Archivio | Web analysis

I CTR di una SERP Google

I CTR di una SERP Google


Web analysis

In aprile durante un ciclo di incontri tra gli studenti di Scienze della Comunicazione di Padova e i professionisti del Web organizzato da Marco Bettiol, docente di Internet Marketing, fui invitato a tenere un seminario sul search marketing durante il quale incontrai studenti coinvolti dal tema: suscitò particolare interesse l’evoluzione di Google negli anni e le ripercussioni che questi cambiamenti hanno avuto sulle competenze necessarie a svolgere l’attività SEM/SEO.

Una tra le domande più pertinenti che mi furono poste riguardava l’”erosione” dei risultati naturali, determinata dalle sempre più frequenti invasioni nelle SERP da parte dei collegamenti sponsorizzati in top position, dei risultati locali e dei vari elementi della cosidetta Google Universal Search.

La questione era “C’è modo di sapere quanto incide mediamente la posizione sul click through?

Durante il seminario risposi che gli unici dati certi di cui ero a conoscenza risalivano al 2006 quando, a seguito di una “gaffe” di AOL, fu possibile accedere alle statistiche di quasi 500.000 ricerche effettuate dagli utenti del network. Grazie a quelle informazioni un noto SEO Irlandese elaborò alcune utili statistiche che sono ancora oggi reperibili sul suo blog.

Purtroppo le percentuali riguardavano esclusivamente i risultati naturali e in ogni caso, da allora, la tipica SERP di Google è stata decisamente sconvolta da “inserti” di vario genere, tanto che possiamo considerare quelle statistiche del tutto obsolete.

Oggi scopro che un recente articolo su SeoMoz.org pubblica dei dati aggiornati piuttosto significativi.
E anche se, a causa di una citazione inadeguata e imprecisa delle fonti, il post è stato accolto con un certo scetticismo da parte dei lettori, non me la sento di bollarli come poco attendibili: infatti per ora corrispondono abbastanza con un’altra ricerca in corso, di cui spero di poter pubblicare i dati a fine settembre.

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comScore acquista M:Metrics

comScore acquista M:Metrics


News Web analysis

Abbiamo ancora fresca la notizia del rilascio (in beta) di Google Ad Planner, uno strumento di acquisizione di informazioni e pianificazione dell’advertising, ed ecco che il mercato risponde.

comScore acquista M:Metrics

comScore Inc, leader nella misurazione del mondo digitale, ha oggi annunciato l’acquisizione di M: Metrics, il leader riconosciuto nelle ricerche di mercato della telefonia mobile. L’acquisizione rende comScore leader immediato nella misurazione del mercato Internet mobile, emergente e strategicamente importante, e rafforza la posizione di comScore come leader nella misurazione dell’uso di Internet basata su PC.

dalla press release di comScore

Verso i dispositivi mobili

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Google Ad Planner ovvero “Dove va il nostro target audience?”

Google Ad Planner ovvero “Dove va il nostro target audience?”


PPC Web analysis

Con l’introduzione del Demographic Bidding di Adwords Google aveva già fornito degli indizi importanti sulle informazioni di cui è in possesso, non sorprende quindi che qualche giorno fa abbia dato alla luce un nuovo servizio, sperimentale ma promettente, per i professionisti dell’online media planning:

Google Ad PlannerGoogle Ad Planner infatti consentirà di individuare i siti che meglio rappresentano il segmento di pubblico verso cui si intende veicolare una data comunicazione commerciale, e di impostare conseguentemente la pianificazione delle campagne media.

Insomma “big G”, già dominatore incontrastato in ambito search marketing, compie il primo passo nel porsi come competitor per i (costosi e preziosi) servizi di “data collection & analysis” già erogati da aziende come Nielsen, Comscore o Quantcast.

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Il campionato di Web Analytics

Il campionato di Web Analytics


Web analysis

WAA LogoUn’iniziativa davvero utile e originale che merita una segnalazione: la Web Analytics Association (WAA, organizzazione indipendente fondata nel 2003) lancia il primo contest tra esperti di Web Analytics.

Obiettivo dichiarato della gara è quello di puntare ulteriormente i riflettori sui temi del settore (emergente anche in Italia) e di mettere in contatto tra loro i vari analisti, in modo tale che possano scambiarsi informazioni ed esperienze: insomma gareggiando si impara.

La piattaforma utilizzata sarà Google Analytics (curiosamente l’unica realtà a rendersi disponibile per l’iniziativa) e i partecipanti avranno due settimane di tempo per analizzare le informazioni sul traffico di webanalyticsassociation.org e fornire i loro report comprensivi di valutazioni approfondite su come migliorare il sito WEB.

La giuria sarà composta da tre illustri esperti (tra i quali il rinomato Avinash Kaushik), i premi non sono esattamente opulenti ma comunque interessanti.

Chi volesse saperne di più sullo svolgimento del contest e sulle modalità di partecipazione troverà tutte le informazioni necessarie sul sito ufficiale dell’organizzazione (www.webanalyticsassociation.org)


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Google Analytics per il web 2.0

Google Analytics per il web 2.0


Web analysis

Google Analytics, come già altri sistemi di web analysis hanno fatto (ne avevamo parlato in questo blog tempo fa), sta implementando una funzione che permetta di tracciare azioni di elementi dinamici, oggetti che permettono l’interazione degli utenti senza la necessità di ricaricare completamente la pagina.

Page views o azioni degli utenti?

La web analysis si basa sul concetto base di “page view”: le visite vengono tracciate ed analizzate come un susseguirsi di pagine visualizzate. Questo concetto funzionava senza problemi fino a che ogni azione (ovvero ogni click) dell’utente corrispondeva effettivamente al caricamento di una nuova pagina.

Internet verso il web 2.0

L’attuale evoluzione di internet, ovvero il cosiddetto web 2.0, ha visto un cambiamento nella tipologia dei contenuti offerti. Sempre più portali non offrono tanto un contenuto, ma piuttosto un servizio. Si pensi per esempio ai più noti social networks, come MySpace, Hyves, Facebook, e soprattutto Twitter: i contenuti non sono presenti a priori, ma vengono generati e gestiti dagli utenti stessi. Il valore che viene offerto agli utenti è rappresentato spesso da possibilità di comunicazione, di relazione, di interazione.

Le nuove tecnologie per i contenuti interattivi

Allo stesso tempo anche le tecnologie sono cambiate: le più recenti evoluzioni delle tecnologie lato server hanno di fatto permesso la costruzione di servizi sempre più complessi: ormai siamo abituati a non avere più a che fare con siti statici, ma piuttosto con delle vere e proprie applicazioni online, le Rich Internet Applications (Google fa addirittura concorrenza a Microsoft nel suo mercato di maggior valore, offrendo una suite di applicazioni office disponibili via browser, Google Apps).
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Discovery Stats: in YouTube arrivano i dati sui referrers

Discovery Stats: in YouTube arrivano i dati sui referrers


Video adv Web analysis

Solo un paio di settimane fa YouTube aveva annunciato un nuovo tool di analisi degli accessi ai video, denominato “YouTube Insight”. Da ieri questo strumento è stato arricchito con la “Discovery stats”, una nuova funzionalità che consente di capire in che modo i navigatori hanno raggiunto i nostri video.
Nonostante il nome, si tratta di una “vecchia conoscenza” che siamo abituati a dare per scontata in qualsiasi software di statistiche WEB, l’elenco dei referrers: il navigatore è arrivato da una query in Google, da una ricerca interna, o passando da un video ad un altro correlato? E se si tratta di una ricerca, quale parola chiave lo ha condotto proprio a questo contributo?

Davvero utile per comprendere quali siano le principali sorgenti di traffico e per lavorare al meglio all’ottimizzazione sulle keywords anche per i video.

Da quanto dicono alcuni amici, appassionati che ad oggi hanno pubblicato complessivamente con quasi un centinaio di contributi, al momento i motori di ricerca rappresentano una fonte trascurabile di accessi, e questo nonostante la “Google Universal Search” attinga sempre più spesso ai contenuti multimediali. Sembrerebbe invece che la stragrande maggioranza dei navigatori provenga dalla visualizzazione di video correlati, anche questo è un dato utile di cui tenere conto.

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Project Gatineau: arriva Microsoft Website Analytics

Project Gatineau: arriva Microsoft Website Analytics


Web analysis

Gatineau Logo, Microsoft AnalyticsSulla scia di Google anche Microsoft rilascia il proprio software gratuito per la Web Analysis, è disponibile da oggi in beta per tutti gli utenti del Microsoft adCenter: non resta che iscriversi come beta tester e attendere l’opportunità di provarlo…

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Bug in Google Analytics e pronta risposta


Web analysis

Da diversi giorni per chi utilizza Google Analytics in lingua italiana le griglie dati non restituiscono più di 10 risultati, colpevole un fastidioso errore Javascript.
Quando me ne accorsi la prima volta segnalai immediatamente la cosa utilizzando l’apposita pagina di contatto presente nel pannello utente, segnalazione fatta da un generico account free.

Passarono i giorni, mi ero già rassegnato a non ottenere risposta e a pazientare fino alla soluzione spontanea del problema, ma poi vincendo pigrizia e scetticismo questa mattina ho ripetuto la richiesta attraverso un account Analytics legato ad Adwords.

Dopo neppure un’ora mi ha scritto un tale Andrea, operatore di Adwords, scusandosi per l’inconveniente e suggerendomi di utilizzare provvisoriamente Analytics nella versione inglese (priva del bug).
Si tratta sicuramente di una mail quasi-standard per un problema già noto, ma mi sono sentito ugualmente un passeggero in business class :) .

Evidentemente i clienti “paganti” vengono trattati con tutti i riguardi.

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ROI – Return On Investments

ROI – Return On Investments


Web analysis

Strategie di marketing e misurazione

Il successo degli investimenti promozionali e in generale di tutte le strategie di marketing si misura sulla base della loro efficacia nel raggiungere gli obiettivi per cui sono state create e finanziate. Gli obiettivi possono essere molteplici, ed altrettante le corrispettive misure: generazione di contatti, aumento della brand awareness, penetrazione in un determinato mercato, test per un nuovo prodotto, ecc…

Nel caso di campagne promozionali finalizzate all’aumento delle vendite (spesso le più importanti in termini di budget investito), la misura corretta da considerare è il ROI. Questo indice misura qual’è il ritorno in termini economici di un certo investimento, e ci permette quindi di stabilire se una campagna o un’azione di marketing sia profittevole o meno.

Ritorno monetario rispetto agli investimenti

La definizione di ROI di wiki è:

Return on investment (ROI, indice di redditività del capitale investito o ritorno degli investimenti)

Il ROI indica la redditività e l’efficienza economica della gestione caratteristica a prescindere dalle fonti utilizzate: esprime, cioè, quanto rende 1€ di capitale investito in quell’azienda.

ROI={Reddito operativo over Totale impieghi caratteristici}times 100

dove per Reddito Operativo si intende il risultato economico della sola Gestione Caratteristica, mentre per Totale degli Impieghi Caratteristici intendiamo il Capitale Investito, ossia l’Attivo Totale Netto meno gli Investimenti Extracaratteristici (investimenti non direttamente afferenti all’attività aziendale: es. immobili civili).

Web Analysis e misurazione nel web

Report e grafico ROI campagne Google AnalyticsUno dei maggiori vantaggi offerti dal web, rispetto ai mercati tradizionali, è la grande misurabilità e la possibilità di tracciare nel dettaglio i risultati delle azioni intraprese: per sfruttare al meglio questo vantaggio è necessario utilizzare strumenti di analisi che associno i costi alle entrate dell’e-commerce. Quasi tutti i moderni sistemi di web analysis offrono la possibilità di integrare la propria piattaforma di ecommerce ed associare quindi i dati di costo ai dati di vendita. Per fare un esempio e come primo approfondimento, ecco un interessante articolo pubblicato sul blog ufficiale di Google Analytics che spiega come leggere la colonna del ROI (sempre che si abbia correttamente configurato il sistema per la raccolta dei dati di vendita, e comunque – si noti – i dati di costo vengono raccolti solamente per quanto riguarda AdWords… ;-) ) nei rapporti ecommerce del sistema.

Come nell’esempio appena visto, non sempre tuttavia è possibile (o perlomeno non è facile) importare i dati di costo, e spesso rimane indispensabile l’ausilio del fido foglio di excel, per confrontare i dati e prendere decisioni basate sugli effettivi risultati delle campagne.

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L’analisi del Web 2.0: Rich Internet Applications


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Il cosiddetto Web 2.0, ovvero l’insieme delle nuove tecnologie che dovrebbero permettere alla rete di diventare più interattiva, facendole superare l’attuale limitazione delle pagine web (più o meno dinamiche) diventando usabili e funzionali come delle vere applicazioni: tutto questo già lo tocchiamo con mano più o meno consapevolmente.

Interactive tecnology Rich internet applicationsLe tecnologie Ajax, Flash, Flex e chi più ne ha più ne metta, rappresentano una sfida per i sistemi di tracking ed analisi delle statistiche: superando infatti il concetto di “pagina”, interrompono l’assunto azione dell’utente = nuova pagina web, sul quale è basata (finora) la maggior parte dei sistemi di web analysis.

Eppure sarà ancora più importante capire cosa fanno gli utenti e come interagiscono con la piattaforma messa a disposizione sul web, tanto più importante al crescere dei servizi offerti, degli investimenti in sviluppo delle tecnologie ed in campagne di advertising.

La sensazione è che il prossimo futuro in Italia (l’attuale presente negli stati più evoluti, come gli anglosassoni) stia proprio in questa fondamentale tessera del web marketing: l’analisi e la capacità di prendere decisioni basate sui dati.
Senza di questa infatti si naviga alla cieca, e se poi si sbatte contro uno scoglio, non ci lamentiamo.

La buona notizia è che molti sistemi di analisi sono già pronti ad affrontare il nuovo livello di dettaglio: WebTrends, Omniture, WebSideStory e altri fra i migliori software oggi disponibili offrono la possibilità di ricavare i dati anche senza il refresh della pagina, tramite la chiamata di apposite funzioni, e sono quindi in grado di integrare le Rich Internet Applications nei report in modo trasparente e funzionale.

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  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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