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Il web marketing al servizio degli e-commerce

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Il web marketing al servizio degli e-commerce


Web Marketing

L’ecommerce è la forma di guadagno online più datata ed affermata del web.
I primi ecommerce sono stati creati oltre 15 anni fa da veri e propri pionieri del settore, che col passare del tempo hanno visto cambiare le regole utili a farne degli ecommerce di successo.

Il web marketing, oggi, più di allora, è la soluzione per fare di un e-commerce sconosciuto un sito che genera vendite, utenti soddisfatti e clienti fidelizzati.

Affinché ciò avvenga è fondamentale conoscere le strategie di base per costruire o commissionare una campagna di web marketing valida e fruttuosa.
Soprattutto nel caso della vendita online è di fondamentale importanza attrarre un’utenza in target che sia interessata ai prodotti ed pronta a valutare l’acquisto degli stessi.

Una campagna di web marketing eccellente deve contemplare 3 fattori:

Brand e reputazione

Il primo passo è stabilire quali siano i significati e le emozioni che si vogliono comunicare all’utenza quando guarda, visita, e sente parlare del proprio sito ecommerce. Questo passo è fondamentale per distinguersi nel mare di offerte che il web, con il suo enorme sviluppo, offre. Essere caratterizzati da un significato ben preciso, che esalti i propri punti di forza, è il primo passo per il successo commerciale sulla Grande Rete.
Inoltre, bisogna assolutamente lavorare sulla propria reputazione online. Per reputazione online intendo tutte le qualità, percepite dagli utenti, relative all’ecommerce e al proprio brand.
Nella reputazione online sono da considerare anche le recensioni e i giudizi che gli utenti e i clienti esprimono sull’azienda, sui prodotti e sull’ecommerce in generale. Generalmente, oggi, si pensa  che la reputazione online sia associata all’utilizzo dei soli social network, ma non è così. La reputazione online è molto più complessa da gestire, influenzare, incanalare. Spesso agenzie web  specializzate lavorano molto e nel tempo per creare una reputazione web eccellente o per migliorare una reputazione rovinata.

Pubblicità online

Il secondo fattore determinante in una campagna di web marketing per un sito ecommerce è la pubblicità online.
Gli obiettivi della pubblicità, nella vendita online, sono di 3 tipi:

  • far conoscere il sito ad utenti nuovi;
  • acquisire nuova clientela;
  • far ritornare i visitatori occasionali;

La maggioranza delle aziende quando commissiona una pubblicità online, vuole tutto e subito. Ma questo non è possibile!

Da studi fatti, è stato dimostrato che un utente online prima di fare un acquisto deve fidarsi del sito e dell’azienda che c’è dietro, e spesso, prima di effettuare un acquisto ritorna sul sito varie volte, cliccando sulla pubblicità. Quindi, una campagna pubblicitaria sul web non deve essere mai mordi e fuggi, ma deve essere strutturata e progettata per durare un tempo sufficiente a creare fiducia nel consumatore.

Un altro fattore da considerare sono i molti canali che esistono per fare pubblicità online, vediamo i più famosi:

  1. Adwords o campagne di advertising in PPC di altri motori di ricerca (Pay per Click): questa tipologia permette di attrarre utenti in target che stanno cercando in quel momento il prodotto. Anche se il costo-visita potrebbe essere più elevato, è la tipologia di pubblicità a maggiore redemption economica.
  2. Banner: anche se molto meno efficace per la vendita, una campagna di banner può essere utile per rafforzare il brand, e per far conoscere il sito. Spesso però la redemption economica è decisamente bassa.
  3. Comparatori di prezzo: sono siti che permettono l’inserimento dei propri prodotti all’interno di questi macro ecommerce. Generalmente sono molto visitati, forniscono anche un buon ritorno in visite e vengono pagati per click effettuati. Sono più economici, nella maggioranza dei settori, della pubblicità di adwords, ma attraggono utenti alla ricerca esclusiva del prezzo più basso. Quindi la redemption economica va valutata in base non solo al numero delle vendite ma anche al margine di guadagno su una singola vendita.
  4. Circuito di programmi di affiliazione: questa soluzione, molto in voga negli USA, è valida solo per alcuni settori, quelli dei prodotti elettronici, telefonia, o di largo consumo e dove gli utenti conosco perfettamente il prodotto. Purtroppo, pochi editori sono disposti ad inserire banner PPS (Pay per Sale) sui propri siti, e quindi è una forma di pubblicità online che raramente porta risultati di rilievo.

Posizionamento sui motori di ricerca.

Questo fattore è il più importante nel lungo periodo.
La maggioranza degli imprenditori è convinta che sia sufficiente una buona ottimizzazione del codice per arriva subito in alto nelle ricerche di Google.
Oggi, l’ottimizzazione delle pagine è solo un fattore del SEO, e a detta di alcuni, anche il meno determinante per risultati importanti.
Per ottenere risultati rilevanti e posizioni eccellenti nelle ricerca di Google, bisogna effettuare una campagna di SEO avanzata. Dove la base rimane l’ottimizzazione delle pagine, ma vengono effettuate altre operazioni molto più importanti:

  1. Sfruttare la coda lunga.
    Meglio essere posizionati tra le prime 3 posizioni della prima pagina di Google per una parola chiave correlata, più facile da posizionare, che in 3° pagina per una parola chiave madre. Ad esempio, meglio la 3° posizione per la “prodotti tipici toscani” che la 3° pagina per “prodotti tipici”. La seconda ha più visite potenziali, ma la 3° pagina non verrà proprio visitata, mentre la prima che ha meno visite potenziali, con una 3° posizione darà molte visite al sito.
  2. Link Building.
    Questa operazione è la più importante. Nelle pagine di Google sono alle prime posizioni i siti che ricevono più backlink da siti a tema.
    Quindi per posizionare correttamente il proprio ecommerce, bisogna far aumentare concretamente il numero dei link da altri siti. Per far questo bisogna rivolgersi ad un esperto per evitare penalizzazioni da parte di Google.
  3. Scrittura periodica (almeno 2-3 volte a settimana) di testi.
    Questo è un eccellente modo per farsi apprezzare dai motori di ricerca. Lo sforzo è quello redazionale e di investimento di tempo, ma il ritorno potrebbe essere stupefacente. La maggioranza di chi inizia a scrivere, purtroppo,  si arrende troppo presto.
  4. Un eccellente modo è quello di aprire un blog associato all’ecommerce. Pochi lo fanno, ma vi assicuro può creare un enorme vantaggio sugli altri.

Quando un imprenditore vuole davvero lavorare attraverso il web marketing deve assolutamente lavorare su tutti e tre i fattori sopra menzionati. Fare solo un po’ di pubblicità, lavorare sull’ottimizzazione SEO del sito o fare solo del Link Building potrebbe rivelarsi poco utile.

Lo staff di OMB ringrazia Mauro Pepe per questo guest post.

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Social Media Marketing per gli over 55

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Social Media Marketing per gli over 55


Social Media Marketing

Il 22 maggio è morta, alla veneranda età di 97 anni, Maria Amelia Lopez. La notizia ha fatto il giro del mondo perchè la signora era una attiva e famosissima blogger.

Un fatto così singolare, oltre che a strapparmi un sorriso, è stato come spesso succede, la scintilla per una riflessione più ampia.

Credo tutti conoscano la teoria della long tail di Chris Anderson, recentemente tirata in ballo anche da Federico Calore in un suo interessante post sull’AdWords embedded match.

Sappiamo dunque che internet ci fornisce la possibilità di intercettare segmenti di pubblico, in teoria poco “utili” al marketing tradizionale, in quanto di ridotte dimensioni; questi piccoli segmenti però, se sommati l’uno con l’altro, possono raggiungere dimensioni più che ragguardevoli e divenire improvvisamente interessanti.

Anziani al pcUn secondo articolo che desidero segnalarvi prende spunto da un’inchiesta di Inside Facebook e pone l’accento sul fatto che nei mesi di Aprile e Maggio la fascia di utenti attivi sul social network tra i 55 e i 65 anni ha fatto registrare un calo di circa  650.000 unità: tradotto in termini semplici, chi si è registrato nei primi mesi del 2009 non ha poi più fatto log-in, lasciando in questo caso Facebook completamente abbandonato.

L’autore dell’articolo cita come esempio sua madre che, dopo aver obbligato il figlio ad aprirle un profilo nel social network, a distanza di 2 mesi non gli aveva ancora inviato una richiesta di amicizia (cosa magari voluta…non lo sapremo mai).

Una prima riflessione che faccio è anch’essa figlia di esperienze personali: non conto le volte in cui aprioristicamente abbiamo deciso di evitare azioni di social media marketing davanti ad un pubblico che non fosse 18-35. Le giustificazioni le conosciamo un po’ tutti: “Non vanno online”, “Sono soldi sprecati”; “Guardano la televisione”.

Ma davvero i social media sono così lontani da un target come gli over 55, che non ne vale veramente la pena di investire (e far investire) in essi? O sono semplicemente gli strumenti che abbiamo per le mani ad essere poco pensati per questo target?

Alcuni anni fa mio padre si scherniva all’idea di dovre usare un telefono cellulare, oggi mi chiama quasi giornalmente con Skype per raccontarmi come procede la vita in quel di San Donà di Piave, scrive (non molto frequentemente) nel suo blog, e appena scoprirà come si cancella la cronologia di Firefox comincerà anche a navigare un po’ di più (ok, questa è una battuta :) ).

Minimo comun denominatore è l’usabilità: anche strumenti apparentemente complicati e incomprensibili sono diventati nel tempo relativamente semplici da usare e di dominio pubblico.

Se penso a Facebook per esempio io di potenzialità ne vedo molte: possibilità di ritrovare vecchi amici, vedere le foto dei nipoti, magari unirsi a gruppi di interesse, che siano di stampo politico o di semplici passioni.

Quello che però non vedo è la semplicità d’uso: caricare foto, richieste di amicizia, aggiornamenti di stato, giochi, pagine con gli aggiornamenti, suggerimenti e posta, forse un po’ troppo per chi fino a poco tempo fa ancora non sapeva se il tasto verde nel telefono volesse dire “inizia” o “termina” una telefonata (gli esempi sono volutamente un po’ forzati).

I facebooked your momMi chiedo se per voi un “Oldfacebook”, pulito delle molte “chiassose possibilità” e con qualche piccolo accorgimento, non possa essere una soluzione plausibile. Propongo ad esempio la possibilità di ricevere via sms (questo sì lo sanno usare) notizie inerenti gli aggiornamenti più recenti: “Il tuo amico Luigi ha caricato le foto del nipotino Giovanni” o “Il club degli amanti del Libro ha appena pubblicato la recensione del libro Il Codice da Vinci scritta dal tuo amico Roberto”. On e off line in poche parole, per fare in modo che la transizione verso la rete o l’incontro con essa non sia tanto traumatico.

Conoscete esempi di siti o iniziative realmente rivolte e pensate a questa fascia di pubblico che a detta di tutti, soprattutto in Italia, sarà sempre più importante?

Oltre ad un serio lavoro sull’usabilità e l’utilizzo delle notifiche via sms, vedete altre possibilità di coinvolgere gli over 55?

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Acquistare la long tail: Embedded match (2)

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Acquistare la long tail: Embedded match (2)


PPC

Nei giorni scorsi abbiamo parlato dei criteri di corrispondenza, ed abbiamo introdotto un quinto criterio, poco noto, chiamato Embedded match.
In quest’ultimo post della serie fornisco un ultimo suggerimento, a mio parere molto interessante, per l’utilizzo di questo criterio di corrispondenza avanzato, utile per ottenere un migliore ritorno dell’investimento in mercati con parole chiave molto competitive e (quindi) costose.

2. Acquistare (solo) la long tail

dinosauro long tailSpesso le parole chiave generiche sono molto costose, ed è difficile rimanere nelle prime posizioni con i propri annunci. Per poter apparire è necessario alzare l’offerta sul click: ogni accesso acquistato comporta così una spesa considerevole, ed il budget arriva presto ad essere completamente consumato.

Qui introduciamo il concetto di long tail (o coda lunga, in italiano): per ogni parola chiave principale esiste un numero più o meno ampio di variazioni utilizzate dagli utenti più o meno frequentemente, che nel loro complesso possono superare di valore e di numero le ricerche dell’esatta parola chiave principale (l’immagine del dinosauro qui a fianco rende molto l’idea!). Quasi sempre le variazioni sul tema sono meno costose perchè meno concorrenziali della keyword principale; poter offrire per quest’ampia varietà di parole chiave è quindi un’ottima strategia per acquistare traffico di qualità tenendo al contempo bassi i costi. Questa strategia di base è tra le più vecchie e conosciute del keyword advertising, ed è quella che viene normalmente messa in atto da qualsiasi inserzionista, quando ci si rompe la testa per inserire in campagna tutte le variazioni nei singolari, plurali, comuni errori di ortografia, e così via.

Utilizzando l’embedded match è possibile pubblicare gli annunci per (tutte?) le variazioni di una data parola chiave, escludendo però la stessa, molto (più) costosa. Come già ricordato, tipicamente le variazioni, soprattutto se inusuali o rare, sono molto meno competitive (pochi inserzionisti fanno un’offerta specifica per quella precisa variazione) e quindi sono disponibili a fronte di un costo medio molto minore. Utilizzando questa metodologia acquistiamo quindi direttamente la long tail. In questo modo otteniamo traffico potenzialmente pertinente, mantenendo basso il costo medio per click.

embedded-match-esempio-2Riprendendo l’esempio dell’iphone che abbiamo visto nel post precedente, questo potrebbe essere la configurazione del gruppo di annunci nel caso in cui volessimo offrire accessori per iPhone, senza però spendere troppo per il singolo click, come accadrebbe se acquistassimo la keyword generica (e più costosa) “accessori iPhone”.

Da notare che in questo caso il citato allargamento del criterio di corrispondenza esteso di Google ci viene in aiuto: tanto più esteso infatti, tanto più ampio lo spettro di parole chiave che riusciamo a “cogliere” :)

Personalmente non consiglio di pubblicare annunci unicamente per la long tail (è molto difficile valutarne i risultati in modo obiettivo), ma è sempre possibile creare due campagne: una ad alto costo, con parole chiave principali e generiche, ed un’altra speculare ma opposta, utilizzando l’embedded match.

Fatemi sapere i vostri risultati! :-)

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  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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