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Il motore di ricerca renderà disponibili in rete milioni di libri custoditi in celebri biblioteche americane e inglesi. Un’impresa titanica e straordinaria. Ma cosa ci guadagna?
I dettagli dell’iniziativa sono ormai noti. Google ha stretto accordi con le università di Harvard, Michigan, Stanford, Oxford e con la New York Public Library per digitalizzare e rendere disponibili attraverso Google Print i libri contenuti in quelle biblioteche. Il contributo delle singole istituzioni in questa prima fase del progetto è variabile. Se per Stanford e per l’università del Michigan l’operazione riguarderà tutti i volumi in archivio, per le altre sarà limitata a qualche migliaio di esemplari. I tempi previsti per completare il progetto sono di diversi anni.
Quando tutto sarà concluso, la fruizione delle opere avverrà secondo un doppio standard. I libri non più protetti da copyright potranno essere consultati per intero e senza restrizioni. Per quelli ancora in regime di diritto d’autore, il motore di ricerca fornirà un semplice estratto contenente la parola chiave ricercata. Google ha anche messo a disposizione questa pagina per fornire un’idea di come si concretizzerà il processo di ricerca e visualizzazione.
C’è un aspetto interessante che emerge osservando con attenzione le tre viste proposte. La pubblicità, che è al momento il principale strumento di ricavi per Google, compare solo nella prima, in quella dei risultati provenienti da libri degli editori che hanno stretto accordi con Google. Non compare nelle pagine in cui sono visualizzati i libri che proverranno dalle biblioteche. La questione, insomma, è quella del modello di business legato a questo progetto. Per le biblioteche il ‘guadagno’ immediato è enorme, visto che avranno a disposizione il loro patrimonio in versione digitale praticamente senza costi, potendolo riutilizzare per scopi interni. Ma Google, cosa ci guadagna? Visti i link proposti in calce alla pagina, si può pensare ad accordi con chi i libri li vende, sul modello dei programmi di affiliazione di Amazon. Ma John Battelle, grande esperto di motori di ricerca e autore dello scoop sul ‘progetto biblioteche’, offre sul suo blog altre prospettive. Avendo in mano un enorme patrimonio di libri in formato digitale, Google potrebbe pensare, ad esempio, alla distribuzione diretta di e-book, specie per opere non protette da copyright e di difficile reperimento.
C’è un altro elemento interessante. Qualche giorno fa, il sito InternetNews ha reso noto il deposito da parte di Larry Page del brevetto n° 20040122811. Riguarda un generico metodo per ‘effettuare ricerche sui media’. Ma contiene ulteriori dettagli. Per esempio lo sviluppo di un protocollo con cui gli editori potrebbero concedere a Google l’autorizzazione a mostrare parti di documenti e pagine in formato digitale o scannerizzate non diffuse sulla rete. I commentatori hanno subito pensato ad una possibile integrazione con Google News e ad un modello di business basato su una sorta di pay-per-view o di sottoscrizione. Alla luce dell’accordo con le biblioteche, si può pensare che un meccanismo simile potrebbe essere applicato benissimo ai libri protetti da copyright. Non ti basta l’estratto? Dammi 10 dollari al mese, e ti faccio vedere 200 pagine intere. Fantascienza? Vedremo.
da WEBNEWS.HTML.it – Tutti i libri su Google


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