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Real Time search

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Real Time search


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Google di recente ha implementato i risultati di Twitter nelle SERP, ora integra anche risultati da Facebook, Identi.ca e altre piattaforme, per fornire risultati rilevanti e dell’ultim’ora.

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Google Social Search

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Google Social Search


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Google (e altri) ha iniziato a mostrare i Twitter tweets nei risultati delle ricerche; la dimensione social di Internet è ogni giorno più importante. Matt Cutts spiega come funziona il nuovo Social Search di Google (Labs).

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Qual è il valore delle relazioni sociali 2.0?

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Qual è il valore delle relazioni sociali 2.0?


Social Media Marketing

I social network offrono a tutti la possibilità di gestire un numero decisamente alto di contatti. Ma quanti di questi “amici” possono essere realmente definiti tali?

Super SocialIl numero di Dunbar, meglio conosciuto come la regola dei 150, afferma che le dimensioni di una vera rete sociale sono limitate a circa 150 membri. Questo numero, calcolato attraverso studi di sociologia e soprattutto di antropologia, rappresenta una sorta di limite fisico superiore all’abilità media degli esseri umani di riconoscere dei membri e di tenere traccia degli avvenimenti emotivi di un gruppo. In alternativa il limite dei 150 potrebbe essere dovuto ad una motivazione di carattere sociale: una rete limitata permette di escludere i soggetti non collaborativi.

Ma la teoria di Dunbar può ancora oggi essere ritenuta valida?

Seguendo quanto riportato dalla ricerca Social Networks that matter: Twitter under the microscope, uno studio sulle relazioni tra gli utenti su Twitter, la teoria non è più valida, ma solo perchè si presentano due condizioni:

  • una diminuzione dell’intensità delle relazioni;
  • una netta distinzione tra amici reali e amici di Twitter, Facebook e quant’altro.

socialLa ricerca rivela infatti che se di follower e followees ce ne sono tanti, di amici, intesi come persone con le quali ci si è scambiati almeno due messaggi, ce ne sono davvero pochi. Questo implica l’esistenza di due diversi network: il primo molto fitto e formato da follower e followees e il secondo più rado e semplice, costituito da amici effettivi. Se chi ha più amici reali tende a twittare più spesso rispetto a chi ne ha meno, l’opposto accade a chi ha molti follower e followees che viceversa postano con minore frequenza rispetto a chi ne ha pochi.

Come definiresti i tuoi contatti?

Dall’analisi effettuata si può quindi sostenere che una connessione tra due persone non necessariamente implica un’interazione. Questa possibilità aumenta all’aumentare del numero di connessioni facenti capo ad una persona.

Un più alto numero di connessioni e di amici è quindi possibile solo a discapito del valore di quelle relazioni.

Una considerazone di cui noi tutti, in Rete, dovremmo tenere conto.

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Real time Search Engines: il futuro della ricerca online

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Real time Search Engines: il futuro della ricerca online


Social Media Marketing Web Marketing

Recentemente ho letto un post interessante, che mi ha fatto riflettere: “Google dovrebbe offrire un miliardo di dollari per comprare Twitter”. Nell’articolo si elencano ben cinque validi motivi per cui Google dovrebbe approfittare dell’attuale congiuntura per acquisire TwitterTwitter and Real Time Search EnginesL’aspetto più interessante a mio avviso è dato dalla consapevolezza, da parte dell’autore, che

il ciclo di prodotto degli attuali motori di ricerca sta arrivando alla sua fine (liberamente tradotto, NdR)

e che è imminente l’esplosione di tutti quelli che possono essere considerati i real time search engines.

Con la capillare diffusione della rete (e verosimilmente, quando i nostri politici smetteranno di legiferare su cose che non conoscono, riusciremo a connetterci da un qualsiasi bar mentre prendiamo un caffè) credo si andranno a delineare tre differenti livelli di ricerca.

1. Primo livello: la ricerca istantanea

I real time search engines rappresentano a mio avviso il futuro della ricerca d’impulso, finalizzata alla soddisfazione di un bisogno che non è stato precedentemente preso in considerazione.

G1 AndroidMi riferisco ad esempio all’acquisto di un bene non eccessivamente costoso, quale potrebbero essere i capi di abbigliamento, il cibo, come anche alla scelta tra un ristorante piuttosto che un altro.
Avere un gruppo di followers, magari già accuratamente suddivisi per interessi e peculiarità (cosa già possibile ad esempio con Twitly), in grado di ricevere tweets in qualsiasi momento (testo, voce o video), magari anche nel loro telefonino, sarà una delle chiavi in grado di decretare la finalizzazione o meno di una propensione all’acquisto. Questo tipologia di ricerca, connessa alla facilità di diffusione delle informazioni, avrà un notevole impatto sul prezzo dei prodotti in vendita, che tenderà ad equipararsi all’offerta più bassa.

2. Secondo livello: la ricerca dilazionata

In questo gruppo farei rientrare le ricerche che molto probabilmente si effettueranno da casa e riguarderanno tipologie merceologiche equivalenti o superiori a quelle interessate dalla ricerca istantanea.

In questo secondo caso però le persone non vivranno l’acquisto come un impulso ma potranno ragionare dinanzi al proprio computer per scegliere, anche e soprattutto sulla base delle altrui esperienze, la strada migliore da percorrere. In questo senso mi sento di riprendere quanto già sostenuto precedentemente e affermare che la parte del leone lo faranno i siti di social networking come Facebook o di comparazione dei prezzi.

3. Terzo livello: la ricerca complessa

In questo gruppo vedo ancora Google come protagonista indiscusso, al quale mi sento di affiancare alcuni motori di ricerca specifici come Scirus (lo adoro), metamotori (Metacrawler su tutti) oltre che la già affermata Wikipedia. Le ricerche in questo caso saranno più approfondite, mirate ad esaudire, anche nel tempo, una necessità, o raccogliere un’informazione completa.

Verso quale futuro?

Veniamo alle possibili implicazioni di uno scenario di questo tipo:

  1. Parola d’ordine reputazione, e non solo di chi vende ma anche di chi offre suggerimenti. Se qualche aspirante personal shopper è online drizzi le antenne: creare un gruppo capace di twittare buoni consigli a chi si trova a fare shopping potrà essere uno dei lavori più promettenti nel futuro prossimo.
  2. Per chi si occupa di marketing on/off line e brand reputation… sarà una bella sfida: diventerà fondamentale la trasparenza prima di tutto, perchè sempre più spesso ci troveremo in un circuito che si auto-alimenta, e ogni errore rischierà di essere fatale!
  3. E per Fabio e tutti gli uomini del SEO? Lascio a voi la parola, credo che l’argomento si presti ad ogni tipo di commento e considerazione.

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Web e utenti spodestano Stampa e giornalisti

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Web e utenti spodestano Stampa e giornalisti


Comunicazione

Negli ultimi anni gli eventi straordinari che hanno investito il mondo sono stati raccontati non solo dai media mainstream ma anche da persone comuni presenti in quella specifica circostanza. Notizie dell’ultimo minuto e filmati che trovano nella Rete una via diretta e democratica per diffondersi. Una cronaca immediata, continua e realistica.

democrazia web2.0Lo sviluppo della tecnologia, sempre più mobile ed accessibile, offre alla maggior parte delle persone comuni, residenti in paesi sviluppati, la possibilità di raccontare  accadimenti attraverso testi, immagini, file audio e video. Facoltà che solo da pochi anni non è più prerogativa dei soli giornalisti.

Fin dall’inizio la Rete è stato un luogo democratico, dove chiunque può contribuire alla comunicazione e diffusione della conoscenza. Gli strumenti si fanno di volta in volta più semplici da utilizzare e più potenti: già da anni l’ampia diffusione dei blog, ed ultimamente l’offerta di sistemi ancora più veloci ed immediati da utilizzare, come il microblogging (Twitter, Jaiku) e i social networks (Facebook, MySpace), permettono a chiunque abbia qualcosa da raccontare di aprire un canale di comunicazione col mondo.
 

Eventi raccontati dalla Rete

L’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre 2001 è stato il primo drammatico evento ad essere stato raccontato prima dai blogger che dagli “addetti ai lavori”. Persone comuni ma presenti sul posto che attraverso la Rete divulgano documenti e notizie da loro raccolti. Testimonianze che per il loro alto valore informativo ed emozionale vengono sempre più riprese anche dai media mainstream.

Come segnalato da politicaesocieta.blogosfere.it l’ultimo doloroso evento raccontato da persone comuni attraverso la Rete e i suoi ormai infiniti strumenti sociali, è stato l’attacco israeliano alla Striscia di Gaza. Racconti su Facebook di persone coinvolte sono stati ripresi anche dal Corriere della Sera e a riprova del sempre più importante ruolo che la comunicazione online sta assumendo, il Consolato di Israele ha lanciato su questo media una campagna di comunicazione per difendere le proprie decisioni. Avital Leibovich, responsabile della campagna di comunicazione digitale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ha infatti aperto un blog, un canale su Twitter ed uno su YouTube, affermando sul Jerusalem Post che  “The blogosphere and new media are another war zone. We have to be relevant there”.

Poster vittime dell'11 settembreUn’informazione, quella sulla Rete, veloce, immediata e multifonte. Un grande testo unico, un’opera aperta in cui ogni informazione è raggiungibile da qualsiasi punto di partenza. Su internet, i limiti legati ai tradizionali mezzi mediatici  scompaiono per dare spazio all’utente e alle sue esigenze: chi vuole informarsi non deve più stare agli orari, alla scaletta e ai tempi ristretti dei mass media, non ha limiti di conoscenza, può saltare velocemente da una fonte all’altra ed interagire con essa. Il tutto a costi limitatissimi. D’altro canto, anche chi scrive, è libero da obblighi e formalità insite nei tradizionali mezzi di comunicazione. Certo, per accedere alle informazioni in Rete è necessario possedere un supporto hardware ed uno software, ma su questo fronte i miglioramenti si registrano di giorno in giorno.

Può quindi il web rivelarsi il media più adatto alla diffusione di notizie?

Per quel che riguarda notizie dell’ultimo minuto direi proprio di si: velocità, immediatezza e accesso diffuso alla Rete permettono un’informazione aggiornata e multifonte. La stampa tradizionale, d’altro canto, si dimostra più adeguata agli approfondimenti: i testi lunghi  non sono adatti alla lettura a video e la loro impegnativa stesura implica il possesso di conoscenze e competenze tecniche non individuabili nell’utente comune.

La comunicazione diretta

L’informazione, come tanti altri settori, sta vivendo grazie al Web un processo di disintermediazione. I giornalisti, consapevoli di possibilità e criticità legate alla Rete, devono imparare ad evolvere con essa sganciandosi dai vecchi sistemi informativi. Il cambiamento, per l’impegno mentale che implica, viene spesso accusato di peggiorare le condizioni di vita delle persone coinvolte ma cambiare, nella maggior parte dei casi, significa creare nuove opportunità: l’importante è saperle cogliere.

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  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
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