Torno a scrivere in prima persona nel blog, dopo un periodo di assenza dovuto a vari impegni ed alla nascita di mia figlia
Parliamo di AdWords e di keyword advertising, un settore del web marketing molto competitivo e strategico per la maggior parte delle campagne di marketing online. Proprio grazie alle sue caratteristiche (precisione del messaggio veicolato, velocità di risposta e possibilità di essere utilizzato anche in modo sporadico e mirato) che lo rendono uno strumento quasi simbiotico con altre tecniche di web marketing (come l’ottimizzazione per i risultati naturali, l’email marketing, il social media marketing), il pay per click ha visto crescere velocemente la sua popolarità e di conseguenza la concorrenzialità ed i prezzi medi delle parole chiave.
Alcuni settori merceologici particolarmente competitivi hanno raggiunto prezzi per keyword stellari, tanto che ci si domanda come possano essere sostenibili a livello di business costi per click di 10, 20 o 30 dollari per click.
Le recenti modifiche al Quality Score di AdWords hanno un pò complicato la situazione: con la sparizione del minimum bid e la modifica del meccanismo di valutazione, ora gli inserzionisti hanno meno informazioni sulla concorrenza degli altri annunci; la qualità dell’offerta viene calcolata a livello di singola keyword al momento stesso della ricerca dell’utente, e non è quindi calcolabile a priori.
Come ottimizzare quindi in modo scientifico le proprie campagne? La ricetta migliore è sempre di prendere esempio dal meglio. Nei settori maggiormente competitivi lavorano solitamente i migliori marketers, e si mettono in atto le tecniche più sofisticate. Prendiamo spunto da loro!
Di questa tecnica sono venuto a conoscenza leggendo alcuni blog americani, in particolare il blog di Perry Marshall. Sappiamo bene che la posizione di un annucio rispetto agli altri che offrono per la stessa keyword è decisa da una combinazione del prezzo per click offerto e dal punteggio di qualità.
Posizione = CPC x Punteggio di Qualità
A parità del prezzo di offerta quindi, se il nostro annuncio ottiene un punteggio migliore, sarà pubblicato più in alto, il che significa un numero maggiore di click disponibili allo stesso prezzo.
Non potendo però conoscere l’offerta dei nostri concorrenti (c’era una volta lo strumento di Overture, ma non c’è più :-/ ), come possiamo sapere se chi sta in cima ai risultati ha un buon punteggio o sta semplicemente offrendo moltissimo per ogni click? Semplicemente facendo selezione con un alto numero di ricerche.
Per parole chiave ad alta competitività infatti verranno mostrati molti annunci (a volte anche sette o otto pagine di annunci sponsorizzati): ripetendo molte volte la ricerca (clicca su search, search ed ancora search) per la stessa parola chiave, si noterà che la maggior parte di essi sparisce progressivamente, e solo una ristretta selezione rimane ancora visibile come risultato dopo numerose ricerche ripetute: quegli annunci godono del miglior rapporto di qualità agli occhi di Google, e probabilmente meritano di essere studiati a fondo, landing pages comprese.
Provare per credere!
Da qualche settimana Online Marketing Blog, con la normale variabilità dell’indicatore di Feed Burner, ha raggiunto e superato la media di 500 lettori dei nostri feed RSS: un piccolo traguardo per il quale noi autori, soddisfatti del risultato ottenuto dai nostri contenuti, vogliamo ringraziare gli assidui lettori che a volte hanno dovuto portare pazienza durante lunghe pause tra un post e l’altro (dovute ad impegni lavorativi – e personali – vari).
D’altronde una certa irregolarità e libertà è caratteristica del modello editoriale dei blog in generale, e da parte nostra abbiamo sempre cercato di privilegiare qualità del contenuto piuttosto che la frequenza: in altre parole, scriviamo quando abbiamo qualcosa che riteniamo interessante condividere.
Proprio per ringraziarvi abbiamo pensato di mettere in palio altri 3 ingressi al Rimini Web Marketing Event del 22/23 novembre e, non volendo demandare la cosa ad un’estrazione casuale, abbiamo pensato di introdurre un quiz semplice semplice: le prime 3 persone che risponderanno correttamente nei commenti ad almeno uno dei prossimi tre quesiti riceveranno ognuna un ingresso gratuito alla Fiera SIA Guest e alle 2 giornate dell’evento divulgativo.

Utilizzando l’operatore “link:www.dominio.com” di Google, quali link in ingresso verso www.dominio.it vedremo restituiti?
Risposte (soltanto una corretta):
E’ possibile ottenere una lista dei link in uscita da un qualsiasi sito?
Risposte (soltanto una corretta):
Di recente sono state apportate numerosi cambiamenti al Quality Score di AdWords. Questi cambiamenti influenzano:
Risposte (una o più corrette):
Chi vuole può rispondere scrivendo un commento a questo post o in alternativa scrivendoci tramite il form nella pagina dei contatti. In bocca al lupo!
Gli autori di OMB
Con la fine dell’estate arrivano da Google diverse novità e cambiamenti nel sistema AdWords. Alcune sicuramente positive, altre per le quali dobbiamo aspettare di testare sul campo i risultati per poter esprimere un commento.
La novità più evidente per chiunque possieda e gestisca un account è la presentazione separata (finalmente!!) delle performance della rete di ricerca e della rete di contenuti già nella pagina di riepilogo delle campagne. Questa modifica, annunciata qualche giorno fa dal blog ufficiale di AdWords, è solo apparentemente secondaria ed esteriore, mentre invece semplifica molto la vita a chi gestisce campagne attive in entrambe le reti. Precedentemente si doveva ricorrere a stratagemmi come la creazione di campagne a specchio, o ed in ogni caso l’analisi e soprattutto la comparazione delle performance risultava macchinosa e doveva essere fatta, per essere accurata, con report specifici creati ad hoc.
Della rete di contenuti abbiamo parlato più volte in questo blog, sottolineando spesso come la differente tecnologia porti spesso a performance e risultati molto diversi: mischiare dati diversi porta spesso a valutazioni errate. Basti pensare al tasso di click medio: spesso capita di ottenere nella rete di contenuti un alto numero di visualizzazioni, a cui tuttavia non fanno seguito molti click. Tutte queste impressions venivano sommate nel riepilogo di campagna, dando come risultato CTR (complessivi) disastrosi, con il rischio di giudicare in modo negativo campagne che invece nella rete di contenuti andavano molto bene.
Ulteriore feature aggiuntiva è la differenziazione, nella visualizzazione del dettaglio delle campagne, della rete di Google e la rete dei partner di ricerca (altri motori di ricerca che si appoggiano ad AdWords).
La seconda novità, molto meno visibile ma non certo meno importante, è stata già annunciata a fine agosto: Quality Score improvements. Si tratta in sostanza di un cambiamento (a quanto sembra, radicale) del sistema di Quality Score (che è poi l’agoritmo che decide in che posizione appare il mio annuncio, e per quale cifra – vedi articolo OMB). Non è ancora chiaro quando queste modifiche saranno effettivamente attive per tutti gli account (non ancora ad oggi mentre scrivo), ma non credo avremo ancora molto da aspettare.
Le modifiche principali coinvolgono principalmente il cosiddetto minimum bid:
- Quality Score will now be more accurate because it will be calculated at the time of each search query
- Keywords will no longer be marked ‘inactive for search’
- ‘First page bid’ will replace ‘minimum bid’ in your account
In sostanza, viene introdotto un algoritmo “dinamico” di calcolo del Quality Score: nel momento in cui viene effettuata una ricerca per una parola chiave che attiverebbe la visualizzazione di un annuncio, viene calcolato un punteggio sulla base di diversi fattori e questo, insieme al bid, decide la posizione dell’annuncio. Questo calcolo viene quindi ripetuto (ed il risultato può quindi cambiare) ad ogni nuova ricerca. Precedentemente questo punteggio si basava anche su alcuni coefficienti precalcolati e legati alla singola keyword (come qualità e rilevanza della landing page), mentre ora il calcolo è effettuato in tempo reale, per tenere conto dell’effettiva situazione competitiva per la determinata keyword.
Se da un lato questo può essere un vantaggio (una maggiore velocità di aggiornamento e, si spera, una maggiore rispondenza e pertinenza dei risultati), dall’altro rende sicuramente più complicata la valutazione e la stima del punteggio di qualità delle parole chiave che si aggiungono alle campagne. Inoltre sarà molto più difficile capire perchè una keyword funzioni meglio di un’altra, essendo il punteggio ora legato ad una molteplicità di fattori in continuo movimento.
Anche per questo viene in aiuto (vedremo!!) un nuovo indicatore, il First page bid, che dovrebbe indicare (in modo dinamico, e quindi suscettibile a variazioni continue) il prezzo minimo per apparire nella prima pagina dei risultati (della ricerca). Ovviamente in Google si sono subito affrettati ad affermare (a scanso di equivoci) che questo non rappresenta alcuna garanzia di apparire effettivamente in prima pagina. Come dire, ecco l’indicatore, ma poi facciamo pur sempre quello che ci pare…
Staremo a vedere, di sicuro ci sarà da lavorare!
Grazie ad una segnalazione di Marco Pezzano, scopro che Google Adwords si sta ancora pubblicizzando con messaggi che suscitano perplessità

Ripescando nella memoria tiro fuori un post di Marco Lo Guercio datato addirittura 2005, e sembra che siano cambiate davvero poche cose da allora…
C’è da dire che se oggi l’annuncio in questione dovesse risultare errato e fuorviante, secondo la recente normativa italiana in materia (eccessivamente rigida e, forse proprio per questo, poco applicata) potrebbe anche essere interpretato come pubblicità ingannevole e come tale sanzionato.
Provo ad interpretare: cosa sta cercando di dirci Google con quell’annuncio?
- Che la visibilità nei risultati naturali e quella negli annunci sponsorizzati sono equivalenti?
Io ero convinto che SEO e Keyword Advertising fossero strumenti complementari e non alternativi.
- Che impostare e gestire come si deve una campagna Adwords è una baggianata?
Io credevo che l’unica cosa semplice fosse sprecare il denaro in campagne mal gestite. Chissà cosa ne pensano migliaia di “Adwords Qualified Professional”, che hanno studiato tanto proprio per non far buttare soldi agli inserzionisti…
- Che Adwords è lo strumento facile e veloce per essere visibili su Google?
Il quality score e le continue novità introdotte nel meccanismo di valutazione degli annunci dovevano servire proprio a combattere questa mentalità semplicistica e sbagliata: infatti, l’eccessiva leggerezza con cui molti utilizzavano lo strumento Adwords, stava dando luogo a messaggi ingannevoli e landing pages poco pertinenti con il messaggio pubblicizzato.
Ero fortemente convinto che Google volesse evitare ai navigatori una “poor user experience” che avrebbe ulteriormente svalutato i risultati sponsorizzati a favore di quelli naturali.
- O forse che Adwords ha poco successo e quindi deve entrare in competizione con le “povere” SEM Agency, abbassandosi a fare pay per click su keyword come “posizionamento nei motori di ricerca” e “indicizzazione siti web”?
Mi sembra che la tendenza sia tutt’altra e che Adwords non sia mai stato così popolare: tanto che quasi tutti i SEO, anche i più puristi, iniziano a proporre lo strumento riconoscendone la specificità e l’efficacia.
Non trovo risposte e non mi vengono in mente altre interpretazioni, quindi mi fermo qui e attendo con ansia le vostre…
In seguito alle notizie riguardo all’aggiornamento del Quality Score del sistema AdWords, sembra si sia scatenato un pò il panico tra gli inserzionisti, tutti intenti ad ottimizzare il codice delle loro pagine di atterraggio per “piacere” a Google.
Vorrei chiarire un pò la funzione del punteggio di qualità delle landing pages: innanzitutto è bene ricordare che il punteggio di qualità delle landing pages non è l’equivalente del search Quality Score (spesso riferito per brevità e semplicità come “Quality Score”).
Riguardo all’ultimo valore, la qualità delle landing pages (intesa come pertinenza rispetto alla parola chiave) ha due conseguenze:
Il punto fondamentale da mettere in evidenza è che il punteggio qualità delle landing pages non impatta in modo diretto sulla posizione degli annunci nella rete di ricerca.
Questo è confermato anche da Google, che cito:
Will my landing page quality affect my ad’s position?
Not for Google search. While one’s landing page quality is directly correlated with the minimum bid required for one’s ads to run, it does not affect your ads position (or ‘rank’, as it is often referred to) at all. However, since there is no minimum bid requirement for contextually-targeted ads, low quality landing pages will result in the need to bid higher to compete in the auction, which could also impact your position on pages in the network.
In conclusione, ottimizzare le landing pages secondo criteri di pertinenza rispetto alle parole chiave è sempre buona norma, ma la priorità nella costruzione delle pagine di destinazione va data all’efficacia nel convertire l’utente.
Per quei click abbiamo già pagato, cerchiamo di farli fruttare al massimo, no?
Di recente Google ha aggiornato l’algoritmo Quality score includendo in modo massiccio anche la “qualità” delle landing pages (pagine di destinazione) degli annunci AdWords.
Il Quality Score decide la posizione in cui sarà mostrato l’annuncio sponsorizzato per una determinata parola chiave per cui si è fatta un’offerta nel sistema pay per click, e quindi la possibilità di ricevere più o meno click, ed è il risultato di molti fattori. Il punteggio di qualità delle landing in particolare non incide direttamente sulla posizione dell’annuncio, ma può risultare in un innalzamento del bid minimo per la parola chiave.
Il fatto che anche la qualità delle pagine di destinazione venga preso a parametro, significa quindi che le pagine del sito su cui si fanno atterrare gli utenti provenienti dal pay per click diventano una variabile importante nella costruzione di una campagna sponsorizzata; non solo, come è sempre stato, per le conversioni ottenibili dalla campagna, ma fin dalla performance della parola chiave, fin dalla visualizzazione o meno dell’annuncio.
E’ tuttavia necessario fare chiarezza sul concetto di qualità misurato: come conferma anche un recente post nel blog ufficiale di AdWords, questo parametro non ha nulla a che vedere con l’efficacia (e quindi la capacità di conversione) della landing page presa in esame, bensì è piuttosto un dato oggettivo collegato all’ottimizzazione della pagina stessa rispetto alle parole chiave acquistate nel ppc. Si basa infatti su un algoritmo automatico del tutto simile allo spider che analizza e classifica le pagine per i risultati naturali di ricerca.
Per questo motivo, come già detto anche su questo blog, è importante ottimizzare le pagine anche da un punto di vista SEO, e quindi inserire anche dei contenuti testuali e una struttura del codice search engine friendly, come se si trattasse di posizionamento naturale.
Altro discorso rimane tuttavia l’efficacia delle pagine di atterraggio: il tasso di conversione, che quasi sempre fa la differenza tra una campagna di successo (e da ripetere) e una con scarsi risultati.
