Donne e mamme online: empowerment e nuovo marketing

Diamo il benvenuto in Online Marketing Blog ad una nuova penna (nuova per quanto riguarda OMB, ma già conosciuta da chi segue il suo blog VereMamme.it): Flavia Rubino. Benvenuta Flavia e grazie per condividere le tue opinioni e la tua esperienza con noi!

Questo primo post tratta di un argomento più volte toccato anche in OMB: il potere del consumatore nell’economia di Internet; Flavia parla di questo argomento da un punto di vista diverso: del consumatore stesso, ed in particolare delle mamme.

Alcuni percorsi professionali e personali si stanno intrecciando strettamente nel mio blog, anche grazie ai commenti di chi lo segue. Il denominatore comune di questi percorsi è l’empowerment femminile, e in particolare l’empowerment delle madri.

Non significa solo una maggiore partecipazione femminile ai ruoli di leadership e una maggiore flessibilità del lavoro per una migliore conciliazione tra famiglia e lavoro, temi pure altamente “scottanti” ovunque mi giri. Significa innanzitutto liberarsi dai sensi di colpa e dai miti che iniziano a perseguitare una donna, fino al giorno prima convinta di avere raggiunto la “parità”, nel momento esatto in cui diventa madre.

mamma managerL’empowerment delle mamme è innanzitutto un modo di sentirsi: sentirsi sicure, libere da condizionamenti e (pre)giudizi, “a posto”, ognuna con le proprie capacità e le proprie scelte. Senza bisogno di giustificarle criticando quelle delle altre, ad esempio, cosa che succede puntualmente appena un personaggio pubblico come Rachida Dati torna al lavoro a sette giorni dal parto (il primo esempio di attualità che mi viene in mente). Ma le mamme sono anche un gruppo prezioso per le aziende, perché da loro passa la gestione del potere e delle decisioni di acquisto delle famiglie in una quantità sterminata di categorie di consumi. Da mamme, cominciamo a pensare di più alla qualità di quello che mangiamo, per esempio. Ci tocca comprare i pannolini, gli omogeneizzati, e un sacco di cose che prima non erano affatto nel radar. E con il grande senso di responsabilità che ci contraddistingue, magari in tempi di recessione cerchiamo di risparmiare su qualcosa per noi stesse, ma non per i nostri bambini.

Dopo i primi visionari di qualche anno fa, voci sempre più autorevoli (si veda tra tutti Giampaolo Fabris nel suo recente “Societing”) annunciano un passaggio d’epoca, l’ossimoro di un consumatore che è sempre più individualista e sociale allo stesso tempo, e soprattutto un consumatore che ha accesso a una pluralità di informazioni impensabile fino a pochi anni fa, quando la comunicazione era ancora dominata dalla pubblicità unidirezionale, strillata in TV ad una audience passiva. Le mamme sono le protagoniste di questa nuova realtà, con la loro domanda insaziabile di informazione sul web. E allora, l’empowerment delle mamme si esprimerà anche nella possibilità di dire la loro sui prodotti e sui servizi che le riguardano. Dagli asili ai marsupi e agli omogeneizzati.

Mamma Mia!Ma non penso ai tradizionali focus groups in cui qualcuno presenta un’idea e dieci persone intorno a un tavolo la vivisezionano freddamente. Penso alla partecipazione delle mamme sin dalla fase precedente, cioè la generazione delle idee, la creazione di beni e servizi. Perchè la creazione di qualsiasi soluzione utile (l’innovazione, un fattore primario di crescita dell’economia, significa creazione di soluzioni nuove che generano valore per le persone) nasce più che dal ragionamento su un problema prestabilito, dalla riformulazione del problema stesso in modo nuovo. E sono quelle le idee migliori.

Certe volte nella vita le coincindenze sono potenti: in almeno tre libri diversi ultimamente, ho trovato la stessa citazione di Einstein. “Non è possibile risolvere un problema con lo stesso livello di pensiero che sta creando il problema”.

E ancora, penso alle mamme blogger e non che, scrivendo e ragionando insieme, aiutino a decodificare le loro emozioni, affinchè il resto del mondo (dal resto della famiglia, intendo, fino ai politici e ai copywriter) entri finalmente in sintonia con loro e la smetta una buona volta di raffigurarsele per stereotipi. Di sicuro, noi non siamo più quello che tutti hanno pensato per tutto questo tempo che fossimo. Faccio un passo indietro.

Il nocciolo delle prime lezioni di marketing ricevute dal mio capo in Procter & Gamble era: qualunque cosa tu dica, anche una massaia calabra baffuta deve essere in grado di capirlo. Da allora, oggi posso permettermi di cambiare approccio: credo che dobbiamo ripartire dalle donne pensanti e scriventi, quelle che, anche se sono ancora un piccolo drappello rispetto al totale, stanno riscrivendo per tutte noi, qui sul web, un concetto millenario come la maternità.

Il web rende le idee visibili e immediatamente “azionabili”, supera la logica tradizionale del marketing dei grandi numeri e dà spazio ai micro-trend. Penso che le aziende possano (e assolutamente debbano) imparare nuovi modi di parlare e nuovi modi di generare idee con le mamme, seguendo le loro identità frammentate e policentriche. Invece finora, alle mamme, si parla ancora per categorie massificate e stereotipi antiquati.

Ma perchè?


Articolo nelle categorie | Marketing

Salva e condividi questo post: post<li>
Vuoi partecipare? Vota questo articolo!
1 Stella2 Stelle3 Stelle4 Stelle5 Stelle (No Ratings Yet)
Loading ... Loading ...

7 Commenti su questo articolo

  1. Fabio Sutto ha scritto:

    Ciao Flavia (adesso di “Flavia” ne abbiamo ben 2 :) )

    complimenti per l’articolo, per il tuo blog e…benvenuta in OMB

  2. Flavia R. ha scritto:

    grazie Fabio, è un piacere. sì, è una strana combinazione…e l’altra Flavia (“la giovane” :) è veramente una brillante promessa direi!

  3. Chiara ha scritto:

    Brava Flavia, complimenti per l’articolo!
    Aggiungerei una cosa a quello che dici: le mamme devono diventare un target importante (ed essere trattate con rispetto, non come delle decerebrate) soprattutto perché hanno in mano la gestione di TUTTA l’economia della famiglia, non solo del lato poppanti.
    In casa mia, molti compiti “di manovalanza” sono divisi equamente, ma l’impostazione nella maggioranza dei casi la do io: sono io a valutare quale piega deve prendere l’alimentazione della mia famiglia (bio – non bio, più verdura, più carne, ecc.) anche se mio marito è abilitato all’insegnamento di scienza dell’alimentazione, sono io a decidere l’organizzazione degli spazi (dall’armadio alla nuova ubicazione della cucina), sono io a valutare oggettivamente i pro e i contro delle mete per le vacanze, sono io ad organizzare i weekend sulla base degli impegni comuni.
    Non conosco una famiglia in cui la gestione sia lasciata al padre.
    I markettari sono avvisati ;-)

  4. Maria Fiorenza ha scritto:

    Ciao Flavia, noi ci siamo conosciute diversi anni fa lavorando insieme, io da ricercatrice tu da marketing manager,in quel campo-scuola che è stato P&G. Condivido pienamente le tue affermazioni. I tempi sono maturi (e già da un po’) per rivedere alla base il rapporto tra marketing e vita vera. Il ruolo del consumatore oggi (inteso soprattutto come donna), tra l’accresciuta consapevolezza di sè ed una nuova relazionabilità sociale, sta nel saper indicare la strada. A noi (come osservatori e partecipanti dell’evoluzione della società) il compito di cogliere questi segnali e renderli visibili, incisivi, potenti. Complimenti!

  5. Flavia R. ha scritto:

    Chiara: vero, però.. sulla suddivisione un po’ più equa dei compiti familiari, forse dovremmo scrivere un altro post in separata sede :)
    Maria: ciao, non mi ricordo ma non mi meraviglia (talvolta ho proprio una pessima memoria). cogliere i segnali e aiutare le aziende a coglierli: c’è ancora molto da fare… Il marketing continua a pretendere di imparare tutto SUL consumatore, invece di imparare CON il consumatore. Ecco perchè credo che il termine “target” che implica un territorio di conquista, debba essere abolito

  6. Debora ha scritto:

    Cara Flavia, mi ritrovo molto nell’articolo che hai scritto, in quanto fondatrice di una delle più grandi e storiche (1998) comunità di mamme in Italia, e hai perfettamente ragione, le donne “stanno riscrivendo per tutte noi, qui sul web, un concetto millenario come la maternità.”
    Un caro saluto e felice di averti letta.
    Debora

  7. Flavia TTV ha scritto:

    Ciao Debora
    grazie del tuo commento e piacere di conoscerti!
    Flavia

Lascia il tuo commento

  • Tags
  • Popolari
  • Consigliati
  • Commentati
  • Iscriviti !
Iscriviti al feed RSS di OnlineMarketingBlog!
News e suggerimenti di Web marketing: iscriviti al feed RSS di Online Marketing Blog per rimanere sempre aggiornato!
Fai pubblicità su OMB

OMB – gli autori

  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
    Logo Adwords Qualified Professional
  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
  • Chi scrive su OMB? Visita il profilo di tutti gli autori di OMB.

Categorie

Visitatori recenti