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Effetto Serendipity per i brand online

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Effetto Serendipity per i brand online


Comunicazione

La Serendipity, in italiano serendipità, è lo scoprire una cosa non cercata ed imprevista mentre se ne sta cercando un’altra o il trovare qualcosa che si sta cercando, ma in un luogo o in un modo del tutto inaspettato. Un termine positivo e felice, tanto da essere tradotto anche in “fortuna”.

reteBasta dare la definizione del termine che subito si capisce come la Rete, per sua natura, sia un ambiente perfetto perchè l’effetto Serendipity si manifesti, tanto da esserne diventato una peculiarità.

Ma la Serendipity cosa c’entra coi brand?

Un consumatore apre il suo motore di ricerca ed immette il nome del prodotto che è interessato ad acquistare o più semplicemente, non avendo ancora le idee chiare, la categoria di prodotto cui è interessato.

Cosa gli apparirà tra i risultati? Il consumatore non lo sa ma in base alle soluzioni presentate e all’ordine in cui gli compariranno nella SERP del motore di ricerca, effettuerà la sua scelta ed inizierà un percorso casuale attraverso i link che collegano i nodi della Rete.

La Rete è disordine: l’ingente mole di informazioni pubblicata online, quotidianamente in aggiornamento, scoraggia qualsiasi tentativo di organizzazione e permette al Web di mantenere la sua natura incontrollabile.serendipity movieLe possibilità di trovare informazioni inaspettate divengono così infinite: un utente può leggere le fonti del suo aggregatore e trovare un articolo particolarmente interessante; può finire nella wish list di un amico e trovare curioso uno dei suoi “desideri”; può leggere la recensione di un film per poi finire tra i consigliati o ascoltare la sequenza di brani proposta dal contatto di un amico e conoscere così nuovi artisti. Sul Web è un continuo proporre, condividere e consigliare. Se un prodotto è valido, o viceversa, molto probabilmente qualcuno in Rete lo sta già “urlando”.

La differenza con la vita reale

L’effetto Serendipity può essere innescato da una ricerca dell’utente, le informazioni trovate arrivano da un numero esponenzialmente più alto di persone e soprattutto sono rintracciabili per link, collegamenti che permettono di approfondire l’argomento.

La Serendipity è un’opportunità

I marketers devono essere consapevoli di queste continue mutevoli alternative che si presentano all’utente e cercare, per quanto possibile, di gestirle (controllarle è impossibile e soprattutto controproducente). Il consumatore di oggi non si accontenta più di sentire la voce ufficiale del brand, vuole ascoltare il parere e l’esperienza d’uso di utenti come lui.

La Serendipty offre quindi alle marche, inaspettatamente da quanto i marketers più retrogradi possono pensare, un’incredibile opportunità di crescita.

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Google Insights for Search: Measuring Campaign Impact

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Google Insights for Search: Measuring Campaign Impact


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Un breve video che dimostra come sia possibile misurare l’impatto delle campagne pubblicitarie utilizzando Insight for Search.

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I brand sono pronti per i Viral Video

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I brand sono pronti per i Viral Video


Video adv Viral Marketing

Una ricerca effettuta da Feed Company, basata sulle interviste a 40 responsabili delle migliori agenzie di comunicazione americane tra l’1 agosto e il 12 settembre 2008, rileva quanto segue:

  • numero dei viral video realizzatii dirigenti delle agenzie intervistate affermano che il 72,1% dei loro clienti ha interesse ad integrare i viral video all’interno del loro piano di marketing, mentre il restante 27,9% lo è moderatamente.

Ben l’86% delle agenzie che hanno partecipato all’indagine,  ha infatti realizzato almeno un video virale nell’anno in corso.

I risultati ottenuti sembrano confermare l’atteggiamento positivo nei confronti di questa strategia di comunicazione: tra i brand che si sono affidati al viral video solo il 2,3% non ha ritenuto soddisfacenti i risultati raggiunti, contro il 32,6% che si dichiara “contento” e il 23,3% “molto contento.

Perchè il video virale funziona

Alla domanda di quale fosse considerato il maggior beneficio apportato dall’utilizzo dei viral video, le risposte sono state:

  • i bassi costi;
  • il brand engagement, ovvero il coinvolgimento dei consumatori nella vita del brand;
  • le visite esponenziali;
  • le ricerche online;
  • la capacità del brand di essere lungimirante.

Tra queste spicca l’aumento esponenziale delle visite, ritenuto dal 92,3% dei marketers intervistati il maggior beneficio raggiunto; considerato “very beneficial” anche dal 30,8% delle agenzie che ne hanno potuto constatare i risultati.

Il video, propagandosi come un virus per la Rete, incrementa la notorietà della marca (brand awareness). Una volta portati in maniera estremamente intelligente nuovi utenti sul proprio spazio, sarà però importante offrire loro qualcosa di interessante, che invogli a restare sul sito e a tornare in un secondo momento. Una tecnica che necessita quindi, più di qualsiasi altra, di essere integrata all’interno di un piano di comunicazione.

Convertire i visitatori in clienti

La landing page, ovvero la pagina di atterraggio dell’utente, ha quindi un ruolo decisivo per il raggiungimento dei risultati che il brand si prefigge. Più il video sarà inerente l’oggetto della pagina, più le offerte del brand assumeranno valore, rimanendo impresse nelle menti degli utenti e facendo risultare la marca originale, intraprendente e “simpatica”.

Secondo voi in Italia i brand sono pronti per il viral video o vivono ancora nell’incertezza del “sai quello che lasci, non sai quello che trovi”?

Ecco la presentazione integrale della ricerca, pubblicata su SlideShare:

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Social Mela Marketing?

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Social Mela Marketing?


Social Media Marketing

Mac vs PCRecentemente ho deciso di fare il “grande salto”, salutare Windows e approdare a Mac. Ho sempre guardato al mondo Apple con ambivalenza, chiedendomi se le tanto decantate prestazioni superiori e il design d’avanguardia giustificassero un costo indubbiamente più alto, in media, rispetto ai più comuni pc.

Ultimamente però, a causa di maggiori esigenze di mobilità, ho navigato in lungo e in largo la Rete per saggiare, complice il web partecipativo, opinioni e giudizi su un paio di portatili Apple che avevo identificato come adatti al mio scopo.

Sono rimasto davvero colpito: opinioni, recensioni, test e curiosità sono presenti in quantità incredibile su portali, blog e forum più o meno affidabili (molti dei quali ottengono ottimi posizionamenti nelle SERP anche per keyword molto competitive). La quantità di informazioni a cui un interessato va incontro è straordinaria, quanto sopraffacente.

Non è questo che mi ha stupito, però: notare la vastità della Rete sarebbe banale, se non ingenuo. La cosa che mi ha fatto pensare è che è palpabile, in tutti questi siti, il forte senso di appartenenza, ai limiti del settario (abbonda la compassione per i “poveri” utenti Windows). Tant’è che spesso eventuali malfunzionamenti o bug vengono giustificati o minimizzati.
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