In un post recente abbiamo parlato di come i bambini siano più reattivi degli adulti agli inviti che provengono dalla comunicazione offline e sollecitino approfondimenti nel mondo online.
Su Vox leggo inoltre di come il mercato dei libri per bambini, sempre in America, stia rapidamente abbracciando il mondo del digitale: i bambini, crescendo immersi nella tecnologia, sono infatti propensi alla lettura a video e attraverso gli e-book readers. L’articolo continua sottolineando come gli editori stiano rispondendo all’evoluzione del mercato caricando online la versione digitale e la versione audio dei libri, oltre che offrendo contenuti supplettivi come giochi e mondi virtuali.
Qualche esempio in Italia
Forse nel nostro Paese non possiamo ancora parlare di incremento dell’importanza degli e-book per bambini, ma di certo anche i nostri piccoli vanno sempre più su Internet, sollecitati anche dagli insegnamenti che ricevono a scuola (sempre più siti sono dedicati ai bambini e alla didattica attraverso la Rete). I siti dei brand che si rivolgono ai più giovani, coi loro infiniti contenuti extra, confermano la presenza dei bambini online.
La Ferrero, ad esempio, tra i suoi siti vanta Ferrero Cartoon, uno spazio dedicato interamente a cartoni, videogiochi, giochi e gadget, ma anche Magic Kinder, il sito dedicato al famoso ovetto Kinder, attraverso il quale i bambini possono immergersi nel fantastico mondo delle sorprese. Qui i bambini, oltre che guardare e segnalare agli amici giochi e video, possono votare le sorprese che preferiscono ammettendole così al Magic Kinder Cup. Tra i siti spicca inoltre Mostri e Pirati, interamente dedicato all’avventura mostruosa firmata Kinder. Un cartone che vive esclusivamente nei suoi prodotti e ovviamente in Rete.
Anche Giochi Preziosi non si è lasciata scappare l’occasione di intensificare il proprio rapporto coi più piccoli, creando sul web il mondo dei Gormiti. Iscrivendosi al Gormiti Club sarà possibile essere aggiornati su novità ed eventi, completare la propria collezione, partecipare a sondaggi, inviare foto e scrivere ai propri personaggi preferiti. Giochi, screensavers, wallpapers, icone, emoticons, disegni da colorare e newsletter sono inoltre disponibili sul sito.
Lo stesso vale per il Winx Club, ideato da Iginio Straffi, la Melevisione, il programma televisivo per bambini della Rai e il sito DeA Kids di De Agostini. Potrei continuare a citarne tanti altri ma i siti dedicati ai più giovani sono davvero tanti, soprattutto se contiamo anche quelli slegati dai brand. Questa directory dedicata all’educazione e alla didattica ci offre una panoramica più completa del settore.
Le aziende offrono mondi online ai bambini
Alla domanda “i bambini sono online” non posso rispondere con precisione, ricerche in merito relative al solo territorio italiano non ne ho trovate. Le aziende sembrano però puntare sulla creazione di mondi virtuali ad hoc per i loro piccoli affezionati e non credo investano in attività senza presumere un ritorno. La Rete, ormai da tutti riconosciuta capace di creare relazioni, in questo specifico settore, grazie a multimedialità e interattività, si dimostra ancora più efficace nel creare valore aggiunto.
Cosa ne dite? Secondo la vostra esperienza si può affermare che i bambini sono online?
Ormai nessuno che lavori nel campo del web marketing sottovaluta il potenziale dei social networks. Sulla scia del successo di alcuni noti come 
In America il 46% dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni ha visitato un sito web per reperire maggiori informazioni rispetto un prodotto visto in spot televisivi o annunci pubblicitari. La ricerca di informazioni in risposta a pubblicità offline cresce all’aumentare dell’età dei giovani consumatori: su 10,7 milioni di bambini, il 26,5% ha 6-7 anni, il 33,3% 8-9 anni e il 40,2% 10-11 anni. A rivelarlo è un’


eMarketer ancora una volta scommette sui video, non smentendo
Stanchi di dover effettuare un login ogni volta che accedete a un sito e di dover mantenere diverse identità sparse per la Rete?
Spesso l’insuccesso del lancio sul mercato di nuovi prodotti è dovuto ad un’errata strategia di marketing. L’articolo seguente è tratto tratto da un testo originale dell’ing. Simone Lovati, consulente in marketing strategico: vengono presentati gli errori più comuni che vengono commessi durante questa delicata fase.
Titolo provocatorio per conoscere il vostro parere su una questione che mi “angustia”
Tutti i casi in cui attraverso un video non si fa altro che divulgare informazioni che potrebbero essere tranquillamente descritte attraverso il formato (iper)testuale rappresenta, a mio modesto avviso, un uso improprio e improduttivo dello strumento: in definitiva si tratta di un passo che va nella direzione opposta rispetto alla “rivoluzione” ipertestuale a cui accennavo poco fa.





