Nulla di nuovo da dire e da scrivere, ma qualcosa che sempre si dimentica: schiacciati e depressi come siamo dalla Società, Cultura, Sistema o come cavolo volete chiamare quell’Inganno Cosmico che ci programma fin da prima della nostra nascita a cercare una felicità borghese, bigotta e patinata, fatta di soldi, obiettivi e modelli standard da imitare e, in fondo, mai raggiungere.
Ma perchè?
Non vivo in un loft con vista su New York, alla mattina non mi metto in faccia la crema Nivea for Men mentre la mia splendida compagna mi invidia le rughe che non ho, dopo che mi sono fatto la barba con 13 lame. Non ho passato la serata con 100 modelle scosciate a ballare e bere Bacardi, Megan Gale non mi ha mai dato una pacca sul sedere mentre aspettavo all’aeroporto e quando attraverso la strada non incrocio ogni volta una tipa che vorrebbe saltarmi addosso per il mio fantastico profumo.
Ecco, sono programmato e pronto: allora quando mi sembra che la mia vita non sia abbastanza, c’è una risposta prefabbricata per me: comprati qualcosa!
Certo, devo far girare l’economia, agli ordini.
Essere ingrato e abietto che sono, come non mi rendo conto che il benessere ed il futuro del Paese dipendono da me? Come oso io comprare macchine straniere, mentre gli operai FIAT vengono licenziati? E’ colpa mia, non compro abbastanza, così l’economia è in crisi, e mi abbassano lo stipendio. Logico.
Pieno di negozi e pubblicità, pronti a vendermi la felicità. Che bello! Poi esco, apro il pacco e trovo che, evidentemente, qualcuno se l’era già presa dalla confezione.
Ecco, adesso sono ancora più depresso: non mi rimane altro che riprovare, e comprarne un altro, no?
Dopo un pò, a qualcuno non viene il dubbio che, in fondo, ci stanno prendendo per i fondelli? A nostre spese…





dicembre 30th, 2005 alle 17:21
— Dopo un pò, a qualcuno non viene il dubbio che, in fondo, ci stanno prendendo per i fondelli? A nostre spese —
Da tempo me lo chiedo, gli eventi dell’ultimo periodo lo confermano, siamo ormai macchine da commercio, se non spendi non sei…o al limite sei poco, con l’acqua alla gola sprofondati in un giro dal quale è difficile sottrarsi, quando sono in ferie, come in questo periodo, riesco a razionalizzare meglio l’idea che anche tu esprimi. Stacchi un attimo dal tram tram…e tutto sembra improvvisamente a fuoco. O no? A parte tutto buone e feste e felice 2006! Posso linkarti sul mio blog?
Gianka
gennaio 3rd, 2006 alle 13:50
Ciao,
buon 2006 anche a te!!
Si, ciò che ho scritto è nato da una riflessione di un momento, maturata a lungo nel tempo.
Penso che questo sistema di intendere la società abbia ormai le ore contate: come tutti i “poteri forti” (e attualmente l’economia e lo “spendere per affermarsi” sono il nostro dittatore indiscusso) è destinato ad essere sostituito da una spinta dal basso.
Vedo in Internet e nei nuovi modi di intendere il lavoro che la Rete rende possibili (condivisione della conoscenza, open source, lavoro condiviso) i primi sintomi di una nuova tendenza anti-consumistica e più vicina ad un ritmo di vita sostenibile.
Ho visto che hai messo sul tuo blog addirittura un link ad icona, fatta da te!!
Posso usarla?
Ciao, a presto.
dicembre 18th, 2007 alle 11:47
non era: “Fatti non fummo a viver come bruti”?
mi sto confodendo…
dicembre 18th, 2007 alle 11:59
Antonella,
si la mia era una citazione ad “orecchio”, mi piaceva nel titolo e lì’ho scritta così come veniva.
Ecco per la precisione il passo originale della Divina Commedia dantesca.
Inferno, Canto XXVI (ottava bolgia dell’ottavo cerchio, ove sono puniti i consiglieri di frode), 118-120