Negli ultimi anni il web ha visto il progressivo proliferare di portali a caratterizzazione sociale, in cui cioè la partecipazione attiva dei visitatori, la condivisione di opinioni e idee, ma anche di materiale multimediale come i video e le foto sono la base concettuale, a prescindere dal tema trattato (musica, viaggi, cucina, politica, ecc.).
In questo contesto, le aziende si trovano a dover riprogrammare la propria comunicazione con l’esterno, che ha assunto una nuova quanto rivoluzionaria tendenza biunivoca: un “marketing dialogico” in cui il cliente non assorbe passivamente il messaggio dell’azienda, ma lo rielabora, anche in gruppo, lo personalizza e lo rispedisce al mittente. Il quale dovrebbe essere in grado di fare tesoro di questo processo che lo avvicina come non mai al suo obiettivo.
Come sfruttare quindi questo nuovo paradigma del web per farne un’arma invincibile contro la concorrenza? Gettandosi nell mischia, mettendosi in gioco, partecipando alla discussione one-to-one con umiltà ma anche con audacia. Il Social Media Marketing è questo, ed è facile capire come probabilmente sia più affine a discipline come la psicologia e la sociologia che non al marketing in senso stretto.
Certo, non basta improvvisarsi pifferaio magico per condurre la discussione dove si vuole: ecco allora che ogni obiettivo ha il suo mezzo, e ogni mezzo ha il suo approccio strategico. Sarebbe un errore pensare che il comportamento da tenere su ogni community sia lo stesso. Ogni social network è un microcosmo in cui bisogna passare un po’ di tempo per ambientarsi e capirne le dinamiche.
Solo in un secondo momento è opportuno intervenire con i mezzi tipici del web 2.0: i blog e i microblog (distribuiti via RSS) ; un profilo curato e aggiornato; la distribuzione di contenuti multimediali la cui rielaborazione non solo è possibile, ma è anzi incentivata; la promozione di una discussione a più voci sul brand e le sue peculiarità, nel bene e nel male.
Parlare di social media marketing significa parlare di potere del passaparola (word of mouth, all’inglese), della viralità di certi messaggi audio-video, della diffusione di meme, di user generated content. E di molto altro, in continua evoluzione.
Saper sfruttare le potenzialità dei media sociali permette di realizzare un’immagine aziendale ben più radicata all’interno del cliente e di poter intervenire maggiormente sulla componente emozionale nel processo di acquisto rispetto alle attività di marketing tradizionali, a tutto vantaggio della fidelizzazione della clientela.



