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Come sarà il 2010 del (web) marketing

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Come sarà il 2010 del (web) marketing


Web Marketing

Benvenuto 2010!

Dopo una lunga pausa per le Feste natalizie, riprendiamo con (speriamo di riuscirci!) regolarità a pubblicare articoli, notizie e commenti di web marketing in OMB. In questo inizio anno ci siamo interrogati riguardo al 2009, traendo il bilancio dei risultati e stendendo i piani di marketing per il 2010.

Gli investimenti nell’innovazione nel 2009 sono stati pesantemente schiacciati dalla crisi economica mondiale e anche la promozione nel ha pesantemente risentito. A questo proposito, ci piace sempre ricordare (questa citazione è stata uno dei primissimi post in questo blog) Mr. Ford:

Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo.
Henry Ford (1863-1947)

Le previsioni di eMarketer

Fondamentale è capire in che direzione andrà la Rete nel prossimo futuro, per poterne seguire i trend; ormai siamo abituati quasi a cambiare mestiere ogni anno, perché gli strumenti, gli attori e i meccanismi del marketing online cambiano e innovano così velocemente che, non appena si padroneggia bene una materia, è già ora di cambiare e ricominciare ad imparare. Ma questo è il bello del web marketing e di fare una professione da pionieri dove ancora la creatività, unita alla preparazione e professionalità, ha un ruolo importante.

2010 predictionseMarketer, come ogni inizio anno, ha pubblicato le sue previsioni per i prossimi mesi; sono naturalmente basate sul mercato US, come più volte ricordato, sotto molti aspetti più avanzato e ricettivo alle novità del nostro, ma possiamo comunque trarne utili prospettive.

Su un punto ci sono pochi dubbi: i budget di investimento per la promozione si sposteranno, più ancora, dai media tradizionali al digitale. Come si evince dal grafico previsionale qui a fianco, si prevede una crescita dell’advertising online – mediamente – del 10%. Dal canto nostro, speriamo che in Italia questo valore sia ancora maggiore, in modo da poter recuperare terreno. Le percentuali di investimento online, nel marketing mix delle aziende nostrane, sono ancora sotto alla doppia cifra, ed è quindi facile prevedere un aumento – percentualmente – elevato.

I prossimi mesi per il mercato italiano

A nostro avviso, anche nel 2010 si parlerà molto ancora di motori di ricerca, ma è sorta un’attenzione nuova (parlo dell’Italia, visto che in US è già campo conosciuto e consolidato ormai da anni) per la misurazione dei risultati, ovvero la web analytics. Ne abbiamo avuto una chiara conferma in occasione del Rimini Web Marketing Event, e dal riscontro positivo che ha riscosso una figura carismatica del settore come Avinash Kaushik: la materia interessa e tutti vogliono saperne di più.

Altre parole chiave importanti che hanno preso sempre più piede negli ultimi tempi, e che vediamo in ulteriore crescita d’importanza nei prossimi mesi sono: video advertising, viral marketingreal time search, social engagement (i link sono categorie di post o tag di questo blog, non a caso ;-) ).

E voi, cosa ne pensate? Quali saranno i nuovi trend?

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I nuovi fattori di successo nel posizionamento

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I nuovi fattori di successo nel posizionamento


SEO

Abbiamo affrontato il tema in più occasioni: è risaputo che Google dà estrema importanza ai link in ingresso verso un sito, pertanto la capacità di “costruire” link popularity è ancora uno degli strumenti più efficaci a disposizione dei SEO specialist (se non il più efficace).

D’altra parte nel corso degli ultimi due anni, resosi conto di essere vulnerabile nei confronti delle tecniche SEO di link building, Google ha cercato di correre ai ripari introducendo dei filtri sempre più precisi nell’individuare e premiare la spontaneità dei link (crescita lenta, non reciprocità, tematicità, posizione nella pagina, sanzione della compravendita etc. etc.).

Questa situazione ha portato addirittura ad ipotizzare che le “link building companies” siano destinate ad essere considerate black hat SEOs, e alcuni oggi sostengono che il SEO specialist dovrà necessariamente trasformarsi in un seo/copywriter/pr in grado di attrarre link spontanei soltanto grazie alla qualità dei contenuti e delle iniziative proposte.

Per quanto i contenuti siano cosa buona e giusta, altri specialisti non si rassegnano e ritengono che (purtroppo o per fortuna) ancora oggi sia possibile simulare la spontaneità ad un costo inferiore a quello dell’attività di digital pr. Credo che Google la pensi come loro e che quindi stia correndo ai ripari cercando soluzioni più efficaci dello spauracchio della penalizzazione :) : immagino sia lecito chiedersi quali saranno i fattori di successo, meno influenzabili da SEO & affini, che verranno affiancati alla link popularity per stemperarne il peso eccessivo.

Siamo tutti d’accordo sul fatto che il monitoraggio del comportamento dell’utente all’interno di un sito e delle pagine sarà determinante nel discriminare i siti buoni da quelli meno buoni, ma c’è molta meno sicurezza nell’indicare

  1. come fa/farà Google a misurare questi comportamenti
  2. quali siano i comportamenti a cui dà/darà maggior peso

Proviamo quindi a fare qualche ipotesi (realistica)

Possibili strumenti e occasioni di monitoraggio

  • Google Toolbar
  • presenza di Adsense nel sito (ormai onnipresente)
  • presenza del codice di Google Analytics
  • acquisizione di altri network e utilizzo dei dati acquisiti (thanks Alessio )

Tutti questi tool consentono in via teorica (e probabilmente già anche in pratica) di monitorare esattamente gli spostamenti dell’utente dalla SERP (Search Engine Result Page) al sito e viceversa, inoltre permettono il tracciamento delle azioni intraprese dai navigatori all’interno del sito stesso.

Il monitoraggio dei click nei risultati di ricerca (evidente nelle statistiche dei Google Webmaster Tools) avviene tramite Javascript, infatti accanto al link presente in ogni risultato troviamo puntualmente un evento “onMouseDown”.

Se a questi fattori aggiungiamo che la maggior parte di noi naviga in rete mentre si trova loggata in un Google account, il quadro è completo…infatti Google ha “risolto” da tempo il problema etico dei Cookie di terze parti :)

Comportamenti da monitorare e valutare

Moltissimi, troppi per elencarli tutti, ma mettendoci per un attimo nei panni di Google… a cosa daremmo valore?

Tempo di permanenza? Page Views? Bounce Rate?

Certo, tutti questi fattori sono indicativi, però sul bounce rate ci sarebbe molto da dire: non sempre infatti un’elevata percentuale di rimbalzo rappresenta un fattore negativo (questa osservazione merita un post apposito quindi non approfondirò la questione in questa sede).

Forse dovremmo andare oltre e pensare a qualcosa di meno scontato: dalle mie occasionali chiacchierate SEO con Piersante e Luca , è emersa l’opinione condivisa che un aspetto del comportamento del navigatore da tenere d’occhio è senz’altro il “tasso di ritorno sulla SERP” (termine che mi sono appena inventato in questo momento per un comportamento che non saprei definire in altro modo :) ) .

Il tasso di ritorno sulla SERP indica infatti il comportamento dell’utente che, una volta cliccato su un risultato e non ritenutolo soddisfacente, torna alla lista dei risultati di Google da cui proveniva per cercare un’alternativa: al momento  non ci è dato sapere se google ne tenga conto, ma sicuramente questo dato rappresenterebbe una delle informazioni più significative sulla qualità di un sito dal punto di vista del navigatore.

A questo punto però mi interessa conoscere l’opinione di chi ci legge: quali sono secondo voi i fattori che Google dovrebbe considerare per fornire delle SERP più veritiere?

Posted in Featured, SEOComments (28)

I risultati del Quiz e i Vincitori

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I risultati del Quiz e i Vincitori


Blog Software

Squilli di tromba e rullo di tamburi!

E’ giunto il momento di premiare i vincitori del mini-quiz pubblicato venerdì, ricordiamo che c’erano in palio 3 biglietti per il Rimini Web Marketing Event:

la prima notizia è che, essendoci soltanto due vincitori, rimane ancora un biglietto da assegnare (a breve decideremo come), la seconda è che soltanto il primo quesito ha ottenuto risposte corrette.

Ecco i risultati

Quesito n.1

Utilizzando l’operatore “link:www.dominio.com” di Google, quali link in ingresso verso www.dominio.it vedremo restituiti?

Risposta corretta: non ci è dato saperlo

Quesito n.2

E’ possibile ottenere una lista dei link in uscita da un qualsiasi sito?

Risposta corretta: Sì, grazie ad un operatore apposito di Live.com/MSN (e cioè “linkfromdomain:”)

Quesito n.3

Di recente sono state apportate numerosi cambiamenti al Quality Score di AdWords. Questi cambiamenti influenzano…

Risposta corretta: Tutte le 3 risposte erano corrette :-D

Quindi due sole persone (Michele e Mattia) hanno indovinato la prima risposta, nessuno dei partecipanti ha indovinato le altre.

Grazie a tutti per l’adesione numerosa via mail e commenti, visto il successo dell’iniziativa sappiate che stiamo pensando di ripetere il “quiz a premi” di tanto in tanto: rimanete “sintonizzati” :-)

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Flash e Motori di Ricerca: faq, tips & tricks

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Flash e Motori di Ricerca: faq, tips & tricks


SEO

L’argomento non è originale, anzi è uno di quelli che occupa da più tempo i pensieri di SEO e Webmaster, ma è stato riportato in auge qualche tempo fa dalla notizia che Adobe sta sviluppando soluzioni in collaborazione con Google e Yahoo per rendere i file SWF maggiormente “permeabili” agli spider.

Purtroppo questo accordo ha avuto un risalto maggiore di quanto meritasse, tanto che l’entusiasmo eccessivo di quasi tutti coloro che ne hanno parlato, rischia di minare l’attività di sensibilizzazione che i SEO stanno portando avanti da anni sull’argomento.

Le cose da dire sarebbero davvero molte, quindi per ragioni di spazio fornirò una serie di indicazioni sotto forma di FAQ, con l’obiettivo di provare a fare chiarezza su quali siano le reali implicazioni di questa “novità”

1. Il contenuto presente nei file SWF viene indicizzato dagli spider?

Lo spider di Google è da tempo in grado di vedere i testi di tipo statico e persino i link html contenuti in flash, tuttavia questo non significa che tali contenuti siano altrettanto fruibili rispetto a quelli presenti in una comune pagina HTML.

Per averne la prova è sufficiente fare una ricerca con parola chiave “Font Verdana 10″: risulterà evidente come i motori di ricerca al momento non siano in grado di distinguere il codice HTML dal testo vero e proprio.

2. Posso utilizzare Flash in un sito e aspirare ad ottenere posizionamenti?

I fattori che determinano il successo di un sito nei motori di ricerca sono molteplici, quindi nulla è impossibile, ma se Flash viene utilizzato in modo scorretto non ci sono molte speranze.

La qualità e la quantità dei contenuti è uno dei parametri determinanti e, se la visibilità nei motori di ricerca rappresenta per noi un obiettivo importante, per quale ragione dovremmo complicarci la vita sin dall’inizio?

Se poi operiamo in un settore competitivo, ci saranno già sin troppe difficoltà da affrontare senza che ce ne creiamo di nuove senza motivo.

3. Allora qual è il modo corretto di utilizzare Flash?

Come elemento decorativo all’interno di una pagina HTML, oppure come applicazione WEB che interagisce con gli script lato server: la cosa veramente importante da tenere a mente è che se vi sono contenuti che vogliamo indicizzati e posizionati nei motori di ricerca, non devono essere reperibili esclusivamente all’interno dell’SWF.

Flash va benissimo per gli effetti grafici o per l’interazione lato server, ma non può servire per l’esposizione di contenuti che vogliamo far “digerire” a Google & c.

Per un esempio di utilizzo corretto di Flash suggerisco sempre di esaminare proprio la home page di www.adobe.com

4. Come faccio a capire se sto usando Flash in modo non search engine friendly?

Se ad esempio il sito è costituito da un unico SWF che carica tutti i contenuti all’interno di se stesso (e magari l’url della pagina non cambia mai) di sicuro non va bene e sarà “impermeabile agli spider”.

La domanda chiave è: “Ci sono contenuti importanti che non sono reperibili se non passando attraverso l’interazione con Flash?”

Se la risposta è sì allora c’è un problema dal punto di vista SEO.

5. E se ricorriamo a UFO o SWF Object per rendere i contenuti fruibili dagli spider?

Se utilizzando intelligentemente una di quelle due librerie (o attraverso qualsiasi altro metodo valido) riesci a fornire dei contenuti alternativi, e dei link che forniscano una navigazione parallela che renda questi contenuti raggiungibili dagli spider, allora tutto bene.

E’ importante però non lasciarsi prendere la mano dal contenuto alternativo, perchè potenzialmente potrebbe essere interpretato come testo nascosto, in violazione delle linee guida di Google.

6. Eppure ci sono siti interamente realizzati in Flash e ben posizionati…

Ne conosco diversi anch’io ma, come già precisato, i fattori che determinano il successo di un sito nei motori di ricerca sono molteplici: la verità è che quei siti sono posizionati nonostante i loro problemi di progettazione.

7. Ma in definitiva cosa porterà l’accordo tra Adobe e motori di ricerca?

Al momento non ci è dato saperlo con certezza, probabilmente migliorerà la comprensione dei contenuti statici presenti nei file SWF. Questo forse renderà la capacità di indicizzare i file SWF simile a quella (ottima) dei file PDF, purtroppo però in Flash non esistono soltanto contenuti statici ma anche contenuti generati via actionscript, molto più difficili da raggiungere per gli spider.

8. Eppure ho letto/sentito dire che i motori di ricerca a breve saranno in grado di indicizzare non solo il testo statico presente negli SWF, ma anche quello caricato dinamicamente attraverso actionscript, sarà veramente così?

L’ho sentito dire anch’io (non da fonti ufficiali però) e mi chiedo come sarà possibile (lo spider incorporerà un interprete SWF/actionscript?). Ammesso che ciò avvenga, tuttavia “indicizzato” non significa “posizionato”: per fare un esempio analogo, pensiamo che oggi anche gli url dotati di query string vengono indicizzati, questo però non significa che, a parità di altre condizioni, abbiano le stesse chance degli url dall’aspetto statico.

In definitiva Flash non è necessariamente nemico dei SEO ma se riteniamo la visibilità nei motori di ricerca un obiettivo importante, il SEO deve essere coinvolto sin dalle prime fasi di progettazione di un sito.

Troppo spesso invece il SEO viene chiamato ad intervenire solo a cose fatte, e notizie come quella in questione rischiano di far prendere alla leggera le questioni legate alla visibilità:

“utilizzo Flash perchè è veloce in fase di sviluppo e il cliente vuole un sito accattivante, tanto ormai tutti dicono che i motori di ricerca indicizzano i file SWF. Poi quando il SEO prenderà in mano la cosa, se c’è da fare qualche aggiustamento, se ne occuperà lui…”

Posted in SEOComments (3)

Funzino Apocrifo, l’ennesima leggerezza di Repubblica.it

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Funzino Apocrifo, l’ennesima leggerezza di Repubblica.it


News SEO

Master Post LaureamDa quando i giornalisti hanno cominciato a scrivere sempre più spesso di “cose WEB”, sto apprendendo molto sul giornalismo e nutro seri dubbi sull’affidabilità delle notizie di economia, politica, cronaca che mi vengono propinate tutti i giorni.

A dire il vero dovrei prendermela soprattutto con i giornalisti italiani, perchè certi pressapochismi li ho notati soltanto nell’informazione del Bel Paese, ma per una volta voglio essere qualunquista anch’io…pertanto mi prenderò il lusso di generalizzare e dare la colpa all’intero mondo del giornalismo non specialistico :)

Di cosa stiamo parlando? Cosa diamine è un “funzino apocrifo”?
Oggi un amico mi ha segnalato via mail l’ultima notizia sensazionalistica e sballata apparsa su Repubblica.it: “Il ‘funzino apocrifo’ beffa Google, Yahoo! e Live Search”.

In sintesi: alcuni studenti di L’Aquila, come compitino all’interno di un Master Post Laurea, hanno posizionato dei siti in Google per una keyword inesistente e totalmente priva di competitività.
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Posted in News, SEOComments (12)

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OMB – gli autori

  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
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