Recentemente ho letto un post interessante, che mi ha fatto riflettere: “Google dovrebbe offrire un miliardo di dollari per comprare Twitter”. Nell’articolo si elencano ben cinque validi motivi per cui Google dovrebbe approfittare dell’attuale congiuntura per acquisire Twitter.
L’aspetto più interessante a mio avviso è dato dalla consapevolezza, da parte dell’autore, che
il ciclo di prodotto degli attuali motori di ricerca sta arrivando alla sua fine (liberamente tradotto, NdR)
e che è imminente l’esplosione di tutti quelli che possono essere considerati i real time search engines.
Con la capillare diffusione della rete (e verosimilmente, quando i nostri politici smetteranno di legiferare su cose che non conoscono, riusciremo a connetterci da un qualsiasi bar mentre prendiamo un caffè) credo si andranno a delineare tre differenti livelli di ricerca.
1. Primo livello: la ricerca istantanea
I real time search engines rappresentano a mio avviso il futuro della ricerca d’impulso, finalizzata alla soddisfazione di un bisogno che non è stato precedentemente preso in considerazione.
Mi riferisco ad esempio all’acquisto di un bene non eccessivamente costoso, quale potrebbero essere i capi di abbigliamento, il cibo, come anche alla scelta tra un ristorante piuttosto che un altro.
Avere un gruppo di followers, magari già accuratamente suddivisi per interessi e peculiarità (cosa già possibile ad esempio con Twitly), in grado di ricevere tweets in qualsiasi momento (testo, voce o video), magari anche nel loro telefonino, sarà una delle chiavi in grado di decretare la finalizzazione o meno di una propensione all’acquisto. Questo tipologia di ricerca, connessa alla facilità di diffusione delle informazioni, avrà un notevole impatto sul prezzo dei prodotti in vendita, che tenderà ad equipararsi all’offerta più bassa.
2. Secondo livello: la ricerca dilazionata
In questo gruppo farei rientrare le ricerche che molto probabilmente si effettueranno da casa e riguarderanno tipologie merceologiche equivalenti o superiori a quelle interessate dalla ricerca istantanea.
In questo secondo caso però le persone non vivranno l’acquisto come un impulso ma potranno ragionare dinanzi al proprio computer per scegliere, anche e soprattutto sulla base delle altrui esperienze, la strada migliore da percorrere. In questo senso mi sento di riprendere quanto già sostenuto precedentemente e affermare che la parte del leone lo faranno i siti di social networking come Facebook o di comparazione dei prezzi.
3. Terzo livello: la ricerca complessa
In questo gruppo vedo ancora Google come protagonista indiscusso, al quale mi sento di affiancare alcuni motori di ricerca specifici come Scirus (lo adoro), metamotori (Metacrawler su tutti) oltre che la già affermata Wikipedia. Le ricerche in questo caso saranno più approfondite, mirate ad esaudire, anche nel tempo, una necessità, o raccogliere un’informazione completa.
Verso quale futuro?
Veniamo alle possibili implicazioni di uno scenario di questo tipo:
- Parola d’ordine reputazione, e non solo di chi vende ma anche di chi offre suggerimenti. Se qualche aspirante personal shopper è online drizzi le antenne: creare un gruppo capace di twittare buoni consigli a chi si trova a fare shopping potrà essere uno dei lavori più promettenti nel futuro prossimo.
- Per chi si occupa di marketing on/off line e brand reputation… sarà una bella sfida: diventerà fondamentale la trasparenza prima di tutto, perchè sempre più spesso ci troveremo in un circuito che si auto-alimenta, e ogni errore rischierà di essere fatale!
- E per Fabio e tutti gli uomini del SEO? Lascio a voi la parola, credo che l’argomento si presti ad ogni tipo di commento e considerazione.
Il team di Oline Marketing ha deciso di dare maggiore visibilità a tutte le occasioni di formazione e incontro che possano risultare interessanti a chi opera nel nostro settore: non solo eventi, corsi e seminari quindi ma anche libri e pubblicazioni di ogni tipo… purché attinenti e di qualità
L’iniziativa è del tutto gratuita: segnalate l’evento e chiedete la partecipazione di uno dei nostri autori scrivendo a info [chiocciola] online-marketing.it (oppure utilizzando il
Negli ultimi tempi c’è stato un diradamento dei post settimanali, per giunta il contatore di Feedburner è andato in tilt (non è la prima volta) e, anche se Online-Marketing.it non si è mai fatto un vanto della frequenza di pubblicazione, la cosa ha destato qualche preoccupazione in alcuni lettori affezionati…tanto che un paio di loro ci hanno persino scritto chiedendo qualche spiegazione tra il serio e il faceto: a costoro e a tutti quelli che gentilmente ci seguono vorrei dire, niente paura non siamo rimasti con le mani in mano!


