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	<title>Online Marketing Blog &#187; SEO</title>
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	<description>Risorse di Web Marketing, Search Engine Marketing, Keyword Advertising e Web Analysis.</description>
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		<title>Convegno GT 2009</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 23:48:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 5 e domenica 6 dicembre il Convegno GT 2009, uno degli eventi di riferimento nel settore: occasione di aggiornamento e confronto tra addetti ai lavori (ma non solo) sui temi del search marketing. Save the date!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/internet-news/" title="News"><img src="/wp-images/icons/categ_internet-news.gif" align="right" width="32" height="32" alt="News" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><strong><img class="destra" title="ConvegnoGT" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/convegno_gt.jpg" alt="ConvegnoGT" width="200" height="275" />Sabato 5 e domenica 6 dicembre a Riccione</strong> si terrà il quarto <a href="http://www.convegnogt.it/interventi/" target="_blank">convegno nazionale del forum GT</a>,  <strong>opportunità imperdibile di aggiornamento e confronto</strong> per tutti coloro che si occupano di search engine marketing: alcuni tra i più esperti ed entusiasti SEO specialist italiani faranno il punto sulle ultime novità di Google (e non solo), fornendo <strong>spunti di riflessione a 360° e preziosi suggerimenti</strong> per chi fa il nostro lavoro: una professione in cui non si finisce davvero mai di imparare e nella quale&#8230; chi si adagia sugli allori è perduto.</p>
<p>Il convegno sarà anche l&#8217;occasione per pubblicare  l&#8217;aggiornamento  (l&#8217;ultima versione risale al 2007) dell&#8217;ormai famoso documento <strong>&#8220;Studio dei fattori SEO&#8221;</strong>, e cioè la valutazione dettagliata dei principali fattori che influiscono sul posizionamento naturale, raccolti in un unico documento riassuntivo, <strong>redatta da un gruppo di esperti e professionisti</strong> del settore.</p>
<p>Anche <strong>il sottoscritto sarà presente all&#8217;evento</strong>, in parte come spettatore curioso e in parte come partecipante alle &#8220;tavole rotonde&#8221; che si terranno al termine delle due giornate, darò inoltre il mio contributo anche alla survey sui <a href="http://www.giorgiotave.it/forum/fattori/2007/" target="_blank">fattori SEO</a>, avendo il piacere di vedere le mie valutazioni incluse nel documento finale.</p>
<p>Ringrazio <strong>Giorgio Taverniti</strong> e il suo staff per l&#8217;invito: il  convegno infatti mi fonirà anche la piacevole occasione di rivedere numerosi colleghi e amici, alcuni dei quali appena incontrati qualche settimana fa, in un mese di novembre che mai come quest&#8217;anno è stato ricco di eventi formativi e appassionanti per SEO e SEM specialist.</p>
<p>Ci vediamo tutti a Riccione nel primo week end di dicembre!</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=4300&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Ispirazioni Black Hat 1 &#8211; Fonti di contenuto</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2009 09:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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		<description><![CDATA[Un articolo in due parti, molto SEO oriented e piuttosto tecnico rispetto agli standard di OMB, è l'occasione per riflettere sulla figura del Black Hat SEO e leggere tra le righe di alcune scelte di Google.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p>Dirò una cosa impopolare: ogni vero SEO specialist ha dentro di sè un piccolo <em>seme di male</em> che lo porta ad avere <strong>pensieri &#8220;black hat&#8221;</strong>&#8230; ci prova sempre a a fare pubbliche relazioni, ad essere un markettaro, un &#8220;social media fuffaro&#8221; (e a volte gli riesce pure bene) ma <strong>i pensieri black hat, per quanto repressi, tornano insistenti e lo ossessionano</strong>. <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><img title="Black Hat SEO" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/black-hat-3.jpg" alt="" width="240" height="160" /> Certo, se glielo chiederete in pubblico <strong>vi dirà che &#8220;content is king&#8221;</strong> e che bisogna lavorare pensando prima di tutto al navigatore. &#8220;When Google Was <em>not yet</em> Evil&#8221; queste affermazioni erano utili per essere ammessi nei &#8220;salotti buoni&#8221;) <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
Poi scoprirete che <strong>lo stesso SEO nella sua vita professionale ha collezionato una sfilza di siti spam o &#8220;made for adsense&#8221;, </strong>o addirittura aggretatori che &#8220;rubano&#8221; e mescolano i contenuti altrui (quest&#8217;ultima è l&#8217;unica pratica che non ho mai attuato e che ritengo esecrabile, NdR).</p>
<h4>Il sogno SEO</h4>
<p><strong>Il vero SEO specialist </strong>però agisce non tanto (o non solo) per il guadagno, quanto per il gusto di sperimentare: infatti si ritrova in testa una vocina assillante che gli sussura di mettere il suo ingegno al servizio del <em>male</em> più puro e disinteressato. E allora cercherà di capire quel che piace e non piace agli spider e di filtrare tra le pieghe di un algoritmo che cerca ogni giorno di <strong>avvicinarsi alle umane capacità di discernimento</strong> ma che, proprio per questa sua palese intenzione, è in parte <strong>prevedibile</strong>.</p>
<p>Uno dei molti sogni ricorrenti di ogni <em>vero SEO</em> è quello di poter <strong>attingere a una sorgente infinita di contenuti originali costantemente aggiornati</strong> e poterne disporre a piacimento, quello che però molti ancora non considerano è che lo stesso Google ci mette a disposizione strumenti utili a questo scopo, e  il primo e più importante tra questi è <a title="Google Translate" href="http://translate.google.com/" target="_blank">Google Translate</a>.</p>
<h4>Google Translate (e altre fonti) per <em>creare</em> contenuti originali</h4>
<p><strong>Le traduzioni generate da GT</strong> sono davvero eccellenti e la loro qualità migliora di mese in mese (al contrario del glorioso Babelfish, oggi marchiato Yahoo), quindi un SEO Specialist accorto oggi ne può fare decisamente <em>buon uso</em>: non staremo qui a descrivere per filo e per segno tutti gli ambiti di applicazione più o meno &#8220;black hat&#8221; ma ci limiteremo a fornire alcuni indizi.</p>
<p>Partiamo quindi dalla considerazione, per ora ovvia, che un contenuto tradotto in un altra lingua, agli occhi di Google è un contenuto originale: a questo scopo Google Translate può essere utilizzato manualmente oppure <strong>attraverso uno script</strong>.</p>
<p>I più spregiudicati tra voi ovviamente punteranno alla seconda soluzione, tuttavia Google non è l&#8217;ultimo arrivato, le ha pensate tutte e ha ritenuto opportuno inserire <strong>alcuni ostacoli e limitazioni</strong>.</p>
<h4>Limitazioni imposte da Google</h4>
<ol>
<li>Il primo tra questi è <strong>l&#8217;abbandono</strong>, qualche anno fa, della <strong>Google SOAP API (</strong>Application Programming Interface) utilizzabile server-side, abbandonata a favore delle API Ajax (Javascript/Client quindi). Quindi oggi chi vuole fare request HTTP a Google (sia per la verifica dei ranking che per altri scopi meno facilmente intuibili ma altrettanto <em>ragionevoli</em>)  deve necessariamente passare per Javascript/Ajax (e non otterà quindi dei contenuti indicizzabili dagli spider) oppure violare le linee guida e fare <em>grabbing</em>.</li>
<li>Proprio per <strong>mettere i bastoni tra le ruote</strong> ai <em>grabbers</em> il codice sorgente di qualsiasi risultato restituito da qualsiasi servizio Google, se richiamato in modo non compatibile con le linee guida, è abbastanza confuso e muta con una certa frequenza (per impedire che l&#8217;estrazione di puro testo sia troppo semplice).</li>
<li>In modo particolare è <strong>difficile estrarre contenuto utile richiamando via script lato server Google Translate</strong>: infatti bisogna prima aggirare un frameset, raggiungere un url che verificherà se la precedente richiesta è passata dal frameset&#8230;e così via. Come se non bastasse il codice sorgente comprende la versione nascosta nella lingua originale&#8230;il tutto ovviamente mascherato da funzionalità utile per l&#8217;utente (come evidenziato nelle immagini 1, 2 e 3)</li>
</ol>
<p>Insomma, <a title="Online Reputation" href="http://translate.google.com/translate?prev=hp&amp;hl=en&amp;js=n&amp;u=http%3A%2F%2Fwww.online-marketing.it%2Fweb-marketing%2F2009%2Fimportanza-della-reputazione%2F&amp;sl=it&amp;tl=en" target="_blank">provare per credere</a>&#8230; (traduzione automatica di un post di OMB).</p>

<a href='http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/ispirazioni-black-hat-1/attachment/immagine-13/' title='IMG 1: Frameset da &quot;aggirare&quot;'><img width="150" height="150" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/immagine-13-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="IMG 1: Frameset da &quot;aggirare&quot;" title="IMG 1: Frameset da &quot;aggirare&quot;" /></a>
<a href='http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/ispirazioni-black-hat-1/attachment/immagine-21/' title='IMG 2: testo nascosto non tradotto'><img width="150" height="150" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/immagine-21-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="IMG 2: testo nascosto non tradotto" title="IMG 2: testo nascosto non tradotto" /></a>
<a href='http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/ispirazioni-black-hat-1/attachment/immagine-32/' title='IMG  3: Codice sorgente'><img width="150" height="150" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/immagine-32-150x150.png" class="attachment-thumbnail" alt="IMG 3: Codice sorgente" title="IMG  3: Codice sorgente" /></a>

<h4>Riassumiamo brevemente</h4>
<p>API Ajax per evitare di &#8220;regalare&#8221; contenuti indicizzabili e limitare le richieste dei software di ranking; frameset, codice sporco e contenuto nascosto per limitare l&#8217;estrazione di testo utile; modifiche frequenti al sorgente generato per rendere obsolete le procedure di <em>grabbing</em>.</p>
<p>Nella seconda parte di questo lungo intervento, che verrà pubblicata in settimana, vedremo che in realtà esiste anche una <strong>REST Google API</strong> (poco conosciuta) e come sia possibile utilizzare concretamente Google Translate per ricavarne contenuti utili ai fini SEO.</p>
<p>Per maggiori informazioni sull&#8217;abbandono delle SOAP API segnalo anche un mio vecchio articolo sul <strong>blog di HTML.it</strong>: <a title="Soap Search API" href="http://tinyurl.com/q5rz3h" target="_blank">Abbandonata la SOAP Search API: l’ennesimo “dispetto” ai SEO?</a></p>
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<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Seo Web Marketing Experience: gli errori insegnano</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 15:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Enrico Madrigrano, punto di riferimento in Italia per la formazione in ambito Web Marketing, nei suoi prossimi corsi ci racconterà 10 anni di "errori": un'occasione per attingere dalla sua esperienza e per confrontarsi con altri SEO rinomati.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/internet-news/" title="News"><img src="/wp-images/icons/categ_internet-news.gif" align="right" width="32" height="32" alt="News" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><strong>Dove:</strong> Roma, Milano, Londra<br />
<strong>Quando:</strong> 22/05, 29/05, 27/06</p>
<p><a title="Seo Web Marketing Experience" rel="nofollow" href="http://www.madri.com/swm-experience/?imk=ONMKTb0509b" target="_blank"><img class="foto" style="float:right" title="Leonardo da Vinci" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/leonardo.jpg" alt="Leonardo da Vinci" width="165" height="250" /></a><br />
Il paragrafo introduttivo del corso <a title="Seo Web Marketing Experience" href="http://www.madri.com/swm-experience/?imk=ONMKTb0509b" target="_blank">Seo Web Marketing Experience</a> recita testualmente:</p>
<blockquote><p>Nei miei ultimi 10 anni di web marketing ho fatto  tanti errori. Ho creato prodotti che non hanno generato un centesimo di profitto, ho fatto campagne promozionali che hanno raccolto zero risultati, e ho fatto test e sperimentazioni che si sono rivelate un miserabile spreco di tempo e di soldi. <strong>Eppure e&#8217; proprio grazie a tutti questi errori e fallimenti che ho potuto crescere e migliorarmi</strong></p></blockquote>
<p><strong>Enrico Madrigrano</strong> è da anni l&#8217;indiscusso <strong>punto di riferimento </strong>per la formazione in ambito Web e Search Marketing e, anche se fino ad oggi non ho mai avuto l&#8217;occasione di partecipare ad uno dei suoi corsi, ne ho sempre sentito parlare in termini entusiastici sia da parte di SEO neofiti, sia da parte di colleghi che stimo e ricoprono ruoli di responsabilità all&#8217;interno di SEM agency molto note.</p>
<p>Da sempre sostengo che, data la fondamentale impenetrabilità dell&#8217;algoritmo di Google,  <strong>noi SEO specialist siamo un po&#8217; come gli alchimisti ed i medici del &#8217;600</strong>, i quali potevano intepretare le malattie soltanto dai sintomi  anzichè &#8220;studiarle dall&#8217;interno&#8221;, come il progresso tecnologico oggi invece consente di fare: un buon medico era quello che rifiutava i pregiudizi, non si affidava esclusivamente ai pareri dei colleghi autorevoli e metteva continuamente in discussione le proprie convinzioni attraverso la sperimentazione sul campo.</p>
<p>I dogmi erano pericolosi e <strong>il metodo era più importante delle &#8220;verità&#8221; che ne scaturivano.</strong></p>
<p>Questo sembra essere esattamente anche l&#8217;approccio dei corsi Madri Internet Marketing: l&#8217;atteggiamento non è quello del guru che indottrina la platea ma quello di <strong>chi ha costruito il proprio sapere sperimentando, operando sul campo e utilizzando il proprio intuito</strong>. L&#8217;obiettivo di un corso SEO non dovrebbe essere solo quello di fornire ai partecipanti delle certezze ma anche e soprattutto quello di stimolare in loro <strong>le giuste domande</strong>.</p>
<p>Immagino sia per queste ragioni che i corsi  tenuti da Enrico <strong>da anni vedono la partecipazione di centinaia di persone e riscuotono consensi unanimi.</strong></p>
<p><strong>Il team di Online Marketing Blog</strong> sarà presente per recensire gli <a title="Corsi Madri" href="http://www.madri.com/swm-experience/?imk=ONMKTb0509b" target="_blank">appuntamenti</a> che si terranno a <strong>Roma, Milano e Londra</strong> mentre il sottoscritto e Federico Calore avranno il piacere e l&#8217;onore di confrontarsi con altri colleghi durante la <strong>tavola rotonda</strong> che ormai è parte integrante di ogni corso&#8230;e date le novità che Google sta preparando ci saranno molte cose di cui parlare <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ulteriori informazioni sui corsi e sui contenuti sono reperibili nella <a title="Madri Bonus Area" href="http://www.madri.com/bonusarea/?imk=ONMKTb0509k" target="_blank">&#8220;Bonus Area&#8221;</a> di Madri Internet Marketing.</p>
<blockquote><p>Questo articolo non è un intervento &#8220;pay per post&#8221;: la redazione di OMB segnala e recensisce (liberamente e in modo imparziale) gli eventi che ritiene meritevoli di ottenere visibilità. Per maggiori informazioni invitiamo alla lettura delle <a title="OMB Reviews" href="http://www.online-marketing.it/internet-news/2009/omb-reviews/" target="_blank"> linee guida</a> relative alla comunicazione di questo tipo di iniziative.</p></blockquote>
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<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Corso SEOLab: let&#8217;s Play With ROI!</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2009 15:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Michal Gawel &#038; soci lanciano la nuova edizione del loro apprezzato corso SEO/SEM: una realtà partita in sordina ma che si è fatta subito strada grazie al <i>Word of Mouth</i> dei molti partecipanti soddisfatti. Il corso si rivolge esplicitamente agli utenti avanzati e agli addetti ai lavori.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/internet-news/" title="News"><img src="/wp-images/icons/categ_internet-news.gif" align="right" width="32" height="32" alt="News" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><strong>Dove:</strong> Roma, Milano <strong></strong><br />
<strong>Quando:</strong> 20/05 e 21/05, 27/05 e 28/05</p>
<p><span style="display:block;float:none"> </span></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://corsoseo.seolab.it/"><img class="foto" style="float:right" title="gecko_silhouette" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/gecko_silhouette.jpg" alt="gecko_silhouette" width="200" height="300" /></a>Se Enrico Madrigrano è il veterano della formazione SEO/SEM in Italia, i ragazzi di <strong><a title="Corso Seo Lab" href="http://corsoseo.seolab.it/" target="_blank">SEOLab</a></strong> rappresentano gli &#8220;ultimi arrivati&#8221; ma <strong>attenzione a non sottovalutarli</strong>: hanno un <a title="Portfolio" href="http://www.seolab.it/sezione3+sezione3" target="_blank">curriculum</a> di tutto rispetto e sembrano avere le idee molto chiare su come debba essere fatto <strong>un corso SEO utile e di sicuro appeal</strong>.</p>
<p>Soprattutto <strong>non temono le sfide</strong> ed hanno scelto di misurarsi in un confronto diretto (quanto a date e luoghi) proprio con Madri Internet Marketing <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Come tutti coloro che devono uscire dalla mischia il tono della loro comunicazione è abbastanza aggressivo, ma al tempo stesso non si prendono troppo sul serio: qualità fondamentale che <strong>distingue le persone che sono in grado di dare qualcosa a chi le ascolta</strong>.</p>
<p>Non conosco personalmente <a title="Michal Gawel" href="http://blog.seolab.it/michalgawel/" target="_blank">Michal Gawel</a> ma ho avuto ottime referenze, sul suo conto e sul suo metodo, da parte di <strong>persone che stimo sia dal punto di vista personale che lavorativo</strong>, inoltre una rapida lettura del <a title="Programma Corso" href="http://corsoseo.seolab.it/corsi/seo-illuminato.php" target="_blank">programma della prima delle due giornate di corso</a> è stata sufficiente per capire che <strong>questi non sono dei tizi qualunque</strong>.</p>
<p><strong>Il corso SEOlab</strong> intende porsi come una tappa obbligatoria per chi si sente ferrato sui temi del Web e Search Marketing e crede di conoscere già tutto quel che c&#8217;è da sapere, infatti è <strong>esplicitamente rivolto ad un pubblico esperto e smaliziato</strong> in grado di confrontarsi con i relatori su aspetti avanzati.</p>
<p>Per questa ragione <strong>il team di Online Marketing Blog </strong>è stato davvero lieto dell&#8217;invito a partecipare alle giornate di <strong>Roma e Milano</strong> per fornire la propria recensione: insieme ad altri colleghi assisteremo con autentica curiosità alla lezione di Mr. Gawel e degli altri relatori <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Vi invitiamo quindi a consultare i programmi delle due giornate di corso, entrambe dai <strong>titoli suggestivi</strong>: <a title="Seo e Web Marketing" href="http://corsoseo.seolab.it/corsi/seo-illuminato.php" target="_blank">Seo &amp; Web Marketing Illuminati</a> e <a title="Play with ROI" href="http://corsoseo.seolab.it/corsi/play-roi.php" target="_blank">Play With ROI</a>.</p>
<blockquote><p>Questo articolo non è un intervento &#8220;pay per post&#8221;: la redazione di OMB segnala e recensisce (liberamente e in modo imparziale) gli eventi che ritiene meritevoli di ottenere visibilità. Per maggiori informazioni invitiamo alla lettura delle <a title="OMB Reviews" href="http://www.online-marketing.it/internet-news/2009/omb-reviews/" target="_blank"> linee guida</a> relative alla comunicazione di questo tipo di iniziative.</p></blockquote>
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<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La link popularity? Va sviluppata in casa!</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/link-popularity-home-made/</link>
		<comments>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/link-popularity-home-made/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2009 15:19:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[compravendita link]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[link popularity]]></category>
		<category><![CDATA[links]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento sui motori]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Riflessioni sulla figura del SEO specialist, sulla sua evoluzione e sopravvivenza nei tempi che verranno.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img class="foto" style="float:right" title="Link Building" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/catene-300x225.jpg" alt="Link Building" width="300" height="225" />In varie occasioni abbiamo ribadito quanto sia importante la <a title="Link Popularity" href="http://www.online-marketing.it/tag/link/" target="_self">link popularity</a> ai fini del <strong>posizionamento naturale</strong>, e come la severità di Google nei confronti delle tradizionali pratiche di scambio link, e verso la loro compravendita in tutte le forme, sia la dimostrazione di quanto le <strong>SERP</strong> (Search Engine Result Pages) siano ancora estremamente influenzabili.</p>
<p><strong>Sgombriamo subito il campo dai dubbi:</strong> nei settori competitivi la link popularity è fondamentale per il successo nel posizionamento naturale e, per quanto gli strumenti disponibili siano molteplici, il successo nelle SERP (Search Engine Result Pages) è quello che fa la differenza negli obiettivi di business.</p>
<p>Non escludiamo che,  in alcuni settori specifici, un SEO Specialist possa sperare di ottenere risultati soddisfacenti operando soltanto sui fattori &#8220;in-site&#8221; (contenuti, navigazione search engine friendly etc.)  e attirando link spontanei con la qualità dei propri contenuti (e non a caso il lavoro del SEO Specialist si avvicina sempre più spesso a quello del copywriter e del pr), ma<strong> scalare le SERP su keyword davvero importanti </strong>è un&#8217;altra cosa.</p>
<p>In questo senso l&#8217;algoritmo di Google è stato plasmato nel tempo dalla lotta alle pratiche SEO più efficaci e a sua volta sta  determinando le caratteristiche della figura del SEO Specialist e il futuro di questa professione.</p>
<p>Ma il SEO puro, il <strong>SEO vecchio stile </strong>(non il SEO-Copywriter, non il SEO consulente o il SEO Social Media oriented) oggi ha ancora senso di esistere?</p>
<p>A mio avviso la risposta è sì, ma <strong>a patto che crei sin da oggi le premesse per la propria sopravvivenza</strong>, mi spiego meglio:</p>
<p>quella di scandagliare la rete alla ricerca di siti disposti allo scambio è un&#8217;attività sempre più <strong>complicata e poco proficua</strong>,  infatti da un lato i siti con pagine adatte a fornire un link di qualità (secondo i canoni più recenti), sono molto rari e il terrore di probabili penalizzazioni inibisce i webmaster; dall&#8217;altro vige ancora il pregiudizio del pagerank (e chi c&#8217;è l&#8217;ha alto se lo tiene caro).</p>
<p>Oggi il lavoro di incremento della link popularity <strong>non deve essere una raccolta di massa</strong>, tipo &#8220;pesca a strascico&#8221;, ma un&#8217; attività di paziente ricerca che mal si concilia con l&#8217;attività del SEO esterno, che deve posizionare il sito del cliente X o Y: si è conclusa da un bel po&#8217; l&#8217;epoca delle pagine dedicate allo scambio link e anche quella dei link a piè di pagina in home.</p>
<p>Oggi è <strong>il link migliore è quello all&#8217;interno di un post, un articolo, o una recensione</strong> a tema anche se questa collocazione richiede poi un rinnovo periodico delle pubblicazioni.</p>
<p>Per questa ragione il SEO di tipo &#8220;tradizionale&#8221; deve iniziare a darsi da fare dedicando molto tempo e risorse alla <strong>realizzazione di un consistente network di siti a tema </strong>(vari temi), da tenere aggiornato e curare in tutti gli aspetti, in modo che cresca lentamente ma in modo solido e costante.</p>
<p>Gli strumenti a disposizione sono molti, piattaforme di blog e forum e&#8230; aggregatori di ogni tipo, anche se il consiglio è quello di non prendere scorciatoie e di puntare al contenuto originale. Inoltre il manuale &#8220;black hat&#8221; insegna che questi siti, specie se in gran numero, dovranno differenziarsi per Whois e classe di IP.</p>
<p>Qualcuno potrebbe a questo punto chiedersi se ne valga la pena e se non sia meglio rassegnarsi a percorrere altre vie, sicuramente quella suggerita è un&#8217;attività che richiede un certo impegno, tuttavia consente non solo di realizzare dei siti in grado di diventare <strong>&#8220;serbatoi&#8221; google-safe per la link popularity</strong> dei propri clienti (e tali da prestarsi anche a proficui scambi esterni), ma  nel tempo consentirà di avere a disposizione un network in grado di <strong>generare un notevole traffico</strong> di long tail&#8230;e perciò stesso utile. I SEO più attenti si sono già mossi da tempo in questa direzione.</p>
<p>Insomma la figura del SEO specialist deve sicuramente evolversi, ma non deve farlo esclusivamente e necessariamente nella direzione tracciata da Google, inoltre non è obbligatorio che si allontani troppo dalle proprie origini <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ai dubbiosi ricordiamo che chi ci conosce sa che la nostra attenzione verso le nuove opportunità del Web Marketing è massima (lo dimostra l&#8217;esperienza personale di chi scrive e  la varietà degli argomenti trattati, con dovizia di particolari, da questo blog), tuttavia siamo fermamente convinti che<strong> la presenza nei risultati naturali </strong>consente, e a maggior ragione consentirà anche in futuro, il raggiungimento di obiettivi impensabili per qualsiasi altra forma di promozione online.</p>
<p>Cosa ne pensate? Chi tra i SEO in ascolto sta coltivando il proprio network?</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=3042&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Spam in Google Local Search e contromosse</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/spam-in-google-local-search/</link>
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		<pubDate>Sun, 01 Feb 2009 17:38:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[google local search]]></category>
		<category><![CDATA[Google Maps]]></category>
		<category><![CDATA[local search]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
		<category><![CDATA[spam]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo SPAM nei risultati locali di Google, anche in Italia cominciano ad emergere i primi casi. Per ora la reazione di Mountain View appare tiepida e non particolarmente organizzata, vediamo cosa sta succedendo e quali sono le contromisure applicate.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img style="border:solid 1px #ccc; margin-bottom:10px; float:none" title="oderzo" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/upload/oderzo.png" alt="Hotel Oderzo" width="462" height="158" /></p>
<p>Qualche tempo fa dedicammo due articoli a <a title="Google Local Search" href="http://www.online-marketing.it/tag/posizionamento-risultati-locali/" target="_blank">Google Local Search</a> ed esaminammo nel dettaglio <strong>i fattori che influiscono sul posizionamento</strong> all&#8217;interno dei 10 risultati &#8220;local business&#8221; spesso presenti nelle SERP di Google (tipico il caso di ricerche come <em>Hotel [Località]</em>) , in quell&#8217;occasione avevamo volutamente evitato di fare ipotesi sulle tecniche SPAM che avrebbero consentito di infiltrarsi tra i risultati locali di Google, specie per keyword  non attinenti con le attività svolte dalle aziende che decidono di iscriversi al <a title="Google Local Business Center" href="http://maps.google.com/local/add/splashPage?hl=it&amp;gl=IT" target="_blank">Local Business Center</a></p>
<p>Oggi le note, forse inevitabili, falle del sistema di verifica (cartolina, sms, telefonata), l&#8217;appetibilità dei posizionamenti all&#8217;interno dei risultati locali (quasi sempre davanti ai normali risultati WEB) e &#8220;l&#8217;arte di arrangiarsi&#8221; tipica dei SEO <strong>stanno facendo emergere diversi casi di SPAM</strong>.</p>
<p>Salvatore Cariello ha già evidenziato qualche mese fa  <a title="SeoTalk.it" href="http://www.seotalk.it/2008/11/rimini-web-marketing-event-e-google.html" target="_blank">uno dei metodi utilizzabili</a>, molto semplice e al tempo stesso efficace, ma nelle ultime settimane stanno emergendo anche altre situazioni, alcune delle quali  mi sono state segnalate da amici e colleghi di altre agenzie (in modo particolare <a title="Titanka spa" href="http://www.titanka.com/company.php" target="_blank">Ronnie</a> e <a href="http://www.studiootto.net/" target="_blank">Filippo</a>), mi riferisco a</p>
<ul>
<li>l&#8217;utilizzo di indirizzi di verifica differenti (casa di amici, parenti, dipendenti) e siti clone per segnalare più volte la stessa azienda, ogni volta con variazione di nome/keyword;</li>
<li>segnalazione della stessa azienda su più province/località, pur in assenza di filiali realmente esistenti.</li>
</ul>
<p><strong>Altri esempi si possono ricavare dai thread riportati alla fine di questo post.</strong></p>
<p>Non dobbiamo stupirci troppo della situazione che si sta creando&#8230;basti considerate che il cosiddetto Local Business Center ospita <strong>chiunque decida di iscriversi</strong>, e che non vi è alcuna verifica sull&#8217;esistenza dell&#8217;azienda o sulla corrispondenza tra i servizi descritti e la categoria di appartenenza. Ecco quindi che in questi giorni i primi &#8220;furbi&#8221; stanno facendo <strong>incetta di risultati locali</strong> anche in Italia, cercando di coprire il più ampio ventaglio possibile di keyword: a chi stesse pensando di imitarli (magari su invito di Web Agency che &#8220;vendono&#8221; il posizionamento nei risultati locali) possiamo soltanto dire che ultimamente Google ha utilizzato il <strong>pugno di ferro ogni qualvolta la situazione gli stava sfuggendo di mano</strong> e stava rischiando di divenire incontrollabile, quindi il consiglio è quello di resistere alla tentazione <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4><strong><strong>Al momento</strong> come sta agendo Google  nei confronti di queste situazioni specifiche?</strong></h4>
<p>Per ora la classica &#8220;delazione&#8221; attraverso i <strong>Google Webmaster Tools</strong> non deve essere molto efficace, lo dimostrerebbe il fatto che,<strong> </strong>in un modo che potremmo definire un po&#8217;<strong> &#8220;artigianale&#8221;, </strong> alcuni GoogleMen hanno attivato <a title="Google Maps Help" href="http://www.google.com/support/forum/p/maps/thread?tid=077f4fbe646f4684&amp;hl=en" target="_blank">un thread nel Google Maps Help</a> dedicato alla <strong>segnalazione di spam nelle mappe</strong>&#8230;tra l&#8217;altro questo thread va a sostituire in toto l&#8217;altrettanto artigianale utilizzato in precedenza nei <a title="Google Groups Map Help" href="http://groups.google.com/group/Google-Maps-For-Business-Owners/browse_thread/thread/ea2898fa2c921792?pli=1" target="_blank">Google Groups</a>.</p>
<p>Non è ancora chiaro se la rimozione dai risultati locali sia l&#8217;unico effetto della segnalazione o se vi siano anche delle <strong>penalizzazioni più serie</strong> che riguardano l&#8217;indice generale (al momento non sembrerebbe).</p>
<p>Concludiamo con la riflessione che, dati i presupposti e le falle evidenti, <strong>la situazione era decisamente prevedibile</strong> e quindi stupisce che l&#8217;ormai proverbiale (e spesso esagerata) attenzione di Google nei confronti dello SPAM in questo caso non abbia preso in considerazione tutte le eventualità.</p>
<p>Ringraziamo sin d&#8217;ora chi vorrà riportare nei commenti <strong>le proprie esperienze e osservazioni</strong>.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2613&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Una tipica richiesta di scambio link</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/richiesta-scambio-link/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 06:45:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
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		<category><![CDATA[scambio link]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo scambio link, tra occasioni da cogliere e richieste assurde è la croce e delizia dei SEO: purtroppo molto spesso la valutazione dell'opportunità di uno scambio si basa ancora su parametri obsoleti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/blog/" title="Blog"><img src="/wp-images/icons/categ_blog.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Blog" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p>Quasi sempre i clienti per cui seguiamo il web marketing ci prendono come punto di riferimento per tutta la loro attività online, chiedendoci consiglio per qualsiasi decisione, anche se spesso si tratta piuttosto di decisioni di business piuttosto che scelte operative.</p>
<p><img class="foto" style="float: right;" title="Scambio Link" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/double_link_exchange-300x300.jpg" alt="Scambio Link" width="300" height="300" />In particolar modo in merito a questioni che hanno a che fare con proposte di terzi ci viene quasi sempre richiesto l&#8217;intervento, in quanto, grazie all&#8217;esperienza specifica, siamo meglio in grado di valutarne la convenienza.<br />
Ci troviamo in questi casi a dover gestire vere e proprie <strong>negoziazioni &#8220;per conto di&#8221;</strong>, ed a volte <strong>i risultati possono essere anche comici</strong>, specie quando abbiamo a che fare con la classica richiesta di scambio link.</p>
<p>Ecco un esempio di pochi giorni fa&#8230;</p>
<h4>Mail di contatto iniziale (inviata al cliente)</h4>
<blockquote><p>Buongiorno,</p>
<p>sono il webmaster del sito www.xxxx.com. Vorrei effettuare <strong>scambi di links</strong> con www.yyyy.com ed eventualmente  altri vostri siti per poter migliorare l&#8217;indicizzazione del nostro network nei motori di ricerca. Oltre a www.xxxx.com gestisco anche altri siti di altre tematiche e in varie lingue.</p>
<p>Se siete interessati ad effettuare uno scambio di link vi prego di contattarmi a questo indirizzo: webmaster@xxxx.com</p>
<p>Cordialmente, Mario Rossi</p></blockquote>
<p>Il cliente ci gira la mail, e noi rispondiamo in sua vece.</p>
<h4><strong>Nostra mail di risposta</strong></h4>
<blockquote><p>Gentile Mario,</p>
<p>seguiamo la promozione del sito yyyy.com  Purtroppo il sito xxxx.com risulta molto debole (se non addirittura penalizzato) rispetto a yyyy.com e agli altri siti che gestiamo, quindi al momento non possiamo considerare la possibilità di  uno scambio.  Se lo desidera ci mandi una lista degli altri siti disponibili nel suo network e valuteremo la possibilità di scambi reciprocamente vantaggiosi e &#8220;Google Safe&#8221;.</p>
<p>Cordiali saluti e grazie</p></blockquote>
<p>Il webmaster cade dalle nuvole e scrive a breve giro, stupito ma forse anche un po&#8217; seccato, chiedendo spiegazioni</p>
<h4><strong>Controrisposta del webmaster Mario Rossi </strong></h4>
<blockquote><p>Caro collega&#8230;</p>
<p>Non capisco perchè dici che il sito xxxx.com è &#8220;debole&#8221;, visto che è un pr=4 nella homepage e tutte le pagine interne sono pr=3 e linkate dalla homepage. Inoltre xxxx.com ha anche circa <strong>il doppio dei backlinks unici</strong> rispetto a yyyy.com&#8230;</p>
<p>Quali sono i parametri secondo i quali valuti il valore SEO del sito?</p></blockquote>
<p>Cortesemente, rispondiamo alla domanda con argomentazioni pertinenti.</p>
<h4><strong>Nostra controrisposta al webmaster</strong></h4>
<blockquote><p>Gentile Mario,</p>
<p>qualche mia vecchia conoscenza risponderebbe &#8220;la consulenza si paga&#8221; ma tra colleghi invece è bello discutere di queste cose <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /><br />
Il <strong>pagerank non lo guardo neppure più</strong>, la <strong>quantità di link in ingresso meno</strong> ancora, guardo soltanto i <strong>concreti posizionamenti sulle keyword</strong> (competitive e non) e le possibilità di crescita che ha il sito nel tempo (quando viene curato, se è nato per durare ecc&#8230;).</p>
<p>Al momento, pur trattandosi di un sito esistente da anni, anche testandolo su brevi frasi prese qua e là dai titoli e dai contenuti delle pagine, non risulta posizionato o lo è con un ranking inferiore ad altri siti, la cosa indica una certa debolezza del sito o addirittura una penalizzazione (nel caso specifico propendo per la seconda ipotesi).</p>
<p>Un saluto e a presto</p></blockquote>
<p>Abbiamo voluto riportare questa recente &#8220;conversazione&#8221; che riteniamo <strong>più istruttiva di molti post</strong>, non credo servano ulteriori commenti <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':-P' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2368&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Pratiche SEO da abbandonare nel 2009: link bombing</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2009/pratiche-seo-da-abbandonare-1/</link>
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		<pubDate>Sat, 03 Jan 2009 07:08:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[article marketing]]></category>
		<category><![CDATA[bombing]]></category>
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		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Non tutti se ne sono accorti ma Google non è più quello di un tempo, ancora una volta ci troviamo a parlare dei cambiamenti all'algoritmo di Google e di come abbiano reso obsolete tecniche ancora diffuse.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- no icon for 'Featured' --><a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img class="foto" style="float: right;" title="Pericoloso Vintage SEO" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/pericoloso-vintage-seo-300x240.jpg" alt="Vintage SEO" width="300" height="240" />Qualche settimana fa online-marketing.it <a title="Nuovi fattori di successo nel posizionamento" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/nuovi-fattori-di-successo/" target="_blank">pubblicò un post</a> che riscosse particolare interesse e partecipazione: lo scopo era quello di innescare un dibattito e cercare di individuare (sulla base dell&#8217;esperienza e del buon senso) quali fossero i parametri di cui oggi Google tiene conto, e ai quali verosimilmente darà sempre maggiore importanza, ai fini del <strong>successo di un sito nelle SERP</strong>, nei mesi che verranno.</p>
<p>Visto l&#8217;interesse riscosso, diamo spazio al primo di una serie di articoli  dedicati alle <strong>pratiche SEO ancora molto in uso</strong> ma  che dovrebbero essere abbandonate (e da tempo) in quanto ormai individuate e <strong>definitivamente invise a Google</strong>; vedremo quante e quali sono le tecniche obsolete (inutili se non dannose) ancora utilizzate da molte web e sem agency.</p>
<p>In questo primo articolo parleremo di link bombing.</p>
<h4>Link bombing</h4>
<p>Disseminare la rete di  link in cui viene utilizzato in modo <strong>ripetitivo</strong> lo stesso anchor text (es. il classico &#8220;hotel [località]&#8220;) si dimostra rischioso sia per il sito che dona i link che per quello che li riceve, infatti il <strong>proliferare innaturale</strong> di link tutti uguali verso uno stesso sito può determinare la penalizzazione del sito donante e, in alcuni casi, anche di quello ricevente.</p>
<p><strong>I fattori</strong> che accendono i riflettori  di Google come possibile caso di &#8220;bombing&#8221; sono:</p>
<ol>
<li>l&#8217;incremento <strong>improvviso e repentino</strong> del numero dei link e ricorrenza eccessiva dello stesso anchor text;</li>
<li>la <strong>ripetizione innaturale del link</strong> all&#8217;interno di più pagine dello stesso sito;</li>
<li>la presenza diffusa di link su <strong>siti off-topic</strong> (specie se abbinata all&#8217;anchor text sospetto);</li>
<li>la presenza all&#8217;interno di <strong>circuiti di article marketing</strong> e comunicati stampa già sospettati di essere soltanto un pretesto ai fini della link popularity.</li>
</ol>
<p>Singolarmente ognuno di questi fattori rappresenta un indizio importante, ma la presenza concomitante di due o più tra essi è ancora più significativa.</p>
<h4>Le penalizzazioni per chi beneficia dei link</h4>
<p><strong>Se i siti o le pagine donanti sono considerati di scarsa importanza</strong> e &#8220;pretestuosi&#8221; (cioè nati allo scopo prevalente di spingere altri siti nelle SERP), <strong>nel giro di qualche tempo il sito ricevente  ha molte probabilità di essere penalizzato</strong> e scomparire dai risultati con la maggior parte delle chiavi di ricerca.</p>
<p>Sulla base dei vari casi osservati forse sarebbe più corretto non considerare questo fenomeno come una vera e propria penalizzazione, quanto piuttosto una pesante <strong>correzione verso il basso</strong> dopo un&#8217;iniziale sopravvalutazione del ranking dei siti beneficiari di questi link di scarso valore.</p>
<p><strong>Se al contrario il sito donante è ritenuto valido</strong> e degno di fiducia, il sito ricevente non subisce drastiche conseguenze nel ranking. Semmai è proprio il sito donante a subire la cosiddetta <strong>&#8220;penalizzazione&#8221; del pagerank per sospetta vendita di link popularity</strong> (il  decremento della barretta verde, puramente antiestetico e senza altre conseguenze). Non è chiaro se i link in questione continuino a funzionare come nel periodo precedente alla loro individuazione.</p>
<h4>-50, -60&#8230;</h4>
<p>In ogni caso se l&#8217;attività di &#8220;link bombing&#8221; è stata particolarmente insistente (cioè prolungata nel tempo, intensa e focalizzata sugli stessi anchor text) il sito beneficiario vede spesso una <strong>penalizzazione &#8220;-50&#8243;</strong> (o superiore) nelle posizioni, per un periodo che di solito va dai 45 ai 90 giorni, poi nelle SERP tutto torna alla normalità (salvo qualche variazione fisiologica) a patto che l&#8217;attività di &#8220;bombing&#8221; nel frattempo si sia interrotta.</p>
<p>Ad essere colpite sono tipicamente le pagine interne e <strong>non la homepage</strong>: forse possiamo spiegare questa particolarità con il fatto che l&#8217;abbinamento <strong>bombing + deep linking</strong> risulta più sospetto e innaturale del semplice bombing sulla home (tipicamente la pagina di un sito che riceve la maggior quantità di link in ingresso), inoltre possiamo anche supporre che Google ritenga che bannare la home page di un sito sia una penalizzazione eccessivamente gravosa per essere comminata sulla base di un semplice sospetto (perchè, diciamolo, Google certezze non ne può avere e&#8230;spesso sbaglia).</p>
<h4>Penalizzazioni per chi inserisce i link</h4>
<p>Anche in questo caso dobbiamo distinguere tra siti &#8220;trusted&#8221; o &#8220;trustable&#8221; (degni di fiducia) e siti che non lo sono:</p>
<ul>
<li>nel primo caso assistiamo all&#8217;abbassamento della &#8220;barretta verde&#8221; del pagerank (come indicato nell&#8217;ultimo punto del paragrafo precedente);</li>
<li>mentre quando abbiamo a che fare con un sito considerato &#8220;pretestuoso&#8221; o di scarso valore (pensiamo alla classica directory/link farm o all&#8217;oramai altrettanto tipico sito  di &#8220;comunicati stampa &amp; <a title="Article Marketing per il SEO" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2007/larticle-marketing-per-il-seo-nihil-novi-sub-sole/" target="_blank">article marketing</a>&#8221; con secondi fini) quest&#8217;ultimo rischia la<strong> scomparsa dalle SERP</strong> (mentre il sito beneficiario può perdere diverse posizioni, come già precisato nel primo punto del paragrafo precedente).</li>
</ul>
<p>Dato che è in corso un evidente giro di vite da parte di Google, <strong>come possiamo oggi sviluppare correttamente la link popularity?</strong></p>
<p><strong>In teoria non dobbiamo:</strong> per Google infatti le attività di scambio, compravendita e persino donazione di link ai fini del posizionamento non sono accettabili e da considerarsi alla stregua del <strong>doping sportivo</strong>. In sintesi  i link &#8220;buoni&#8221; e al di sopra di ogni sospetto dovrebbero:</p>
<ul>
<li>provenire da siti a tema,</li>
<li>provenire da siti &#8220;trusted&#8221;,</li>
<li>essere frutto di <strong>citazioni spontanee</strong>.</li>
</ul>
<p><strong>In pratica tutto si può fare </strong>(anzi il SEO specialist che opera in ambiti competitivi al momento non dovrebbe tirarsi indietro) ma le parole d&#8217;ordine per lo sviluppo di una corretta e &#8220;spontanea&#8221; link popularity sono <em>inventiva, recensione, citazione e&#8230; moderazione</em> <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_razz.gif' alt=':P' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Ne consegue che la link popularity è sempre <strong>fondamentale ma  molto più difficile  da ottenere </strong>e che i tempi si allungano. Tuttavia possiamo consolarci pensando che la quantità non è più così importante (anzi, come abbiamo visto, rischia di essere dannosa) e che molto spesso, <strong>uno o due link &#8220;giusti&#8221; sono sufficienti</strong> a muovere i primi passi nelle SERP anche per un sito del tutto nuovo&#8230; purchè sia stato progettato nel modo corretto e il SEO specialist abbia ben chiaro che Google non è più quello di un tempo.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2252&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>I nuovi fattori di successo nel posizionamento</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/nuovi-fattori-di-successo/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 08:48:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Featured]]></category>
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		<description><![CDATA[Monitorare il comportamento degli utenti e trarne informazioni utili a valutare qualità del sito: quali sono i fattori da osservare per determinare in modo inequivocabile la qualità di un sito?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<!-- no icon for 'Featured' --><a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img class="foto" style="float:right" title="SEO factors" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/inbreed-seo.jpg" alt="" width="233" height="233" />Abbiamo affrontato il tema in più occasioni: è risaputo che <strong>Google dà estrema importanza ai link in ingresso verso un sito</strong>, pertanto la capacità di &#8220;costruire&#8221; link popularity è ancora uno degli strumenti più efficaci a disposizione dei SEO specialist (se non il più efficace).</p>
<p>D&#8217;altra parte nel corso degli ultimi due anni, resosi conto di essere vulnerabile nei confronti delle tecniche SEO di link building, Google ha cercato di correre ai ripari introducendo dei <strong>filtri sempre più precisi</strong> nell&#8217;individuare e premiare la <strong>spontaneità dei link</strong> (crescita lenta, non reciprocità, tematicità, posizione nella pagina, sanzione della compravendita etc. etc.).</p>
<p>Questa situazione ha <a title="Link Building Companies" href="http://www.seroundtable.com/archives/018818.html" target="_blank">portato addirittura ad ipotizzare </a>che le &#8220;link building companies&#8221; siano destinate ad essere considerate <em>black hat SEOs</em>, e alcuni oggi sostengono che il SEO specialist dovrà necessariamente <strong>trasformarsi in un seo/copywriter/pr </strong>in grado di attrarre link spontanei soltanto grazie alla qualità dei contenuti e delle iniziative proposte.</p>
<p>Per quanto i contenuti siano cosa buona e giusta, altri specialisti non si rassegnano e ritengono che (purtroppo o per fortuna) ancora oggi sia possibile <strong>simulare la spontaneità</strong> ad un costo inferiore a quello dell&#8217;attività di digital pr. Credo che Google la pensi come loro e che quindi stia correndo ai ripari cercando soluzioni più efficaci dello spauracchio della penalizzazione <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> : immagino sia lecito chiedersi <strong>quali saranno i fattori di successo, meno influenzabili da SEO &amp; affini</strong>, che verranno affiancati alla link popularity per stemperarne il peso eccessivo.</p>
<p>Siamo tutti d&#8217;accordo sul fatto che il <strong>monitoraggio del comportamento dell&#8217;utente</strong> all&#8217;interno di un sito e delle pagine sarà determinante nel discriminare i siti buoni da quelli meno buoni, ma c&#8217;è molta meno sicurezza nell&#8217;indicare</p>
<ol>
<li><strong>come fa/farà Google a misurare questi comportamenti</strong></li>
<li><strong>quali siano i comportamenti a cui dà/darà maggior peso</strong></li>
</ol>
<p>Proviamo quindi a fare qualche ipotesi (realistica)</p>
<h4><strong>Possibili strumenti e occasioni di monitoraggio </strong></h4>
<ul>
<li>Google Toolbar</li>
<li>presenza di Adsense nel sito (ormai onnipresente)</li>
<li>presenza del codice di Google Analytics</li>
<li>acquisizione di altri network e utilizzo dei dati acquisiti (thanks <a title="Alessio Sbrana" href="http://www.sbrana.com/" target="_blank">Alessio</a> )</li>
</ul>
<p>Tutti questi tool consentono in via teorica (e probabilmente già anche in pratica) di monitorare esattamente gli spostamenti dell&#8217;utente dalla SERP (Search Engine Result Page) al sito e viceversa, inoltre permettono il <strong>tracciamento delle azioni intraprese dai navigatori </strong>all&#8217;interno del sito stesso.</p>
<p>Il monitoraggio dei click nei risultati di ricerca (evidente nelle statistiche dei Google Webmaster Tools) avviene tramite Javascript, infatti accanto al link presente in ogni risultato troviamo puntualmente un evento &#8220;onMouseDown&#8221;.</p>
<p>Se a questi fattori aggiungiamo che la maggior parte di noi naviga in rete mentre si trova loggata in un Google account, il quadro è completo&#8230;infatti Google ha &#8220;risolto&#8221; da tempo il problema etico dei Cookie di terze parti <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<h4><strong>Comportamenti da monitorare e valutare</strong></h4>
<p>Moltissimi, troppi per elencarli tutti, ma mettendoci per un attimo nei panni di Google&#8230; a cosa daremmo valore?</p>
<p><strong>Tempo di permanenza? Page Views? Bounce Rate?</strong></p>
<p>Certo, tutti questi fattori sono indicativi, però sul bounce rate ci sarebbe molto da dire: non sempre infatti un&#8217;elevata percentuale di rimbalzo rappresenta un fattore negativo (questa osservazione merita un post apposito quindi non approfondirò la questione in questa sede).</p>
<p>Forse dovremmo andare oltre e <strong>pensare a qualcosa di meno scontato</strong>: dalle mie occasionali chiacchierate SEO con <a title="Piersante Paneghel" href="http://www.linkedin.com/in/pieropan" target="_blank">Piersante</a> e <a title="Luca Morandini" href="http://www.linkedin.com/in/lucamorandini" target="_blank">Luca </a>, è emersa l&#8217;opinione condivisa che un aspetto del comportamento del navigatore da tenere d&#8217;occhio è senz&#8217;altro  il <strong>&#8220;tasso di ritorno sulla SERP&#8221; </strong>(termine che mi sono appena inventato in questo momento per un comportamento che non saprei definire in altro modo <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) .</p>
<p>Il <strong>tasso di ritorno sulla SERP</strong> indica infatti il comportamento dell&#8217;utente che, una volta cliccato su un risultato e non ritenutolo soddisfacente, torna alla lista dei risultati di Google da cui proveniva per cercare un&#8217;alternativa: al momento  non ci è dato sapere se google ne tenga conto, ma sicuramente questo dato rappresenterebbe una delle informazioni più significative sulla qualità di un sito dal punto di vista del navigatore.</p>
<p>A questo punto però mi interessa conoscere l&#8217;opinione di chi ci legge: quali sono secondo voi i fattori che Google dovrebbe considerare per fornire delle SERP più veritiere?</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2039&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Search Engine Marketing per prodotti sconosciuti</title>
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		<pubDate>Sun, 09 Nov 2008 11:01:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[PPC]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[adwords]]></category>
		<category><![CDATA[ppc]]></category>
		<category><![CDATA[query space]]></category>
		<category><![CDATA[related searches]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Se il cliente presenta prodotti o servizi poco conosciuti, ci si deve porre il problema di come intercettare, nei motori di ricerca, i navigatori potenzialmente interessati; dal punto di vista strettamente SEO, il compito è arduo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/pay-per-click/" title="PPC"><img src="/wp-images/icons/categ_pay-per-click.gif" align="right" width="32" height="32" alt="PPC" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img class="foto" style="float:right" title="New Query Space" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/query_space.jpg" alt="" width="267" height="178" />In questi anni mi sono convinto che la differenza tra un <strong>SEM professionista</strong> ed uno improvvisato stia nella capacità di capire quando bisogna <strong>fare un passo indietro:</strong> esistono infatti situazioni in cui il primo dirà al cliente &#8220;non posso fare molto per te&#8221;, mentre l&#8217;altro si affannerà a presentare una proposta economica.<br />
Infatti uno dei punti fermi che dobbiamo tenere presente nel nostro lavoro è che il search engine marketing è uno strumento di marketing &#8220;pull&#8221;,<strong> nessun navigatore può usare i motori di ricerca per prodotti e servizi della cui esistenza non è al corrente.</strong></p>
<h4>Related searches</h4>
<p>Nonostante questa doverosa premessa, dobbiamo considerare che anche in casi come questi a volte il cliente chiede consapevolmente, all&#8217;interno di una strategia di marketing più ampia, di <strong>poter affermare la propria presenza nei motori di ricerca</strong>: specie quando auspica che la presenza negli altri media susciti interesse e bisogno di informazioni, e generi quindi ricerche in rete.</p>
<p>Ecco allora che se il cliente presenta prodotti o servizi innovativi, e per questo poco conosciuti, un professionista dei motori di ricerca devi porsi il problema di come <strong>intercettare,</strong> nei motori di ricerca, i navigatori potenzialmente interessati (&#8220;se solo sapessero che&#8230;&#8221;).</p>
<p><strong>Dal punto di vista strettamente SEO</strong>, il compito è arduo: non ha molto senso impegnarsi su <strong>keyword generiche </strong>(e magari competitive)<strong> </strong> per avere risultati che si vedranno probabilmente a distanza di mesi. Meglio limitarsi a fare il &#8220;compitino&#8221; realizzando <strong>un sito search engine friendly </strong>ottimizzato sulle keyword strettamente attinenti, anche se per ora non generano traffico. Quando si sarà creato quello che i SEO anglosassoni chiamano <strong>&#8220;a new query space&#8221;</strong>, saremo lì pronti a raccoglierne i frutti.</p>
<p>E&#8217; un po&#8217; quello che è accaduto a questo blog che (non intenzionalmente) si è posizionato da tempo sulla keyword &#8220;<a title="SMM" href="http://www.online-marketing.it/category/social-marketing/" target="_self">social media marketing</a>&#8220;, ma solo oggi riceve traffico da essa (infatti solo negli ultimi tempi si è creato un &#8220;query space&#8221; anche in italiano).</p>
<p><strong>Utilizzando invece il keyword advertising</strong>, dove abbiamo un certo controllo sul tipo di campagna che si può andare a generare, la cosa è relativamente semplice: possiamo individuare (e pubblicare annunci per) parole chiave appartenenti a settori analoghi a quello che ci interessa, oppure termini che individuano un target vicino a quello che, idealmente, vorremmo creare.</p>
<p>Diverso tempo fa, nell&#8217;epoca in cui questo era ancora sconosciuto,  pubblicizzammo con adwords per un cliente<strong> un corso sugli strumenti del Social Media Marketing</strong>, intercettando con il pay per click i navigatori alla ricerca di formazione nel più tradizionale ambito &#8220;Web Marketing&#8221;, &#8220;Internet Marketing&#8221; ecc&#8230;</p>
<p>I risultati complessivi furono appena soddisfacenti (proprio per questa ragione abbiamo iniziato l&#8217;articolo con quella lunga premessa), tuttavia portammo al corso una decina di persone proprio grazie alla campagna Adwords &#8220;per analogia&#8221;.</p>
<p>Segnalo infine che diverso tempo fa abbiamo già affrontato il tema nell&#8217;articolo <a title="PPC per prodotti simili" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/pay-per-click/2006/acquistare-keywords-per-prodotti-simili/" target="_self">Acquistare keywords per prodotti simili?</a></p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=1834&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Penalizzazione -50, -60, -70&#8230; o scherzetto di Halloween?</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/penalizzazioni/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 Nov 2008 22:56:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
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		<category><![CDATA[google]]></category>
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		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall'inizio di giugno c'è in giro qualcosa nelle SERP... durante l'ultimo week-end, per un tempo brevissimo, abbiamo assistito ad una sorta di "revival" di quanto già visto durante l'estate. Il problema è che non esistono antidoti o vaccini conosciuti, se non lo stare alla finestra e vedere cosa succede.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img class="foto" style="float:right" title="Dolcetto o Scherzetto?" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/dolcettoscherzetto.gif" alt="" width="331" height="150" />Tra le 16 di venerdì 31/10 e le 9 di sabato 1/11 <strong>nelle SERP si è verificato un fenomeno che ha tenuto in apprensione i SEO più attenti</strong>: alcuni siti italiani e stranieri, tra i più attivi in aree estremamente competitive, sono sprofondati dalla prima pagina alla settima/ottava dei risultati di Google su alcune keyword specifiche e molto gettonate.</p>
<h4>Poi tutto è tornato alla normalità&#8230;</h4>
<p>Potremmo anche definirla una &#8220;normale fluttuazione&#8221; se non assomigliasse tanto allo strascico di una penalizzazione che, a turno, <strong>tra maggio e agosto 2008</strong> ha attraversato quelli e molti altri siti ben posizionati (e quindi molto attivi dal punto di vista SEO) su keyword competitive, appartenenti al settore turistico.</p>
<p>Google <strong>sembra scegliere sempre i momenti migliori</strong> (che guarda caso sono quelli in cui per fare business o sei presente nei risultati naturali o sei costretto a fare pay per click <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ), così proprio quest&#8217;estate ha pensato bene di andare a <strong>penalizzare alcune pagine strategiche</strong> di portali tradizionalmente ben posizionati su keyword competitive.</p>
<p>Insomma da alcuni mesi c&#8217;è in giro qualcosa nelle SERP&#8230;sarà il malocchio, sarà l&#8217;influenza, sarà quel che sarà ma a turno qualcuno se la prende. Il problema è che <strong>non esistono antidoti o vaccini conosciuti</strong>, se non lo stare alla finestra e vedere cosa succede.</p>
<p>Ieri, per brevissimo tempo, sembra essersi verificato <strong>un &#8220;revival&#8221; </strong> di quanto già visto e quindi viene naturale chiedersi cosa stia bollendo in pentola per il prossimo futuro.</p>
<h4>Di cosa si tratta? Cosa dobbiamo aspettarci?</h4>
<p>L&#8217;abitudine di tenere periodicamente sotto controllo una gran quantità di siti &#8220;significativi&#8221; ci permette di individuare <strong>alcuni elementi ricorrenti</strong>, tanto da poter dire che le caratteristiche principali di questo tipo di penalizzazione sono:</p>
<ul>
<li>non è facilmente associabile ad una violazione specifica delle linee guida (se non con molta immaginazione);</li>
<li>riguarda pagine/keyword ben precise e non un sito nel suo complesso;</li>
<li>di solito dura da uno a tre mesi.</li>
</ul>
<p><strong>Inoltre siamo abbastanza sicuri nell&#8217;affermare che:</strong></p>
<ul>
<li>si tratta di qualcosa che <strong>ha a che fare con la link popularity</strong> e con l&#8217;eccessiva insistenza su <strong>anchor text &#8220;strategici&#8221;</strong> (hotel roma, hotel firenze, tuscany villa rental, florence apartment&#8230;);</li>
<li>nel prossimo futuro l&#8217;incremento della link popularity sarà ancora estremamente importante per il successo di un sito, ma dovrà essere <strong>gestito in modo molto diverso da quanto viene fatto ora</strong> (a meno di non voler rischiare penalizzazioni &#8220;incomprensibili&#8221;);</li>
<li>Google sta <strong>cercando parametri di valutazione diversi dalla link popularity</strong>, ma è ancora ben lontano da aver trovato un meccanismo altrettanto perfezionato;</li>
<li>Google, sempre più conservatore, sembra addirittura <strong>premiare i siti meno attivi</strong> dal punto di vista dell&#8217;acquisizione di nuovi link. Anche <a title="Google glissa sugli inbound links" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/google-inbound-links/" target="_blank">certe &#8220;precisazioni&#8221;</a> sembrano confermare il desiderio di avvantaggiare chi si dà meno da fare in questo senso.</li>
</ul>
<p>Dopo il contrasto alla compravendita di link, iniziato alcuni mesi fa, ci sembra di vedere le prime avvisaglie di una nuova lotta spietata contro <strong>l&#8217;incremento non spontaneo della link popularity</strong>: nessuno sa fino a che punto Google arriverà a spingersi,  ma di certo non andrà molto per il sottile nè si preoccuperà troppo di possibili errori di valutazione.</p>
<h4>Alcuni articoli recenti su Google e la sua battaglia contro la link popularity &#8220;artificiale&#8221;</h4>
<ul>
<li><a title="Google Vs. Compravendita Link" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2007/vendita-link-e-pagerank/" target="_blank">Google Vs. compravendita link [...]</a> (OMB)</li>
<li><a title="Pagerank a Picco" href="http://www.marcoziero.it/seo/pagerank-a-picco/" target="_blank">Pagerank a picco</a> (Marco Ziero)</li>
<li><a title="Funerale SEO" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/funerale-seo/" target="_blank">Funerale SEO</a> [...] (OMB)</li>
</ul>
<p>Speriamo a breve di poter tornare sulla questione delle penalizzazioni, e di riuscire a fornire qualche dettaglio aggiuntivo su quanto stiamo osservando nelle SERP da qualche mese a questa parte.</p>
<p><strong>[EDIT]</strong></p>
<p>Leggo su <a title="Search Engine Round Table" href="http://www.seroundtable.com/archives/018599.html" target="_blank">SeRoundTable</a> che <strong>si sarebbe trattato di un bug temporaneo </strong>(un &#8220;glitch&#8221; come vengono chiamati in gergo).</p>
<p>Anche <a title="Google Halloween Dance" href="http://blog.tagliaerbe.com/2008/11/google-halloween-dance.html" target="_blank">TagliaBlog</a> riporta la cosa.</p>
<p>E&#8217; strano però che i suoi effetti siano identici in tutto e per tutto a quelli della penalizzazione estiva: nonostante le rassicurazioni di Matt Cutts in persona, speriamo non si tratti di &#8220;grandi manovre&#8221; prima dell&#8217;ormai tradizionale &#8220;affondo natalizio&#8221; <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=1792&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Quanti link per pagina riesce a processare Google?</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/quanti-link/</link>
		<comments>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/quanti-link/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2008 04:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[johnmu]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[link shaping]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.online-marketing.it/?p=1678</guid>
		<description><![CDATA[Ha un senso limitare il numero di link interni presenti in una pagina? E' ancora vero che Google non va oltre i 100 link per pagina? Proviamo a dare una risposta ad alcuni quesiti "storici" con l'aiuto di una recente "comunicazione ufficiale" by JohnMu.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img class="foto" style="float:right" title="Gerarchia Navigazione" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/aa479033sitemap_fig01sen-usmsdn10.gif" alt="" width="315" height="223" />Le linee guida ufficiali di Google affermano, praticamente da sempre, che è preferibile tenersi sotto il numero di 100 link per pagina.</p>
<p>Oggi <a title="John Mueller" href="http://johnmu.com/" target="_blank"><strong>John Mueller</strong></a>, Webmaster Trends Analyst at Google Zürich (e figura  solo un po&#8217; meno nota rispetto a Matt Cutts), <a title="Google Groups Thread" href="http://groups.google.com/group/Google_Webmaster_Help-Indexing/browse_thread/thread/0427a8674d64ab4b?pli=1" target="_blank">afferma altrettanto ufficialmente</a> che</p>
<blockquote><p>[...] possiamo leggere più di 100 link per pagina <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . Comunque raccomandiamo di rispettare il limite di 100 perchè generalmente ha senso dal punto di vista dei navigatori (e dei motori di ricerca)</p></blockquote>
<p>Che il limite possa aver senso per il navigatore (per ragioni legate all&#8217;usabilità?) è perfettamente plausibile&#8230;<strong>non è chiara invece la precisazione tra parentesi</strong> relativa ai motori di ricerca, ma ormai ci abbiamo fatto l&#8217;abitudine: da quando Google sostiene di voler chiarire le idee a Webmaster e SEO, avviando un dialogo diretto con loro, sembra divertirsi più che altro a impersonare la <strong>Sibilla di Delfi</strong>, tanto che ogni volta lo spazio per le possibili interpretazioni sembra dilatarsi all&#8217;infinito.</p>
<p><strong>Quanti link per pagina dunque?</strong></p>
<p>Difficile fornire una misura standard: l&#8217;esperienza SEO insegna che <strong>tutto dipende dalla forza della pagina</strong> in questione e che quindi una pagina con pagerank (reale) elevato consente la scansione di un maggior numero di sotto-pagine (cioè pagine verso le quali fornisce un link) rispetto ad una pagina più debole.</p>
<p>Solitamente, per rendere l&#8217;idea in modo approssimativo ma efficace, si fa un paragone di tipo &#8220;idrico&#8221;: <strong>troppi link</strong> &#8220;disperdono in mille rivoli&#8221; la forza con cui lo spider giunge al livello di navigazione sottostante, mentre<strong> link in numero insufficiente</strong> generano un &#8220;collo di bottiglia&#8221; che impedisce un flusso corretto.</p>
<p>L&#8217;avvertenza delle linee guida di Google rimane valida, se non altro, come <strong>richiamo a prestare attenzione</strong> alla struttura di navigazione: se un sito è costituito da centinaia di pagine, non mettiamo tutti i link in home e neppure creiamo menu smisurati.  Progettiamo bene la gerarchia  tra le varie sezioni  e sub-sezioni, valorizzando nel modo giusto le pagine che riteniamo più importanti e che vogliamo si posizionino su keyword competitive.</p>
<p>Termino queste riflessioni suggerendo la lettura dell&#8217;<a title="Seotopic.com" href="http://www.seotopic.com/News/articolo86-t-struttura-del-sito-hub-di-richiamo-per-redistribuire-pagerank.html" target="_blank">ottimo articolo </a>di Fabrizio sugli <strong>&#8220;hub di richiamo&#8221;</strong></p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=1678&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Funerale SEO, lutto per wordpress.com</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Oct 2008 23:09:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[link popularity]]></category>
		<category><![CDATA[nofollow]]></category>
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		<category><![CDATA[wordpress.com]]></category>

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		<description><![CDATA[Riveliamo una tecnica SEO piuttosto efficace e, contemporaneamente, vi dobbiamo raccontare  come sia stata recentemente neutralizzata dall'introduzione invasiva del nofollow.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p>Oggi  OMB vi <strong>rivela </strong>un piccolo ma <strong>efficace espediente</strong> adottato dai <a title="define:SEO" href="http://www.google.it/search?hl=it&amp;q=define%3Aseo&amp;btnG=Cerca+con+Google&amp;meta=" target="_blank">SEO specialist</a> più attenti (non da moltissimi per la verità in Italia) e al tempo stesso ne celebra con commozione <strong>la dipartita</strong>.</p>
<p>Non siamo impazziti, stiamo parlando di <strong>wordpress.com</strong>,  il network che consente a chiunque di creare il proprio blog utilizzando la famosa piattaforma di blogging il cui sito madre è  <strong>wordpress.org. </strong>E&#8217; uno tra i tanti network del genere, basti pensare a blogspot, splinder e altri, ma al tempo stesso è (anzi dobbiamo dire &#8220;era&#8221;) <strong>unico nel suo genere</strong> per la presenza di <strong>&#8220;pagine/tag&#8221;</strong> progettate in modo eccellente.</p>
<p>Di cosa stiamo parlando? Un esempio vale più di mille spiegazioni, queste sono tutte pagine/tag</p>
<p style="padding-left: 30px;"><a title="tag/vacanze" href="http://it.wordpress.com/tag/vacanze/" target="_blank">http://it.wordpress.com/tag/vacanze/</a><br />
<a title="tag/google" href="http://it.wordpress.com/tag/google/" target="_blank"> http://it.wordpress.com/tag/google/</a><br />
<a title="tag/tuscany" href="http://wordpress.com/tag/tuscany/" target="_blank"> http://wordpress.com/tag/tuscany/</a></p>
<p><img class="foto" style="float:right" title="Nofollow Evidenziato in Rosa" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/wp-nofollow.png" alt="Nofollow Evidenziato in Rosa" width="367" height="308" />Si tratta di pagine che raccolgono i<strong> post più recenti pubblicati in tutto il network</strong>,  etichettati con una data keyword. La particolarità  sta nel fatto che queste pagine in WordPress.com <strong>ricevono link </strong>da tutti i post del network che contengono quel tag e, al tempo stesso, <strong>danno un link di ritorno</strong> ad ognuno dei blog in cui questi post sono stati pubblicati.</p>
<p>In sostanza sono pagine dall&#8217;elevata link popularity, focalizzate su un tema specifico, frequentemente aggiornate e per giunta ottimizzate&#8230;sentite già il vostro <strong>&#8220;sesto senso SEO&#8221;</strong> che pizzica, vero?  <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  Infatti grazie a questo sistema di link incrociati diventa facile ottenere in tempi ragionevoli uno o più <strong>blog/link-farm</strong> da utilizzare per i propri comodi.</p>
<p>Purtroppo però da qualche settimana wordpress.com ha adottato la falce del <strong>nofollow</strong> in tutti i link  presenti in queste pagine, così i pochi SEO accorti che avevano creato un <strong>blog tematico</strong> per sfruttarlo ai fini della <strong>link popularity</strong> (facendone finire tutti i post nelle pagine/tag &#8220;giuste&#8221;), oggi devono dire addio a questa comodità. Oggi infatti le pagine/tag continuano a ricevere link da tutto il network ma, a causa dell&#8217;introduzione del nofollow,  non danno più alcuna forza ai vari blog.</p>
<p>Per quale ragione è stato introdotto il nofollow? Per combattere i SEO/spammer che hanno aperto un proprio blog nel network?</p>
<p>Non lo crediamo, dato che <strong>la qualità media dei blog era elevata</strong>: in wordpress.com c&#8217;è un sistema di segnalazione, controllo ed eliminazione dei blog piuttosto efficace. Anche i blog usati per raccogliere e veicolare link popularity possedevano contenuti originali e di qualità nella media (se non altro per evitare di farsi scoprire).</p>
<p>Quindi perchè <strong>&#8220;sterilizzare&#8221; tutto con il nofollow</strong>? Azzardo che la ragione principale risieda nel timore di ritorsioni dirette o indirette da parte di Google che, ormai, dimostra antipatia per qualsiasi sistema si riveli efficace nell&#8217; influenzare le SERP.</p>
<p>Qualcuno, nei forum americani, oggi sostiene che WordPress.com sia stato direttamente &#8220;avvertito&#8221; da Google del fatto che doveva correre ai ripari prima di venire qualificato come immensa link-farm&#8230;ma qui siamo nel regno delle illazioni.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=1592&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Google glissa sugli Inbound Links</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Oct 2008 09:25:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[google]]></category>
		<category><![CDATA[link]]></category>
		<category><![CDATA[link bait]]></category>
		<category><![CDATA[link building]]></category>
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		<category><![CDATA[penalizzazioni]]></category>
		<category><![CDATA[seo]]></category>

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		<description><![CDATA[I link secondo Google Webmaster Central, fonte di informazioni ufficiale per i webmaster: vediamo quali informazioni utili si possono ricavare leggendo tra le righe di 3 articoli un po' parchi di informazioni "SEO related".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p><img style="float: right;" title="Link Building" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/link.jpg" alt="link building" /><br />
<strong>Google Webmaster Central</strong> da qualche tempo sta perseguendo il lodevole intento di fornire chiarimenti su varie questioni correlate al <strong>SEO</strong>: qualcuna delle spiegazioni fornite in passato ha suscitato forse più perplessità che certezze (la questione meriterebbe un apposito post su OMB)  ma tutti abbiamo atteso  con particolare trepidazione la conclusione del ciclo di articoli, iniziato questo lunedì e interamente dedicato al tema dei link (croce e delizia dei SEO), così strutturato</p>
<ol>
<li><strong>6 ottobre:</strong><a title="Vai alle Fonti" href="http://"> </a><a href="#u1">Internal Links (navigazione interna)</a></li>
<li><strong>8 ottobre:</strong> <a title="Vai alle Fonti" href="#u2">Outbound links (link in uscita dal nostro sito)</a></li>
<li><strong>9 ottobre:</strong> <a title="Vai alle Fonti" href="#u3">Inbound links (link in ingresso)</a></li>
</ol>
<p>Il terzo della serie era  ovviamente il più atteso, dato che la valorizzazione della link popularity è ancora, più che mai, <strong>uno degli strumenti più potenti che i SEO hanno a disposizione per influenzare le <a title="Search Engine Result Page" href="http://en.wikipedia.org/wiki/SERP" target="_blank">SERP</a></strong>: non a caso Google sta cercando di ostacolare qualsiasi attività di incremento della link popularity troppo efficace e diretta.</p>
<p>Proprio l&#8217;ultimo articolo si è invece rivelato deludente, in sostanza l&#8217;autore ci dice che i link conducono visitatori al nostro sito (ma va?!) e</p>
<blockquote><p>quando derivano da una scelta editoriale , sono basati sul merito e forniti volontariamente e gratuitamente, rappresentano uno tra i fattori indicativi dell&#8217;importanza del sito che li riceve.</p></blockquote>
<p>Inoltre</p>
<blockquote><p>&#8220;relevant, quality inbound links <strong>can</strong> affect your PageRank&#8221;.</p></blockquote>
<p>Insomma, tutto all&#8217;insegna del <strong>&#8220;Minimizziamo che è meglio&#8230;&#8221;</strong> e del <strong>&#8220;Meglio PR che SEO&#8221;</strong> <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sicuramente <strong>si poteva dire qualcosa in più</strong> anche senza rivelare ai SEO segreti vitali:</p>
<ul>
<li>nessun riferimento viene fatto al ruolo dell&#8217;<strong>anchor text.</strong></li>
<li>Nessun suggerimento su come deve essere fatto un link e come debba essere inserito affinchè possa essere visto dagli spider, e quindi essere annoverato a pieno titolo nella categoria (alquanto riduttiva) dei &#8220;fattori indicativi&#8221;.</li>
<li>Se non altro avremmo voluto saperne di più sulla <strong>battaglia contro la compravendita di link</strong> e sulle possibili penalizzazioni per i siti che danno la disponibilità a venderli (al momento l&#8217;unica nota certa riguarda l&#8217;abbassamento del pr visibile) .</li>
<li>Avremmo gradito anche qualche dettaglio in più sulla <strong>possibilità di essere danneggiati dai link in ingresso</strong>: si tratta di una possibilità concreta (per quanto remota), oppure è uno dei tanti &#8220;miti&#8221; SEO da sfatare?</li>
</ul>
<p>Questioni di secondaria importanza? Non direi visto che, negli articoli focalizzati su altre questioni SEO, gli autori di Google Webmaster Central si sono già soffermati a lungo anche su argomenti abbastanza pacifici.</p>
<p>Questo <strong>atteggiamento prudente </strong>è senz&#8217;altro da imputare al fatto che</p>
<ul>
<li>I link rimangono il fattore off-site più importante (e quindi temuto) per influire sulle SERP e Google non può cambiare velocemente questa situazione, infatti da anni i suoi algoritmi si sono costruiti intorno a questa cosa</li>
<li>Google è abbastanza impotente sulla questione, non è perfettamente in grado di distinguere la compravendita di link dalla &#8220;donazione spontanea&#8221;, pertanto si limita (fino ad ora e salvo ulteriori giri di vite) all&#8217;abbassamento del pagerank visibile (senza altri effetti collaterali). Da notare come qualsiasi link &#8220;in odore di denaro&#8221; determini questa &#8220;penalizzazione&#8221;: in passato è successo anche a questo blog a causa di link, non a tema, ma del tutto gratuiti e non reciproci.</li>
</ul>
<p><strong>Leggendo tra le righe</strong> possiamo comunque trarre alcune conferme utili: i link &#8220;buoni&#8221; ai fini del ranking sono quelli spontanei, gratuiti, disinteressati, frutto di libera scelta editoriale (o che sembrino tali, aggiungo io, e ognuno tragga le proprie conclusioni).</p>
<p>Ma se i link a pagamento sono non spontanei e &#8220;cattivi&#8221;, come dobbiamo collocare il link presente in un pubbli-redazionale? Come dovremmo considerare il 90% dei siti di <a title="Article Marketing" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2007/larticle-marketing-per-il-seo-nihil-novi-sub-sole/" target="_self">article marketing</a> e comunicati stampa?</p>
<p>Suggeriamo comunque la lettura dei 3 articoli citati, specie dei primi due, in quanto pur in assenza di &#8220;rivelazioni&#8221; rappresentano un&#8217;ottima fonte di <strong>cultura generale SEO</strong></p>
<ul>
<li><strong><a title="6 ottobre" name="u3" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/10/importance-of-link-architecture.html" target="_blank">Importance of link architecture</a></strong><a title="6 ottobre" name="u3" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/10/importance-of-link-architecture.html" target="_blank"></a><strong><a title="6 ottobre" name="u3" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/10/importance-of-link-architecture.html" target="_blank"></a></strong></li>
<li><strong><a title="8 ottobre" name="u2" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/10/linking-out-often-its-just-applying.html" target="_blank">Linking out: often it&#8217;s just applying common sense</a></strong></li>
<li><strong><a title="9 ottobre" name="u1" href="http://googlewebmastercentral.blogspot.com/2008/10/good-times-with-inbound-links.html" target="_blank">Good times with inbound links</a></strong></li>
</ul>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=1441&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Primo su Google! Grazie ai Cinesi in bicicletta</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/i-cinesi-in-bicicletta/</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Oct 2008 10:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>
		<category><![CDATA[google local search]]></category>
		<category><![CDATA[sem]]></category>
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		<category><![CDATA[spam]]></category>
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		<category><![CDATA[tips & tricks]]></category>
		<category><![CDATA[tricks]]></category>

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		<description><![CDATA[In queste settimane il tempo è tiranno e abbiamo un po' trascurato gli argomenti prettamente SEO/SEM. In attesa di articoli più corposi quindi ci sembra interessante riportare due trucchi SEO efficaci e di facile applicazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/search-engine-optimization/" title="SEO"><img src="/wp-images/icons/categ_search-engine-optimization.gif" align="right" width="32" height="32" alt="SEO" /></a>
<p>In queste settimane il tempo è tiranno e negli ultimi post abbiamo un po&#8217; trascurato gli argomenti strettamente <strong>SEO/SEM</strong> pertanto, in attesa di articoli più corposi (di prossima uscita), ci sembra fondamentale introdurvi a <strong>due trucchi SEO</strong> &#8230;di facile applicazione.</p>
<h4>Primo trucco SEO per i posizionamenti</h4>
<p><a rel="lightbox[cinesi]" href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/china_cyclist.jpg"><img style="float:right" title="China_ Cyclist" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/china_cyclist-279x300.jpg" alt="" /></a>Assoldate dei lavoratori cinesi economici e mandateli in giro come trottole <strong>tra gli internet cafè e le altre centinaia di postazioni internet presenti in città</strong>, quindi fate loro effettuare varie ricerche con la keyword con cui intendete posizionarvi e date istruzioni perchè clicchino sempre il vostro sito (che magari si trova sepolto in decima pagina della SERP).</p>
<p>Risultato garantito in poche settimane, almeno secondo la testimonianza di un misterioso SEO, raccolta da Philipp Lenssen al <strong>BarCamp di Stoccarda </strong>e riportata su <a title="BlogoScoped" href="http://blogoscoped.com/archive/2008-10-08-n51.html" target="_blank">Blogoscoped</a> con qualche preplessità.</p>
<p>La prima domanda SEO-tecnica che mi viene in mente è se il ricorso alternativo a galoppini Indiani (o a studenti desiderosi di arrotondare) al posto dei Cinesi, possa rivelarsi altrettanto pratico e, soprattutto, efficace.</p>
<p>Ad ogni modo è l&#8217;occasione per riflettere, ancora una volta, sull&#8217;annosa questione del possibile uso del <strong>conteggio dei click</strong> ai fini del ranking ma, in assenza di prove concrete, continuo a ritenere questa cosa abbastanza improbabile.</p>
<h4>Secondo trucco SEO per i risultati locali</h4>
<p>E&#8217; appena più serio del precedente e riguarda il posizionamento negli esercizi commerciali locali di Google Maps: dato che avere <strong>un indirizzo vicino al centro città </strong>è un fattore di ranking particolarmente influente, prendete una &#8220;casella fermo posta&#8221; presso le poste centrali della vostra città e fornite al sistema di iscrizione quell&#8217;indirizzo&#8230;oppure chiedete a qualcuno che vive presso il centro di fornirvi un appoggio ad uso Google Business Listing.</p>
<p>L&#8217;efficacia di questa tecnica è reale e la stiamo <strong>sperimentando con successo proprio su Online Marketing</strong>, come abbiamo avuto modo di raccontare in un <a title="Risultati Locali Google" href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/search-engine-optimization/2008/posizionamento-nei-risultati-locali-di-google-prima-parte/" target="_self">articolo dedicato ai risultati locali di Google</a>, ma si è trattato di un caso fortuito non di una scelta calcolata.</p>
<p><a title="BlogoScoped" href="http://blogoscoped.com/archive/2008-10-08-n51.html" target="_blank">BlogoScoped</a> li definisce addirittura due <strong>&#8220;trucchi SPAM&#8221; </strong>(per fortuna aggiunge un &#8220;presunti&#8221;) &#8230;ma le tecniche SPAM <strong>non dovrebbero essere delle <strong>scorciatoie? </strong></strong>Qui invece sembra che andiamo a complicarci ulteriormente la vita <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=1402&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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