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Gli italiani e la loro Privacy

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Gli italiani e la loro Privacy


Web Marketing

Sempre più spesso gli utenti italiani vengono invitati a lasciare i propri dati personali in cambio di un servizio. Ma qual è l’atteggiamento dei navigatori di fronte a queste continue richieste? A questa e a tante altre domande risponde l’indagine Privacy e Permission Marketing online – Rapporto Italia 2009, commissionata da MagNews per analizzare e comprendere quale sia il rapporto degli italiani con un tema particolare come la Privacy.

Diversi sono gli argomenti trattati nella ricerca, dalla preoccupazione nei confronti del tracciamento dei propri dati personali, alla conoscenza dell’informativa sulla privacy e la reazione alla violazione dei propri diritti. L’indagine si occupa inoltre di capire quale sia l’atteggiamento degli italiani rispetto a due temi attuali come la tutela della privacy dei minori e lo spam.

slide_spamIn particolare, rispetto a quest’ultimo fenomeno, largamente conosciuto (solo l’1% dichiara di non sapere di cosa si tratti) e che interessa il 97% dell’utenza Internet, emerge che nonostante il 60% dell’utenza ignori del tutto questo genere di messaggi, un utente su otto apre comunque una mail di spam mosso dalla curiosità di conoscerne il contenuto.

Per quel che riguarda i form, la loro compilazione non sembrerebbe arrecare particolare fastidio ad eccezione di quando vengono chieste agli utenti informazioni relative alla sfera reddituale e patrimoniale.

slide_pubblicita_personalizzataCuriose le risposte degli utenti in merito all’affermazione “Fa comodo avere dei contenuti e delle comunicazioni pubblicitarie su misura per i miei gusti”. Infatti ben il 36,6% degli intervistati sostiene di trovarsi per nulla o poco d’accordo con questa affermazione mentre solo il 17,7% è in parte d’accordo e il 9% completamente d’accordo con essa.

Se volete approfondire l’argomento il rapporto completo è scaricabile dal sito MagNews. Buona lettura.

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Perché i siti penalizzati non vengono avvertiti

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Perché i siti penalizzati non vengono avvertiti


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Perché i siti penalizzati non vengono avvertiti da Google tramite i webmaster tools? In realtà molti ricevono di fatto una segnalazione, ma non tutti, per evitare che gli spammers utilizzino a loro vantaggio l’alert, “imparando” come evitare le penalizzazioni.

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Spam in Google Local Search e contromosse

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Spam in Google Local Search e contromosse


SEO

Hotel Oderzo

Qualche tempo fa dedicammo due articoli a Google Local Search ed esaminammo nel dettaglio i fattori che influiscono sul posizionamento all’interno dei 10 risultati “local business” spesso presenti nelle SERP di Google (tipico il caso di ricerche come Hotel [Località]) , in quell’occasione avevamo volutamente evitato di fare ipotesi sulle tecniche SPAM che avrebbero consentito di infiltrarsi tra i risultati locali di Google, specie per keyword  non attinenti con le attività svolte dalle aziende che decidono di iscriversi al Local Business Center

Oggi le note, forse inevitabili, falle del sistema di verifica (cartolina, sms, telefonata), l’appetibilità dei posizionamenti all’interno dei risultati locali (quasi sempre davanti ai normali risultati WEB) e “l’arte di arrangiarsi” tipica dei SEO stanno facendo emergere diversi casi di SPAM.

Salvatore Cariello ha già evidenziato qualche mese fa  uno dei metodi utilizzabili, molto semplice e al tempo stesso efficace, ma nelle ultime settimane stanno emergendo anche altre situazioni, alcune delle quali  mi sono state segnalate da amici e colleghi di altre agenzie (in modo particolare Ronnie e Filippo), mi riferisco a

  • l’utilizzo di indirizzi di verifica differenti (casa di amici, parenti, dipendenti) e siti clone per segnalare più volte la stessa azienda, ogni volta con variazione di nome/keyword;
  • segnalazione della stessa azienda su più province/località, pur in assenza di filiali realmente esistenti.

Altri esempi si possono ricavare dai thread riportati alla fine di questo post.

Non dobbiamo stupirci troppo della situazione che si sta creando…basti considerate che il cosiddetto Local Business Center ospita chiunque decida di iscriversi, e che non vi è alcuna verifica sull’esistenza dell’azienda o sulla corrispondenza tra i servizi descritti e la categoria di appartenenza. Ecco quindi che in questi giorni i primi “furbi” stanno facendo incetta di risultati locali anche in Italia, cercando di coprire il più ampio ventaglio possibile di keyword: a chi stesse pensando di imitarli (magari su invito di Web Agency che “vendono” il posizionamento nei risultati locali) possiamo soltanto dire che ultimamente Google ha utilizzato il pugno di ferro ogni qualvolta la situazione gli stava sfuggendo di mano e stava rischiando di divenire incontrollabile, quindi il consiglio è quello di resistere alla tentazione :)

Al momento come sta agendo Google  nei confronti di queste situazioni specifiche?

Per ora la classica “delazione” attraverso i Google Webmaster Tools non deve essere molto efficace, lo dimostrerebbe il fatto che, in un modo che potremmo definire un po’ “artigianale”, alcuni GoogleMen hanno attivato un thread nel Google Maps Help dedicato alla segnalazione di spam nelle mappe…tra l’altro questo thread va a sostituire in toto l’altrettanto artigianale utilizzato in precedenza nei Google Groups.

Non è ancora chiaro se la rimozione dai risultati locali sia l’unico effetto della segnalazione o se vi siano anche delle penalizzazioni più serie che riguardano l’indice generale (al momento non sembrerebbe).

Concludiamo con la riflessione che, dati i presupposti e le falle evidenti, la situazione era decisamente prevedibile e quindi stupisce che l’ormai proverbiale (e spesso esagerata) attenzione di Google nei confronti dello SPAM in questo caso non abbia preso in considerazione tutte le eventualità.

Ringraziamo sin d’ora chi vorrà riportare nei commenti le proprie esperienze e osservazioni.

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Primo su Google! Grazie ai Cinesi in bicicletta

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Primo su Google! Grazie ai Cinesi in bicicletta


Comunicazione SEO

In queste settimane il tempo è tiranno e negli ultimi post abbiamo un po’ trascurato gli argomenti strettamente SEO/SEM pertanto, in attesa di articoli più corposi (di prossima uscita), ci sembra fondamentale introdurvi a due trucchi SEO …di facile applicazione.

Primo trucco SEO per i posizionamenti

Assoldate dei lavoratori cinesi economici e mandateli in giro come trottole tra gli internet cafè e le altre centinaia di postazioni internet presenti in città, quindi fate loro effettuare varie ricerche con la keyword con cui intendete posizionarvi e date istruzioni perchè clicchino sempre il vostro sito (che magari si trova sepolto in decima pagina della SERP).

Risultato garantito in poche settimane, almeno secondo la testimonianza di un misterioso SEO, raccolta da Philipp Lenssen al BarCamp di Stoccarda e riportata su Blogoscoped con qualche preplessità.

La prima domanda SEO-tecnica che mi viene in mente è se il ricorso alternativo a galoppini Indiani (o a studenti desiderosi di arrotondare) al posto dei Cinesi, possa rivelarsi altrettanto pratico e, soprattutto, efficace.

Ad ogni modo è l’occasione per riflettere, ancora una volta, sull’annosa questione del possibile uso del conteggio dei click ai fini del ranking ma, in assenza di prove concrete, continuo a ritenere questa cosa abbastanza improbabile.

Secondo trucco SEO per i risultati locali

E’ appena più serio del precedente e riguarda il posizionamento negli esercizi commerciali locali di Google Maps: dato che avere un indirizzo vicino al centro città è un fattore di ranking particolarmente influente, prendete una “casella fermo posta” presso le poste centrali della vostra città e fornite al sistema di iscrizione quell’indirizzo…oppure chiedete a qualcuno che vive presso il centro di fornirvi un appoggio ad uso Google Business Listing.

L’efficacia di questa tecnica è reale e la stiamo sperimentando con successo proprio su Online Marketing, come abbiamo avuto modo di raccontare in un articolo dedicato ai risultati locali di Google, ma si è trattato di un caso fortuito non di una scelta calcolata.

BlogoScoped li definisce addirittura due “trucchi SPAM” (per fortuna aggiunge un “presunti”) …ma le tecniche SPAM non dovrebbero essere delle scorciatoie? Qui invece sembra che andiamo a complicarci ulteriormente la vita :-D

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