Nel corso dell’ultimo anno abbiamo visto in Internet una trasformazione in atto verso prodotti che incentivano il dialogo, l’interazione e la comunicazione molti-a-molti piuttosto che il classico uno-a-molti del broadcasting tradizionale. E tutti i segnali ci confermano che questa trasformazione non è che all’inizio: ogni giorno nascono nuovi progetti di piattaforme sociali, applicazioni web e servizi innovativi.
Alla fine però tutti questi progetti sono essenzialmente attività economiche, che per funzionare e prendere vita devono essere in qualche modo finanziate: hanno bisogno di soldi. I finanziatori da parte loro scelgono razionalmente le attività che presentano maggiori prospettive di crescita e di redditività.
Sia come sia, per quanto sia affascinante un’idea, se non riesce a trovare una forma di monetizzazione, è destinato a perire nel nostro crudo mondo competitivo e capitalista che non fa sconti a nessuno. Alla fine, è pur sempre una questione di soldi.
Se quindi da un lato fioriscono nuove idee interessanti, dall’altro ognuna deve dimostrare di essere profittevole, per reperire i mezzi necessari a nascere, espandersi e quindi maturare.
Come va quindi il web 2.0?
Negli Stati Uniti (che ci piaccia o no, sempre il nostro punto di riferimento economico per tutto ciò che è Internet e non solo) i profitti dei principali social networks stentano ed ancora non convincono, come riportato da più voci.
Revenue generated from social networking businesses in the US continues to be disappointing, new research reports.
fonte: Social networking revenues disappoint
Nello stesso articolo viene tracciata una possibile soluzione nella ricerca di un’utenza di nicchia, che permetta agli advertisers di pubblicare conenuti altamente pertinenti, e quindi di maggior valore.
“Development of niche social networking sites is an essential piece of the monetisation puzzle,” said In-Stat analyst Jill Meyers. “The more specific a social networking site is to a select group of users, the more targeted the advertising can become, the more loyal the membership will be because it caters to specific interests, and the more opportunities the site will have to be profitable.”
fonte: Social networking revenues disappoint
Nella mia esperienza personale in Europa, pare chiaro che l’User Generated Content ancora non convince gli inserzionisti e le aziende. Non solo in Italia, dove purtroppo (per ignoranza, io penso) siamo culturalmente ancora restii alle novità, ma anche negli altri Paesi dove i nuovi formati vengono effettivamente sperimentati sul campo. I ritorni in termini di risultati sono piuttosto bassi, certamente inferiori al ROI degli annunci nei contenuti editoriali (per non parlare del search marketing), e quindi dopo i primi test gli inserzionisti – giustamente – lasciano perdere.
Mi chiedo quindi se sia solamente un problema di gioventù o se ci sia qualcosa di strutturale che va modificato. Voglio aggiungere alcuni contributi interessanti che possano aiutare ad analizzare questo fondamentale aspetto delle nuove proposte 2.0.
Modelli di business 2.0
Fred Stutzman ha pubblicato una interessante lista di idee per produrre revenues con i social networks. Secondo lui, ci sono attualmente cinque modi con i quali i social network possono monetizzare il proprio traffico:
- Advertising
- Affiliazioni
- Partnership
- Micropagamenti
- Sottoscrizioni / premium features
fonte: Unit Structures
Cosa pensano gli inserzionisti dei nuovi media

Interessanti inoltre sono i risultati di una recente ricerca di Collective Media, secondo la quale la maggior parte degli inserizionisti americani sarebbero disposti ad investire in advertising nei social netoworks (leggi MySpace, Facebook et similia); mentre più del 70% non gradisce (ancora) i video generati dagli utenti.
Fonti: VNUNet.com, Unit Structures, Collective Media, eMarketer.

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luglio 21st, 2008 alle 16:35
Ottime considerazioni, Federico.
Dal mio punto di vista, data la diffusione massiccia di social network che riguardano ormai quasi qualsiasi àmbito, una forte caratterizzazione di nicchia consente – oltre ad advertising più mirato e quindi ROI potenzialmente maggiore – anche una maggiore possibilità di proporre soluzioni “premium” dietro pagamento di una quota di iscrizione. Altrimenti si rischia di non attrarre più di tanto un pubblico che può usufruire degli stessi servizi altrove, gratis.
Uno scenario molto interessante potrebbe diventare quello dei micropagamenti, ma ahimè se dovremo affidarci ai soliti noti della telefonia dovremo avere a che fare anche con le loro altrettanto note ingordigia e inerzia.
luglio 21st, 2008 alle 17:25
Ciao carissimo e complimenti per la dettagliata analisi
Da parte mia posso confermarti che attraverso i social media, senza scendere nei particolari della SMO, ho praticamente ribaltato tutta la mia visione del web marketing.
Attualmente sto incanalando tutta la mia comunicazione all’interno di questi contenitori, risquotendo enormi successi.
E’anche ovvio che ho smesso di lavorare nei classici sistemi di affiliazione, andando quindi a fornire servizi che ripartono dall’ On-Road, e scaturiscono nell’On-Line.
Le piccole aziende locali stravedono per certi tipi di visibilità, e i feedback e il ritorno per esse è tangibile da subito.
Sono enormemente gratificato da questo tipo di attività
luglio 22nd, 2008 alle 11:41
Ciao,
ti faccio pure io i complimenti per l’interessanta analisi e per gli spunti che dalla stessa ne possono scaturire. Siamo alla ricerca sempre di nuove soluzioni e soprattutto di menti che, come la tua, danno degli “insight” particolarmente utili.
grazie
luglio 22nd, 2008 alle 14:45
Grazie a tutti per i complimenti!
@Marco P:
in questo momento gli unici social network che funzionano davvero sono i pochi noti generalisti (Facebook, MySpace, Hyves qui in Olanda e pochi altri) e qualcuno orientato al professionale (LinkedIn sopra agli altri).
Per il resto ancora non ci sono, a mio parere, esempi concreti di piattaforme sociali di nicchia che abbiamo avuto reale successo.
@Emanuele:
sono lieto di sapere che l’attività ti vada bene, ed ancora di più nel riscontrare che questi strumenti cominciano a funzionare davvero concretamente.
@Marco:
spero che post come questi possano effettivamente servire ad aprire il dialogo e favorire la condivisione della conoscenza.
Siamo tutti nella stessa barca e cerchiamo di fare il nostro lavoro al meglio!
luglio 24th, 2008 alle 13:25
Ciao Federico,
Nel complimentarmi per la tua forse unica puntualizzazione su un argomento che da qualche mese, per la sua capacità di autogenerare notorietà diffusa sul web, ha anche determinato ovviamente una serie di critiche o stime da parte di esperti del settore. Pur non conoscendoti, volevo portarti a conoscenza di un progetto di livello internazionale, della quale idea sono il titolare, e atrraverso il quale sto probabilmente tentando di rivoluzionare il modo di pensare, di scrivere e forse di generare conoscenza condivisa di una parte del territorio nazionale che ancora deve comprendere quale sarà la srada da percorrere nel prossimo decennio per internazionalizzarsi e competere attraverso le sue risorse con il resto del mondo. Ovviamente l’ambizione di realizzare un prototipo di uno strumento di comunicazione multimediale, che non ho idea neanche io delle potenzialità che potrà avere, è enorme. Concordo pienamente con te il fatto che ancora non esistono “Piattaforme di nicchia che abbiano avuto un reale successo”, io ci sto provando coniugando ricerca, innovazione e imprenditoria, per capire prima di tutto se questo tipo di Social Network può avere un mercato in futuro.. Il link che illustra brevemente il progetto è: http://www.meethink.it – sezione progetti – Progetto: “Social Networking Outlook for the Land of Trapani”. Caro Federico, la volontà di affrontare le nuove sfide che la tecnologia ci pone davanti giorno dopo giorno fanno parte del sistema economico in cui viviamo. Nel Cluetrain Manifesto gli autori stessi 9 anni fà scrissero che i mercati sono conversazioni, e sembra proprio che in parte avevano ragione. Io da piccolo esperto in marketing non ti nascondo che sto tentando di realizzare questo mio ambizioso progetto cercando di ottimizzare la qualità delle conoscenze che verranno trasmesse alle generazioni future compreso i nostri figli!
Se vuoi spararmi un commento il mio indirizzo e-mail c’è l’hai. Good Work and Good Luck my friend!
Un Cordiale Saluto, Dott. Calogero Caruso.
luglio 24th, 2008 alle 19:02
@Calogero:
ti faccio il mio in bocca al lupo per l’iniziativa, davvero lodevole, che hai intrapreso. Iniziative di questo tipo dovrebbero essere non solo le benvenute, ma anche sostenute in modo attivo dalle istituzioni.
Infatti una migliore comunicazione sul territorio non può che migliorare il mercato, con duplice beneficio per i singoli e per la comunità.
Buon lavoro anche a te, e a presto.
F
agosto 13th, 2008 alle 1:33
sei stato davvero molto dettagliato nella spiegazione, i miei complimenti!
agosto 13th, 2008 alle 9:36
@Davide: grazie mille!
Visto che l’argomento è stato trovato interessante, cercherò di approfondirlo nei post futuri. Un saluto e a presto!
agosto 17th, 2008 alle 16:42
Ci sono due astri nascenti in Italia nel settore wine & food, uno è Duespaghi, già abbastanza noto (dedicato allo scambio di recensioni di ristoranti), l’altro è vinix – del quale mi occupo direttamente – che ritengo abbia avuto il merito di aver messo in collegamento l’operatore con l’appassionato wine & food in un progetto che mi piace pensare anche come “utile” oltre che divertente. Come modello di business su vinix abbiamo adottato l’ibrido tra il traffico / pubblicità e una forma di iscrizione premium alla quale stiamo ancora lavorando.
Per chi vuol dare un’occhiata : vinix.it
Un caro saluto, Filippo
agosto 18th, 2008 alle 16:01
Ciao Filippo,
conosco Vinix e alcuni miei clienti lo hanno anche utilizzato per campagne di web marketing: ottima realtà, complimenti.
dicembre 6th, 2008 alle 22:03
Ciao volevo ringraziarti delle preziose informazioni, da oggi visiterò il tuo blog molto spesso, io personalmente per incrementare le visite sul sito sto facendo da un anno un blog coeporate http://chitarpi.wordpress.com/ e da pochi giorni anche della pubblicità su google e Facebook.
Grazie ancora
gennaio 9th, 2009 alle 1:42
La creazione di una nicchia è la soluzione ideale per una più ricca esperienza degli utenti di social networks. Ogni target infatti ha le sue esigenze, prime tra tutte la semplicità e la chiarezza degli obiettivi del sn di cui si fa parte. Su queste basi, che portano una community ad essere forte negli anni attraverso idee auto-generanti, i guadagni sono solo da inventare ma comunque riassunti nei 5 modelli di Stutzman