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Il Video non parla il linguaggio del WEB

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Il Video non parla il linguaggio del WEB


Comunicazione

iperletturaTitolo provocatorio per conoscere il vostro parere su una questione che mi “angustia” :)

Il 2008 è stato l’anno del Video su WEB anche in Italia e tutto lascia pensare che il 2009 lo sarà ancor di più, anche su OMB abbiamo dedicato molto spazio alle tematiche legate al Video Advertising ma non posso nascondere l’impressione che la corsa ai video in molti casi si tratti di una moda, altrimenti non mi spiegherei perchè vengano realizzati video su qualsiasi argomento, anche quando le caratteristiche dello strumento non si prestano minimamente ad esporre certi contenuti.

Mi spiego meglio

Agli albori del WEB professori universitari emozionati esaltavano la “rivoluzione” dell’ipertesto, il concetto di documento non lineare che dava a chiunque la possibilità di costruire autonomamente il proprio percorso attraverso le informazioni, infatti grazie all’ipertestualità qualsiasi documento può essere successivo all’attuale in base alla scelta del lettore.

Si tendeva a sorvolare sul rischio di acquisire informazioni superficiali e non verificate, strappate a “spizzichi e bocconi”, per sottolineare invece le nuove possibilità che ci venivano concesse.

Con il passare del tempo, mano a mano che i navigatori prendevano confidenza con il WEB, i motori di ricerca diventavano il principale punto di accesso per raggiungere la moltitudine di informazioni disponibili in rete, rivelandosi come una sorta di indice dinamico per un libro potenzialmente infinito.

Oggi a distanza di anni quello “stupore” è scomparso, infatti la lettura ipertestuale è parte della nostra esperienza quotidiana di consultazione del WEB, e il problema della superficialità è in gran parte superato perchè fondamentalmente ci siamo abituati ad acchiappare qua è la brandelli di informazioni, fino a riunirle autonomamente a costituire un compendio di conoscenze organico e approfondito, ma dinamico.

La mia impressione è che il video su WEB sia lontanissimo da tutto ciò: il video impone i suoi tempi e la sua sequenzialità e, a fronte di una certa durata, solitamente fornisce molte meno informazioni rispetto al “vecchio” documento ipertestuale…anzi spesso è imbarazzante la povertà delle informazioni raccolte dopo aver assistito ad un video di pochi minuti.

Il mio sarà un personale problema di scarsa pazienza ma, lo dico chiaro e tondo, secondo me ci sono soltanto due utilizzi sensati dei video in rete

  • intrattenimento (non a caso l’80% dei video presenti su YouTube)
  • informazione in stile televisivo e su argomenti di tipo televisivo (forse il restante 19%)

Tutto il resto è…NOIA

Tutti i casi in cui attraverso un video non si fa altro che divulgare informazioni che potrebbero essere tranquillamente descritte attraverso il formato (iper)testuale rappresenta, a mio modesto avviso, un uso improprio e improduttivo dello strumento: in definitiva si tratta di un passo che va nella direzione opposta rispetto alla “rivoluzione” ipertestuale a cui accennavo poco fa.

Sto pensando ai barbosissimi tutorial che ci spiegano come installare un plugin di WordPress, come utilizzare il pannello di Google Analytics o a come creare una macro in Excel…

In questi casi il video dovrebbe essere un arricchimento, un’appendice, non il documento principale…

La cosa risulta ancora più evidente quando, dopo aver assistito a 5 minuti di video, andando a cercare l’estrapolazione testuale del parlato, ci accorgiamo che è costituita soltanto da pochissime righe…quanto tempo abbiamo perso?

Un grosso problema di questo utilizzo del video è proprio quello che spesso non viene neppure data la possibilità di conoscere in anticipo quali sono le informazioni che verranno fornite e se, in definitiva, nell’era del multitasking vale la pena che il navigatore si fermi e dedichi ad esse tutta la propria attenzione per diversi preziosi minuti.

I peggiori di tutti sono i veri e propri “cortometraggi” (pieni di chiacchiere e PNL grossolana) che vorrebbero spiegarci come fare soldi in rete ma in realtà cercano di convincerci ad acquistare delle guide costosissime (penso a roba come Stompernet.com o a Mass Control di Frank Kern ) .

Eppure la moda è dilagante e l’utilizzo (io dico “improprio”) dei video appare gradito ad una grossa fetta dei navigatori, non a caso Google ha aperto il proprio canale di informazione su YouTube ricco di TG-Tutorial con tanto di presentatrice (in stile previsioni del tempo).

Una spiegazione plausibile del fenomeno me l’ha data recentemente un collega: i navigatori apprezzano molto i video perchè la stragrande maggioranza di noi non ha ancora imparato a utilizzare gli ipertesti a dovere, i video sarebbero più semplici e alla portata del navigatore medio. Sarei propenso a prenderla per buona, se non fosse che molti video arrivano ad occuparsi di argomenti tecnici avanzati e quindi, presumibilmente, non sono diretti al “navigatore medio”.

Questa cosa per me rimane un mistero e comincio davvero pensare che si tratti di un mio personale problema di impazienza :)

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AdWords display ad builder

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AdWords display ad builder


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AdWords mette a disposizione un tool per creare velocemente banner per display advertising senza esigenze grafiche.

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Obama e McCain spendono milioni in AdWords

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Obama e McCain spendono milioni in AdWords


PPC Web Marketing

Mi è stato segnalato un articolo su Repubblica di questa settimana riguardo ad AdWords ed elezioni USA:

i motori di ricerca giocano un ruolo sempre più importante nella corsa alla presidenza americana. [omissis] questo genere di pubblicità è aumentato in maniera esponenziale nell’ultimo anno. Le cifre parlano chiaro. In una sola settimana, a febbraio, Obama ha investito in Adwords la stessa somma spesa dal presidente Bush e dal senatore John Kerry nel 2004.

In un mese, sempre a febbraio, Obama vi ha investito un milione di dollari.

Evidentemente negli USA hanno le idee chiare: Internet è uno strumento di comunicazione fondamentale, ed il marketing sui motori di ricerca (veri e propri portali di accesso alla Rete), sono attualmente LO strumento di web marketing. E non si tratta solo di keyword advertising, ma anche di SEO, come già riportato nei blog italiani dal Tagliaerbe e da altri.
E’ vero che in questo periodo si parla molto di social media marketing, ed anche in questo blog diamo ampio spazio ai video, al viral e in generale al mondo dei nuovi strumenti, perchè sono nuovi ed interessanti.
Ma non dimentichiamo che queste nuove tecniche sono sperimentazioni, innovative e potenti, ma i motori di ricerca sono pur sempre la principale fonte di accessi qualificati, ed SEO & SEM sono attività indispensabili per ogni sito web, che sia un un ecommerce o un sito di comunicazione o divulgazione; il search engine marketing è ancora destinato a crescere nei prossimi anni, di pari passo con l’evoluzione della tecnologia dei motori di ricerca.

Per di più, nonostante si faccia sempre un gran parlare dell’innalzamento dei costi del search marketing (in termini di budget effettivo per quanto riguarda il keyword advertising, per l’aumentata concorrenza per quanto riguarda il seo), il ritorno sugli investimenti garantito da questo tipo di promozione è tra i più elevati online, e molto più alto di quello ottenibile con attività offline di direct o mass marketing.
Cito ancora dallo stesso articolo:

I costi degli Adwords, fanno notare gli esperti, sono molto più bassi rispetto a quelli di una campagna tradizionale di direct marketing, ma anche di un banner piazzato su un sito popolare.

Non solo negli Stati Uniti, tradizionalmente all’avanguardia per quanto riguarda la tecnologia, internet e le tecniche di comunicazione e divulgazione: anche in Paesi all’altro capo del mondo, come in Malesia, la politica utilizza il potere comunicativo di internet ed in particolare del search engine marketing, come si legge qui.

E in Italia? Timidamente, ma anche da noi la politica comincia ad interessarsi al potere mediatico di Internet, anche se i budget sono ancora molto limitati se confrontati con quelli stanziati per altri strumenti più tradizionali.

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Performance differenziate e Quality Score per AdWords

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Performance differenziate e Quality Score per AdWords


PPC Web analysis

Con la fine dell’estate arrivano da Google diverse novità e cambiamenti nel sistema AdWords. Alcune sicuramente positive, altre per le quali dobbiamo aspettare di testare sul campo i risultati per poter esprimere un commento.

Rete di ricerca e rete di contenuti

La novità più evidente per chiunque possieda e gestisca un account è la presentazione separata (finalmente!!) delle performance della rete di ricerca e della rete di contenuti già nella pagina di riepilogo delle campagne. Questa modifica, annunciata qualche giorno fa dal blog ufficiale di AdWords, è solo apparentemente secondaria ed esteriore, mentre invece semplifica molto la vita a chi gestisce campagne attive in entrambe le reti. Precedentemente si doveva ricorrere a stratagemmi come la creazione di campagne a specchio, o ed in ogni caso l’analisi e soprattutto la comparazione delle performance risultava macchinosa e doveva essere fatta, per essere accurata, con report specifici creati ad hoc.

Della rete di contenuti abbiamo parlato più volte in questo blog, sottolineando spesso come la differente tecnologia porti spesso a performance e risultati molto diversi: mischiare dati diversi porta spesso a valutazioni errate. Basti pensare al tasso di click medio: spesso capita di ottenere nella rete di contenuti un alto numero di visualizzazioni, a cui tuttavia non fanno seguito molti click. Tutte queste impressions venivano sommate nel riepilogo di campagna, dando come risultato CTR (complessivi) disastrosi, con il rischio di giudicare in modo negativo campagne che invece nella rete di contenuti andavano molto bene.

Ulteriore feature aggiuntiva è la differenziazione, nella visualizzazione del dettaglio delle campagne, della rete di Google e la rete dei partner di ricerca (altri motori di ricerca che si appoggiano ad AdWords).

Novità in arrivo per il Quality Score

La seconda novità, molto meno visibile ma non certo meno importante, è stata già annunciata a fine agosto: Quality Score improvements. Si tratta in sostanza di un cambiamento (a quanto sembra, radicale) del sistema di Quality Score (che è poi l’agoritmo che decide in che posizione appare il mio annuncio, e per quale cifra – vedi articolo OMB). Non è ancora chiaro quando queste modifiche saranno effettivamente attive per tutti gli account (non ancora ad oggi mentre scrivo), ma non credo avremo ancora molto da aspettare.

Le modifiche principali coinvolgono principalmente il cosiddetto minimum bid:

  1. Quality Score will now be more accurate because it will be calculated at the time of each search query
  2. Keywords will no longer be marked ‘inactive for search’
  3. ‘First page bid’ will replace ‘minimum bid’ in your account

In sostanza, viene introdotto un algoritmo “dinamico” di calcolo del Quality Score: nel momento in cui viene effettuata una ricerca per una parola chiave che attiverebbe la visualizzazione di un annuncio, viene calcolato un punteggio sulla base di diversi fattori e questo, insieme al bid, decide la posizione dell’annuncio. Questo calcolo viene quindi ripetuto (ed il risultato può quindi cambiare) ad ogni nuova ricerca. Precedentemente questo punteggio si basava anche su alcuni coefficienti precalcolati e legati alla singola keyword (come qualità e rilevanza della landing page), mentre ora il calcolo è effettuato in tempo reale, per tenere conto dell’effettiva situazione competitiva per la determinata keyword.

Se da un lato questo può essere un vantaggio (una maggiore velocità di aggiornamento e, si spera, una maggiore rispondenza e pertinenza dei risultati), dall’altro rende sicuramente più complicata la valutazione e la stima del punteggio di qualità delle parole chiave che si aggiungono alle campagne. Inoltre sarà molto più difficile capire perchè una keyword funzioni meglio di un’altra, essendo il punteggio ora legato ad una molteplicità di fattori in continuo movimento.

Anche per questo viene in aiuto (vedremo!!) un nuovo indicatore, il First page bid, che dovrebbe indicare (in modo dinamico, e quindi suscettibile a variazioni continue) il prezzo minimo per apparire nella prima pagina dei risultati (della ricerca). Ovviamente in Google si sono subito affrettati ad affermare (a scanso di equivoci) che questo non rappresenta alcuna garanzia di apparire effettivamente in prima pagina. Come dire, ecco l’indicatore, ma poi facciamo pur sempre quello che ci pare…

Staremo a vedere, di sicuro ci sarà da lavorare!

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Se scegli AdWords ti fai trovare in meno di 15 minuti!

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Se scegli AdWords ti fai trovare in meno di 15 minuti!


PPC SEO

Grazie ad una segnalazione di Marco Pezzano, scopro che Google Adwords si sta ancora pubblicizzando con messaggi che suscitano perplessità



Ripescando nella memoria tiro fuori un post di Marco Lo Guercio datato addirittura 2005, e sembra che siano cambiate davvero poche cose da allora…

C’è da dire che se oggi l’annuncio in questione dovesse risultare errato e fuorviante, secondo la recente normativa italiana in materia (eccessivamente rigida e, forse proprio per questo, poco applicata) potrebbe anche essere interpretato come pubblicità ingannevole e come tale sanzionato.

Provo ad interpretare: cosa sta cercando di dirci Google con quell’annuncio?

- Che la visibilità nei risultati naturali e quella negli annunci sponsorizzati sono equivalenti?

Io ero convinto che SEO e Keyword Advertising fossero strumenti complementari e non alternativi.

- Che impostare e gestire come si deve una campagna Adwords è una baggianata?

Io credevo che l’unica cosa semplice fosse sprecare il denaro in campagne mal gestite. Chissà cosa ne pensano migliaia di “Adwords Qualified Professional”, che hanno studiato tanto proprio per non far buttare soldi agli inserzionisti…

- Che Adwords è lo strumento facile e veloce per essere visibili su Google?

Il quality score e le continue novità introdotte nel meccanismo di valutazione degli annunci dovevano servire proprio a combattere questa mentalità semplicistica e sbagliata: infatti, l’eccessiva leggerezza con cui molti utilizzavano lo strumento Adwords, stava dando luogo a messaggi ingannevoli e landing pages poco pertinenti con il messaggio pubblicizzato.
Ero fortemente convinto che Google volesse evitare ai navigatori una “poor user experience” che avrebbe ulteriormente svalutato i risultati sponsorizzati a favore di quelli naturali.

- O forse che Adwords ha poco successo e quindi deve entrare in competizione con le “povere” SEM Agency, abbassandosi a fare pay per click su keyword come “posizionamento nei motori di ricerca” e “indicizzazione siti web”?

Mi sembra che la tendenza sia tutt’altra e che Adwords non sia mai stato così popolare: tanto che quasi tutti i SEO, anche i più puristi, iniziano a proporre lo strumento riconoscendone la specificità e l’efficacia.

Non trovo risposte e non mi vengono in mente altre interpretazioni, quindi mi fermo qui e attendo con ansia le vostre…

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Google AdWords – Ad Quality Basics


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Google Insights for Search, da testare

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Google Insights for Search, da testare


News Web Marketing

Google non va in ferie e lancia un nuovo strumento progettato con in mente le esigenze degli advertiser: Google Insights appare subito come un’estensione del già noto Google Trends, potenziato con funzionalità analoghe a quelle di Adwords Keyword Suggestion.

Il tool fornisce indicazioni sui volumi di ricerca delle parole chiave e sull’interesse manifestato nelle diverse aree geografiche. Trovo particolarmente utili funzionalità come l’elenco dei termini correlati, la lista delle keyword a tema “emergenti” (cioè in forte crescita) e la mappa zoomabile con evidenziate in un colore più scuro le aree geografiche con il maggior volume di ricerche.

Nulla di esaltante? Possiamo farne a meno? Beh me lo sono chiesto anch’io, pertanto ho fatto alcuni test con varie keyword appartenenti a settori emergenti sui quali avevo necessità di maggiori informazioni: ad esempio l’illuminazione a led (“led lighting” in inglese).
Inserendo alcuni termini volutamente specifici e tecnici, ecco il risultato finale con evidenziate le aree geografiche “più calde” per le ricerche sul tema, e il termine scientifico “light emitting diodes” in netto vantaggio su altri come “led lighting systems”.

light-emitting-diode

A detta dei clienti il dato significativo sull’India è perfettamente plausibile, personalmente ho trovato interessante il fatto che vi sia una differenza importante, nei risultati per area geografica, tra “light emitting diodes” e “light emitting diode” (al singolare)

La prima impressione insomma è decisamente positiva tanto più che, sempre stando ad un primo utilizzo superficiale, Google Insights for Search sembra molto preciso anche per le keyword in Italiano, caratteristica quest’ultima che lo differenzierebbe ulteriormente da Google Trends.

Tutti i riferimenti

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comScore acquista M:Metrics

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comScore acquista M:Metrics


News Web analysis

Abbiamo ancora fresca la notizia del rilascio (in beta) di Google Ad Planner, uno strumento di acquisizione di informazioni e pianificazione dell’advertising, ed ecco che il mercato risponde.

comScore acquista M:Metrics

comScore Inc, leader nella misurazione del mondo digitale, ha oggi annunciato l’acquisizione di M: Metrics, il leader riconosciuto nelle ricerche di mercato della telefonia mobile. L’acquisizione rende comScore leader immediato nella misurazione del mercato Internet mobile, emergente e strategicamente importante, e rafforza la posizione di comScore come leader nella misurazione dell’uso di Internet basata su PC.

dalla press release di comScore

Verso i dispositivi mobili

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Google Ad Planner ovvero “Dove va il nostro target audience?”

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Google Ad Planner ovvero “Dove va il nostro target audience?”


PPC Web analysis

Con l’introduzione del Demographic Bidding di Adwords Google aveva già fornito degli indizi importanti sulle informazioni di cui è in possesso, non sorprende quindi che qualche giorno fa abbia dato alla luce un nuovo servizio, sperimentale ma promettente, per i professionisti dell’online media planning:

Google Ad PlannerGoogle Ad Planner infatti consentirà di individuare i siti che meglio rappresentano il segmento di pubblico verso cui si intende veicolare una data comunicazione commerciale, e di impostare conseguentemente la pianificazione delle campagne media.

Insomma “big G”, già dominatore incontrastato in ambito search marketing, compie il primo passo nel porsi come competitor per i (costosi e preziosi) servizi di “data collection & analysis” già erogati da aziende come Nielsen, Comscore o Quantcast.

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Google glitches e l’ennesima bizzarria

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Google glitches e l’ennesima bizzarria


SEO

Google the Riddler

Dietro l’inspiegabile mancata indicizzazione di un articolo pubblicato su SEOmoz.org si nasconde una scoperta ufficiosamente confermata da fonti interne a Google: gli url che terminano con “.0″ vengono automaticamente penalizzati.

Al termine di questo post troverete tutti i riferimenti del caso, ma qui vorrei sottolineare che si tratta dell’ennesima stranezza di un algoritmo che, specie negli ultimi tempi, appare sempre più radicale e imperscrutabile nelle proprie scelte.

Chi opera da anni nel mondo del Search Engine Marketing dovrebbe ormai essersi abituato a storie strane di tutti i tipi: esperienze raccontate nei forum o nei blog che a volte nascondo un fondo di verità (come molte leggende :) ) altre volte sono pure superstizioni dei SEO, che spesso si trovano in balia di Google come marinai nella tempesta…ma in questo caso la realtà supera ogni fantasia.

Ebbene è così, a quanto pare una pagina che termina on un “.0″ non ha alcuna possibilità di essere indicizzata, poco importa quanto sia autorevole il sito in cui si trova o quanto siano buoni i link che riceve, non c’è verso, anche Wikipedia ne è vittima. Read the full story

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OMB – gli autori

  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
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