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La profittabilità degli User Generated Content

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La profittabilità degli User Generated Content


Social Media Marketing

Paul Verna, eMarketer senior analyst e autore del rapporto User-Generated Content: More Popular than Profitable, sostiene che nonostante i contenuti generati dagli utenti stiano riscuotendo un grande successo, questa loro popolarità non corrisponda ad un ritorno economico nè per i marketers, nè per gli autori.

Generated_Content_Creators

Perchè?

Se il pensiero comune è che gli user-generated content attirino tanta pubblicità quanto è il pubblico che l’editore riesce a raggruppare intorno a sè, in realtà ci sono alcuni fattori che sminuiscono queste aspettative:

  • l’imprevedibilità degli UGC e il conseguente rischio che rappresentano per i marketers;
  • l’assenza di standard e difficoltà legate alla misurazione dell’efficacia degli annunci pubblicitari negli UGC;
  • l’espansione dei maggiori siti di UGC all’interno di media professionali ed accreditati, quindi lo spostamento degli investimenti verso queste nuove tipologie di contenuti, considerate più sicure dagli inserzionisti;
  • la recessione globale, che ha portato diversi analisti e ricercatori, tra cui eMarketers stesso, a prevedere una diminuzione degli investimenti nell’online advertising, incluse le aree strettamente legate agli UGC come i video online e i social network.

Le capacità di produrre guadagno degli UGC, a fronte di quanto detto, non sembrerebbero molto alte, ma io non sarei così pessimista.

Come attenuare i problemi

Come sostiene anche Paul Verna alla fine del suo rapporto, per ottenere il massimo potenziale dagli user-generated content, marketers e autori devono venirsi incontro, i primi rischiando di più e i secondi creando ambienti rassicuranti  nei quali sia più facile investire i propri soldi.

Inoltre, per quel che riguarda l’insicurezza dei marketers, credo che sia l’esperienza, sia la grande quantità di UGC prodotti, permetta di trovare chi offre certezze e di diversificare i propri investimenti raggiungendo nicchie di pubblico differenti negli ambienti più adatti. Anche la misurazione dell’efficacia non mi sembra un grande problema in una piattaforma come il web che permette di ottenere feedback immediati e di registrare i comportamenti degli utenti. Infine, la recessione globale purtroppo sta investendo tutti i settori divenendo un problema comune: il nuovo AdPrice Index pubblicato da PubMatic, evidenzia già un calo negli ultimi mesi di prezzi e tariffe legate all’online advertising.

Credo quindi che il potenziale degli user-generated content sia tutt’altro che basso. Chi decide però di non limitarsi a scrivere per piacere ma di volerne fare un business, è necessario tenga un atteggiamento il più professionale possibile.

Fonti per l’approfondimento:

Posted in Social Media MarketingComments (6)

Google SearchWiki

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Google SearchWiki


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Una feature che avevamo scoperto e commentato  quando era in sperimentazione: i risultati delle ricerche personalizzati dagli utenti. Ora questa funzione è attiva per tutti.

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Google Insights for Search, da testare

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Google Insights for Search, da testare


News Web Marketing

Google non va in ferie e lancia un nuovo strumento progettato con in mente le esigenze degli advertiser: Google Insights appare subito come un’estensione del già noto Google Trends, potenziato con funzionalità analoghe a quelle di Adwords Keyword Suggestion.

Il tool fornisce indicazioni sui volumi di ricerca delle parole chiave e sull’interesse manifestato nelle diverse aree geografiche. Trovo particolarmente utili funzionalità come l’elenco dei termini correlati, la lista delle keyword a tema “emergenti” (cioè in forte crescita) e la mappa zoomabile con evidenziate in un colore più scuro le aree geografiche con il maggior volume di ricerche.

Nulla di esaltante? Possiamo farne a meno? Beh me lo sono chiesto anch’io, pertanto ho fatto alcuni test con varie keyword appartenenti a settori emergenti sui quali avevo necessità di maggiori informazioni: ad esempio l’illuminazione a led (“led lighting” in inglese).
Inserendo alcuni termini volutamente specifici e tecnici, ecco il risultato finale con evidenziate le aree geografiche “più calde” per le ricerche sul tema, e il termine scientifico “light emitting diodes” in netto vantaggio su altri come “led lighting systems”.

light-emitting-diode

A detta dei clienti il dato significativo sull’India è perfettamente plausibile, personalmente ho trovato interessante il fatto che vi sia una differenza importante, nei risultati per area geografica, tra “light emitting diodes” e “light emitting diode” (al singolare)

La prima impressione insomma è decisamente positiva tanto più che, sempre stando ad un primo utilizzo superficiale, Google Insights for Search sembra molto preciso anche per le keyword in Italiano, caratteristica quest’ultima che lo differenzierebbe ulteriormente da Google Trends.

Tutti i riferimenti

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Edit Search Results: personalizzare le SERP?

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Edit Search Results: personalizzare le SERP?


SEO

Da tempo si dice che uno dei cambiamenti più rivoluzionari nell’algoritmo di Google riguarderà la capacità concreta di interpretare il comportamento dei navigatori e ricavarne dati utili a migliorare la qualità dei risultati delle ricerche.

Oggi chi è immune dalle superstizioni che attribuiscono a “big G” ogni genere di super potere (e magari è più propenso a notare qualche bug) sa che ci troviamo ancora ben lontani dall’obiettivo, tuttavia nuove funzionalità sperimentali (che spesso si manifestano per non più di un paio di mesi e riguardano un gruppo ristretto di utenti) sembrano andare proprio nella direzione di un maggior peso dei navigatori nella determinazione dei risultati delle ricerche.

Justin H. strange SERP

E’ il caso di Edit Search Results, che introduce la possibilità personalizzare le SERP e addirittura associare dei commenti ad ognuno dei risultati, anche se al momento non è ben chiaro quali saranno le informazioni condivisibili con gli altri navigatori e quali quelle visibili solo dall’utente loggato.

Il primo a segnalare questo nuovo esperimento è stato Justin Hileman, prescelto dal fato per essere tra i tester: per conoscere tutti i dettagli consigliamo di leggere il post che ha dedicato all’argomento, e se qualcuno tra coloro che ci leggono dovesse ritrovarsi nella rosa dei fortunati…ce lo faccia sapere :)

Posted in SEOComments (4)

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