;/i&gt;.
Senza voler capire che l&#039;analisi e la sperimentazione darebbero risultati concreti, da subito, e la possibilità di spendere meglio.
Ma d&#039;altronde anche questo è il mestiere di ogni professionista serio: offrire know-how già dalla fase di proposizione.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Carlo sono d&#8217;accordo con te riguardo al rapporto con i clienti. Come ho scritto più volte anche in questo blog, l&#8217;ostacolo principale nell&#8217;utilizzo di molti strumenti spesso è proprio la mancanza di cultura e di conoscenza del web.<br />
Si vogliono risultati d&#8217;eccellenza, subito e spendendo il meno possibile, e questo vale anche di più in questo periodo di crisi. La sperimentazione <i>la faremo più avanti</i>.<br />
Senza voler capire che l&#8217;analisi e la sperimentazione darebbero risultati concreti, da subito, e la possibilità di spendere meglio.<br />
Ma d&#8217;altronde anche questo è il mestiere di ogni professionista serio: offrire know-how già dalla fase di proposizione.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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		<title>Di: Carlo Gilieri</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-72060</link>
		<dc:creator>Carlo Gilieri</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Feb 2009 15:07:10 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-72060</guid>
		<description>Ciao,
secondo me siamo un passo più in la ancora, e nel nostro mercato, parlo di quello Italiano (e in parte Europeo) un po&#039; troppo in la.
Mi spiego. Attualmente la Web Analysis viene ancora, troppo spesso, usata male. E non per colpa degli “analisti” ma per colpa di un circolo vizioso-culturale duro da abbattere. E’ un processo naturale, che ovunque è stato affrontato, e noi ahimè, lo affrontiamo solo ora. Qui si raccolgono dati da comunicare per vincere le sfide con i competitors. Non per migliorare la user-experience dei propri visitatori (e quindi aumentare anche il numero)

Difficilmente viene fatto un sito con degli obiettivi chiari, dichiarati fin dall’inizio, e ancor più difficilmente ci si affida “fiduciosi” nelle mani di esperti.
Questo comporta che ognuno dice la sua e alla fine il cliente che paga, giusto o sbagliato che sia, in un qualche modo si impone.
E’ qui che la WA servirebbe. Nel capire se queste scelte sono corrette e se non lo sono dove/come intervenire.
Certo, Usability test ecc sono una gran cosa, ma una buona WA, fatta con tutti i crismi (definizione obiettivi e KPI’s di riferimento, analisi, testing, risultato e via…) aiuterebbe già moltissimo. 
Non credo sia così necessario capire il “perché” di certi comportamenti, penso che il primo passo da fare, quello che può cambiarti radicalmente l’andamento di un sito, sia scoprire quel comportamento.
Moltissime volte gli A/B test (o multi-varial ecc…) danno risultati assolutamente sorprendenti sul comportamento degli utenti, e chiaramente non riescono ad entrare nel “perché”, ma già questo sarebbe sufficiente per andare da un cliente DATI ALLA MANO, a dirgli: cambiamo.

Poi qui subentra un altro discorso: la ricettività di un cliente, magari un grande cliente, ad accettare il cambiamento dovendo giustificare altre spese agli “alti piani” che presero alcune decisioni.. ma questo credo sia un po’ fuori “post”.
Ciao
Carlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
secondo me siamo un passo più in la ancora, e nel nostro mercato, parlo di quello Italiano (e in parte Europeo) un po&#8217; troppo in la.<br />
Mi spiego. Attualmente la Web Analysis viene ancora, troppo spesso, usata male. E non per colpa degli “analisti” ma per colpa di un circolo vizioso-culturale duro da abbattere. E’ un processo naturale, che ovunque è stato affrontato, e noi ahimè, lo affrontiamo solo ora. Qui si raccolgono dati da comunicare per vincere le sfide con i competitors. Non per migliorare la user-experience dei propri visitatori (e quindi aumentare anche il numero)</p>
<p>Difficilmente viene fatto un sito con degli obiettivi chiari, dichiarati fin dall’inizio, e ancor più difficilmente ci si affida “fiduciosi” nelle mani di esperti.<br />
Questo comporta che ognuno dice la sua e alla fine il cliente che paga, giusto o sbagliato che sia, in un qualche modo si impone.<br />
E’ qui che la WA servirebbe. Nel capire se queste scelte sono corrette e se non lo sono dove/come intervenire.<br />
Certo, Usability test ecc sono una gran cosa, ma una buona WA, fatta con tutti i crismi (definizione obiettivi e KPI’s di riferimento, analisi, testing, risultato e via…) aiuterebbe già moltissimo.<br />
Non credo sia così necessario capire il “perché” di certi comportamenti, penso che il primo passo da fare, quello che può cambiarti radicalmente l’andamento di un sito, sia scoprire quel comportamento.<br />
Moltissime volte gli A/B test (o multi-varial ecc…) danno risultati assolutamente sorprendenti sul comportamento degli utenti, e chiaramente non riescono ad entrare nel “perché”, ma già questo sarebbe sufficiente per andare da un cliente DATI ALLA MANO, a dirgli: cambiamo.</p>
<p>Poi qui subentra un altro discorso: la ricettività di un cliente, magari un grande cliente, ad accettare il cambiamento dovendo giustificare altre spese agli “alti piani” che presero alcune decisioni.. ma questo credo sia un po’ fuori “post”.<br />
Ciao<br />
Carlo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Calore</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-72014</link>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2009 10:59:42 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-72014</guid>
		<description>@fradefra
sono d&#039;accordo! Il problema è infatti far capire alle aziende il valore aggiunto dei test e del lavoro che c&#039;è dietro ai siti e alle campagne.
L&#039;ignoranza purtroppo è ancora molto diffusa, vige ancora il sospetto, dal momento che non si conoscono gli strumenti; quasi sempre si pretendono risultati con budget troppo risicati, risultati che nemmeno ci si aspetta da campagne promozionali offline.

Ad ogni modo a noi non rimane che continuare a lavorare cercando di dare il meglio, e sono sicuro che i risultati concreti da un lato, e un pò di cultura dall&#039;altro, cambieranno la situazione.

E da quel momento in poi, con l&#039;esperienza che nel frattempo abbiamo maturato in quest&#039;epoca di pionieri, la strada sarà in discesa.

Ciao e grazie ancora per i tuoi contributi!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fradefra<br />
sono d&#8217;accordo! Il problema è infatti far capire alle aziende il valore aggiunto dei test e del lavoro che c&#8217;è dietro ai siti e alle campagne.<br />
L&#8217;ignoranza purtroppo è ancora molto diffusa, vige ancora il sospetto, dal momento che non si conoscono gli strumenti; quasi sempre si pretendono risultati con budget troppo risicati, risultati che nemmeno ci si aspetta da campagne promozionali offline.</p>
<p>Ad ogni modo a noi non rimane che continuare a lavorare cercando di dare il meglio, e sono sicuro che i risultati concreti da un lato, e un pò di cultura dall&#8217;altro, cambieranno la situazione.</p>
<p>E da quel momento in poi, con l&#8217;esperienza che nel frattempo abbiamo maturato in quest&#8217;epoca di pionieri, la strada sarà in discesa.</p>
<p>Ciao e grazie ancora per i tuoi contributi!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fradefra</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71935</link>
		<dc:creator>fradefra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 18:25:40 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71935</guid>
		<description>Hai ragione, costicchia, in quel caso, ma comunque molto meno che far passare un anno e scoprire che il sito ha fatto fiasco.

A Milano alcune aziendine ti trovano persone di qualunque target, se ti servono.
Secondo me il vero problema è che le aziende non ci pensano, non che non abbiano i soldi. In fondo, se si spende 10 mila euro per fare un sito, perché non se ne possono spendere altre 1000 per un minimo di test? Dico minimo.

Però hai ragione, capisco che non sempre sia facile e comprensibile a tutti.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai ragione, costicchia, in quel caso, ma comunque molto meno che far passare un anno e scoprire che il sito ha fatto fiasco.</p>
<p>A Milano alcune aziendine ti trovano persone di qualunque target, se ti servono.<br />
Secondo me il vero problema è che le aziende non ci pensano, non che non abbiano i soldi. In fondo, se si spende 10 mila euro per fare un sito, perché non se ne possono spendere altre 1000 per un minimo di test? Dico minimo.</p>
<p>Però hai ragione, capisco che non sempre sia facile e comprensibile a tutti.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Calore</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71934</link>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 18:14:59 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71934</guid>
		<description>@fradefra
sono d&#039;accordo con te quando dici che il test &lt;i&gt;&quot;non ha lo scopo di dare l’incidenza, ma di comprendere la motivazione&quot;&lt;/i&gt;.
Eppure sono convinto che il panel, per essere significativo, debba per forza essere composto da persone appartenenti al target. E se questo è definito ad esempio come &quot;professionisti 30 - 55, con reddito elevato&quot;, sarai d&#039;accordo che portarne 5 a lavorare con te in una stanza per una giornata intera non sia proprio un&#039;attività a buon mercato. A meno che non siano tuoi amici, e poi gli offri la cena ;-)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fradefra<br />
sono d&#8217;accordo con te quando dici che il test <i>&#8220;non ha lo scopo di dare l’incidenza, ma di comprendere la motivazione&#8221;</i>.<br />
Eppure sono convinto che il panel, per essere significativo, debba per forza essere composto da persone appartenenti al target. E se questo è definito ad esempio come &#8220;professionisti 30 &#8211; 55, con reddito elevato&#8221;, sarai d&#8217;accordo che portarne 5 a lavorare con te in una stanza per una giornata intera non sia proprio un&#8217;attività a buon mercato. A meno che non siano tuoi amici, e poi gli offri la cena <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fradefra</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71911</link>
		<dc:creator>fradefra</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2009 06:46:08 +0000</pubDate>
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		<description>Certo, però vorrei fare una precisazione.
Il panel test non ha lo scopo di dare l&#039;incidenza, ma di comprendere la motivazione. Spesso un panel test con 5 persone, una sola giornata di lavoro, consente di capire tonnellate di cose.
Poi ovviamente alla statistica invece chiediamo di darci le incidenze numeriche.

In sostanza, io distingue le due cose. Quanto e perché. Mi servono entrambe, anche perché capita spesso che capire il perché di un fenomeno, mi consente di evitarlo del tutto.

Sul costo, non sono molto d&#039;accordo. I panel test costano molto quando non li si organizza mai. Chi è abituato a farli, sa che costano poco, si tratta solo di organizzarsi. Comunque, non c&#039;è persona peggiore di chi ha fatto il sito, ai fini della valutazione del sito stesso. Per quanto fuori target, il signore al bar è meglio. Quindi, quando non so cosa fare, becco tre persone al bar o una decina in chat.
Sarà meno scientifico, ma meglio che non far nulla del tutto e rassegnarsi a decidere noi, che come operatori del web marketing siamo quanto di più fuori target ci possa essere.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Certo, però vorrei fare una precisazione.<br />
Il panel test non ha lo scopo di dare l&#8217;incidenza, ma di comprendere la motivazione. Spesso un panel test con 5 persone, una sola giornata di lavoro, consente di capire tonnellate di cose.<br />
Poi ovviamente alla statistica invece chiediamo di darci le incidenze numeriche.</p>
<p>In sostanza, io distingue le due cose. Quanto e perché. Mi servono entrambe, anche perché capita spesso che capire il perché di un fenomeno, mi consente di evitarlo del tutto.</p>
<p>Sul costo, non sono molto d&#8217;accordo. I panel test costano molto quando non li si organizza mai. Chi è abituato a farli, sa che costano poco, si tratta solo di organizzarsi. Comunque, non c&#8217;è persona peggiore di chi ha fatto il sito, ai fini della valutazione del sito stesso. Per quanto fuori target, il signore al bar è meglio. Quindi, quando non so cosa fare, becco tre persone al bar o una decina in chat.<br />
Sarà meno scientifico, ma meglio che non far nulla del tutto e rassegnarsi a decidere noi, che come operatori del web marketing siamo quanto di più fuori target ci possa essere.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Calore</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71874</link>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 17:39:20 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71874</guid>
		<description>@fradefra
D&#039;altronde, non è proprio possibile fare un sito (o inventare un prodotto) che piaccia proprio a tutti, no? Magari ad un&#039;altra, la camicia viola sarebbe sembrata molto elegante...
Con l&#039;analisi statistica cerchiamo di capire come costruire qualcosa che vada bene alla maggior parte degli appartenenti al nostro target.

Il tuo approccio è molto scientifico e sicuramente fornisce i migliori risultati. Tuttavia (nella mia esperienza) non sempre sono realizzabili: gli esperimenti con i panel sono anche abbastanza costosi (come minimo in termini di tempo) e per essere affidabili devono coinvolgere un certo numero di persone ed applicare dei criteri di obiettività abbastanza stringenti.
Spesso manca il budget per applicare tutto questo.

Grazie per il tuo commento!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fradefra<br />
D&#8217;altronde, non è proprio possibile fare un sito (o inventare un prodotto) che piaccia proprio a tutti, no? Magari ad un&#8217;altra, la camicia viola sarebbe sembrata molto elegante&#8230;<br />
Con l&#8217;analisi statistica cerchiamo di capire come costruire qualcosa che vada bene alla maggior parte degli appartenenti al nostro target.</p>
<p>Il tuo approccio è molto scientifico e sicuramente fornisce i migliori risultati. Tuttavia (nella mia esperienza) non sempre sono realizzabili: gli esperimenti con i panel sono anche abbastanza costosi (come minimo in termini di tempo) e per essere affidabili devono coinvolgere un certo numero di persone ed applicare dei criteri di obiettività abbastanza stringenti.<br />
Spesso manca il budget per applicare tutto questo.</p>
<p>Grazie per il tuo commento!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fradefra</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71826</link>
		<dc:creator>fradefra</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Feb 2009 10:13:07 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71826</guid>
		<description>No, intervistarli non serve, nel modo più assoluto. La maggior parte dei navigatori non ha neppure la percezione di ciò che fa e del perché lo faccia (tantomeno).
Intendo proprio l&#039;organizzare ogni tanto dei panel test, far venire le persone in laboratorio (ne bastano anche solo 4 o 5) ed osservarli in silenzio. Ci si accorgerà che dopo, quando si pone la domanda sul perché, non sanno neppure rispondere, però la cosa l&#039;hanno fatta.

Il problema è che molti responsabili web marketing cercano risposte facili a domande estremamente complesse. Domande che hanno implicazioni psicologiche profonde, di cui gli interessati non hanno coscienza. Molte della azioni di un navigatore, soprattutto se non tecnico, sono inconscie. Possiamo solo vedere che fanno, non sapere perché. Osservandone diversi, dopo un po&#039; ci si fanno delle idee, ma la motivazione reale, non si saprà probabilmente mai. Ma questo basta per modificare i siti, in realtà.

Tanto per fare un esempio. Siamo realmente convinti del fatto che il signor X abbia comprato un cellulare perché il precedente era guasto? Siamo realmente convinti del fatto che il signor Y abbia comprato un palmare perché senza non riesce a gestire la giornata?

Io, invece, ho un&#039;amica che un giorno mi disse che con me non sarebbe più uscita, se io mi fossi messo ancora la camicia viola, perché per lei il viola porta iella. Ecco, penso a tutti quelli che fanno un sito di ecommerce viola...</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>No, intervistarli non serve, nel modo più assoluto. La maggior parte dei navigatori non ha neppure la percezione di ciò che fa e del perché lo faccia (tantomeno).<br />
Intendo proprio l&#8217;organizzare ogni tanto dei panel test, far venire le persone in laboratorio (ne bastano anche solo 4 o 5) ed osservarli in silenzio. Ci si accorgerà che dopo, quando si pone la domanda sul perché, non sanno neppure rispondere, però la cosa l&#8217;hanno fatta.</p>
<p>Il problema è che molti responsabili web marketing cercano risposte facili a domande estremamente complesse. Domande che hanno implicazioni psicologiche profonde, di cui gli interessati non hanno coscienza. Molte della azioni di un navigatore, soprattutto se non tecnico, sono inconscie. Possiamo solo vedere che fanno, non sapere perché. Osservandone diversi, dopo un po&#8217; ci si fanno delle idee, ma la motivazione reale, non si saprà probabilmente mai. Ma questo basta per modificare i siti, in realtà.</p>
<p>Tanto per fare un esempio. Siamo realmente convinti del fatto che il signor X abbia comprato un cellulare perché il precedente era guasto? Siamo realmente convinti del fatto che il signor Y abbia comprato un palmare perché senza non riesce a gestire la giornata?</p>
<p>Io, invece, ho un&#8217;amica che un giorno mi disse che con me non sarebbe più uscita, se io mi fossi messo ancora la camicia viola, perché per lei il viola porta iella. Ecco, penso a tutti quelli che fanno un sito di ecommerce viola&#8230;</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Federico Calore</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71735</link>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Feb 2009 16:25:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71735</guid>
		<description>@fradefra
grazie per il tuo commento ed apprezzamento.
Cosa intendi per &quot;vedere i navigatori&quot;? Intendi intervistarli direttamente (o tramite surveys), o parli di strumenti automatici per il tracciamento delle loro azioni??</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@fradefra<br />
grazie per il tuo commento ed apprezzamento.<br />
Cosa intendi per &#8220;vedere i navigatori&#8221;? Intendi intervistarli direttamente (o tramite surveys), o parli di strumenti automatici per il tracciamento delle loro azioni??</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: fradefra</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71656</link>
		<dc:creator>fradefra</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 18:46:52 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71656</guid>
		<description>Dico spesso che la Web Analytics non fornisce risposte, ma per lo più apre domande.
Fare Web Analytics senza collateralmente studiare il comportamento dei visitatori, ha significato solo fino ad un certo punto.
Verificare i percorsi dei visitatori, ma non vederli mai, non permette di comprendere cosa passi nelle loro teste.
Buone tutte le indicazioni che hai dato e che mi trovano d&#039;accordo :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Dico spesso che la Web Analytics non fornisce risposte, ma per lo più apre domande.<br />
Fare Web Analytics senza collateralmente studiare il comportamento dei visitatori, ha significato solo fino ad un certo punto.<br />
Verificare i percorsi dei visitatori, ma non vederli mai, non permette di comprendere cosa passi nelle loro teste.<br />
Buone tutte le indicazioni che hai dato e che mi trovano d&#8217;accordo <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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	<item>
		<title>Di: Federico Calore</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71642</link>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 12:13:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71642</guid>
		<description>@Carlo
grazie per la giusta puntualizzazione. Nell&#039;articolo abbiamo volutamente riportato la definizione &quot;originale&quot; del concetto di visita. Questa definizione semplificata ci permette infatti di evidenziare come definizioni ormai datate influenzino ancora di fatto le metriche attualmente utilizzate.
Come correttamente segnali le nuove tecnologie permettono un tracciamento più accurato dell&#039;attività di ogni sessione: i cookies, tracce lasciate dal sito stesso, agiscono da legante tra le differenti azioni. Tuttavia fondamentalmente il concetto di visita e di bounce rate sono ancora legati all&#039;antica definizione, su cui si basano i sistemi attuali.

Mi pare comunque utile aggiungere un EDIT al post per integrare la tua osservazione, grazie ancora!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>@Carlo<br />
grazie per la giusta puntualizzazione. Nell&#8217;articolo abbiamo volutamente riportato la definizione &#8220;originale&#8221; del concetto di visita. Questa definizione semplificata ci permette infatti di evidenziare come definizioni ormai datate influenzino ancora di fatto le metriche attualmente utilizzate.<br />
Come correttamente segnali le nuove tecnologie permettono un tracciamento più accurato dell&#8217;attività di ogni sessione: i cookies, tracce lasciate dal sito stesso, agiscono da legante tra le differenti azioni. Tuttavia fondamentalmente il concetto di visita e di bounce rate sono ancora legati all&#8217;antica definizione, su cui si basano i sistemi attuali.</p>
<p>Mi pare comunque utile aggiungere un EDIT al post per integrare la tua osservazione, grazie ancora!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Alessandro Sportelli</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71640</link>
		<dc:creator>Alessandro Sportelli</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 11:47:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71640</guid>
		<description>Queste righe rappresentano il &quot;succo&quot; del discorso :) :
&quot;...Insomma non c’è modo, utilizzando il solo criterio delle pagine viste, di distinguere il navigatore che abbandona immediatamente una pagina, in quanto non soddisfatto, da quello che non dà più notizie di sé perché proprio in quella pagina ha trovato tutto ciò che desiderava dalla vita...&quot;

L&#039;analisi statistica tramite software quindi è utile solo se abbinata ad un&#039;analisi più attenta dell&#039;interazione dell&#039;utente sul sito e dell&#039;eventuale soddisfazione e fidelizzazione (etc etc ect). :)</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Queste righe rappresentano il &#8220;succo&#8221; del discorso <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  :<br />
&#8220;&#8230;Insomma non c’è modo, utilizzando il solo criterio delle pagine viste, di distinguere il navigatore che abbandona immediatamente una pagina, in quanto non soddisfatto, da quello che non dà più notizie di sé perché proprio in quella pagina ha trovato tutto ciò che desiderava dalla vita&#8230;&#8221;</p>
<p>L&#8217;analisi statistica tramite software quindi è utile solo se abbinata ad un&#8217;analisi più attenta dell&#8217;interazione dell&#8217;utente sul sito e dell&#8217;eventuale soddisfazione e fidelizzazione (etc etc ect). <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>Di: Carlo Gilieri</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/il-bounce-rate/comment-page-1/#comment-71639</link>
		<dc:creator>Carlo Gilieri</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2009 10:30:33 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=2100#comment-71639</guid>
		<description>Ciao,
innanzitutto complimenti per il sito.
Specificherei solo una cosa riguardante il concetto di visitatore. 
&quot;è una sequenza di richieste http proveniente dallo stesso ip e agente&quot;.
Ormai, con tutti i più moderni tools di WebAnalytics, che utilizzano la modalità client side tagging (inserimento del javascript nelle pagine del sito), tracciano i visitatori attraverso l&#039;utilizzo dei cookie (ormai, GA compreso, first party).
Questo permette sicuramente un&#039;identificazione più precisa del visitatore, della visita e quindi delle attività ad esse correlate (visit duration, bounce rate ecc...).
Per il resto concordo in pieno.
La WebAnalytics senza una forte contestualizzazione, è veramente poca cosa.
ciao
carlo</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ciao,<br />
innanzitutto complimenti per il sito.<br />
Specificherei solo una cosa riguardante il concetto di visitatore.<br />
&#8220;è una sequenza di richieste http proveniente dallo stesso ip e agente&#8221;.<br />
Ormai, con tutti i più moderni tools di WebAnalytics, che utilizzano la modalità client side tagging (inserimento del javascript nelle pagine del sito), tracciano i visitatori attraverso l&#8217;utilizzo dei cookie (ormai, GA compreso, first party).<br />
Questo permette sicuramente un&#8217;identificazione più precisa del visitatore, della visita e quindi delle attività ad esse correlate (visit duration, bounce rate ecc&#8230;).<br />
Per il resto concordo in pieno.<br />
La WebAnalytics senza una forte contestualizzazione, è veramente poca cosa.<br />
ciao<br />
carlo</p>
]]></content:encoded>
	</item>
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