Un’iniziativa davvero utile e originale che merita una segnalazione: la Web Analytics Association (WAA, organizzazione indipendente fondata nel 2003) lancia il primo contest tra esperti di Web Analytics.
Obiettivo dichiarato della gara è quello di puntare ulteriormente i riflettori sui temi del settore (emergente anche in Italia) e di mettere in contatto tra loro i vari analisti, in modo tale che possano scambiarsi informazioni ed esperienze: insomma gareggiando si impara.
La piattaforma utilizzata sarà Google Analytics (curiosamente l’unica realtà a rendersi disponibile per l’iniziativa) e i partecipanti avranno due settimane di tempo per analizzare le informazioni sul traffico di webanalyticsassociation.org e fornire i loro report comprensivi di valutazioni approfondite su come migliorare il sito WEB.
La giuria sarà composta da tre illustri esperti (tra i quali il rinomato Avinash Kaushik), i premi non sono esattamente opulenti ma comunque interessanti.
Chi volesse saperne di più sullo svolgimento del contest e sulle modalità di partecipazione troverà tutte le informazioni necessarie sul sito ufficiale dell’organizzazione (www.webanalyticsassociation.org)
Google Analytics, come già altri sistemi di web analysis hanno fatto (ne avevamo parlato in questo blog tempo fa), sta implementando una funzione che permetta di tracciare azioni di elementi dinamici, oggetti che permettono l’interazione degli utenti senza la necessità di ricaricare completamente la pagina.
Page views o azioni degli utenti?
La web analysis si basa sul concetto base di “page view”: le visite vengono tracciate ed analizzate come un susseguirsi di pagine visualizzate. Questo concetto funzionava senza problemi fino a che ogni azione (ovvero ogni click) dell’utente corrispondeva effettivamente al caricamento di una nuova pagina.
Internet verso il web 2.0
L’attuale evoluzione di internet, ovvero il cosiddetto web 2.0, ha visto un cambiamento nella tipologia dei contenuti offerti. Sempre più portali non offrono tanto un contenuto, ma piuttosto un servizio. Si pensi per esempio ai più noti social networks, come MySpace, Hyves, Facebook, e soprattutto Twitter: i contenuti non sono presenti a priori, ma vengono generati e gestiti dagli utenti stessi. Il valore che viene offerto agli utenti è rappresentato spesso da possibilità di comunicazione, di relazione, di interazione.
Le nuove tecnologie per i contenuti interattivi
Allo stesso tempo anche le tecnologie sono cambiate: le più recenti evoluzioni delle tecnologie lato server hanno di fatto permesso la costruzione di servizi sempre più complessi: ormai siamo abituati a non avere più a che fare con siti statici, ma piuttosto con delle vere e proprie applicazioni online, le Rich Internet Applications (Google fa addirittura concorrenza a Microsoft nel suo mercato di maggior valore, offrendo una suite di applicazioni office disponibili via browser, Google Apps).
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Sulla scia di Google anche Microsoft rilascia il proprio software gratuito per la Web Analysis, è disponibile da oggi in beta per tutti gli utenti del Microsoft adCenter: non resta che iscriversi come beta tester e attendere l’opportunità di provarlo…
