Federico Calore, Fabio Sutto, e tutto il team di Online Marketing Blog sono orgogliosi di presentare un’intervista esclusiva con il più noto e forse massimo esperto mondiale di web analytics, Avinash Kaushik. L’occasione è il prossimo Rimini Web Marketing Event, che abbiamo contribuito ad organizzare e a cui saremo presenti, al fianco di Avinash (e scusate se è poco) come relatori. In attesa dell’evento di due giorni, durante cui potremo conoscerlo ed assistere di persona alle sue presentazioni, lasciamo che si presenti con le sue stesse parole rispondendo a queste cinque domande che gli abbiamo posto.
Per completezza abbiamo già pubblicato un post con il testo originale delle domande e risposte in lingua inglese.
1. Sei uno dei principali esperti di Web Analytics attualmente presenti nel panorama internazionale. Potresti illustraci le principali tappe della tua carriera professionale e le scelte che ti hanno portato a specializzarti nel settore della Web Analytics?
Non appena portato a termine il mio Master in Business Administration (MBA) ho iniziato a lavorare come consulente Marketing presso SGI. Il mio compito consisteva nel perfezionare i processi decisionali dell’azienda attraverso un’adeguata gestione dei dati. A partire da quel momento, mi sono sempre occupato della gestione di dati facenti capo ai più disparati settori, come quello informatico, dei servizi professionali e della ricerca esecutiva, mettendo le mie capacità al servizio di importanti aziende, quali DirecTV, Intuit ed altre ancora.
Presso Intuit ho cominciato ad occuparmi di decision making e Business Intelligence. Partire da tali presupposti piuttosto che dalla gestione della Web Analytics pura mi ha aiutato a sviluppare una particolarissima visione d’insieme – e, molto probabilmente, ad indirizzarmi verso quella che si è poi rivelata essere la mia vocazione.
2. Di cosa ti stai occupando in questo momento? Potresti raccontarci come si svolge una tua giornata tipica?
Mi occupo di centinaia di cose contemporaneamente! Sono Analytics Evangelist presso Google, lavoro a Market Movie, un ambizioso progetto di istruzione e certificazione online, fornisco servizi di consulenza mirati a tre diverse aziende, scrivo sul mio blog, passo del tempo con la mia famiglia…
Mi è difficile pensare alla mia giornata tipica; nel mio lavoro ogni giorno è diverso dal precedente e può persino capitare di lavorare 70 ore alla settimana.
Questa settimana, ad esempio, ho tenuto una conferenza sul web per 3000 persone provenienti da 45 paesi diversi, ho passato mezza giornata a dare consigli e suggerimenti al secondo più importante advertiser al mondo per aiutarlo ad adottare le migliori metodologie di revisione della sua strategia digitale, ho trascorso un’intera giornata a cercare di immaginare il futuro della Web Analytics ed ho trascorso molte ore a reperire il materiale per un’importante presentazione che dovrò effettuare nella giornata di martedì. Queste, credo, sono le attività che posso definire “tipiche” del mio lavoro.
3. Chi sono i tuoi clienti? Quali le loro richieste standard? E cosa, in concreto, riesci a fare per loro?
I miei clienti sono i tecnici delle aziende con le quali collaboro: li aiuto a pervenire ad una visione il più possibile completa delle varie strategie web a loro disposizione.
Sono i principali advertiser al mondo: li aiuto a rafforzare la loro presenza sul web ed a creare solide organizzazioni basate sui dati.
Sono i lettori del mio blog: li aiuto a diventare veri e propri analysis ninja!
4. Quali abilità ritieni siano necessarie / più importanti per avere successo nel campo della Web Analytics?
Venditori ed agenti commerciali devono necessariamente disporre di una certa quantità di nozioni per avere successo nel campo della Web Analytics. Devono saper leggere ed analizzare tabelle specifiche ed essere in possesso di discrete basi di matematica. Ciò che più conta, comunque, è che desiderino fortemente prendere decisioni basate sui fatti in maniera del tutto autonoma (senza doversi affidare al parere di altri).
Ritengo che un buon Analyst abbia bisogno di due cose: pensiero critico e curiosità. Deve necessariamente avere una certa dimestichezza con la gestione dei dati, ma credo che i migliori Analyst siano quelli che intraprendono con coraggio strade poco battute conservando, allo stesso tempo, una buona dose di pensiero critico. Devono essere curiosi come bambini, non stancarsi mai di scavare alla ricerca di risposte ed essere dotati di un’eccellente velocità di apprendimento (in quanto inseriti in un settore in costante evoluzione). Ancora, ritengo sia molto importante abbiano maturato esperienze in differenti settori (clickstream, sondaggi, test, intelligenza competitiva e simili).
5. Ed ora veniamo al tuo ultimo libro. Quali novità porta e perché ne consigli la lettura?
Web Analytics 2.0 è il più aggiornato manuale di Web Analytics attualmente in circolazione e la sua peculiarità risiede nel fatto sia stato scritto da un autore che realmente opera nel relativo settore di competenza. Le prime pagine del manuale presentano una serie di strategie innovative utili a sviluppare un miglior approccio alla web analytics. Una volta affrontata tale tematica, il manuale spiega come individuare le strategie migliori e fornisce una serie di consigli pratici su come utilizzare i dati per aumentare gli introiti e concorrere alla soddisfazione gli utenti dei più disparati tipi di siti web.
Credo che una delle chiavi del successo del mio libro sia che esso prende in considerazione le problematiche più spinose del web, come social media analytics, mobile analytics e multi-touch attribution, e suggerisce, per ognuna di esse, la soluzione più adeguata.
Nonostante ciò, il libro è di facile lettura e si rivolge ad un pubblico piuttosto vasto. In particolare Analyst, CEO, CMO, agenti commerciali e chiunque sia in grado di trarne preziosi consigli.
(ulteriori informazioni sul nuovo libro di Avinash sono repebili al sito ufficiale: www.webanalytics20.com, NdR)
Grazie per avermi dato l’opportunità di rilasciare questa intervista. Sono molto entusiasta della mia imminente partecipazione all’evento di Rimini e della grossa opportunità concessami di entrare in contatto con i principali esperti del settore operanti nel mercato italiano.

E’ di ieri la 
Facebook, pur disponendo di un servizio di annunci sponsorizzati per molti versi lacunoso e assolutamente poco performante, incorpora un sistema di rating per giudicare gli annunci, ma non è dato di sapere se questo influisca sul loro posizionamento (e anzi, in questo caso, sembra che Facebook voglia semplicemente chiedere lumi agli stessi utenti sul perché nessuno clicca sui suoi annunci
L’argomento dunque dovrebbe interessarci da vicino: recuperare qualche carattere da un link può servire a rendere il resto del messaggio meno criptico (e a evitare gli scempi adolescenziali a base di “k”). Esistono decine di siti che offrono un servizio di url shortening, e non sarebbe né innovativo né utile elencarli tutti, dato che spesso condividono le stesse funzionalità e si differenziano solo per la maggiore o minore fantasia nel dominio.
Non ancora resa pubblica, un’altra applicazione offrirà a breve le medesime funzionalità, offrendo però un pannello unico per la visualizzazione dei risultati, comprendente una serie di metriche ad hoc, che possono tornare utili nella fase di reportistica verso il cliente (es. l’indicazione di una percentuale di completamento della campagna, basata su parametri-obiettivo precedentemente impostati – come “attrarre 1000 click dal Giappone”): si chiama
Qualche giorno fa avevo anticipato la mia presenza al primo 
I bounces (o “rimbalzi”) sono le visite che contano una sola pageview, o in altre parole le sessioni di navigazione del sito che consistono in una sola pagina vista.
Si pensi banalmente ad utenti provenienti dai motori di ricerca, che atterrano nella pagina di un post specifico del nostro blog, per una ricerca rilevante. Leggono il post, magari ci salvano pure nei bookmark o nell’aggregatore dei feed… e se ne vanno. Il sistema di analytics conta un bounce, ma in realtà può essere una visita valida e di buon successo. Lo stesso vale per siti di news (quello che conta è la notizia in sè), forum, siti informativi o che forniscono contenuti multimediali o giochi in flash, insomma in tutti i casi in cui il contenuto del sito può essere goduto con la visita di una sola pagina. Molto spesso le visite a questi contenuti cominciano dal motore di ricerca, e terminano non appena il bisogno è stato soddisfatto. In alcuni casi addirittura un bounce rate troppo basso (ed un elevat media di pagine viste per visita) può essere preoccupante e sintomo di un problema: si pensi al sito di supporto tecnico per un prodotto, vogliamo che gli utenti trovino quello che cercano più velocemente possibile.
Uno dei maggiori vantaggi del web rispetto ai mercati offline è la misurabilità: è possibile misurare, calcolare e confrontare quasi tutto, fino al particolare singolo utente, privacy permettendo.
A questa attività sarà però importante affiancare la costruzione di una propria lista, ma come fare ad ottenere indirizzi e-mail accompagnati da consenso preventivo all’utilizzo dei dati personali?



