StumbleUpon è uno dei più utilizzati servizi di social bookmarking: si basa sull’installazione di una toolbar per il browser, attraverso la quale raggiungere con un click sul bottone “Stumble!” un sito web casuale tra quelli che il sistema sceglie sulla base del profilo compilato all’atto della registrazione.
Una volta atterrati sul sito, gli si può dare un giudizio positivo o negativo sempre attraverso la toolbar. Le pagine che ricevono un maggior numero di commenti positivi vengono quindi diffuse con maggiore frequenza tra gli utenti con interessi simili.
Fin qui, niente di più che un modo non troppo originale di passare il tempo. E relativamente scarse possibilità di creare attenzione e traffico verso un proprio sito.
Per ovviare a quest’ultima limitazione, però, il team di StumbleUpon ha lanciato un vero e proprio strumento di social media marketing: un servizio che permette di creare una campagna targettizzata su base categoriale e/o demografica per inviare agli utenti che rientrano nel target scelto la landing page da noi predisposta.
Senza dubbio una novità, che però non ha mancato di sollevare qualche dubbio: per sua natura StumbleUpon è ideale per navigare nei momenti liberi, quando cioè l’utente non ha una particolare necessità da soddisfare. Per questo, nonostante i criteri di personalizzazione della campagna permettano di raggiungere un target altamente selezionato, non è detto che quel target sia pronto o disposto a recepire un messaggio pubblicitario.
C’è chi ha provato un esperimento, ma apparentemente senza troppi risultati. Ma forse senza fare troppi calcoli sul target giusto.
Dunque, sono gli utenti o gli operatori di marketing a non essere ancora pronti a queste nuove possibilità “web 2.0″?





aprile 8th, 2007 alle 16:45
Hey, we need this info in English :O)