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Il web marketing al servizio degli e-commerce

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Il web marketing al servizio degli e-commerce


Web Marketing

L’ecommerce è la forma di guadagno online più datata ed affermata del web.
I primi ecommerce sono stati creati oltre 15 anni fa da veri e propri pionieri del settore, che col passare del tempo hanno visto cambiare le regole utili a farne degli ecommerce di successo.

Il web marketing, oggi, più di allora, è la soluzione per fare di un e-commerce sconosciuto un sito che genera vendite, utenti soddisfatti e clienti fidelizzati.

Affinché ciò avvenga è fondamentale conoscere le strategie di base per costruire o commissionare una campagna di web marketing valida e fruttuosa.
Soprattutto nel caso della vendita online è di fondamentale importanza attrarre un’utenza in target che sia interessata ai prodotti ed pronta a valutare l’acquisto degli stessi.

Una campagna di web marketing eccellente deve contemplare 3 fattori:

Brand e reputazione

Il primo passo è stabilire quali siano i significati e le emozioni che si vogliono comunicare all’utenza quando guarda, visita, e sente parlare del proprio sito ecommerce. Questo passo è fondamentale per distinguersi nel mare di offerte che il web, con il suo enorme sviluppo, offre. Essere caratterizzati da un significato ben preciso, che esalti i propri punti di forza, è il primo passo per il successo commerciale sulla Grande Rete.
Inoltre, bisogna assolutamente lavorare sulla propria reputazione online. Per reputazione online intendo tutte le qualità, percepite dagli utenti, relative all’ecommerce e al proprio brand.
Nella reputazione online sono da considerare anche le recensioni e i giudizi che gli utenti e i clienti esprimono sull’azienda, sui prodotti e sull’ecommerce in generale. Generalmente, oggi, si pensa  che la reputazione online sia associata all’utilizzo dei soli social network, ma non è così. La reputazione online è molto più complessa da gestire, influenzare, incanalare. Spesso agenzie web  specializzate lavorano molto e nel tempo per creare una reputazione web eccellente o per migliorare una reputazione rovinata.

Pubblicità online

Il secondo fattore determinante in una campagna di web marketing per un sito ecommerce è la pubblicità online.
Gli obiettivi della pubblicità, nella vendita online, sono di 3 tipi:

  • far conoscere il sito ad utenti nuovi;
  • acquisire nuova clientela;
  • far ritornare i visitatori occasionali;

La maggioranza delle aziende quando commissiona una pubblicità online, vuole tutto e subito. Ma questo non è possibile!

Da studi fatti, è stato dimostrato che un utente online prima di fare un acquisto deve fidarsi del sito e dell’azienda che c’è dietro, e spesso, prima di effettuare un acquisto ritorna sul sito varie volte, cliccando sulla pubblicità. Quindi, una campagna pubblicitaria sul web non deve essere mai mordi e fuggi, ma deve essere strutturata e progettata per durare un tempo sufficiente a creare fiducia nel consumatore.

Un altro fattore da considerare sono i molti canali che esistono per fare pubblicità online, vediamo i più famosi:

  1. Adwords o campagne di advertising in PPC di altri motori di ricerca (Pay per Click): questa tipologia permette di attrarre utenti in target che stanno cercando in quel momento il prodotto. Anche se il costo-visita potrebbe essere più elevato, è la tipologia di pubblicità a maggiore redemption economica.
  2. Banner: anche se molto meno efficace per la vendita, una campagna di banner può essere utile per rafforzare il brand, e per far conoscere il sito. Spesso però la redemption economica è decisamente bassa.
  3. Comparatori di prezzo: sono siti che permettono l’inserimento dei propri prodotti all’interno di questi macro ecommerce. Generalmente sono molto visitati, forniscono anche un buon ritorno in visite e vengono pagati per click effettuati. Sono più economici, nella maggioranza dei settori, della pubblicità di adwords, ma attraggono utenti alla ricerca esclusiva del prezzo più basso. Quindi la redemption economica va valutata in base non solo al numero delle vendite ma anche al margine di guadagno su una singola vendita.
  4. Circuito di programmi di affiliazione: questa soluzione, molto in voga negli USA, è valida solo per alcuni settori, quelli dei prodotti elettronici, telefonia, o di largo consumo e dove gli utenti conosco perfettamente il prodotto. Purtroppo, pochi editori sono disposti ad inserire banner PPS (Pay per Sale) sui propri siti, e quindi è una forma di pubblicità online che raramente porta risultati di rilievo.

Posizionamento sui motori di ricerca.

Questo fattore è il più importante nel lungo periodo.
La maggioranza degli imprenditori è convinta che sia sufficiente una buona ottimizzazione del codice per arriva subito in alto nelle ricerche di Google.
Oggi, l’ottimizzazione delle pagine è solo un fattore del SEO, e a detta di alcuni, anche il meno determinante per risultati importanti.
Per ottenere risultati rilevanti e posizioni eccellenti nelle ricerca di Google, bisogna effettuare una campagna di SEO avanzata. Dove la base rimane l’ottimizzazione delle pagine, ma vengono effettuate altre operazioni molto più importanti:

  1. Sfruttare la coda lunga.
    Meglio essere posizionati tra le prime 3 posizioni della prima pagina di Google per una parola chiave correlata, più facile da posizionare, che in 3° pagina per una parola chiave madre. Ad esempio, meglio la 3° posizione per la “prodotti tipici toscani” che la 3° pagina per “prodotti tipici”. La seconda ha più visite potenziali, ma la 3° pagina non verrà proprio visitata, mentre la prima che ha meno visite potenziali, con una 3° posizione darà molte visite al sito.
  2. Link Building.
    Questa operazione è la più importante. Nelle pagine di Google sono alle prime posizioni i siti che ricevono più backlink da siti a tema.
    Quindi per posizionare correttamente il proprio ecommerce, bisogna far aumentare concretamente il numero dei link da altri siti. Per far questo bisogna rivolgersi ad un esperto per evitare penalizzazioni da parte di Google.
  3. Scrittura periodica (almeno 2-3 volte a settimana) di testi.
    Questo è un eccellente modo per farsi apprezzare dai motori di ricerca. Lo sforzo è quello redazionale e di investimento di tempo, ma il ritorno potrebbe essere stupefacente. La maggioranza di chi inizia a scrivere, purtroppo,  si arrende troppo presto.
  4. Un eccellente modo è quello di aprire un blog associato all’ecommerce. Pochi lo fanno, ma vi assicuro può creare un enorme vantaggio sugli altri.

Quando un imprenditore vuole davvero lavorare attraverso il web marketing deve assolutamente lavorare su tutti e tre i fattori sopra menzionati. Fare solo un po’ di pubblicità, lavorare sull’ottimizzazione SEO del sito o fare solo del Link Building potrebbe rivelarsi poco utile.

Lo staff di OMB ringrazia Mauro Pepe per questo guest post.

Posted in Web MarketingComments (20)

Come sarà il 2010 del (web) marketing

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Come sarà il 2010 del (web) marketing


Web Marketing

Benvenuto 2010!

Dopo una lunga pausa per le Feste natalizie, riprendiamo con (speriamo di riuscirci!) regolarità a pubblicare articoli, notizie e commenti di web marketing in OMB. In questo inizio anno ci siamo interrogati riguardo al 2009, traendo il bilancio dei risultati e stendendo i piani di marketing per il 2010.

Gli investimenti nell’innovazione nel 2009 sono stati pesantemente schiacciati dalla crisi economica mondiale e anche la promozione nel ha pesantemente risentito. A questo proposito, ci piace sempre ricordare (questa citazione è stata uno dei primissimi post in questo blog) Mr. Ford:

Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo.
Henry Ford (1863-1947)

Le previsioni di eMarketer

Fondamentale è capire in che direzione andrà la Rete nel prossimo futuro, per poterne seguire i trend; ormai siamo abituati quasi a cambiare mestiere ogni anno, perché gli strumenti, gli attori e i meccanismi del marketing online cambiano e innovano così velocemente che, non appena si padroneggia bene una materia, è già ora di cambiare e ricominciare ad imparare. Ma questo è il bello del web marketing e di fare una professione da pionieri dove ancora la creatività, unita alla preparazione e professionalità, ha un ruolo importante.

2010 predictionseMarketer, come ogni inizio anno, ha pubblicato le sue previsioni per i prossimi mesi; sono naturalmente basate sul mercato US, come più volte ricordato, sotto molti aspetti più avanzato e ricettivo alle novità del nostro, ma possiamo comunque trarne utili prospettive.

Su un punto ci sono pochi dubbi: i budget di investimento per la promozione si sposteranno, più ancora, dai media tradizionali al digitale. Come si evince dal grafico previsionale qui a fianco, si prevede una crescita dell’advertising online – mediamente – del 10%. Dal canto nostro, speriamo che in Italia questo valore sia ancora maggiore, in modo da poter recuperare terreno. Le percentuali di investimento online, nel marketing mix delle aziende nostrane, sono ancora sotto alla doppia cifra, ed è quindi facile prevedere un aumento – percentualmente – elevato.

I prossimi mesi per il mercato italiano

A nostro avviso, anche nel 2010 si parlerà molto ancora di motori di ricerca, ma è sorta un’attenzione nuova (parlo dell’Italia, visto che in US è già campo conosciuto e consolidato ormai da anni) per la misurazione dei risultati, ovvero la web analytics. Ne abbiamo avuto una chiara conferma in occasione del Rimini Web Marketing Event, e dal riscontro positivo che ha riscosso una figura carismatica del settore come Avinash Kaushik: la materia interessa e tutti vogliono saperne di più.

Altre parole chiave importanti che hanno preso sempre più piede negli ultimi tempi, e che vediamo in ulteriore crescita d’importanza nei prossimi mesi sono: video advertising, viral marketingreal time search, social engagement (i link sono categorie di post o tag di questo blog, non a caso ;-) ).

E voi, cosa ne pensate? Quali saranno i nuovi trend?

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Rimini Web Marketing Event 2009: un successo!

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Rimini Web Marketing Event 2009: un successo!


News Web Marketing

RWME 2009 - 01Eccomi nuovamente ad Amsterdam, appena tornato dal Rimini Web marketing Event, seconda edizione.
Sono stati due giorni intensi ed entusiasmanti, sia per la presenza di un personaggio veramente eccezionale, Avinash Kaushik, sia per il clima positivo e di interesse che si è creato tra organizzatori, relatori, e tutti i presenti.

Purtroppo l’anno scorso, edizione 2008, non ho potuto partecipare per motivi di salute: dovevo presentare due relazioni, ma all’ultimo momento la febbre mi ha impedito di volare in Italia.
Quindi per me è stata la prima esperienza e devo dire che è stata talmente positiva che non vedo l’ora di cominciare a lavorare alla prossima edizione! :-)

Team OMB al Rimini web marketing eventDal mio punto di vista è stata un’occasione unica, sia per l’impegno in fase organizzativa e durante l’evento stesso, sia soprattutto per aver avuto l’onore di conoscere personalmente Avinash, che si è rivelato una persona ricca e interessante anche a livello personale, oltre che (ma questo già lo sapevamo) professionale. La sua presenza secondo me ha veramente fatto la differenza: oltre che un esperto in materia di Web Analytics, ha potuto dimostrare le sue doti di oratore, appassionato e trascinante; tutti presenti hanno potuto apprezzare le sue performance, e ne sono rimasti certamente affascinati. Speriamo di avelo con noi anche il prossimo anno.

Il successo dell’evento è stato poi accompagnato e testimoniato dai numerossimi Tweets di commento, telecronaca e altro: tweets contenenti #rwme.
L’hashtag #rwme è balzato in pochissimo tempo in cima alle classifiche dei tag più usati negli ultimi giorni! Una vera tempesta di cinguettii :-D

RWME 2009 - 03Voglio innanzitutto ringraziare Titanka! che ha organizzato e reso possibile l’evento, e ci ha chiesto di collaborare all’organizzazione, veramente una bella squadra! Ringrazio inoltre tutti i relatori che con grande disponibilità, cortesia e professionalità hanno preparato delle relazioni molto interessanti e ricche di contenuto, ed infine la nostra moderatrice, Elena Farinelli, che ha saputo mantenere il ritmo dell’evento con grande professionalità e cortesia.

RWME 2009 - 04Infine una nota (anche questa positiva!) a livello personale: è stato bello poter incontrare finalmente di persona molti colleghi italiani che conoscevo già da tempo online, ma con cui non avevo ancora avuto il piacere di parlare faccia a faccia. Voglio salutare in particolare, in ordine assolutamente casuale (ma prima le donne), Giulia Eremita, la già citata Elena, Marco Ziero, Andrea Serravezza, Alessandro Binello, Claudio Vaccaro, Gianpaolo Lorusso, Marco Cilia (mi raccomando, l’accento sulla seconda i) e Piersante Paneghel (grazie per il Baileys ;-) ).
Segnalo inoltre due post interessanti e completi di Michela Simoncini (altro incontro piacevole, alla cena SEO Night) che raccontano i contenuti delle due giornate:

Ora non resta che attendere di conoscere il contenuto dei questionari compilati dai partecipanti per valutare e raccogliere nuove idee per il prossimo anno. Ci vediamo a Rimini! :-)

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Rimini Web Marketing Event 2009

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Rimini Web Marketing Event 2009


News Web Marketing

A meno di una settimana dall’evento, Online Marketing Blog è felice di annunciare il gradito ritorno di un appuntamento che, in occasione della sua prima edizione un anno fa, ha convinto e fatto parlare di sé.

Rimini Web Marketing Event

Sabato 21 e domenica 22 novembre 2009 torna il Rimini Web Marketing Event, la conferenza dedicata a tutti coloro che si occupano di turismo e accoglienza, e in particolare delle loro declinazioni online. Con un taglio pratico, e una precisa volontà di raggiungere anche i meno esperti, il Rimini Web Marketing Event sarà anche quest’anno focalizzato sulle strategie, gli strumenti e le best practice per la promozione online di hotel e strutture turistiche in genere, con un occhio alle evoluzioni dell’ultimo periodo.

Gli argomenti di discussione spazieranno dall’ottimizzazione per i motori di ricerca, alle più efficaci tecniche di keyword advertising, all’approccio corretto ai social media in un piano di marketing completo.

Online Marketing Blog, oltre ad aver contribuito attivamente all’organizzazione e realizzazione dell’evento, sarà presente in forze anche durante gli interventi, con ben tre relatori: Federico Calore, Fabio Sutto e (il sottoscritto) Marco Pezzano.

Avinash KaushikQuest’anno poi, come anticipato dall’intervista esclusiva rilasciata a OMB, ci sarà un motivo in più per esserci: Avinash Kaushik, analytics evangelist di Google e massimo esperto mondiale di web analytics, sarà protagonista della due giorni con interventi da non perdere per chi si occupa di misurabilità di risorse web. In particolare, Avinash illustrerà quali sono le metriche da tenere davvero in considerazione nell’analisi delle performance di un sito web, e perché è importante basare le proprie strategie di promozione su dati concreti. Per gli addetti ai lavori, infine, appuntamento d’obbligo è la sessione avanzata di domenica 22, durante la quale il focus sarà sulla gestione integrata di keyword advertising e SEO all’interno di progetti complessi di promozione online.

Ciliegina sulla torta (è il caso di dirlo!), l’evento di Rimini sarà l’occasione per un confronto e una chiacchierata tra colleghi e amici durante la Rimini SEO Night, la sera di sabato 21, presso il Bounty di Rimini. Solo un consiglio: se avete intenzione di chiedere lumi su come posizionare il vostro sito a uno degli esperti presenti, fatelo prima delle 21. Non ci assumiamo responsabilità per le risposte date dopo tale ora :)

Il tempo stringe, e se non l’avete ancora fatto ora è il momento giusto: correte a iscrivervi, ci vediamo a Rimini!

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I “perchè” delle applicazioni su Facebook

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I “perchè” delle applicazioni su Facebook


Social Media Marketing

Una delle principali caratteristiche che contraddistingue Facebook e probabilmente ne ha in parte decretato la popolarità, è la presenza delle applicazioni: software integrati nella piattaforma che permettono agli utenti di vivere esperienze ludiche.

Tante e differenti tra di loro, le applicazioni possono consistere in semplici quiz o arrivare ad essere dei veri e propri mondi virtuali; eterogeneità resa possibile dalla quasi totale libertà lasciata agli sviluppatori.

Ma perchè le applicazioni piacciono tanto?

La risposta è che sono coinvolgenti, sentimento amplificato dalla condivisione dell’esperienza coi propri amici.
Aprire un biscotto della fortuna e leggere cosa ti preannuncia è infatti tanto più bello quando è possibile scherzarci sopra coi propri amici; migliorare il proprio punteggio a Geo Challenge è tanto più appagante quando il tuo avatar sale nella classifica fino a superare quel compagno di classe che tanto era bravo a scuola; o ancora, un mondo virtuale è tanto più divertente quando è popolato dai tuoi “veri” amici, coi quali ti trovi ad interagire scambiandoti regali o confrontandoti in gare che ti permettono di avanzare di livello.

Rimane ora da porsi la domanda:

Perchè i brand dovrebbero realizzare delle proprie applicazioni?

Le motivazioni vanno dalla più pragmatica raccolta di dati sugli utenti che accettano l’applicazione, quindi danno il consenso ad accedere alle informazioni presenti nel proprio profilo e in quello degli amici, alla più astratta possibilità di fare branding e soprattutto di costruire uno di quegli spazi virtuali in cui conversare col consum-attore al fine di co-creare valore. Naturalmente quest’ultimo obiettivo sarà più facilmente raggiungibile qualora l’applicazione sia coerente col mondo della marca, quindi capace di ricavare dagli utenti informazioni utili per migliorarsi.

Inoltre, possedere un’applicazione, permetterebbe al brand di aggiungere valore alla propria presenza su Facebook offrendo agli utenti un motivo in più per “tornare a trovarlo” e per parlare di lui coi propri amici innescando più facilmente la tanto amata viralità, punto forte dei social network.

Di brand che  hanno realizzato delle proprie applicazioni al momento non ce ne sono molti, probabilmente si stanno avvicinando cautamente a questo mondo, iniziando a costruire la propria presenza attraverso la più semplice pagina aziendale. Applicazioni FaceBookQualunque sia la strada scelta, dalla pagina, al gruppo o all’applicazione, l’importante è che venga intrapresa seguendo una precisa strategia comunicativa e non percorsa per poi essere abbandonata, causando viceversa un danno d’immagine.

Tutte le applicazioni sono presenti, raggruppate per categoria, nella directory di Facebook.

Buon divertimento e un’unica raccomandazione: alcune applicazioni possono portare a dipendendenza ;-)

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Augmented Reality: solo una moda?

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Augmented Reality: solo una moda?


News

augmented_realityUna cosa è certa, la “realtà aumentata” è la moda del momento. Così, dopo la realizzazione di spazi interamente virtuali all’interno dei quali solo il protagonista era reale (la cosiddetta realtà virtuale), adesso sono gli oggetti virtuali ad entarare a far parte del “nostro” mondo.

Una realtà virtuale generata dal computer che, sovrapposta alla realtà percepita dal soggetto, ne amplifica le capacità informative.

Tecnologie che come spesso accade nascono in campo militare, vengono poi sfruttate in settori come quello medico, per poi venire acquisite dal modo della pubblicità, sempre in cerca di novità al fine di stupire ed affascinare il proprio pubblico.

Se all’inizio però basta poco a far sorridere e parlare le persone, basta ancora meno perché le mode svaniscano ed il piacere non derivi più dalla semplice visione di “qualcosa di nuovo”, pensiamo ad esempio al cinema e alla famosa uscita dalle fabbriche Lumière.

Passato quindi l’entusiasmo per la spettacolarità del mezzo, è facile rendersi conto che esistono tante e differenti potenzialità ad essa legate. I brand stanno iniziando a sperimentarle.

Gli obiettivi che attraverso il suo impiego possono essere raggiunti variano dall’ambito ludico  a quello informativo. Qualunque sia la ragione per cui i brand la utilizzino, l’importante è che nel farlo rimangano coerenti con l’immagine che di sè vogliono venga percepita.

Esempio interessante  di utilizzo ludico del mezzo è l’idea alla base della promozione del chewing gum 5 attraverso il 5 mixer. Il chewing gum, la cui campagna pubblicitaria parla di capacità del prodotto di stimolare i nostri sensi, continua a sollecitarli trasformandoci in dj. Basta dare un’occhiata al video sotto per rendersene conto.

L’utilizzo di tipo informativo del mezzo è invece più semplice da immaginare. Esempi sono le applicazioni sviluppate per l’I-phone e i “libri tridimensionali” di cui su you tube si possono trovare svariati video. Interessante anche la possibilità d’utilizzo che ci mostra BMW. Un’altra applicazione interessante che ha avuto una certa risonanza è questo software per cellulari con fotocamera per “vedere” i prezzi di edifici ed appartamenti in vendita (nel video, Nieuwe Herengracht, Amsterdam):

Per il momento la difficoltà più grande da superare perchè la realtà aumentata possa entrare a far parte della nostra quotidianità, come è avvenuto per altre tecnologie, è legata ai mezzi che ci permettono di percepire queste informazioni aggiuntive. Tecnologie come cellulari di ultima generazione e computer dotati di webcam ci fanno però pensare ad un suo possibile futuro roseo.

Di sicuro nei prossimi mesi continueremo a vedere nuovi interessanti utilizzi della realtà aumentata. Voi cosa ne pensate? Rimarrà solo un mezzo capace di affascinare o troverà spazio per un suo concreto utilizzo?

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Gli italiani e la loro Privacy

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Gli italiani e la loro Privacy


Web Marketing

Sempre più spesso gli utenti italiani vengono invitati a lasciare i propri dati personali in cambio di un servizio. Ma qual è l’atteggiamento dei navigatori di fronte a queste continue richieste? A questa e a tante altre domande risponde l’indagine Privacy e Permission Marketing online – Rapporto Italia 2009, commissionata da MagNews per analizzare e comprendere quale sia il rapporto degli italiani con un tema particolare come la Privacy.

Diversi sono gli argomenti trattati nella ricerca, dalla preoccupazione nei confronti del tracciamento dei propri dati personali, alla conoscenza dell’informativa sulla privacy e la reazione alla violazione dei propri diritti. L’indagine si occupa inoltre di capire quale sia l’atteggiamento degli italiani rispetto a due temi attuali come la tutela della privacy dei minori e lo spam.

slide_spamIn particolare, rispetto a quest’ultimo fenomeno, largamente conosciuto (solo l’1% dichiara di non sapere di cosa si tratti) e che interessa il 97% dell’utenza Internet, emerge che nonostante il 60% dell’utenza ignori del tutto questo genere di messaggi, un utente su otto apre comunque una mail di spam mosso dalla curiosità di conoscerne il contenuto.

Per quel che riguarda i form, la loro compilazione non sembrerebbe arrecare particolare fastidio ad eccezione di quando vengono chieste agli utenti informazioni relative alla sfera reddituale e patrimoniale.

slide_pubblicita_personalizzataCuriose le risposte degli utenti in merito all’affermazione “Fa comodo avere dei contenuti e delle comunicazioni pubblicitarie su misura per i miei gusti”. Infatti ben il 36,6% degli intervistati sostiene di trovarsi per nulla o poco d’accordo con questa affermazione mentre solo il 17,7% è in parte d’accordo e il 9% completamente d’accordo con essa.

Se volete approfondire l’argomento il rapporto completo è scaricabile dal sito MagNews. Buona lettura.

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Seo Web Marketing Experience: gli errori insegnano

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Seo Web Marketing Experience: gli errori insegnano


News SEO

Dove: Roma, Milano, Londra
Quando: 22/05, 29/05, 27/06

Leonardo da Vinci
Il paragrafo introduttivo del corso Seo Web Marketing Experience recita testualmente:

Nei miei ultimi 10 anni di web marketing ho fatto  tanti errori. Ho creato prodotti che non hanno generato un centesimo di profitto, ho fatto campagne promozionali che hanno raccolto zero risultati, e ho fatto test e sperimentazioni che si sono rivelate un miserabile spreco di tempo e di soldi. Eppure e’ proprio grazie a tutti questi errori e fallimenti che ho potuto crescere e migliorarmi

Enrico Madrigrano è da anni l’indiscusso punto di riferimento per la formazione in ambito Web e Search Marketing e, anche se fino ad oggi non ho mai avuto l’occasione di partecipare ad uno dei suoi corsi, ne ho sempre sentito parlare in termini entusiastici sia da parte di SEO neofiti, sia da parte di colleghi che stimo e ricoprono ruoli di responsabilità all’interno di SEM agency molto note.

Da sempre sostengo che, data la fondamentale impenetrabilità dell’algoritmo di Google,  noi SEO specialist siamo un po’ come gli alchimisti ed i medici del ’600, i quali potevano intepretare le malattie soltanto dai sintomi  anzichè “studiarle dall’interno”, come il progresso tecnologico oggi invece consente di fare: un buon medico era quello che rifiutava i pregiudizi, non si affidava esclusivamente ai pareri dei colleghi autorevoli e metteva continuamente in discussione le proprie convinzioni attraverso la sperimentazione sul campo.

I dogmi erano pericolosi e il metodo era più importante delle “verità” che ne scaturivano.

Questo sembra essere esattamente anche l’approccio dei corsi Madri Internet Marketing: l’atteggiamento non è quello del guru che indottrina la platea ma quello di chi ha costruito il proprio sapere sperimentando, operando sul campo e utilizzando il proprio intuito. L’obiettivo di un corso SEO non dovrebbe essere solo quello di fornire ai partecipanti delle certezze ma anche e soprattutto quello di stimolare in loro le giuste domande.

Immagino sia per queste ragioni che i corsi  tenuti da Enrico da anni vedono la partecipazione di centinaia di persone e riscuotono consensi unanimi.

Il team di Online Marketing Blog sarà presente per recensire gli appuntamenti che si terranno a Roma, Milano e Londra mentre il sottoscritto e Federico Calore avranno il piacere e l’onore di confrontarsi con altri colleghi durante la tavola rotonda che ormai è parte integrante di ogni corso…e date le novità che Google sta preparando ci saranno molte cose di cui parlare :)

Ulteriori informazioni sui corsi e sui contenuti sono reperibili nella “Bonus Area” di Madri Internet Marketing.

Questo articolo non è un intervento “pay per post”: la redazione di OMB segnala e recensisce (liberamente e in modo imparziale) gli eventi che ritiene meritevoli di ottenere visibilità. Per maggiori informazioni invitiamo alla lettura delle  linee guida relative alla comunicazione di questo tipo di iniziative.

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Corso SEOLab: let’s Play With ROI!

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Corso SEOLab: let’s Play With ROI!


News SEO

Dove: Roma, Milano
Quando: 20/05 e 21/05, 27/05 e 28/05

gecko_silhouetteSe Enrico Madrigrano è il veterano della formazione SEO/SEM in Italia, i ragazzi di SEOLab rappresentano gli “ultimi arrivati” ma attenzione a non sottovalutarli: hanno un curriculum di tutto rispetto e sembrano avere le idee molto chiare su come debba essere fatto un corso SEO utile e di sicuro appeal.

Soprattutto non temono le sfide ed hanno scelto di misurarsi in un confronto diretto (quanto a date e luoghi) proprio con Madri Internet Marketing :)

Come tutti coloro che devono uscire dalla mischia il tono della loro comunicazione è abbastanza aggressivo, ma al tempo stesso non si prendono troppo sul serio: qualità fondamentale che distingue le persone che sono in grado di dare qualcosa a chi le ascolta.

Non conosco personalmente Michal Gawel ma ho avuto ottime referenze, sul suo conto e sul suo metodo, da parte di persone che stimo sia dal punto di vista personale che lavorativo, inoltre una rapida lettura del programma della prima delle due giornate di corso è stata sufficiente per capire che questi non sono dei tizi qualunque.

Il corso SEOlab intende porsi come una tappa obbligatoria per chi si sente ferrato sui temi del Web e Search Marketing e crede di conoscere già tutto quel che c’è da sapere, infatti è esplicitamente rivolto ad un pubblico esperto e smaliziato in grado di confrontarsi con i relatori su aspetti avanzati.

Per questa ragione il team di Online Marketing Blog è stato davvero lieto dell’invito a partecipare alle giornate di Roma e Milano per fornire la propria recensione: insieme ad altri colleghi assisteremo con autentica curiosità alla lezione di Mr. Gawel e degli altri relatori :)

Vi invitiamo quindi a consultare i programmi delle due giornate di corso, entrambe dai titoli suggestivi: Seo & Web Marketing Illuminati e Play With ROI.

Questo articolo non è un intervento “pay per post”: la redazione di OMB segnala e recensisce (liberamente e in modo imparziale) gli eventi che ritiene meritevoli di ottenere visibilità. Per maggiori informazioni invitiamo alla lettura delle linee guida relative alla comunicazione di questo tipo di iniziative.

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Newsletter e Blog a confronto (3)

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Newsletter e Blog a confronto (3)


Comunicazione Web Marketing

newsletterDopo aver parlato di Come costruire relazioni con l’email marketing e della necessità di maggiore professionalità in questo settore, oggi voglio proseguire l’argomento mettendo a confronto uno degli strumenti più utilizzati all’interno delle strategie di email marketing, la Newsletter Aziendale, con uno dei social media più apprezzati degli ultimi anni, il Corporate Blog.

L’idea mi è venuta leggendo quali obiettivi la Newsletter permettesse al brand di raggiungere, ovvero:
blog

  • fidelizzazione;
  • aumento del traffico verso il proprio sito;
  • incremento della brand awareness;
  • diffusione di informazioni.

Letto questo elenco di opportunità associate alla newsletter aziendale, ho infatti pensato subito che erano pressapoco le stesse che si potevano citare per il corporate blog e così mi sono posta l’obiettivo di capire quali sono le principali differenze tra questi due strumenti di comunicazione, quindi su quali basi un’azienda avrebbe potuto scegliere quale sarebbe stato il mezzo più idoneo a raggiungere il proprio obiettivo.

Newsletter vs blog: le differenze

1. Innanzitutto blog e newsletter sono profondamente differenti per natura: se il primo è conversazione, l’altro è informazione (anche se grazie al reply è possibile una comunicazione a due vie) e proprio per questo le loro peculiarità sono rispettivamente farsi luogo per il confronto e mantenere aperto un canale comunicativo.

buzz-marketing-for-dummies2. In secondo luogo se il blog è online ed è solitamente accessibile a tutti in qualsiasi momento, la newsletter è un servizio offerto a chi ha già attivamente dimostrato interesse nei confronti del brand.

3. Altra differenza riguarda la possibilità per gli utenti all’interno del blog di entrare in relazione tra di loro, diversamente da quanto accade con le newsletter, grazie alle quali ognuno può comunicare solo con la marca.

4. Infine, allo scopo di valutare quale dei due strumenti può essere il più idoneo alla realizzazione degli obiettivi dell’azienda, è importante verificare se il brand è in possesso di un database di contatti interessati alla sua attività. Ovviamente è possibile acquistare o affittare liste da terzi ma seguendo queste strade non si raggiungerebbero gli stessi risultati. In questo caso il blog potrebbe rivelarsi utile proprio per costruire un proprio database di utenti (vedi anche costruire una lista di email profilate)

Strumenti molto differenti

Insomma, blog e newsletter si presentano e rapportano con l’utente in maniera totalmente diversa, per cui anche se i risultati che permettono di conseguire sono gli stessi, li raggiungono in maniera molto differente.

Ovviamente l’integrazione di questi due strumenti offrirebbe al brand interessanti possibilità comunicative permettendogli ad esempio di essere presente online, pronto a comunicare con chiunque ne abbia voglia e motivo, grazie al blog, per poi avere la possibità di fidelizzare l’utente attraverso la newsletter. Le combinazioni sono le più disparate.

Altre osservazioni?

Fonti per l’approfondimento:

Posted in Comunicazione, Web MarketingComments (10)

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OMB – gli autori

  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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