Il primo gesto che solitamente un utente compie non appena accende il proprio computer, a casa o in ufficio, è l’apertura del client di posta elettronica per verificare l’arrivo di e-mail. Poche o tante che siano, se l’oggetto del messaggio non soddisfa alcun bisogno nel destinatario, viene velocemente cestinato, viceversa verrà aperto e, se contenuti e grafica soddisferanno le aspettative create, cliccato. L’e-mail, una delle prime applicazioni messe a disposizione dalla Rete, rimane lo strumento più conosciuto ed utilizzato dagli utenti, raggiungendo anche pubblici meno competenti, la cui esperienza sul web è spesso limitata a questo strumento.
Chi utilizza Internet per promuovere la propria attività conosce bene l’importanza di possedere un buon database formato da indirizzi di utenti profilati, possibilmente interessati alla propria attività, ai quali inviare messaggi sempre più personalizzati.
Per iniziare una campagna di e-mail marketing, se non si dispone di un proprio database, si ricorre all’affitto o acquisto di liste da agenzie esterne. Un’attenta analisi del comportamento degli utenti sui nostri messaggi permetterà all’azienda di iniziare un processo di profilazione degli stessi, eliminando quelli disinteressati e suddividendo i restanti in client e prospect. Il continuato invio di e-mail, seguito dall’osservazione delle azioni svolte su di esse, migliorerà la profilazione, per giungere alla creazione di liste composte dai classici “pochi ma buoni”.
A questa attività sarà però importante affiancare la costruzione di una propria lista, ma come fare ad ottenere indirizzi e-mail accompagnati da consenso preventivo all’utilizzo dei dati personali?
La risposta è offrire servizi. Sulla tipologia di prestazione bisognerà ovviamente tener conto dell’azienda e del target cui si rivolge. Si possono, ad esempio, offrire contenuti, richiedendo la registrazione per continuare a leggerli, o invitare alla compilazione del form per la newsletter, ma anche offrire giochi, wallpaper, screensaver, suonerie, musica o widget. Si può inoltre proporre la partecipazione a concorsi e quiz, i cui risultati naturalmente verranno poi inviati via mail, o offrire la possibilità di creare il proprio avatar brandizzato. Strategie che possono essere integrate anche alla comunicazione off-line, aprendo ancora più canali per il reperimento di e-mail.
Il brand, dopo essere riuscito ad attirare l’utente nel proprio sito, deve offrire, oltre alla solite informazioni, servizi che lo invoglino non solo a tornare, magari in compagnia di amici, ma anche a lasciare i suoi dati e il gioco è fatto: avrete creato un database capace di raggiungere il vostro target ed instaurato con esso un rapporto affettivo che supera i tradizionali confini brand-consumatore.
Una strategia che richiede impegno costante, ma che permette di ottenere ottimi risultati nel medio-lungo periodo.

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novembre 30th, 2008 alle 13:33
1. cosa possoi offrire ai visitatori del mio sito per indurli a lasciare il loro indirizzo email?
2. Ciò che offro è effettivamente utile? è di valore?
3. In quali casi ho consegnato con piacere ad uno sconosciuto il mio indirizzo email?
Dalle risposte probabilmente scaturirà la tua nuova strategia di list buinding
novembre 30th, 2008 alle 15:55
@alessandro esattamente: ogni decisione deve essere presa a partire dall’utente e dai suoi bisogni.
novembre 30th, 2008 alle 18:16
L’acquisto di liste esistenti è un “palliativo” in assenza di ns liste.
Compriamo però dati di persone sconosciute, di cui non conosciamo gusti ed esigenza ma sopratutto non conoscono noi.Le speranza di generare un’azione dopo un’invio di email è sicuramente più bassa che su liste create e gestite da noi stessi.
dicembre 2nd, 2008 alle 19:56
Offrire valore è una delle cose più difficili. La domanda di base come sottolinea Alessandro è:
“Perchè devo fornire il mio indirizzo email?”
gennaio 2nd, 2009 alle 12:37
Consigliamo a tal proposito listediemail.com un servizio con tempistiche veloci e prezzi contenuti.
gennaio 2nd, 2009 alle 17:45
Grazie del contributo.
Per chiarezza vorrei però specificare che le liste di mail di cui parliamo nel post non sono acquistate: si parlava appunto della costruzione di liste basate su un rapporto con gli utenti.
gennaio 2nd, 2009 alle 18:12
Infatti la mia era una risposta incompleta, chiedo scusa. Intendevo dire, data la difficoltà ad instaurare il rapporto con gli utenti a volte si può anche ricorrere all’acquisto di liste di email. Questo potrebbe avvenire in periodi dove per esempio si ha necessità di lanciare/testare o proporre un nuovo servizio o prodotto su un target profilato (età area geografica, etc). Non tutte le aziende hanno una struttura che permette loro di investire in una risorsa a tempo pieno che si dedichi alla ricerca di email.
gennaio 27th, 2009 alle 1:07
domanda da un profano : si riesce ad ottenere una lista di e-mail dalle visite di un sito ?
con riferimento al al vostro articolo
http://www.online-marketing.it/web-marketing/2008/lista-di-email-profilate/
Grazie
gennaio 27th, 2009 alle 10:50
@Ernesto
non mi risulta sia possibile
gennaio 27th, 2009 alle 11:10
@ernesto no nemmeno a me, per questo è tanto importante trovare espedienti che invoglino gli utenti a lasciarla. Altrimenti sarebbe troppo facile…
gennaio 27th, 2009 alle 11:32
Trovo molto giusto il commento che per invogliare un potenziale cliente a visitare il mio sito io debba offrire servizi, ed in effetti chi chiede la password dopo avere visitato il sito della mia azienda riceve le ricette di pasticceria di uno dei più prestigiosi chef nazionali. Il punto è però ancora “come fare per invogliate i professionisti del settore a visitare il mio sito”
Paolo Zolla
gennaio 27th, 2009 alle 12:06
@Paolo quello è il problema di tutti e non è facile risolverlo da soli. Però se sei qui significa che sai bene che un’idea puoi fartela leggendo le conversazioni dei marketers in Rete. In bocca al lupo!
gennaio 27th, 2009 alle 12:27
@Paolo
la prima cosa da fare per incontrare gli utenti che cerchi è farti presente dove probabilmente loro sono già: leggere, commentare, partecipare ai blog, forum e social networks frequentati dal profilo di utenza che cerchi
e se non esiste già un social network specifico per i professionisti della cucina, magari è una buona idea crearlo: per forza di cose ci si sta spostando dai network generalisti verso quelli specifici e di nicchia
ciao!
aprile 30th, 2009 alle 9:06
Ciao Paolo se hai bisogno di indirizzi mail per far conoscere la tua attività e non hai un database, potresti affittare dei pacchetti email, stando attendo però alla profilazione dei pacchetti stessi, ovvero devi essere sicuro che quel pacchetto che stai affittando sia veramente quello che cerchi. Ovviamente non è la soluzione migliore perchè i prospect a cui invierai la mail non sapranno nulla o quasi nulla di te e sarà molto difficile convincerli a fare qualcosa. Il consiglio che posso darti è quello di rispondere in primis alle domande di Alessandro sopra riportate e decidere di conseguenza le azioni da fare. Tienici aggiornati.
maggio 29th, 2009 alle 12:26
ciao a tutti, vorrei sapere come si fà ad avere una lista di e-mail
maggio 29th, 2009 alle 14:33
Ciao Angelus,
per avere una lista e-mail esistono diverse soluzioni, dipende da quello che ti serve a te. Puoi affittare/acquistare dei pacchetti (sconsigliato perchè richiede la valutazione di molti parametri e non solo), puoi fare azioni di telemarketing se i contatti di cui hai bisogno non sono molti, puoi aumentare il traffico al tuo sito e come call to action farti lasciare l’indirizzo email in cambio di un omaggio o qualcosa che comunque induca il prospect a lasciarti il suo indirizzo email.
maggio 29th, 2009 alle 16:46
Buongiorno,
concordiamo con tutti coloro che affermano in sostanza che il permission marketing restituisce i migliori risultati in termini di penetrazione.
Il problema, è che bisognerebbe avere una vera e propria struttura “dedicata”. [EDIT]
maggio 30th, 2009 alle 11:10
Angelus ha già risposto perfettamente. Aggiungerei un’altra possibilità molto utile ed efficace in diversi settori: far leva sulle fiere per creare contatti e offrire magari un gadget in cambio della compilazione di un cartellino appositamente creato in cui si chiede email e consenso al trattamento dei dati.
maggio 30th, 2009 alle 12:42
Angelus, hai già definito il tuo target? è una scelta locale, regionale, nazionale? Hai tempo e risorse per crearti il database? Appena avrai delle risposte sarà molto più facile per noi dirti quale strada è più consona alle tue esigenze.
maggio 30th, 2009 alle 20:24
Trovo interessante il fatto che continuino i commenti su questo articoli( costruire lista e-mail profilate ..) da sei mesi (30 novembre-30 maggio )
Significa che l’argomento è attuale e vario, da sostenere.
A proposito di gadget, mi sono scaricato il widgadget di ( senza fare nomi )
bello il sistema di collegare il widgadget con un sistema di RSS, per inviare messaggi ed affiliare il visitatore..
luglio 4th, 2009 alle 22:24
L’argomento e’ molto interessante.
Il 90% delle richieste che arrivano alla mia societa’ e’:
“voglio delle liste di email, le avete?”.
E noi precisamente e sempre ripetiamo le stesse cose:
1- E’ ILLEGALE ACQUISTARE INDIRIZZI EMAIL IN ITALIA
(ovvero e’ contro la legge della privacy sia detenere che poi utilizzare
per l’invio tali indirizzi se il consenso l’interessato l’ha dato non a voi
ma a qualcun altro).
2- E’ INUTILE / DANNOSO IN TERMINI DI MARKETING
Ovvero anche se fiumi di parole contro la mia prima affermazione
me le aspetto, e non sono ne’ un avvocato (al quale suggerirei di rivolgersi)
ne’ un esperto di legge e la legge inoltre non solo puo’ cambiare nel tempo,
ma dipende dal diritto dei mittenti e dei destinatari – ovvero dal Paese dei 2 soggetti coinvolti, in particolare il Paese del destinatario -
in realta’ E’ PIU’ SEMPLICE DI QUANTO SI CREDA…
FUNZIONA MOLTO POCO USARE INDIRIZZI DI GENTE CHE NON VI CONOSCE,
NON VI HA DATO IL CONSENSO E SOPRATUTTO NON SAPPIAMO NEMMENO SE
SONO ANCORA ATTIVI E FUNZIONANTI…
QUESTO DA UN PUNTO DI VISTA MARKETING.
INOLTRE DANNEGGIA LA VS REPUTAZIONE E PER REPUTAZIONE NON INTENDO SOLO
1) IL DANNO D’IMMAGINE che la vs societa’ avra’ quando io, vedendomi
arrivare un’email indesiderata, pensero’… ma guarda come sono alla frutta
queste persone che non sono in grado che di disturbare la gente per i loro servizi/prodotti… OVVERO FANNO SPAM…
MA ANCHE (PEGGIO)…
2) GLI INDIRIZZI “BUONI”, MAGARI DI CONTATTI CHE MI CONOSCONO (FORSE ANCHE GIA’ CLIENTI PER ES….) INSERITI “NELLO STESSO” INVIO DEGLI ALTRI
POTRANNO “RISENTIRE” DEL PROBLEMA REPUTAZIONE A TAL PUNTO
CHE I PROVIDER DESTINATARI POTREBBERO INDICARMI COME SPAMMER PER TUTTI
I LORO UTENTI (E QUINDI ANCHE PER QUELLI BUONI).
ES. VOI AVETE IN CASA 400 EMAIL DI CONTATTI BUONI CHE VI CONOSCONO E DELLA QUALE ESISTENZA SIETE CERTI. DICIAMO CHE A QUESTI NE AGGIUNGETE 20,000 “ACQUISTATI”
CHE NON VI CONOSCONO…
SUPPONIAMO DI AVERE AD ES. DIVERSI INDIRIZZI DELLO STESSO PROVIDER PER ES.
DICIAMO “HOTMAIL.COM”.
SUPPONIAMO CHE 5 CONTATTI DI HOTMAIL.COM SONO NELLA LISTA BUONA
E 3500 SONO NELLA LISTA “ACQUISTATI”.
SAPETE COSA SUCCEDERA’ AL PRIMO INVIO?
CON ESTREMA PROBABILITA’ HOTMAIL.COM VEDENDOSI ARRIVARE UN NUMERO SPROPOSITATO DI MESSAGGI AD INDIRIZZI “NON esistenti” + un altro numero ad indirizzi i cui proprietari “CLICCHERANNO il pulsantino QUESTO E’ SPAM accanto al vs messaggio”
renderanno PRATICAMENTE IMPOSSIBILE il recapito anche ai 5 BUONI…
QUESTO CAPITERA’…
La cosa e’ molto complessa in realta’… spero che piu’ o meno sono riuscito
a trasferire il problema “tecnico” e quali finalita’ di “marketing” questo abbia.
Buon Email Marketing a tutti!
luglio 6th, 2009 alle 20:36
Ciao Fabio,
grazie del tuo intervento. Vorrei solo specificare alcune cose.
Io sostengo fermamente che sia meglio crearsi un proprio database di contatti ma questo non significa che campagne DEM non abbiano, se fatte con attenzione, un riscontro positvo. In questo senso sarà molto importante targettizzare la DEM e tener conto della awareness del brand in questione (ovvio che marche più piccole faranno molta più fatica ad essere “accettate”).
Per quel che riguarda la questione legale in effetti non bisogna acquistare liste, ma affittarle. Gli invii verranno così gestiti da colui che è il reale proprietario del database e che ha avuto il consenso al trattamento dei dati. In questo modo si risolve anche il problema del danneggiamento della propria reputazione nei confronti del proprio database di contatti che rimane completamente separato da quello acquistato.
Solitamente comunque nelle DEM esterne, quindi verso contatti “sconosciuti”, si richiede poi la registrazione alla propria newsletter, qualora il contatto sia interessato, così da ampliare il proprio database e fare tutto a norma di legge. Anche questo quindi può essere un sistema valido per crearsi una propria lista di indirizzi, anche se io preferisco sempre l’offerta di servizi.
Insomma, se le circostanze lo permettono, anche una campagna DEM non è così male.
ottobre 30th, 2009 alle 18:40
@ Ernesto
Non devi portare le persone sul tuo sito, ma solo su di una pagina particolare, o addirittura su di un altro che deve servire solo per questo scopo: RACCOGLIERE EMAIL, dove puoi regalare un pdf anche di poche pagine riguardante l’argomento del tuo sito e per averlo, devono lasciarti la loro email, chiaramente con tutte le garanzie sulla privacy e sulla cancellazione.
@ Paolo Zolla
I professionisti non hanno tempo da perdere e poi perché vuoi che i professionisti debbano venire sul tuo sito? Vai su Google e scrivi pasticceria e simili, non cliccare sul link che escono, ma usa un trucco, utilizza il tasto destro, uscirà una finestra, clicca su apri in un’altra finestra e scrivi al titolare del sito o iscriviti alla relativa newsletter, ma per questo ci vuole molto tempo, forse ti conviene pagare Adwords e simili; ma meglio ancora, utilizza le email che già possiedi, prometti altre ricette a coloro che ti aiutano, invitali più o meno con queste parole: “Dammi una mano, dai il link del mio sito al pasticciere della tua città, quando lo avrai contattato, riceverai un libro di nuove ricette”.
@ Fabio Pagano
Non hai capito una cosa, comprare indirizzi email, non significa che tu ne vieni materialmente in possesso, ma che paghi per avere un servizio, ovvero la spedizione a 10.000 email di una lettera promozionale con un link/banner al tuo sito.
E sul tuo sito che devi convincere le persone ad iscriverti alla tua newsletter regalando un pdf che riguarda la tua attività.
E considera che ci sono altri sistemi onesti per avere email.
Ti invito comunque a leggere la legge sulla Privacy e vedrai che tante cose di cui eri convinto, non sono come pensi tu.