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Augmented Reality: solo una moda?

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Augmented Reality: solo una moda?


News

augmented_realityUna cosa è certa, la “realtà aumentata” è la moda del momento. Così, dopo la realizzazione di spazi interamente virtuali all’interno dei quali solo il protagonista era reale (la cosiddetta realtà virtuale), adesso sono gli oggetti virtuali ad entarare a far parte del “nostro” mondo.

Una realtà virtuale generata dal computer che, sovrapposta alla realtà percepita dal soggetto, ne amplifica le capacità informative.

Tecnologie che come spesso accade nascono in campo militare, vengono poi sfruttate in settori come quello medico, per poi venire acquisite dal modo della pubblicità, sempre in cerca di novità al fine di stupire ed affascinare il proprio pubblico.

Se all’inizio però basta poco a far sorridere e parlare le persone, basta ancora meno perché le mode svaniscano ed il piacere non derivi più dalla semplice visione di “qualcosa di nuovo”, pensiamo ad esempio al cinema e alla famosa uscita dalle fabbriche Lumière.

Passato quindi l’entusiasmo per la spettacolarità del mezzo, è facile rendersi conto che esistono tante e differenti potenzialità ad essa legate. I brand stanno iniziando a sperimentarle.

Gli obiettivi che attraverso il suo impiego possono essere raggiunti variano dall’ambito ludico  a quello informativo. Qualunque sia la ragione per cui i brand la utilizzino, l’importante è che nel farlo rimangano coerenti con l’immagine che di sè vogliono venga percepita.

Esempio interessante  di utilizzo ludico del mezzo è l’idea alla base della promozione del chewing gum 5 attraverso il 5 mixer. Il chewing gum, la cui campagna pubblicitaria parla di capacità del prodotto di stimolare i nostri sensi, continua a sollecitarli trasformandoci in dj. Basta dare un’occhiata al video sotto per rendersene conto.

L’utilizzo di tipo informativo del mezzo è invece più semplice da immaginare. Esempi sono le applicazioni sviluppate per l’I-phone e i “libri tridimensionali” di cui su you tube si possono trovare svariati video. Interessante anche la possibilità d’utilizzo che ci mostra BMW. Un’altra applicazione interessante che ha avuto una certa risonanza è questo software per cellulari con fotocamera per “vedere” i prezzi di edifici ed appartamenti in vendita (nel video, Nieuwe Herengracht, Amsterdam):

Per il momento la difficoltà più grande da superare perchè la realtà aumentata possa entrare a far parte della nostra quotidianità, come è avvenuto per altre tecnologie, è legata ai mezzi che ci permettono di percepire queste informazioni aggiuntive. Tecnologie come cellulari di ultima generazione e computer dotati di webcam ci fanno però pensare ad un suo possibile futuro roseo.

Di sicuro nei prossimi mesi continueremo a vedere nuovi interessanti utilizzi della realtà aumentata. Voi cosa ne pensate? Rimarrà solo un mezzo capace di affascinare o troverà spazio per un suo concreto utilizzo?

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Mobile marketing: suggestioni di un futuro non lontano

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Mobile marketing: suggestioni di un futuro non lontano


Personale

OMB presenta un post onirico e decisamente atipico, riguardo un futuro non troppo lontano, ormai quasi presente. Il post è anche la testimonzianza degli effetti deleteri che un Iphone sta avendo sulla mente già provata di un blogger di OMB :-D

CyberBoy Ho fatto un sogno strano. Ho sognato di camminare lungo le strade di una sconosciuta cittadina tedesca, e nel sogno sapevo di essere alla ricerca di qualcosa, probabilmente di un albergo dove passare la notte o un ristorante dove rifocillarmi. Non ero preoccupato: non avevo in mano una scomoda mappa della città, ma un semplice telefono cellulare.

Ricordo che, camminando lungo le strade, potevo vedere l’immagine delle stesse riprodotte nello schermo del telefono: in corrispondenza di alcuni numeri civici, il telefono mi restituiva informazioni di carattere storico, a volte il nome e cognome del padrone di casa con tanto di telefono e mail. Passando accanto ad unristorantepotevo immediatamente prendere coscienza del grado di apprezzamento di cui godeva tra gli internauti: ranking, note, recensioni,consigli, tutto a disposizione sfiorando il touch screen. Era come se un foglio di carta da lucido fosse sovrapposto all’immagine di fondo, potevo camminare contemporaneamente nei 2 mondi, reale e virtuale.

Con mia enorme sorpresa il telefono ad un certo momento mi ha avvisato che uno dei miei followers di Twitter viveva nella casa bianca al fondo della strada; fortuna ha voluto che fosse online in quel momento, è sceso a salutarmi e mi ha gentilmente consigliato riguardo la strada più corta da prendere per raggiungere l’hotel.

Il sogno si è fatto un po’ confuso e mi sono ritrovato già di giorno camminando per le stesse stradine della notte precedente, avevo voglia di fare una ricca colazione, ho quindi allargato l’immagine della città e incrociato i dati con quelli delle community e dei gruppi di cui faccio parte; hey che fortuna! mi trovavo a non più di 500 metri dal bar di Nick anche lui, come me, nel gruppo di Facebook degli amanti dei film di Gene Wilder. Tra le note di Nick una ha catturato la mia attenzione: offriva un 10% di sconto a tutti quelli del gruppo, ho pensato “non sarà una gran cifra ma in definitiva lui aumenta il volume di clienti ed io risparmio qualche euro al giorno”.

Che pace, la piazzetta dove si trova il bar di Nick è un piccolo angolo di paradiso, decido quindi di fare un video; l’ho taggato in maniera corretta e 2 minuti dopo era già online. Ho pensato “adesso tutti potranno vedere il bar di Nick e il contesto in cui è inserito”. Se Nick lo vorrà potrà utilizzare il mio video come una sorta di “presentazione” della sua attività, in definitiva la prima cosa che la gente vedrà facendo una ricerca relazionata alla “città-piazza-attività commerciale”.

La sirena del porto, in un primo momento in sottofondo, si è fatta sempre più insistente… poi una piccola luce nella mia mente… difficile trovare porti in Germania, e mi sono reso conto che si trattava della sveglia!

stweet screenshotOra sono sveglio, sorrido ripensando allo strano sogno che pian piano inizia a svanire, accendo il computer e penso a… Google Earth, Google Maps (streetview) alle nuove migliorie apportate a Google Latitude (nota simpatica: guardatevi questo video e fate attenzione alla schermata nell’ultima parte :-D NdR), mi torna alla mente anche un interessante articolo che ho letto alcuni giorni fa che parla di Stweet, una sorta di mash-up tra Google street e Twitter, penso al mio Twitterrific per iPhone che, tra le varie possibilità, ha quella di “Add Map Link to Tweet” cioè di dire ai miei contatti “io sono qui”, ripenso anche ad alcuni articoli in cui si parlava della possibile evoluzione di Second Life, pronta a divenire una sorta di motore di ricerca in 3D; penso ai milioni di users che stanno usando Google Talk, ai problemi di privacy ma anche agli indubbi vantaggi commerciali (e non) che una buona geolocalizzazione potrebbe conferire.

Probabilmente anche questa volta ho lasciato viaggiare un po’ troppo la mia immaginazione (già cominciate a conoscermi). Ho citato la possibilità di taggare i video per dare, a chi cerca informazioni, una risposta molto più impattante che un semplice testo, di reperire in tempo reale un ranking di ristoranti e attività commerciali in genere, la possibilità di ottenere scontistiche in base all’appartenenza a gruppi/community, ho parlato in definitiva una sorta di serch engine a 3D che si sovrappone al mondo reale.

Che ne pensate? non mi resta che mettermi a disposizione per il fuoco di fila delle vostre critiche / aggiunte / precisazioni, sempre gradite e utili.

A presto!

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Real time Search Engines: il futuro della ricerca online

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Real time Search Engines: il futuro della ricerca online


Social Media Marketing Web Marketing

Recentemente ho letto un post interessante, che mi ha fatto riflettere: “Google dovrebbe offrire un miliardo di dollari per comprare Twitter”. Nell’articolo si elencano ben cinque validi motivi per cui Google dovrebbe approfittare dell’attuale congiuntura per acquisire TwitterTwitter and Real Time Search EnginesL’aspetto più interessante a mio avviso è dato dalla consapevolezza, da parte dell’autore, che

il ciclo di prodotto degli attuali motori di ricerca sta arrivando alla sua fine (liberamente tradotto, NdR)

e che è imminente l’esplosione di tutti quelli che possono essere considerati i real time search engines.

Con la capillare diffusione della rete (e verosimilmente, quando i nostri politici smetteranno di legiferare su cose che non conoscono, riusciremo a connetterci da un qualsiasi bar mentre prendiamo un caffè) credo si andranno a delineare tre differenti livelli di ricerca.

1. Primo livello: la ricerca istantanea

I real time search engines rappresentano a mio avviso il futuro della ricerca d’impulso, finalizzata alla soddisfazione di un bisogno che non è stato precedentemente preso in considerazione.

G1 AndroidMi riferisco ad esempio all’acquisto di un bene non eccessivamente costoso, quale potrebbero essere i capi di abbigliamento, il cibo, come anche alla scelta tra un ristorante piuttosto che un altro.
Avere un gruppo di followers, magari già accuratamente suddivisi per interessi e peculiarità (cosa già possibile ad esempio con Twitly), in grado di ricevere tweets in qualsiasi momento (testo, voce o video), magari anche nel loro telefonino, sarà una delle chiavi in grado di decretare la finalizzazione o meno di una propensione all’acquisto. Questo tipologia di ricerca, connessa alla facilità di diffusione delle informazioni, avrà un notevole impatto sul prezzo dei prodotti in vendita, che tenderà ad equipararsi all’offerta più bassa.

2. Secondo livello: la ricerca dilazionata

In questo gruppo farei rientrare le ricerche che molto probabilmente si effettueranno da casa e riguarderanno tipologie merceologiche equivalenti o superiori a quelle interessate dalla ricerca istantanea.

In questo secondo caso però le persone non vivranno l’acquisto come un impulso ma potranno ragionare dinanzi al proprio computer per scegliere, anche e soprattutto sulla base delle altrui esperienze, la strada migliore da percorrere. In questo senso mi sento di riprendere quanto già sostenuto precedentemente e affermare che la parte del leone lo faranno i siti di social networking come Facebook o di comparazione dei prezzi.

3. Terzo livello: la ricerca complessa

In questo gruppo vedo ancora Google come protagonista indiscusso, al quale mi sento di affiancare alcuni motori di ricerca specifici come Scirus (lo adoro), metamotori (Metacrawler su tutti) oltre che la già affermata Wikipedia. Le ricerche in questo caso saranno più approfondite, mirate ad esaudire, anche nel tempo, una necessità, o raccogliere un’informazione completa.

Verso quale futuro?

Veniamo alle possibili implicazioni di uno scenario di questo tipo:

  1. Parola d’ordine reputazione, e non solo di chi vende ma anche di chi offre suggerimenti. Se qualche aspirante personal shopper è online drizzi le antenne: creare un gruppo capace di twittare buoni consigli a chi si trova a fare shopping potrà essere uno dei lavori più promettenti nel futuro prossimo.
  2. Per chi si occupa di marketing on/off line e brand reputation… sarà una bella sfida: diventerà fondamentale la trasparenza prima di tutto, perchè sempre più spesso ci troveremo in un circuito che si auto-alimenta, e ogni errore rischierà di essere fatale!
  3. E per Fabio e tutti gli uomini del SEO? Lascio a voi la parola, credo che l’argomento si presti ad ogni tipo di commento e considerazione.

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Navigazione “mobile”, la grande chance per i motori specialistici?

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Navigazione “mobile”, la grande chance per i motori specialistici?


Web Marketing

Crisp Wireless, leader mondiale e pioniere nell’erogazione di soluzioni per il Mobile Publishing, Advertising & Analytics, diffonde con periodicità quadrimestrale un interessante report sui trend di utilizzo dei dispositivi mobili.
Il “Crisp Wireless Index” prende in considerazione un ampio ventaglio di informazioni, che vanno dall’età dei navigatori alla loro provenienza, dai contenuti consultati agli orari di maggior traffico.

Gli ultimi report, che riguardano prevalentemente il mercato USA, evidenziano i seguenti Key Findings:

  • una crescita del 29% dell’utilizzo di dispositivi mobili nel WEB;
  • pur subendo un calo di popolarità, i portali delle principali aziende di telefonia (il cui collegamento è solitamente preimpostato) fanno ancora la parte del leone (45,74% degli accessi via Mobile) ;
  • i motori di ricerca veicolano soltanto il 9,45% del traffico complessivo, ma il loro utilizzo è in costante crescita ;
  • i termini relativi alla politica e all’intrattenimento rimangono i più popolari nelle ricerche
  • Il 28% dei navigatori utilizza il nome del sito, o comunque parole chiave legate al brand, per le proprie ricerche ;

Personalmente ritengo che i dispositivi mobili plasmeranno la rete che verrà, imponendo standard ben precisi in termini di usabilità, efficacia e velocità di reperimento delle informazioni.


Se mentre vi trovate lontani da un PC cercaste informazioni sugli orari dei treni, sugli hotel disponibili nella zona in cui vi trovate a passare, o sul ristorante con cucina senza glutine più vicino…quanto apprezzereste la possibilità di poter ottenere rapidamente le informazioni che vi interessano, senza dover fare lunghe chiacchierate al telefono come Claudio Bisio?

Oggi con un cellulare o un palmare possiamo accedere al WEB, utilizzare i motori di ricerca e navigare quasi come se stessimo servendoci di un computer e della connettività tradizionali, ma c’è un “quasi” di troppo: i motori di ricerca sono troppo generalisti e le informazioni esposte nei siti web tradizionali, restituiti dalla SERP, non sono facilmente fruibili attraverso un dispositivo mobile. Insomma la navigazione risulta quasi sempre lenta e difficoltosa.

Certo, esiste Google per i cellulari, ma i risultati che restituisce in prima istanza sono sempre i soliti: pagine pensate per la “navigazione da tavola”, poichè l’offerta di siti progettati specificamente per la “navigazione mobile” è ancora scarsa.

Se è vero che il futuro sarà sempre più wireless & mobile allora dobbiamo aspettarci non soltanto che i siti web si presentino con versioni dedicate, più leggere e meglio consultabili, ma anche e soprattutto che forniscano informazioni immediatamente reperibili e rispondenti alle esigenze del navigatore con cellulare: i motori di ricerca specialistici rappresenteranno la risposta a queste esigenze?

Lo scopriremo in un futuro assai breve, ma nel frattempo…chi lo dice a Trenitalia che consultare ferroviedellostato.it è un’autentica sofferenza?

RISORSE

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OMB – gli autori

  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
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