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	<title>Online Marketing Blog &#187; Comunicazione</title>
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	<description>Risorse di Web Marketing, Search Engine Marketing, Keyword Advertising e Web Analysis.</description>
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		<title>La storia di Blog di un Libro</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 13:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samuel Gusso</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
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		<category><![CDATA[strategie promozione libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Un libro che non è ancora nato parla ai futuri lettori e si sviluppa attraverso Twitter, FriendFeed e Facebook. Un caso di promozione letteraria 2.0. Chi è l’Autore Sconosciuto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/social-marketing/" title="Social Media Marketing"><img src="/wp-images/icons/categ_social-marketing.png" align="right" width="38" height="38" alt="Social Media Marketing" /></a>
<p><a href="http://blogdiunlibro.wordpress.com/" target="_blank">Blog di un Libro</a> è un <strong>mio personale progetto, pensato, realizzato, e fatto conoscere sfruttando al massimo i social media</strong>.</p>
<blockquote><p>Permettetemi prima di tutto una piccola premessa, quanto leggerete qui di seguito è frutto di un vero e proprio innamoramento, pertanto del tutto imparziale e sfacciatamente favorevole. Questo post è l’equivalente del giudizio che un padre potrebbe dare del proprio figlio alla domanda “com’è il tuo ragazzo?” <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' /><br />
<em>“Splendido, meraviglioso, sublime, perfetto”.</em></p></blockquote>
<h4>Concept</h4>
<p><img class="destra" title="Libro" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/Libro-284x300.jpg" alt="" width="284" height="300" />Un libro che ancora deve nascere comincia a parlare ai futuri lettori attraverso <strong>Twitter</strong>, <strong>Facebook</strong>, <strong>FriendFeed</strong>.</p>
<p>Contemporaneamente suo papà inizia a scrivere il libro stesso, e pubblica settimanalmente i nuovi capitoli. Il piccolo libro ha una gestazione simile agli umani, nascerà quindi dopo 9 mesi.</p>
<p>Il libretto, ancora piccolo ma già in grado di dialogare (quasi) come un adulto, <strong>descrive quello che gli sta attorno</strong>: racconta di quello che l’autore (suo papà) sta facendo: se guarda la Tv, se sta scrivendo, se è triste o felice, se va in palestra o legge un libro.</p>
<p>Contemporaneamente il papà continua a creare le nuove pagine del futuro libretto, ma la stesura non è qualcosa di chiuso e fine a se stessa, tutti infatti in un certo qual modo, hanno la <strong>possibilità di partecipare</strong> alla creazione del “piccolo”. I modi messi a disposizione sono <a href="http://blogdiunlibro.wordpress.com/presentazione/" target="_blank">molteplici</a>: essendo un blog, è data a tutti la possibilità di <strong>commentare</strong>. Vi è poi la possibilità di <strong>inviare dei suggerimenti</strong> relativi allo svolgimento delle future storie, del tipo “perché il protagonista non incontra un orso bruno?”. La terza modalità (una delle più gradite), è quella di <strong>divenire parte del libro</strong> stesso.</p>
<blockquote><p>Potrai chiedere a papà di includerti nel libro, magari cambiandoti di nome (o magari no): “Ciao vorrei parlassi di me, mi chiamo Mario ma nel libro vorrei essere Alessandro e gioco a pallone.&#8221; Papà non inserirà alcun cognome ma tu saprai che sei parte di un libro, sei parte di me!</p></blockquote>
<h4>Strumenti</h4>
<p>Come anticipato, per questo progetto ho voluto sfruttare al massimo tutti gli strumenti che la rete mi ha messo a disposizione. Il blog è su piattaforma <strong>WordPress</strong> sotto <em>licenza Creative Commons</em>. Il piccolo libro parla soprattutto attraverso <strong>Twitter</strong> (<a href="http://twitter.com/#!/@blogdiunlibro" target="_blank">@blogdiunlibro</a>) e <strong>FriendFeed</strong> (<a href="http://friendfeed.com/blogdiunlibro" target="_blank">blogdiunlibro</a>). L’autore del libro, desiderando rimanere anonimo, ha creato un profilo <strong>Facebook</strong> per un certo <a href="http://www.facebook.com/Un.libro.che.nasce" target="_blank">Autore Sconosciuto</a> oltre che una <a href="http://www.facebook.com/blogdiunlibro" target="_blank">fan page</a> per il libro stesso. Una sana azione di link popularity ha portato nel tempo <em>Blog di un Libro</em> in diversi blogroll della galassia “libri, scrittori, scrittura creativa”. Non meno importante, quasi da subito è stata creata la versione mobile su <a href="//liberomobile.libero.it/siti/blog-di-un-libro" target="_blank"><strong>Libero</strong> Mobile</a>.</p>
<h4>Storia</h4>
<p><a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/pila_di_libri.gif"><img class="alignnone size-medium wp-image-4554" title="pila_di_libri" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/pila_di_libri-143x300.gif" alt="" width="143" height="300" /></a>Due parole sulla storia: il libro parla di un ragazzo di 36 anni, di cui non conosciamo il nome, affetto da una strana malattia detta <a href="http://blogdiunlibro.wordpress.com/2010/05/21/la-mci/" target="_blank"><strong>MCI</strong></a><em>, &#8220;mancanza cronica di iniziativa&#8221;</em>. Nel corso dei capitoli (ad oggi siamo arrivati al numero 36) il protagonista affronterà molte avventure che lo porteranno, forse, a liberarsi di questo triste fardello.</p>
<h4>Risultati</h4>
<p>Il blog è andato online alla fine di maggio e, ad oggi, ha <strong>avuto quasi 19000 visite</strong>, calcolando che manca un mese e negli ultimi capitoli si svelerà il “mistero” della MCI, spero sinceramente di superare quota 20000.</p>
<p>Ho registrato sin da subito una incredibile partecipazione da parte dei lettori, lo testimoniano i <strong>713 commenti ricevuti</strong>. Tra le cose che più mi hanno dato soddisfazione, vi è stata la possibilità di far entrare 2 amiche nel libro. Nello specifico il capitolo <strong>12 – <a href="http://blogdiunlibro.wordpress.com/2010/06/24/cap-12-la-cassiera/" target="_blank">La cassiera</a></strong> e <strong>33 – <a href="http://blogdiunlibro.wordpress.com/2011/01/05/cap-33-%E2%80%93-l%E2%80%99usignolo/" target="_blank">L’usignolo</a></strong> nascono proprio da 2 mail ricevute rispettivamente da Simona e Annalisa. La loro delicatezza nel descriversi e suggerirmi un’idea è stata fonte di ispirazione per la stesura dei testi.</p>
<p><strong>Facebook è stato inizialmente lo strumento più utilizzato</strong> per conoscere gente e creare una massa critica di lettori. Sfruttando inizialmente le maglie più larghe di Facebook Costa Rica (lo ammetto&#8230; vivo al caldo <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  ) ho potuto aggiungere un numero considerevole di persone scelta dai gruppi di amanti della lettura. A tutti costoro ho inviato un messaggio in cui mi presentavo dicendo sostanzialmente di essere un libro che ancora doveva nascere. Nel testo inoltre mi scusavo per l’eventuale disturbo arrecato, e mi auguravo di poter diventare al più presto un amico per loro.</p>
<p><img src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/mushrooms-300x54.jpg" alt="" width="300" height="54" />Sarà per l’idea o per il messaggio sicuramente cordiale, fatto sta che in poco tempo ho toccato <strong>quota 800 amici</strong>. La promozione in Facebook si è interrotta una volta tornato in Italia, nel giro di una settimana infatti mi è arrivata la comunicazione che non avrei più potuto aggiungere altre persone pena la cancellazione dell’account. Per quanto paradossale possa essere, ancor oggi, quando alcune persone mi suggeriscono un amico, debbo incrociare le dita e sperare che Facebook mi permetta di aggiungere qualcuno in più.</p>
<p>Il capitolo <strong>Twitter è sicuramente tra i più affascinanti</strong>. Inizialmente ho aggiunto come con Facebook moltissimi amici. Con il tempo, utilizzando <a href="http://www.justunfollow.com/" target="_blank">Justunfollow</a>, ho eliminato le persone che non mi seguivano. Negli ultimi 20 giorni ho notato un incremento spropositato di followers. Quasi tutti costoro erano evidentemente account molto giovani. Facendo una piccola ricerca ho scoperto poi che <strong>Twitter Italia ha inserito l’account blogdiunlibro tra i consigliati</strong> della sezione Libri.</p>
<p>Ad oggi ho quindi <strong>1425 persone che mi seguono</strong> e che ricevono e spero leggano i miei tweet. Tendenzialmente io adotto la politica di seguire chi mi segue, ciò nonostante evito di seguire profili di stranieri che difficilmente potrebbero realmente essere interessati a quello che il libro dice.</p>
<p>A tutti i miei followers ho inviato un messaggio di saluto che diceva più o meno “<em>spero non sia strano per te ricevere tweets da un libro che ancora deve nascere</em> (e in aggiunta un link alla pagina di presentazione)”.</p>
<h4>Per concludere</h4>
<p>Due parole sul libretto, inteso come l’esserino che parla ed interagisce: è davvero una peste, si arrabbia con suo padre perché quest’ultimo non gli compra una Wii, si infervora quando gli succedono cose disdicevoli del tipo “<em>papà oggi gioca a poker e non mi bada</em>”, insomma anche lui ha il suo caratterino, e credo questo sia piaciuto molto alle persone.</p>
<p>Adesso che sapete chi è l’<em>Autore Sconosciuto</em> spero non si sia rotta la magia, mi piacerebbe che molti di coloro che stanno leggendo questo post si collegassero e contribuissero a rendere ancor più speciali gli ultimi giorni di <strong>Blog di un Libro</strong>.</p>
<p><em>Samuel Gusso</em></p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=4536&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Può una banca parlare con la gente?</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2010/una-banca-parlare-con-la-gente/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 11:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Rubino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[banche]]></category>
		<category><![CDATA[online banking]]></category>
		<category><![CDATA[social media]]></category>
		<category><![CDATA[storytelling]]></category>
		<category><![CDATA[webank]]></category>

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		<description><![CDATA[Le banche guardano sempre di più al mondo online per promuovere i propri servizi: ma qual è l'approccio più efficace per avvicinare gli utenti a una realtà solitamente guardata con sospetto?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<h4>L&#8217;argomento è molto vasto e molto sentito tra gli esperti di social media.</h4>
<p>Dalla rete emerge molta diffidenza nei confronti delle banche, percepite come poco trasparenti, e molta difficoltà di orientarsi tra prodotti poco differenziati: pertanto gli utenti si affidano molto a chi ha sperimentato direttamente vantaggi e svantaggi delle varie offerte.<br />
<a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/banca_on-line.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-4467" title="banca online" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/banca_on-line.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Per una banca il punto non è solo &#8220;sbarcare in Rete&#8221; con qualche iniziativa, perchè è giusto e opportuno esserci, ma <em>fare poi  qualcosa, con quell&#8217;iniziativa, che possa effettivamente migliorare la vita delle persone</em>. E tutti sentiamo che le banche (ma anche le assicurazioni, e i servizi finanziari in generale) da questo punto di vista potrebbero dare tanto.<br />
Personalmente sono stata molto colpita da un esempio citato dal libro-cult <a href="http://www.forrester.com/Groundswell/index.html" target="_blank">Groundswell</a>: uno dei primi casi di una banca che si è aperta alla conversazione, anni fa, è stata la francese <a href="https://www.creditmutuel.fr/groupe/fr/" target="_blank">Crédit Mutuel</a>, la cui firma è appunto &#8220;<strong>La banca a cui parlare&#8221;</strong>. Per trasformare uno slogan, in cui allora pochi credevano, in una realtà percepibile, la banca aprì una campagna sul tema &#8220;Se tu fossi un banchiere&#8221;, in cui gli utenti lanciavano idee su cosa avrebbero fatto, migliorato, cambiato, e lo facevano mettendosi &#8220;empaticamente&#8221; nei panni della banca stessa. Poi le idee migliori sono state realizzate: una delle più carine era un conto corrente fittizio con cui insegnare ai propri bambini i principi del risparmio e della gestione dei soldini, un bel gioco educativo insomma. Non credo che sarebbe facilmente venuto in mente al reparto marketing della banca.</p>
<p>A che punto siamo in Italia? Di certo ci sono ancora moltissime opportunità. Qualche tempo fa c&#8217;è stata una <a href="http://www.minimarketing.it/2009/10/banche-e-social-web-cosa-fareste.html" target="_blank">bella discussione qui</a>, tra scetticismo, pragmatismo, idealismo, con moltissimi commenti interessanti da parte di cittadini supeattivi in Rete, che vi invito a leggere.<br />
Intanto alcune banche cominciano a muoversi varie direzioni; ed ecco alcuni esempi recenti:</p>
<p>In materia di comunicazione, <a href="http://www.unastoriaitaliana.it/?spot=1&amp;skip=1" target="_blank">Monte dei Paschi di Siena</a> ha portato in vita la sua campagna TV, &#8220;una storia italiana&#8221;, legandola a un concorso e ai contributi della rete. Belle le foto raccolte e le immagini backstage dello spot, mentre il diario-blog ha raccontato la genesi e gli sviluppi del progetto.</p>
<p><a href="https://www.sella.it/community/suggerimenti/benvenuto_suggerimenti/suggerimenti.jsp" target="_blank">Banca Sella, &#8220;la banca delle idee</a>&#8221; si è dotata di una bella area di conversazione e raccolta delle idee degli utenti, che ricorda molto da vicino l&#8217;esempio d&#8217;oltralpe citato prima. Colpisce piacevolmente la filosofia della collaborazione che si percepisce.</p>
<p><a href="http://www.libertadibanca.com/" target="_blank">Libertà di banca</a>, del gruppo UBI, presenta invece il classico concorso &#8220;diventa il testimonial&#8221;, in un&#8217;atmosfera molto &#8220;alternativa&#8221; (da figli dei fiori) e  molto curata.</p>
<p>Poco prima Intesa Sanpaolo aveva sponsorizzato il <a href="http://www.superflashblog.it/" target="_blank">Superflash Blog</a> con la sua omonima super-carta di credito. Un blog collettivo molto ricco, dai contenuti organizzati intorno ad alcuni temi portanti, e con premi finali decisamente attraenti per il popolo dei navigatori.</p>
<p>Infine è proprio di questi giorni il <a href="http://www.onlinedal1999.it/progetto/" target="_blank">progetto Webank</a>, la banca &#8220;online dal 1999&#8243;, a cui stanno contribuendo anche i cittadini di <a href="http://www.thetalkingvillage.it/" target="_blank">The Talking Village.</a> Attraverso una prima <a href="http://www.onlinedal1999.it/storytelling/" target="_blank">fase di storytelling</a> (&#8220;come internet ti ha cambiato la vita&#8221;) la banca entra in contatto con degli utenti-tester, che proveranno i prodotti e condivideranno pubblicamente le loro opinioni.</p>
<p>Quando, poco tempo fa, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata col marketing di Webank, ci hanno detto che il Banking Online ha la relazione con la rete iscritta nel suo DNA, sin dall&#8217;inizio, per definizione. Verissimo, e la loro attenzione ai networks come FriendFeed e Facebook lo conferma.<br />
Ma di che tipo di relazione si tratta? La linea di confine tra il coinvolgimento degli utenti in promozioni/concorsi a premi e vere conversazioni con la banca può talvolta essere sfumata.</p>
<p>A mio avviso, il criterio fondamentale di decisione dovrebbe rimanere questo: <strong>a strategie diverse corrispondono persone diverse da coinvolgere, e dunque strumenti diversi di coinvolgimento.</strong><br />
<a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/Schermata-2010-03-09-a-12.15.17.png"><img style="float: right; margin: 0 0 20px 20px;" title="Storytelling" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/Schermata-2010-03-09-a-12.15.17.png" alt="" width="200" height="125" /></a>Per esempio, se l&#8217;obiettivo è traffico, animazione, buzz, awareness, allora offerte e promozioni con meccaniche ludiche ed estetiche molto gradevoli possono andare bene, soprattutto per quei gruppi numerosi di utenti molto &#8220;social&#8221;, chiacchieroni e giocherelloni (il popolo delle applicazioni e dei regalini di Facebook, per dire). Ma se l&#8217;obiettivo strategico fosse ideare nuovi prodotti insieme alla community o migliorare quelli esistenti ascoltando i loro veri bisogni, allora le meccaniche dovrebbero evolversi in modo tale da far emergere il contributo di coloro che hanno qualcosa di molto importante da dire: i loro insights. Una di queste meccaniche, adottata da Webank, è appunto lo<strong> storytelling </strong>(che ci appassiona molto e di cui abbiamo parlato <a href="http://www.thetalkingvillage.it/?parola=storytelling">qui</a>), ma non è la sola, ed altre sicuramente verranno.</p>
<p>Inoltre penso che i requisiti delle operazioni di conversazione dovrebbero essere sempre:</p>
<ul>
<li><strong>la presenza e la partecipazione dell&#8217;azienda</strong> alla conversazione,</li>
<li><strong>il contatto emotivo</strong> molto stretto tra i temi di conversazione e la community,</li>
<li><strong>l&#8217;alta motivazione</strong> degli interlocutori (perchè partecipare? per avere un premio e/o sentire di aver fatto qualcosa di utile per me e per gli altri?)</li>
<li>e infine, <strong>risultati concreti e visibili</strong>: cosa facciamo insieme all&#8217;azienda una volta raccolti tutti i nostri contributi?</li>
</ul>
<p>Naturalmente, su questo attendo anche le vostre opinioni&#8230;</p>
<p>PS: <em>a proposito di apertura alla rete persino da parte della Pubblica Amminstrazione (certo per la vera conversazione è ancora presto!), anche se non c&#8217;entra niente voglio condividere con voi una piccola soddisfazione personale. Ieri sera ho compilato il mio primo ricorso contro una multa (ingiusta, ingiustissima!) al giudice di pace online. <a href="https://gdp.giustizia.it/sigp/index.php" target="_blank">Si fa tutto qui</a> e si riceve via mail la nota di iscrizione a ruolo e il ricorso, dopo due minuti.<br />
Salvo poi stampare 5 copie, firmare, aggiungere una marca da bollo e inviare via raccomandata A/R. Ma vuoi mettere? <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </em></p>
<p><em>Per approfondimenti: <a href="http://www.apogeonline.com/webzine/2009/11/18/se-i-clienti-vanno-in-rete-la-banca-li-segue" target="_blank">Se i clienti vanno in rete, la banca li segue</a></em></p>
<p><em>Per partecipare al progetto Webank: <a href="http://www.thetalkingvillage.it/notizia/internet-ha-cambiato-la-vita.asp" target="_blank">Internet ti ha cambiato la vita? E&#8217; il momento di raccontarci come</a></em></p>
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<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>L&#8217;utopia del consumer centric</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 18:36:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Secondo un'indagine il 38% dei marketers hanno asserito che la loro azienda non ha programmi per il tracciamento e la propagazione del passaparola positivo tra consumatori e solo il 29% reputa è capace di occuparsi e risolvere problemi e lamentele.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p>Un pò di tempo fa mi sono imbattuta in un post dal titolo <em><a href="http://www.marketingcharts.com/direct/companies-ignore-customer-feedback-fail-to-track-wom-7789/" target="blank">Companies Ignore Customer Feedback, Fail to Track WOM</a></em>, un&#8217;affermazione che nasce in seguito alla ricerca <em><a href="http://www.cmocouncil.org/news/pr/2009/012609.asp" target="blank">Giving Customer Voice More Volume </a></em>effettuata dal CMO Council su 480 marketers.</p>
<p>Secondo l&#8217;indagine il 38% degli intervistati hanno asserito che <strong>l&#8217;azienda per la quale lavorano non ha programmi idonei al tracciamento e alla propagazione del passaparola positivo</strong> tra consumatori e solo il 29% reputa la propria azienda <strong>capace di occuparsi e risolvere problemi e lamentele</strong>.</p>
<h4>Cosa impedisce alle aziende di occuparsi dei consumatori?</h4>
<p><img class="destra" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/scimmie.gif" alt="non vedo, non sento, non parlo" width="270" height="103" /> Il vero problema risiede nel valore che ancora oggi le realtà aziendali attribuiscono al consumatore e alla soddisfazione dei suoi bisogni. Porre al centro del proprio processo decisionale i consumatori quindi<strong> ascoltare e rispondere ad osservazioni e lamentele</strong> <strong>è ancora visto</strong> <strong>come un problema da risolvere e non come un&#8217;opportunità per trasformare esperienze negative in vantaggio competitivo</strong>. L&#8217;azienda è un sistema che non può vivere senza rapportarsi con l&#8217;ambiente esterno, senza il quale non può infatti esistere. Le infinite possibilità che oggi permettono ai brand di conversare e comprendere il mercato andrebbero quindi non solo colte al volo ma anche costruite.</p>
<p>Purtroppo l&#8217;indagine rivela viceversa che delle aziende prese in esame:</p>
<ul>
<li>solo il 38% raccoglie l&#8217;opinione dei consumatori nelle situazioni in cui è coinvolto;</li>
<li>solo il 32% cerca di convertire i problemi in nuove opportunità di vendita e solo il 15% introduce nuovi prodotti e servizi come ulteriore occasione per monetizzare le relazioni;</li>
<li>solo il 17% sfrutta i momenti di interazione col consumatore per individuare e coltivare possibili sostenitori del brand.</li>
</ul>
<p><img src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/conversazione.jpg" alt="conversazione" width="218" height="129" />Il tutto nonostante i marketers intervistati conoscano e valutino importante l&#8217;esperienza vissuta dal consumatore. Ben l&#8217;<strong>83% ritiene infatti &#8221;essenziale&#8221; o &#8220;sempre più importante&#8221; che i consumatori divengano difensori del brand</strong>. Inoltre se l&#8217;84% dei marketers sostiene che l&#8217;esperienza postiva vissuta dal consumatore ed il passaparola generato abbiano aiutato il brand a crescere, il 44% ha ammesso che esperienze molto negative hanno compromesso il proprio brand.</p>
<h4>Un&#8217;occasione mancata</h4>
<p><strong>Nonostante ci sia piena consapevolezza  dell&#8217;importanza del consumatore</strong> e della centralità delle esperienze da lui vissute, le aziende non riescono a cambiare filosofia e ad organizzarsi seguendo un modello di business <em>consumer centric</em>, continuando a non sfruttare apieno le <strong>opportunità che una buona reputazione può apportare al brand</strong>.</p>
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<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Google AdWords vs Linkedin DirectAds</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2009/google-adwords-vs-linkedin-directads/</link>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 12:44:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[advertising network]]></category>
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		<category><![CDATA[social networks]]></category>

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		<description><![CDATA[Keyword Advertising e Social Network: nuove frontiere della promozione online. Opportunità e differenze di 2 diversi strumenti di comunicazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p>Promozione online con l&#8217;advertising a pagamento: entrano in gioco i Social Network. In questo <em>guest post</em> presentiamo un&#8217;analisi di <em>Dario Ferrigato</em> che analizza <strong>opportunità e differenze</strong> di due strumenti all&#8217;apparenza simili: <strong>Google AdWords</strong> e <strong>Linkedin DirectAds</strong>.</p>
<h4 style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA;">Alla ricerca di nuovi ed efficienti strumenti di comunicazione, non si può non considerare i social network ed il loro immenso bagaglio di contatti profilati.</h4>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;">In ottica B2B e non solo, dimensioni sociali come <strong>Linkedin</strong> e nello specifico l&#8217;<strong>advertising a pagamento</strong> appaiono come opportunità da vagliare nella promozione di prodotti o servizi.<br />
<a title="Social Media ROI" href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/social-media-roi.jpg"><img class="destra" title="Social Media ROI" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/social-media-roi-300x211.jpg" alt="Social Media ROI" width="300" height="211" /></a>Personalmente, ritengo più efficaci le azioni non forzate ovvero l&#8217;utilizzo del mezzo social nella sua essenza; credo cioè che sia più interessante in uno spazio di contatti sfruttare logiche tipiche quali il passaparola o le aggregazioni per tema di interesse (gruppi&#8230;).</p>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;">E&#8217; un po&#8217; come dire che in un motore di ricerca cerco di diventare &#8220;visibile&#8221; per posizionamento organico e non per un forzato annuncio di testo per il quale pago.<br />
Posta tale premessa, ribadisco che comunque la pubblicità a pagamento su Linkedin va analizzata e, sfruttando la precedente analogia con i motori di ricerca, comparata con le classiche opportunità concesse da Google.<br />
Chiamiamoli per nome: <strong>Google AdWords</strong> e <strong>Linkedin DirectAds</strong>. In realtà quest&#8217;ultimo non rappresenta l&#8217;intera offerta della piattaforma ma circoscrive un&#8217;opzione dedicata a chi ha a disposizione budget limitati e si vuole accontentare di soli messaggi testuali. <strong>Strumenti simili all&#8217;apparenza</strong>: la visualizzazione di un messaggio dalla lunghezza estremamente limitata, un link che rimanda al sito da promuovere, la possibilità di pagamento in base ad un minimo, anche se nella realtà non sufficiente, risultato ovvero il pay for click in un mare di impression.</p>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #fafafa; text-align: center;"><img class="aligncenter" style="float: none;" title="Linkedin vs adwords" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/Linkedin-vs-adwords.png" alt="Linkedin vs adwords" width="481" height="61" /></p>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;">Penso che le peculiarità di Adwords siano ben note a chi si interessa anche minimamente di advertising su web. Ritengo quindi, <em>nel sottolineare le differenze</em> fra i due strumenti, di <strong>dare enfasi alle singolarità di DirectAds</strong>:</p>
<ul style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA;">
<li><strong>Non è worldwide</strong><em>.</em> Per ora il servizio non è implementato in tutti i paesi e tra questi ovviamente, concedetemi il tono polemico, non è annoverato il nostro.</li>
<li><strong>Budget minimo giornaliero</strong> obbligatorio<em>.</em></li>
<li><strong>Costo per click fisso e oneroso</strong><em>.</em> Non è concessa alcuna variabilità, non c&#8217;è un meccanismo d&#8217;asta in base alla domanda. Apparentemente costa di più perchè il click proviene da un target più mirato e quindi potrebbe tramutarsi con maggior probabilità in una lead; la variabilità non può esistere perchè non ci sono keywords da scegliere.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA;">Dico solo che sono argomentazioni non proprio inattaccabili. <strong>Che i contatti siano migliori è tutto da dimostrare</strong> e reputo che, volendo, dei meccanismi di variabilità in base alle richieste di mercato siano ipotizzabili. Penso ad esempio che sarebbe possibile far pagare in base a quanto è ricercato un certo target o bouquet di essi. Altre peculiarità:</p>
<ul style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;">
<li>Possibilità di <strong>pagamento a numero di impression</strong>. Interessante soprattutto per chi è molto appetibile e quindi potrebbe generare un&#8217;alta percentuale di click data l&#8217;esposizione del messaggio.</li>
<li><strong>Estrema importanza al contenuto</strong> del messaggio<em>. </em>Bisogna crearlo in modo da rendere chiaro ciò che si va ad offrire in quanto non esiste il filtro della parola chiave che in un certo senso rende più corrispondente la richiesta con ciò che è propinato.</li>
<li>Si può <strong>mirare meglio il target<em>. </em></strong>Considerate che si sceglie dove far apparire il messaggio in base alla funzione o al settore di appartenenza del soggetto.</li>
<li>E&#8217; advertising passivo: <strong>l&#8217;utente</strong><strong> non</strong><strong> sta cercando nulla!</strong> Non offro a chi cerca ma provo ad offrire a chi potrebbe essere interessato. La vera differenza sta proprio nelle scelte lessicali di quest&#8217;ultima frase: google=cerca=pronto ad accogliere, linkedin=interesse=mirato ma non predisposto ad accogliere.</li>
</ul>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;">In quest&#8217;ultimo punto ho cercato di raccontarvi la diversa filosofia che governa i due mezzi perchè credo che sia il reale valore che vi posso offrire. Penso di non sbagliare ad interpretare i pensieri di chi legge ponendo il quesito: <strong>chi è il migliore?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;">Voglio uscire anche dal solo linkedin per ragionare sulla generale offerta dei social network: <strong>pubblicità passiva sul target o advertising sulle richieste dell&#8217;utente</strong>?<br />
Forse la risposta sta nel quanto è attinente il target scelto con quello enucleabile dallo strumento, ciò che so di certo è che quotidianamente osservo campagne AdWords offrire ottimi risultati pur in un costante trends di aumento dei cpc dovuti all&#8217;inflazionarsi del mezzo. Nuove strade sono necessarie&#8230;</p>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #fafafa; text-align: justify;"><strong>Ma la via sarà quella dell&#8217;advertising sui social network?</strong></p>
<p style="padding-left: 30px; background-color: #FAFAFA; text-align: justify;"><em>dott. Dario Ferrigato</em><br />
<a href="http://darioferrigato.com/">Consulente in marketing strategico</a>, Senior consultant di ADVBOUCLE Strategic Minds</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=4046&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>La punta di cioccolato del Cornetto</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2009/la-punta-di-cioccolato-del-cornetto/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 11:21:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Rubino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[algida]]></category>
		<category><![CDATA[cornetto]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[word of mouth]]></category>

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		<description><![CDATA[La punta del Cornetto, l'estremo del cono più famoso d'Italia, sembra essere un'ottima opportunità per una nuova comunicazione d'azienda. Rimanendo dannatamente buono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<!-- no icon for 'Marketing' --><a href="http://www.online-marketing.it/category/social-marketing/" title="Social Media Marketing"><img src="/wp-images/icons/categ_social-marketing.png" align="right" width="38" height="38" alt="Social Media Marketing" /></a>
<p>Quando si dice comunicazione &#8220;dal basso&#8221;: l&#8217;estremo ultimo del gelato più famoso di sempre, quella punta di cioccolato che si nasconde nel piccolo cono di carta che rimane dopo aver gustato la panna e sgranocchiato la cialda, diventa un fenomeno su Facebook e potrebbe costituire un&#8217;imperdibile opportunità per comunicare in modo nuovo con i consumatori 2.0.</p>
<p>La pagina Facebook inneggiante alla “<a href="http://www.facebook.com/s.php?q=punta+di+cioccolato+del+cornetto&amp;n=-1&amp;k=400000000010&amp;sf=r&amp;init=q&amp;sid=0#/pages/La-punta-di-cioccolato-del-Cornetto-Algida/31390859276?sid=0&amp;ref=s">punta di cioccolato del cornetto Algida</a>”. Mi fa impazzire.</p>
<p><strong>In Unilever lo sanno che esiste?</strong> No, non dico i giovani Product Manager: magari proprio uno di loro è l’amministratore di questa cosa, se l&#8217;è inventata una sera per scherzo e magari gli è pure sfuggita un po&#8217; di mano. Io dico: l’amministratore delegato di Unilever Italia lo sa? Ha idea della potenza di questa apparente cavolata?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4020" title="La punta del Cornetto" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/n31390859276_839629_3765.jpg" alt="La punta del Cornetto" width="168" height="203" />Al momento in cui scrivo la pagina conta 652.131 fan. Seicentocinquantaduemila <strong>persone</strong>, molto di più degli abitanti della<span> </span>mia città natale. E’ un numero <em>spaventoso</em>. Testimonia <strong>la potenza aggregante di qualcosa</strong>, qualcosa di cui una marca è portatrice, spesso addirittura a sua insaputa. Esistono anche due contro-gruppi di gente che odia la famosa punta di cioccolato ed è solita buttarla via, e uno di golosi ma sfortunati: “quelli che la punta del cornetto gli si incastra nella carta” (potrebbe uscirne qualche nuova idea per il packaging!). A me questa famosa punta ricorda mia madre, da cui ho preso tutta la golosità di cui sono capace, le estati da adolescente al mare, e le lotte con lei per accaparrarsela. E altre 652.130 persone avranno altri ricordi.</p>
<p>Volendo sfruttare questo <strong>inestimabile patrimonio emotivo</strong>, sono molte le iniziative che si potrebbero intraprendere:</p>
<ul>
<li>invito a registrarsi in una <strong>community ristretta</strong> dove si lavora allo sviluppo delle prossime varianti di Cornetto, oppure si vedono e si commentano in anteprima le prossime pubblicità;</li>
<li>invito personalizzato a <strong>eventi speciali</strong> online. Che so, una sessione di domande e risposte col responsabile ricerca sviluppo e assaggi del cornetto;</li>
<li><span><strong>focus group e sondaggi</strong>:</span> vi piace questo packaging? No? Cos’ha che non va? Allora quest’altro? Ti piace questo claim “da oggi la punta non si spezza più?” oppure preferite “la punta più cioccolatosa di sempre?” (quest&#8217;idea si potrebbe realizzare direttamente all&#8217;interno di Facebook con un&#8217;applicazione come <a href="http://apps.facebook.com/opinionpolls/index.php">Poll</a>);</li>
<li>invito al contro-gruppo per rispondere al test “che cosa esattamente ti fa schifo?”;</li>
<li>altre ricerche di mercato (le agenzie di ricerca si fanno pagare per trovare <em>trecento</em> persone disposte a rispondere a un test, qui c’è un bacino potenziale di <em>seicentocinquantaduemila…);</em></li>
<li><strong>applicazioni Facebook</strong>, con i test “che parte del cornetto sei”, &#8220;crea il tuo cornetto e offrilo a un amico&#8221;, e tremila altre idee che se il team Algida si sedesse per una giornata di brainstorming uscirebbero in quantità;</li>
<li>promozioni e concorsi: &#8220;mandaci la foto più simpatica della tua punta di cioccolato e diventi il testimonial del mese&#8221;;</li>
<li>e ovviamente, l’invito sul blog del Cornetto, per condividere storie ed esperienze divertenti che abbiano per protagonista il gelato (parola d&#8217;ordine: &#8220;co<em>n</em>icità&#8221; <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' />  )</li>
</ul>
<p>Un prodotto, grazie ai social media, non farà più pubblicità: <strong>farà <em>amicizia </em>con i suoi fan</strong>, se saprà proporsi in modo umano, simpatico e non supponente. Li metterà al corrente delle iniziative in anteprima, insomma si comporterà come ben sa fare chi gestisce un fan club. <strong>E i fan, sono loro che faranno pubblicità</strong>. Le persone non credono più nella pubblicità istituzionale ormai, ma credono ad altre persone. Potrebbero riuscirci anche uno spray sgrassatore o un dado da brodo? Agendo in modo intelligente e carino, sono convinta di sì.</p>
<p>Nel giro di poco tempo cominceremo a vedere moltiplicarsi iniziative di questo genere. Siamo entrati in pieno nell’epoca del WOM (word of mouth, anzi, word of <em>mouse</em>), mentre la comunicazione di massa se la passa sempre peggio.</p>
<p>Intanto, un albergatore furbissimo di Perugia ha pubblicato questo annuncio nella bacheca del gruppo:</p>
<blockquote><p><img style="float:right; margin:0 0 0 20px" title="Un albergo di cioccolato..." src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/530865b982057dce662602854154aa5ejpeg.jpg" alt="Un albergo di cioccolato..." width="250" height="201" />Ciao a tutti i chocoholics! Se volete venire a pernottare presso il nostro Hotel a tema cioccolato&#8230;..Siete i benvenuti! Affrettatevi! I primi 5 vincono una camera matrimoniale a soli 0,99 centesimi! E se non rientrate tra i primi 5&#8230;.Non preoccupatevi! 30 camere sono disponibili per la notte del 13 febbraio, suddivise su tre piani: latte, gianduia e fondente! Affrettatevi!<br />
Fate amicizia con noi!</p></blockquote>
<p><em></em></p>
<p>Pubblicità gratis, copertura nazionale, target specifico di amanti del cioccolato. <em>Fate amicizia con noi.</em></p>
<p>Mentre i dottori si scervellano sulle metriche dei social media e le società di consulenza calcolano i ROI, l&#8217;albergatore di Perugia ha capito come si fa. Basta che gli risponda lo 0,5% della gente che ha contattato, e altro che occupare le sue trenta camere&#8230;</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=4019&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Donne, tecnologia e benessere al GGD</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/internet-news/2009/donne-tecnologia-e-benessere-al-ggd/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Jun 2009 08:33:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[flessibilità]]></category>
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		<category><![CDATA[internet]]></category>
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		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo appuntamento GGD in Romagna  ha affrontato il tema del rapporto tra la tecnologia e il benessere. Argomento molto interessante, soprattutto se rapportato al mondo femminile.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/internet-news/" title="News"><img src="/wp-images/icons/categ_internet-news.gif" align="right" width="32" height="32" alt="News" /></a>
<p><img class="destra" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/ggd-300x192.png" alt="GGD Romagna" width="222" height="142" />Venerdì 29 maggio da brava blogger forlivese sono stata al <a href="#fonti">GGD Romagna</a> in rappresentanza di <strong>Online Marketing Blog, sponsor dell&#8217;evento</strong>.</p>
<p>Per chi non sapesse di cosa stia parlando le <a href="#fonti">Girl Geek Dinners</a> sono cene o incontri destinati a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media.</p>
<p>Il primo appuntamento GGD in Romagna  ha affrontato il tema del <strong>rapporto tra la tecnologia e il benessere</strong>. Argomento molto interessante e ricco di possibili sviluppi, soprattutto se rapportato al mondo femminile. Molte donne purtroppo si trovano infatti in difficoltà nel coniugare vita professionale e famigliare, finendo spesso col dover scegliere di dedicarsi solamente ad una delle due attività. <a href="#fonti">Dati del 2008</a> dimostrano quanto questa situazione sia reale:</p>
<ul>
<li>il <strong>25% delle donne rinuncia al proprio posto di lavoro dopo il primo figlio</strong> e la percentuale sale al 40% dopo il secondo;</li>
<li>su circa 900 top e middle manager (metà uomini e metà donne), <strong>solo l&#8217;11% delle donne risulta sposata con figli</strong>, rispetto al 53% dei colleghi maschi.</li>
</ul>
<p>Dati che portano ad affermare che <strong>nel lavoro il tempo è un grande fattore di discriminazione.</strong></p>
<p>Per far si che questa situazione non si protragga nel tempo è importante ripensare il modello organizzativo delle nostre aziende e il flusso di sviluppo delle carriere, prefiggendosi <strong>l&#8217;obiettivo di porre le persone al centro dell’attività lavorativa</strong>.</p>
<p>Le <strong>tecnologie mobile,</strong> consentendo di <strong>superare le tradizionali difficoltà legate all’accesso ai sistemi informativi dall’esterno dell’azienda,</strong> rivestono in questo processo di cambiamento un ruolo fondamentale. Senza di esse infatti non potremmo nemmeno affrontare questo discorso.</p>
<p>Un accesso ai sistemi informativi sempre più flessibile e personalizzabile, che permette alle persone di essere produttive anche al di fuori delle aziende, quindi di <strong>conciliare con maggiore autonomia la dimensione professionale con quella privata e sociale</strong>.</p>
<p>Altro concetto più volte ribadito durante la serata, quindi fortemente sentito, è stata <strong>la</strong> <strong>funzione delle tecnologie in quanto strumenti al servizio degli uomini</strong><strong> </strong>e non viceversa. Se infatti le tecnologie inizialmente venivano utilizzate per evitare agli uomini di compiere lavori faticosi (pensiamo alle macchine costruite durante la rivoluzione industriale, ma anche alla più vicina lavatrice), oggi vengono impiegate per evitare di compiere attivtà ripetitve e monotone, lasciando quindi all&#8217;uomo il tempo di dedicarsi alla parte creativa del lavoro (non ancora delegabile alle macchine&#8230; ).</p>
<p>Una serata interessante, capace di far incontrare donne (e non solo) che condividono un interesse, quindi di far nascere nuovi rapporti e nuove idee.</p>
<p>Consiglio perciò a tutte(i) di tenere sott&#8217;occhio il calendario delle Girl Geek Dinners.</p>
<p><a name="fonti">Fonti</a> per l&#8217;approfondimento:</p>
<ul>
<li>GGD Romagna &#8211; <a href="http://girlgeekdinnersromagna.com/">Girl Geek Dinners Romagna</a></li>
<li>GGD Italia &#8211; <a href="http://www.girlgeekdinnersitalia.com/"> Girl Geek Dinners Italia</a></li>
<li>Server Donne &#8211; <a href="http://www.women.it/cms/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=410&amp;Itemid=93">DOnne e TEcnologie: Una DOTE per l&#8217;Italia</a></li>
</ul>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=3825&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Marketing della conversazione: dai blogger alle aziende</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2009/marketing-conversazione-blogger-aziende/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 10:34:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Rubino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[barilla]]></category>
		<category><![CDATA[blogging]]></category>
		<category><![CDATA[marketing comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[marketing della conversazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Mamme e blogger, per una nuova conversazione con e verso le aziende. Nasce il progetto Powered by People, che ha già coinvolto Barilla e si appresta a crescere...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<!-- no icon for 'Marketing' --><p style="text-align: justify;">Da qualche tempo un segmento particolare della blogosfera italiana, quello delle <a href="http://www.girlgeekdinnersitalia.com/2009/04/il-meraviglioso-mondo-delle-geek-moms/" target="_blank">donne e mamme blogger</a>, gode di una certa <a href="http://dweb.repubblica.it/dweb/2008/08/23/societa/societa/103not611103.html" target="_blank">attenzione</a> da parte dei media ed è in particolare <a href="http://blog.fattoremamma.com/2008/12/12/ecco-le-presentazioni-dellincontro-con-le-mamme-blogger/" target="_blank">fermento</a> (basta osservare il proliferare di aggregatori). Alcuni dei temi emersi nelle loro discussioni sono proprio quelli di cui avevo già parlato <a href="http://www.online-marketing.it/marketing/2009/donne-e-mamme-online/" target="_blank">qui</a>: l&#8217;insofferenza verso modelli culturali anacronistici e stereotipati.</p>
<p style="text-align: justify;">Contemporaneamente, le prime aziende del largo consumo hanno cominciato ad &#8220;approcciare&#8221; i blogger con delle operazioni di <em>buzz,</em> talvolta destando alcune perplessità dovute alla tendenza a riapplicare le logiche del marketing tradizionale (ad esempio &#8220;la conferenza stampa&#8221;) a dei &#8220;media&#8221;, i blog, che invece sono un mondo completamente diverso.</p>
<p style="text-align: justify;">In USA, il <em>mommy blogging </em>è un fenomeno massiccio e consolidato e il <a href="http://www.adweek.com/aw/content_display/news/digital/e3icda4693bce31a5adaaa7b9d254568682?pn=1" target="_blank">rapporto con i brands</a> si è evoluto in varie forme e direzioni. Sarebbe facile aspettarsi che anche noi seguiremo tra poco questi modelli, secondo la regola della &#8220;decina d&#8217;anni di ritardo&#8221; sui fenomeni USA.</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="destra" title="VereMamme.it" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/immagine-12.png" alt="VereMamme.it" width="250" height="117" />Certo, direte, le donne responsabili d&#8217;acquisto sono il target per eccellenza delle grandi aziende del Fast Moving, e se le blogger più seguite parlano bene di un prodotto, si genera word of mouth positivo tra le loro lettrici. Logico quindi, che le aziende vogliano entrare in contatto con le blogger più seguite per ottenere citazioni dei loro prodotti. Ma le blogger hanno una loro personalità, una loro linea editoriale, selezionano criticamente le loro fonti, &#8220;<a href="http://managerdimestessa.blog.tiscali.it//Stupitemi_con_effetti_speciali_1976565.shtml" target="_blank">non fanno copia-incolla di un comunicato stampa</a>&#8221; , e molte percepiscono giustamente un &#8220;post-marchetta&#8221; come una stonatura che offende la sensibilità delle lettrici. Richiedono, insomma, stimoli intellettuali e coinvolgimento maggiori.</p>
<p style="text-align: justify;">E se esistesse un&#8217;altra via? Se noi ci rifiutassimo di essere un <em>target,</em> con tutto il suo significato <em>passivo</em>, e invitassimo le aziende a superare una volta per tutte la termonologia kotleriana ispirata alla guerra per iniziare attivamente a dialogare? Se prendessimo <em>noi</em> delle iniziative per influenzare dal basso il rapporto con i brands, aggregandoci intorno a dei valori chiave e facendo delle precise richieste sulle tipologie di interazione, che ci interessano, cosa potrebbe succedere?</p>
<p style="text-align: justify;">Le aziende ci seguiranno? E come si delineerà il rapporto tra blogosfera e brands in Italia? Non posso saperlo, ma spero che si riduca a poche semplici parole: vero dialogo, e vera collaborazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>E non mi meraviglio se i primi segnali di questa nuova cultura provengono proprio dalle donne.</strong> Io credo profondamente che in questo momento le aziende e i consumatori possano sviluppare nuove forme di collaborazione per l’innovazione, per l’ambiente, per una migliore qualità della comunicazione, anche per eventi pr o promozioni intelligenti, con strumenti di lavoro mai visti prima. L&#8217;importante è aprire dei canali di dialogo, e <em>tenere alta la qualità di quel dialogo. </em>Con un gruppo di donne blogger ci siamo incontrate circa un mese fa e abbiamo parlato di queste cose. Abbiamo spiegato che il marketing in relazione ai blog non è necessariamente da demonizzare, ma che da questo incontro possono nascere buone iniziative, se si può realizzare un nuovo empowerment del consumatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Proprio per continuare a parlarne, nel mio sito <a href="http://www.veremamme.it/" target="_blank">www.veremamme.it</a> esiste una sezione che si chiama <a href="http://www.veremamme.it/il-giornale-di-bordo-veremamme/2009/4/24/il-marketing-della-conversazione.html" target="_blank">Marketing della Conversazione</a>, da cui è nato un progetto ambizioso: <strong>Powered by People</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Marketing della Conversazione di VereMamme è un luogo nuovo e ibrido, pensato sia per gli &#8220;addetti ai lavori&#8221; che conoscono bene le tematiche del web marketing &#8211; in particolare le tesi innovative del marketing partecipativo dell&#8217;era 2.0 &#8211; e vorrebbero vederle messe in pratica, sia per le tante lettrici, responsabili <strong>consapevoli </strong>degli acquisti familiari, che si accostano con curiosità a questi argomenti (e anche un po&#8217; di diffidenza) e desiderano dire la loro.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 110%;">Ma perchè sono qui a raccontarvelo? Perchè la prima azienda che ci ha ospitato ed ascoltato non ha un nome da poco: è stata <strong>Barilla</strong>, a Parma, proprio in seguito a <a href="http://www.online-marketing.it/social-marketing/2009/marketing-conversazione-mulino-bianco/" >questo post </a>su OMB. Ecco la presentazione che abbiamo portato in Barilla, ed ecco alcune foto della giornata.<br />
</span></p>
<div style="text-align: center; width: 100%;"><object width="425" height="355" data="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=marketingweb2-0bloggersworkshop-090325111210-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=marketing-web-20-bloggers-workshop" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slidesharecdn.com/swf/ssplayer2.swf?doc=marketingweb2-0bloggersworkshop-090325111210-phpapp01&amp;rel=0&amp;stripped_title=marketing-web-20-bloggers-workshop" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></div>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><a href="http://mammaimperfetta.iobloggo.com/222/mamme-digital" target="_blank">http://mammaimperfetta.iobloggo.com/222/mamme-digital</a></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="foto" style="float:right;margin:0 0 0 20px;" title="Spighe" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/blog_visual_lancio.png" alt="Spighe" width="175" height="151" />Il primo progetto di conversazione online nato da questo incontro sono <a href="http://www.mulinobianco.it/diari" target="_blank">I diari delle Spighe</a>. Da oggi, un folto gruppo di donne blogger che partecipano a Powered by People terrà un diario personale per condividere con l&#8217;azienda e gli altri lettori <em>la loro esperienza di un nuovo prodotto</em>. E&#8217; il nostro primo progetto  e da qui, ne sono convinta, possono nascere molte altre cose:<span style="font-size: 110%;"> come giornate di formazione nelle aziende, sviluppo e incubazione online di nuove idee di prodotto o di comunicazione, eventi speciali. </span></p>
<p style="text-align: justify;">I next steps?</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 110%;">Stiamo finalizzando il manifesto di Powered By People, perfezionando il nome per renderlo ancora più distintivo, e preparandoci a rendere nota l&#8217;iniziativa in tutte le sedi e presso tutti gli interlocutori più qualificati, a cominciare dalle agenzie. Vi terrò aggiornati.<br />
</span></p>
<p style="text-align: justify;">Per cominciare ne parlerò al prossimo <a href="http://www.mamcamp.com/" target="_blank">MaM Camp</a>, a Milano il 23 maggio.</p>
<p style="text-align: justify;">Seguitemi&#8230; spero ci sarà da divertirsi.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=3666&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Newsletter e Blog a confronto (3)</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 17:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Blog]]></category>
		<category><![CDATA[blog aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione online]]></category>
		<category><![CDATA[corporate blog]]></category>
		<category><![CDATA[email]]></category>
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		<category><![CDATA[social media]]></category>

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		<description><![CDATA[Newsletter aziendale e Corporate blog permettono di raggiungere obiettivi molto simili. vediamo insieme le principali differenze tra questi due strumenti di comunicazione online, simili negli obiettivi ma molto diversi per natura?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/" title="Web Marketing"><img src="/wp-images/icons/categ_web-marketing.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Web Marketing" /></a>
<p><img class="destra" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/newsletter.jpg" alt="newsletter" width="95" height="95" />Dopo aver parlato di <a href="#fonti">Come costruire relazioni con l&#8217;email marketing</a> e della necessità di <a href="#fonti">maggiore professionalità</a> in questo settore, oggi voglio proseguire l&#8217;argomento <strong>mettendo a confronto </strong>uno degli strumenti più utilizzati all&#8217;interno delle strategie di email marketing, la <strong>Newsletter Aziendale</strong>, con<strong> </strong>uno dei social media più apprezzati degli ultimi anni, il <strong>Corporate Blog</strong>.</p>
<p>L&#8217;idea mi è venuta leggendo quali obiettivi la Newsletter permettesse al brand di raggiungere, ovvero:<br />
<img src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/blog.jpg" alt="blog" width="152" height="100" />
<ul>
<li><strong>fidelizzazione</strong>;</li>
<li><strong>aumento del traffico</strong> verso il proprio sito;</li>
<li>incremento della <strong>brand awareness</strong>;</li>
<li>diffusione di <strong>informazioni</strong>.</li>
</ul>
<p>Letto questo elenco di opportunità associate alla newsletter aziendale, ho infatti pensato subito che erano pressapoco le stesse che si potevano citare per il corporate blog e così mi sono posta l&#8217;obiettivo di capire <strong>quali sono le principali differenze tra questi due strumenti</strong> di comunicazione, quindi su quali basi un&#8217;azienda avrebbe potuto scegliere quale sarebbe stato il mezzo più idoneo a raggiungere il proprio obiettivo.</p>
<p><strong>Newsletter vs blog: le differenze</strong></p>
<p><strong>1.</strong> Innanzitutto blog e newsletter sono profondamente <strong>differenti per natura</strong>: se il primo è conversazione, l&#8217;altro è informazione (anche se grazie al <em>reply</em> è possibile una comunicazione a due vie) e proprio per questo le loro peculiarità sono rispettivamente farsi luogo per il confronto e mantenere aperto un canale comunicativo.</p>
<p><a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/buzz-marketing-for-dummies.jpg"><img src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/buzz-marketing-for-dummies.jpg" alt="buzz-marketing-for-dummies" title="buzz-marketing-for-dummies" width="240" height="240" /></a><strong>2.</strong> In secondo luogo se il blog è online ed è solitamente <strong>accessibile</strong> a tutti in qualsiasi momento, la newsletter è un servizio offerto a chi ha già attivamente dimostrato interesse nei confronti del brand.</p>
<p><strong>3.</strong> Altra differenza riguarda <strong>la possibilità per gli</strong> <strong>utenti</strong> all&#8217;interno del blog <strong>di entrare in relazione tra di loro</strong>, diversamente da quanto accade con le newsletter, grazie alle quali ognuno può comunicare solo con la marca.</p>
<p><strong>4.</strong> Infine, allo scopo di valutare quale dei due strumenti può essere il più idoneo alla realizzazione degli obiettivi dell&#8217;azienda, è importante verificare <strong>se il brand è in possesso di</strong> <strong>un database di contatti interessati alla sua attività</strong>. Ovviamente è possibile acquistare o affittare liste da terzi ma seguendo queste strade non si raggiungerebbero gli stessi risultati. In questo caso il blog potrebbe rivelarsi utile proprio per costruire un proprio database di utenti (vedi anche <a href="#fonti">costruire una lista di email profilate</a>)</p>
<h4>Strumenti molto differenti</h4>
<p>Insomma, <strong>blog e newsletter si presentano e rapportano con l&#8217;utente in maniera totalmente diversa</strong>, per cui anche se i risultati che permettono di conseguire sono gli stessi, li raggiungono in maniera molto differente.</p>
<p>Ovviamente <strong>l&#8217;integrazione di questi due strumenti offrirebbe al brand interessanti possibilità comunicative</strong> permettendogli ad esempio di essere presente online, pronto a comunicare con chiunque ne abbia voglia e motivo, grazie al blog, per poi avere la possibità di fidelizzare l&#8217;utente attraverso la newsletter. Le combinazioni sono le più disparate.</p>
<p>Altre osservazioni?</p>
<p><a name="fonti">Fonti</a> per l&#8217;approfondimento:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/costruire-relazioni-email-marketing-1/">Come costruire relazioni con l&#8217;email marketing</a></li>
<li><a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/2009/maggiore-professionalita-per-lemail-marketing-2/">Maggiore Professionalità per l&#8217;email marketing</a></li>
<li><a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/2008/lista-di-email-profilate/">Costruire una lista di email profilate</a></li>
</ul>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=3421&type=feed" alt="" />

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		<title>Effetto Serendipity per i brand online</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Apr 2009 15:42:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[brand awareness]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione online]]></category>
		<category><![CDATA[consumatori]]></category>
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		<category><![CDATA[internet]]></category>
		<category><![CDATA[Rete]]></category>
		<category><![CDATA[serendipity]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[La Serendipity è lo scoprire una cosa non cercata ed imprevista mentre se ne sta cercando un'altra o il trovare qualcosa che si sta cercando, ma in un luogo o in un modo del tutto inaspettato. Ma cosa c'entra coi brand?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p>La <strong>Serendipity</strong>, in italiano <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serendipità" target="_blank">serendipità</a>, è lo scoprire una cosa non cercata ed imprevista mentre se ne sta cercando un&#8217;altra o il trovare qualcosa che si sta cercando, ma in un luogo o in un modo del tutto inaspettato. Un termine positivo e felice, tanto da essere tradotto anche in &#8220;fortuna&#8221;.</p>
<p><img class="destra" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/rete-150x150.jpg" alt="rete" width="150" height="150" />Basta dare la definizione del termine che subito si capisce come<strong> la Rete, per sua natura, sia un ambiente perfetto perchè l&#8217;effetto Serendipity si manifesti</strong>, tanto da esserne diventato una peculiarità.</p>
<h4>Ma la Serendipity cosa c&#8217;entra coi brand?</h4>
<p>Un consumatore <strong>apre il suo motore di ricerca ed immette il nome del prodotto che è interessato ad acquistare</strong> o più semplicemente, non avendo ancora le idee chiare, la categoria di prodotto cui è interessato.</p>
<p><strong>Cosa gli apparirà tra i risultati?</strong> Il consumatore non lo sa ma in base alle soluzioni presentate e all&#8217;ordine in cui gli compariranno nella SERP del motore di ricerca, effettuerà la sua scelta ed inizierà un percorso casuale attraverso i link che collegano i nodi della Rete.</p>
<p>La <strong>Rete è disordine</strong>: l&#8217;ingente mole di informazioni pubblicata online, quotidianamente in aggiornamento, scoraggia qualsiasi tentativo di organizzazione e permette al Web di mantenere la sua natura incontrollabile.<img title="serendipity movie" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/serendipity-221x300.jpg" alt="serendipity movie" width="221" height="300" /><strong>Le possibilità di trovare informazioni inaspettate divengono così infinite</strong>: un utente può leggere le fonti del suo aggregatore e trovare un articolo particolarmente interessante; può finire nella <em>wish list</em> di un amico e trovare curioso uno dei suoi &#8220;desideri&#8221;; può leggere la recensione di un film per poi finire tra i consigliati o ascoltare la sequenza di brani proposta dal contatto di un amico e conoscere così nuovi artisti. Sul Web è un continuo proporre, condividere e consigliare. Se un prodotto è valido, o viceversa, molto probabilmente qualcuno in Rete lo sta già &#8220;urlando&#8221;.</p>
<h4>La differenza con la vita reale</h4>
<p>L&#8217;effetto Serendipity può essere innescato da una ricerca dell&#8217;utente, le informazioni trovate arrivano da un numero esponenzialmente più alto di persone e soprattutto sono rintracciabili per link, collegamenti che permettono di approfondire l&#8217;argomento.</p>
<h4>La Serendipity è un&#8217;opportunità</h4>
<p>I marketers devono essere consapevoli di queste continue mutevoli alternative che si presentano all&#8217;utente e cercare, per quanto possibile, di gestirle (controllarle è impossibile e soprattutto controproducente).<strong> Il consumatore di oggi non si accontenta più di sentire la voce ufficiale del brand, vuole ascoltare il parere e l&#8217;esperienza d&#8217;uso di utenti come lui</strong>.</p>
<p><strong>La Serendipty offre quindi alle marche</strong>, inaspettatamente da quanto i marketers più retrogradi possono pensare, <strong>un&#8217;incredibile opportunità</strong> <strong>di crescita</strong>.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2909&type=feed" alt="" />

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		<title>Web e utenti spodestano Stampa e giornalisti</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2009/ugc-vs-stampa/</link>
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		<pubDate>Fri, 06 Feb 2009 12:35:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
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		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

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		<description><![CDATA[Velocità, immediatezza e accesso diffuso alla Rete permettono un'informazione aggiornata e multifonte. Queste le motivazioni che fanno del web e dei suoi utenti i media più adatti alla diffusione di news. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p>Negli ultimi anni gli eventi straordinari che hanno investito il mondo sono stati raccontati non solo dai media <em>mainstream</em> ma anche da <strong>persone comuni</strong> presenti in quella specifica circostanza. Notizie dell&#8217;ultimo minuto e filmati che trovano <strong>nella Rete una via diretta e democratica per diffondersi</strong>. Una cronaca immediata, continua e realistica.</p>
<p><a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/web20.jpg"><img style="margin: 5px 15px 10px 0;" title="democrazia web2.0" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/web20-268x300.jpg" alt="democrazia web2.0" width="268" height="300" /></a>Lo sviluppo della tecnologia, sempre più mobile ed accessibile, offre alla maggior parte delle persone comuni, residenti in paesi sviluppati, la possibilità di raccontare  accadimenti attraverso testi, immagini, file audio e video. Facoltà che solo da pochi anni non è più prerogativa dei soli giornalisti.</p>
<p>Fin dall&#8217;inizio la Rete è stato un luogo democratico, dove chiunque può contribuire alla comunicazione e diffusione della conoscenza. Gli strumenti si fanno di volta in volta più semplici da utilizzare e più potenti: già da anni l&#8217;ampia diffusione dei <strong>blog</strong>, ed ultimamente l&#8217;offerta di sistemi ancora più veloci ed immediati da utilizzare, come il <strong>microblogging (<a href="http://twitter.com" target="_blank">Twitter</a>, <a href="http://www.jaiku.com" target="_blank">Jaiku</a></strong>) e i <strong>social networks (<a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, <a href="http://www.myspace.com" target="_blank">MySpace</a>), permettono a chiunque abbia qualcosa da raccontare di aprire un canale di comunicazione col mondo.</strong><br/>&nbsp;</p>
<h4>Eventi raccontati dalla Rete</h4>
<p>L&#8217;attacco alle torri gemelle dell&#8217;11 settembre 2001 è stato il primo drammatico evento ad essere stato raccontato prima dai blogger che dagli &#8220;addetti ai lavori&#8221;. Persone comuni ma presenti sul posto che attraverso la Rete divulgano documenti e notizie da loro raccolti. <a href="http://www.nycbloggers.com/911.asp" target="_blank">Testimonianze</a> che per il loro alto valore informativo ed emozionale vengono sempre più riprese anche dai media <em>mainstream</em>.</p>
<p>Come segnalato da <a href="http://politicaesocieta.blogosfere.it/2008/12/massacro-a-gaza-reporter-su-facebook-e-israele-si-difende-su-twitter-e-youtube.html" target="_blank">politicaesocieta.blogosfere.it</a> <strong>l&#8217;ultimo doloroso evento raccontato</strong> da persone comuni attraverso la Rete e i suoi ormai infiniti strumenti sociali, <strong>è stato l&#8217;attacco israeliano alla Striscia di Gaza. </strong>Racconti su Facebook di persone coinvolte sono stati ripresi anche dal <a href="http://www.corriere.it/esteri/08_dicembre_30/palestinesi_online_alessandro_trevisani_3f1b4e80-d5f4-11dd-9a1d-00144f02aabc.shtml" target="_blank">Corriere della Sera</a> e a riprova del sempre più importante ruolo che la comunicazione online sta assumendo, il Consolato di Israele ha lanciato su questo media una campagna di comunicazione per difendere le proprie decisioni. <em>Avital Leibovich</em>, responsabile della campagna di comunicazione digitale delle Forze di Difesa Israeliane (IDF), ha infatti aperto un <a href="http://www.israelpolitik.org/about/" target="_blank">blog</a>, un canale su <a href="http://twitter.com/israelconsulate" target="_blank">Twitter</a> ed uno su <a href="http://it.youtube.com/user/idfnadesk" target="_blank">YouTube</a>, affermando sul <a href="http://www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/JPArticle/ShowFull&amp;cid=1230456531523" target="_blank">Jerusalem Post</a> che  <em>&#8220;The blogosphere and new media are another war zone. We have to be relevant there&#8221;</em>.</p>
<p><a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/911_victims.jpg"><img class="destra" title="Poster vittime dell'11 settembre" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/911_victims-150x150.jpg" alt="Poster vittime dell'11 settembre" width="150" height="150" /></a>Un&#8217;informazione, quella sulla Rete, <strong>veloce, immediata e multifonte</strong>. Un grande testo unico, un&#8217;opera aperta in cui ogni informazione è raggiungibile da qualsiasi punto di partenza. Su internet, i limiti legati ai tradizionali mezzi mediatici  scompaiono per dare spazio all&#8217;utente e alle sue esigenze: chi vuole informarsi non deve più stare agli orari, alla scaletta e ai tempi ristretti dei <em>mass media</em>, non ha limiti di conoscenza, può saltare velocemente da una fonte all&#8217;altra ed interagire con essa. Il tutto a costi limitatissimi. D&#8217;altro canto, anche chi scrive, è libero da obblighi e formalità insite nei tradizionali mezzi di comunicazione. Certo, per accedere alle informazioni in Rete è necessario possedere un supporto hardware ed uno software, ma su questo fronte i miglioramenti si registrano di giorno in giorno.</p>
<h4>Può quindi il web rivelarsi il media più adatto alla diffusione di notizie?</h4>
<p>Per quel che riguarda notizie dell&#8217;ultimo minuto direi proprio di si: <strong>velocità, immediatezza e accesso diffuso</strong> alla Rete permettono un&#8217;<strong>informazione aggiornata e multifonte</strong>. La <strong>stampa tradizionale</strong>, d&#8217;altro canto, si dimostra più <strong>adeguata agli approfondimenti</strong>: i testi lunghi  non sono adatti alla lettura a video e la loro impegnativa stesura implica il possesso di conoscenze e competenze tecniche non individuabili nell&#8217;utente comune.</p>
<h4>La comunicazione diretta</h4>
<p>L&#8217;informazione, come tanti altri settori, sta vivendo grazie al Web un <strong>processo di disintermediazione</strong>. I giornalisti, consapevoli di possibilità e criticità legate alla Rete, devono imparare ad evolvere con essa sganciandosi dai vecchi sistemi informativi. Il cambiamento, per l&#8217;impegno mentale che implica, viene spesso accusato di peggiorare le condizioni di vita delle persone coinvolte ma cambiare, nella maggior parte dei casi, significa <strong>creare nuove opportunità</strong>: l&#8217;importante è saperle cogliere.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2333&type=feed" alt="" />

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		<title>I bambini sono già online</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jan 2009 10:44:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[brand]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione online]]></category>
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		<category><![CDATA[videogiochi]]></category>

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		<description><![CDATA[In America diverse ricerche rilevano come i più giovani siano sempre più presenti online. Ma cosa dire dei bambini italiani? I contenuti extra offerti dai brand per bambini sui loro siti, sembrerebbero confermarne la presenza.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/social-marketing/" title="Social Media Marketing"><img src="/wp-images/icons/categ_social-marketing.png" align="right" width="38" height="38" alt="Social Media Marketing" /></a>
<p>In un <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/bambini-rete-pubblicita/">post recente</a> abbiamo parlato di come i bambini siano più reattivi degli adulti agli inviti che provengono dalla comunicazione offline e sollecitino approfondimenti nel mondo online.</p>
<p><img class="foto" style="float: right;" title="bambini al computer" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/xoxo_ebook_640-300x200.jpg" alt="bambini al computer" width="240" height="160" /> Su <a href="http://www.marketingvox.com/childrens-book-market-going-digital-042712/" target="_blank">Vox </a>leggo inoltre di come <strong>il mercato dei libri per bambini</strong>, sempre in America, <strong>stia rapidamente abbracciando il mondo del digitale</strong>: i bambini, crescendo immersi nella tecnologia, sono infatti propensi alla lettura a video e attraverso gli e-book readers. L&#8217;articolo continua sottolineando come gli editori stiano rispondendo all&#8217;evoluzione del mercato caricando online la versione digitale e la versione audio dei libri, oltre che offrendo contenuti supplettivi come giochi e mondi virtuali.</p>
<h4>Qualche esempio in Italia</h4>
<p>Forse nel nostro Paese non possiamo ancora parlare di incremento dell&#8217;importanza degli e-book per bambini, ma di certo <strong>anche i nostri piccoli vanno sempre più su Internet</strong>, sollecitati anche dagli insegnamenti che ricevono a scuola (sempre più siti sono dedicati ai bambini e alla didattica attraverso la Rete). <strong>I siti dei brand che si rivolgono ai più giovani, coi loro infiniti contenuti extra, confermano la presenza dei bambini online</strong>.</p>
<p>La <em>Ferrero</em>, ad esempio, tra i suoi siti vanta <em><a href="http://cartoon.ferrero.it/index.php">Ferrero Cartoon</a></em>, uno spazio dedicato interamente a cartoni, videogiochi, giochi e gadget, ma anche <em><a href="http://www.magic-kinder.com/mk2008/IT_it/html/home.htm">Magic Kinder</a></em>, il sito dedicato al famoso ovetto Kinder, attraverso il quale i bambini possono immergersi nel fantastico mondo delle sorprese. Qui i bambini, oltre che guardare e segnalare agli amici giochi e video, possono votare le sorprese che preferiscono ammettendole così al Magic Kinder Cup.  Tra i siti spicca inoltre <em><a href="http://www.mostriepirati.it/">Mostri e Pirati</a></em>, interamente dedicato all&#8217;avventura mostruosa firmata Kinder. Un cartone che vive esclusivamente nei suoi prodotti e ovviamente in Rete.</p>
<p><img class="foto" title="bambino gioca al computer" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/et-computer-kid-happy-surprised2-150x150.jpg" alt="bambino gioca al computer" width="150" height="150" />Anche <em>Giochi Preziosi</em> non si è lasciata scappare l&#8217;occasione di intensificare il proprio rapporto coi più piccoli, creando sul web il mondo dei Gormiti. Iscrivendosi al  <em><a href="http://test.gormiticlub.it/home/">Gormiti Club</a></em> sarà possibile essere aggiornati su novità ed eventi, completare la propria collezione,  partecipare a sondaggi, inviare foto e scrivere ai propri personaggi preferiti. Giochi, screensavers, wallpapers, icone, emoticons, disegni da colorare e newsletter sono inoltre disponibili sul sito.</p>
<p>Lo stesso vale per il <a href="http://www.winxclub.com/index.php?lingua=it">Winx Club</a>, ideato da Iginio Straffi, la <a href="http://www.melevisione.rai.it/#">Melevisione</a>, il programma televisivo per bambini della <em>Rai</em> e il sito <a href="http://www.deakids.it/index.php">DeA Kids</a> di <em>De Agostini</em>. Potrei continuare a citarne tanti altri ma<strong> i siti dedicati ai più giovani sono davvero tanti</strong>, soprattutto se contiamo anche quelli slegati dai brand. <a href="http://www.dienneti.it/bambini.htm" target="_blank">Questa directory</a> dedicata all&#8217;educazione e alla didattica ci offre una panoramica più completa del settore.</p>
<h4>Le aziende offrono mondi online ai bambini</h4>
<p>Alla domanda &#8220;i bambini sono online&#8221; non posso rispondere con precisione, ricerche in merito relative al solo territorio italiano non ne ho trovate. <strong>Le aziende sembrano però puntare sulla creazione di mondi virtuali ad hoc per i loro piccoli affezionati e non credo investano in attività senza presumere un ritorno</strong>. La Rete, ormai da tutti riconosciuta capace di creare relazioni, in questo specifico settore, grazie a multimedialità e interattività, si dimostra ancora più efficace nel creare valore aggiunto.</p>
<p>Cosa ne dite? Secondo la vostra esperienza si può affermare che i bambini sono online?</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2518&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Social network professionali: Link2me</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jan 2009 16:28:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione online]]></category>
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		<category><![CDATA[sem]]></category>
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		<description><![CDATA[Vogliamo segnalare un social network nato da poco e dedicato ai professionisti del mondo della comunicazione: www.link2me.it. E' online da circa un anno e si propone come punto di riferimento per i consulenti del settore, utile per trovare nuove opportunità lavorative, condividere le proprie competenze e mettere in piedi progetti collaborativi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p><img class="foto" style="float: right; margin-left: 5px;" title="logo social network" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/art31_04c.jpg" alt="logo social network" width="158" height="250" />Ormai nessuno che lavori nel campo del web marketing sottovaluta il potenziale dei social networks. Sulla scia del successo di alcuni noti come <a href="http://www.linkedin.com" target="_blank">LinkedIn</a>, <a href="http://www.xing.com" target="_blank">Xing</a>, <a href="http://www.facebook.com" target="_blank">Facebook</a>, vediamo nascere ogni giorno iniziative &#8220;social&#8221; più o meno brillanti.</p>
<p>Il campo si fa affollato e la competizione cresce. E&#8217; difficile (e anche non troppo utile) aprire ora un social network generalista, dal momento che <strong>il punto critico è proprio riuscire a distinguersi</strong> dalla massa, offrendo un vantaggio concreto: ne abbiamo tutti abbastanza dei form da compilare, non vogliamo un altro (ennesimo) profilo.</p>
<p>A mio parere (supportato da <a href="http://www.emarketer.com/Article.aspx?id=1006836" target="_blank">pareri di nomi più illustri</a> <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';-)' class='wp-smiley' />  ) <strong>per riuscire è necessario avere le idee chiare e focalizzarsi in un ambito specifico</strong>.</p>
<p><a href="http://www.link2me.it" target="_blank"><img class="foto" title="logo link2me" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/logo.gif" alt="logo link2me" width="244" height="74" /></a>Per fortuna in molti l&#8217;hanno già capito, e anche in Italia ci sono alcuni begli esempi di successo. Vogliamo segnalare un social network nato da poco e <strong>dedicato ai professionisti del mondo della comunicazione: <a href="http://www.link2me.it" target="_blank">www.link2me.it</a></strong>. E&#8217; online da circa un anno e si propone come punto di riferimento per i consulenti del settore, utile per trovare nuove opportunità lavorative, condividere le proprie competenze e mettere in piedi progetti collaborativi.</p>
<p>La caratteristica maggiormente interessante del portale è il <strong><a href="http://www.link2me.it/progetti.asp" target="_blank">marketplace</a>: qui i potenziali clienti possono pubblicare richieste e bandi di gara, e i professionisti possono a loro volta candidarsi</strong> per i vari progetti, costituendo anche, in caso, delle cordate per progetti più complessi.</p>
<p>Di recente ho conosciuto Jacopo Modesti, creatore del progetto Link2me, e ho pensato di fare cosa utile segnalando questo suo interessante progetto ai lettori del nostro Online Marketing Blog. L&#8217;idea può essere utile non solo per connettere gli operatori del settore, ma anche, grazie al citato marketplace, a raggiungere clienti e &#8220;formare il mercato&#8221;, con una informazione chiara e condivisa sui prezzi e sui requisiti di qualità richiesti dai progetti.</p>
<p>A discapito di quanti pensano di guadagnare sfruttando il fatto che Internet è ancora un mezzo (purtroppo) poco conosciuto da parte di molte aziende, e fare soldi sulla disinformazione. Auspico che progetti come questo ci aiutino a creare un mercato migliore, più consapevole e genuinamente competitivo.</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2389&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>I bambini seguono spot tv e pubblicità</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/bambini-rete-pubblicita/</link>
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		<pubDate>Wed, 31 Dec 2008 18:44:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Flavia Cangini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[advertising]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione online]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[marketing mix]]></category>
		<category><![CDATA[targeting demografico]]></category>

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		<description><![CDATA[In America il 46% dei bambini tra i 6 e gli 11 anni ha visitato un sito web per reperire maggiori informazioni rispetto un prodotto visto in spot televisivi o annunci pubblicitari. Quale futuro possiamo allora aspettarci per la comunicazione online?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p><img class="foto" style="float: right;" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/bambini-computer_29086-300x198.jpg" alt="bambini al computer" width="300" height="198" />In America <strong>il 46% dei bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni ha visitato un sito web per reperire maggiori informazioni rispetto un prodotto visto in spot televisivi o annunci pubblicitari</strong>. La ricerca di informazioni in risposta a pubblicità offline cresce all&#8217;aumentare dell&#8217;età dei giovani consumatori: su 10,7 milioni di bambini, il 26,5% ha 6-7 anni, il 33,3% 8-9 anni e il 40,2% 10-11 anni. A rivelarlo è un&#8217;<a href="http://www.mediamark.com/PDF/MRIPR_121608_KidsStudy.pdf">indagine </a>condotta da <a href="http://www.mediamark.com/">Mediamark Research</a> (MRI).</p>
<p>Un comportamento, quello sopra descritto, che si riscontra solitamente nei bambini abituati ad utilizzare la Rete: il 48% di loro naviga infatti su Internet quotidianamente, il 41% ha un personale indirizzo e-mail e il 40% negli ultimi 30 giorni ha usato un servizio di Instant Messenger.</p>
<p><a href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/2008-american-kids-study.png"><img class="foto" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/2008-american-kids-study-300x85.png" alt="2008-american-kids-study" width="300" height="85" /></a>Annie Marie Kelly, vice presidente del MRI, sottolinea come i giovani siano più sensibili agli inviti dei pubblicitari che propongono di visitare il sito del brand e di come i marketers dovrebbero prendere atto di questa loro inclinazione e &#8220;farne tesoro&#8221;.</p>
<p>Dell&#8217;utilità di un marketing mix diversificato, online e offline, capace di attirare utenti nel proprio sito, ha parlato anche Federico in un suo <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/2008/display-advertising-search/">post</a> recente.  Questa ricerca avvalora ulteriormente le sue parole, sottolineando come <strong>i bambini siano più reattivi degli adulti agli inviti che provengono dalla comunicazione offline e sollecitano approfondimenti nel mondo online</strong>.</p>
<p>La ricerca è stata svolta in America, paese decisamente evoluto in settori come tecnologia e connessione e per questo spesso anticipatore di tendenze.<strong> Il ruolo che le informazioni on-line andranno ad assumere si suppone quindi sarà sempre più rilevante</strong>. I bambini di oggi sono gli adulti di domani. Se già da piccoli maturano questo comportamento, col tempo non potranno che rafforzarlo e farne un’abitudine, anche senza l’invito formale dei pubblicitari.</p>
<p>Atteggiamento che nasce anche in risposta ai diversi bisogni che le due comunicazioni soddisfano: <strong>spesso la pubblicità offline riesce solo ad attirare l’attenzione del consumatore, mentre è online che l’utente trova informazioni utili per prendere decisioni</strong> (discorso che accenno solamente in quanto merita un post specifico).</p>
<p>E a voi? Quante volte è capitato di andare su Internet a cercare maggiori informazioni rispetto un prodotto di cui avevate visto o sentito un annuncio su tv, radio e giornali? E i vostri figli come si comportano?</p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2266&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		<title>Reputazione Online: quanto conta?</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/reputazione-online/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 22:17:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fabio Sutto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[online reputation]]></category>
		<category><![CDATA[orm]]></category>
		<category><![CDATA[reputation management]]></category>
		<category><![CDATA[reputazione online]]></category>

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		<description><![CDATA[La reputazione online, in che modo le opinioni dei navigatori influenzano le scelte degli altri navigatori?
Alcune considerazioni tratte dallo speech presentato al Rimini Web Marketing Event e da una recente ricerca Rubicon Consulting.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<p><a rel="lightbox" href="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/reputation.jpg"><img class="foto" style="float:right" title="Online Reviews" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/reputation-300x220.jpg" alt="" width="300" height="220" /></a></p>
<blockquote><p>Le opinioni espresse e pubblicate dagli utenti in rete influenzano le scelte degli altri navigatori, e spesso in modo determinante.</p></blockquote>
<p>Questa affermazione, scontata per gli addetti ai lavori, spesso coglie di sorpresa chi non ha mai riflettuto su fino a che punto i contenuti reperibili in rete forniscano <strong>un&#8217;immagine di noi</strong>, della nostra azienda e dei prodotti o servizi che quest&#8217;ultima offre.</p>
<p><strong>La rete parla di noi anche se non lo sappiamo o non lo vogliamo:</strong> infatti internet offre un enorme quantità di informazioni costantemente aggiornate, e quanto pubblicato rimane nel tempo, reperibile a chiunque sia interessato a quei dati. Nella rete commenti e opinioni sono oggetto di confronto tra gli utenti/consumatori anche a distanza di tempo dall’iniziale pubblicazione.</p>
<p>Secondo una <a title="Rubicon Consulting" href="http://rubiconconsulting.com/insight/whitepapers/2008/10/online-reviews-second-only-to.html" target="_blank">recente ricerca</a> avviata da <strong>Rubicon Consulting</strong> le recensioni online e i commenti dei navigatori, spesso sottovalutati da chi si occupa di marketing, sono secondi soltanto al <strong>passaparola</strong> quanto a capacità di influire sulle<strong> scelte di acquisto dei consumatori</strong>.</p>
<p>L&#8217;importanza del monitoraggio dell&#8217;immagine che emerge dalla rete è stata l&#8217;argomento del mio speech al <a title="Blog Rimini Web Marketing Event" href="http://blog.riminiwebmarketingevent.it/" target="_blank">Rimini Web Marketing Event</a>, quindi oggi ho pensato di condividere con i lettori di Online Marketing la <a href="#ppt">presentazione confezionata per l&#8217;occasione</a>: visto il contesto che ci ospitava (la fiera SIA Guest) avevo centrato la relazione sul mondo del <strong>turismo e dell&#8217;ospitalità alberghiera</strong>, rimanendo sorpreso dalla curiosità  e dal dibattito che l&#8217;argomento suscitò tra gli albergatori presenti.</p>
<p>Quante volte nella scelta di un hotel o di villaggio vacanza  abbiamo basato la nostra scelta sui &#8220;consigli&#8221; di chi vi era già stato e ha raccontato le proprie impressioni in rete? Io moltissime&#8230;anche se chiaramente i parametri a cui dare valore (es. prezzo, comfort,  qualità del cibo, distanza dal mare o dal centro&#8230;) cambiano di volta in volta in base allo <strong>scopo del soggiorno</strong> (es. lavoro o vacanza? Quale durata?)</p>
<p>Purtroppo molte aziende oggi ancora trascurano l&#8217;importanza delle community online perchè si fermano all&#8217;apparenza e valutano come solo un piccola percentuale degli utenti internet partecipi attivamente ad esse, così facendo tuttavia dimenticano che la <strong>maggior parte dei navigatori è composta da spettatori piuttosto che da attori </strong>e che in realtà chi attraversa la rete consulta sempre più spesso (sia direttamente, sia indirettamente, grazie ai motori di ricerca) forum, blog e newsgroup per ricavare informazioni che ritiene utili, anzi, <strong>determinanti</strong> (come appunto dimostrano la ricerca appena citata e le altre segnalate nella presentazione)</p>
<div id="__ss_829068" style="width: 425px; text-align: left;"><a style="font:14px Helvetica,Arial,Sans-serif;display:block;margin:12px 0 3px 0;text-decoration:underline;" title="Online Reputation Management" name="ppt" href="http://www.slideshare.net/onlinemarketingblog/online-reputation-management-presentation-829068?type=powerpoint">Online Reputation Management</a><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="355" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=onlinereputationmanagemet-1228751700927482-9&amp;stripped_title=online-reputation-management-presentation-829068" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="355" src="http://static.slideshare.net/swf/ssplayer2.swf?doc=onlinereputationmanagemet-1228751700927482-9&amp;stripped_title=online-reputation-management-presentation-829068" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p style="padding-top:30px">Sempre a proposito della ricerca Rubicon Consulting segnalo anche le <a title="Marketing Vox" href="http://www.marketingvox.com/online-reviews-second-only-to-wom-in-purchase-influence-042186/?utm_campaign=rssfeed&amp;utm_source=mv&amp;utm_medium=textlink" target="_blank">interessanti considerazion</a>i pubblicate da <strong>Marketing Vox</strong></p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2158&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Yalp! Pronti per la web tv?</title>
		<link>http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/yalp-pronti-web-tv/</link>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 09:02:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Calore</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Video adv]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[streaming video]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
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		<category><![CDATA[yalp]]></category>

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		<description><![CDATA[La settimana scorsa sono stato invitato da Digital PR ad un incontro con il team di Yalp!, il progetto per la web tv di Telecom Italia. Si è trattato di un incontro informale con alcuni blogger. Il futuro del video è necessariamente editoriale: contenuti di qualità, selezionati e proposti da una redazione.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/comunicazione/" title="Comunicazione"><img src="/wp-images/icons/categ_comunicazione.gif" align="right" width="32" height="32" alt="Comunicazione" /></a>
<a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/video-advertising/" title="Video adv"><img src="/wp-images/icons/categ_video-advertising.gif" align="right" width="38" height="37" alt="Video adv" /></a>
<p><a href="http://www.yalp.alice.it/"><img class="foto" style="float: right;" title="Yalp!" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/yalp.png" alt="" width="295" height="251" /></a>La settimana scorsa sono stato invitato da <a href="http://www.digital-pr.it/">Digital PR</a> ad un <strong>incontro con il team di <a href="http://www.yalp.alice.it/">Yalp!</a></strong>, il progetto per la <strong>web tv</strong> di Telecom Italia. Si è trattato di un <a href="http://hightech.blogosfere.it/2008/12/yalp-incontra-i-blogger-e-si-parla-di-web-tv.html">incontro informale con alcuni blogger</a>, durante il quale ho avuto il piacere di conoscere di persona, tra gli altri, <a href="http://montemagno.typepad.com/">Marco</a>, <a href="http://www.lafra.it/">Francesca</a>, <a href="http://webeconoscenza.blogspot.com/2008/12/yalp-e-i-blogger.html">Luigi</a>, <a href="http://www.camisanicalzolari.com/">Marco</a>. Purtroppo vivendo e lavorando da Amsterdam spesso sono fisicamente lontano dal mercato italiano, e mi riesce difficile essere presente a questo tipo di appuntamenti. Molto spesso ho contatti e conosco le persone solo &#8220;virtualmente&#8221;.</p>
<p>Anche per questo ho apprezzato la serata a Milano; con un bicchiere di vino ed un buon risotto abbiamo potuto discutere del mercato italiano dei video e della web tv. E&#8217; stata una serata piacevole e dagli spunti interessanti, speriamo di poter ripetere!</p>
<p>Di recente anche in questo blog abbiamo <a href="http://www.online-marketing.it/category/web-marketing/video-advertising/">parlato molto di video online</a>, cercando di delineare un futuro per questo mezzo di comunicazione che non cessa di aumentare di valore online. Tutte le stime sembrano infatti positive, e <strong>nascono ogni giorno progetti basati su formati video</strong>, dai social network ai video blog editoriali. <img class="foto" title="utenti dei video online" src="http://www.online-marketing.it/wp-content/uploads/099521-300x229.gif" alt="" width="300" height="229" />eMarketer ancora una volta scommette sui video, non smentendo <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/il-futuro-del-video-online/">quanto già annunciato</a> altre volte: la previsione è una reach in aumento (fonte: eMarketer, mercato USA), fino a raggiungere la grande maggioranza dell&#8217;intera popolazione internet nel giro di quattro anni.</p>
<p><strong>Più utenti sono abituati a fruire dei video online, più cresce la domanda e quindi il business.</strong></p>
<h4>Ma quali contenuti?</h4>
<p>Una critica spesso mossa al modello YouTube è l&#8217;incapacità di andare oltre al modello del video virale da 30 secondi: i video sono contenuti consumati come passatempo, e quasi sempre mal si prestano ad essere utilizzati per altri scopi, come <a href="http://www.online-marketing.it/web-marketing/comunicazione/2008/video-e-linguaggio-web/">di recente faceva notare Fabio</a>.</p>
<h4>Il problema è il mezzo o il contenuto?</h4>
<p>A mio parere <strong>siamo in un periodo di transizione</strong> i video online sono un prodotto ancora immaturo: fanno scalpore per i grandi numeri, ma questi numeri sono dovuti più che altro alle enormi possibilità del mezzo di comunicazione (Internet) ed alle meccaniche virali che ne permettono una diffusione a volte incredibile. Oltre a questo però, il famoso <strong>User Generated Content</strong>, almeno per quanto riguarda i video ed a parte felici eccezioni, <strong>si rivela spesso privo di</strong> (<em>perdonate il gioco di parole</em>) <strong>contenuti</strong>. Comunicare per comunicare, ma se non si ha nulla da dire?</p>
<p>Sono stati caricati <strong>milioni di video in YouTube</strong> e nelle altre piattaforme, ma quali di questi meritano veramente di essere visti? Quali possono attrarre un grande pubblico, per quali di questi <strong>saremmo disposti a pagare</strong>?</p>
<h4>Il futuro è editoriale</h4>
<p><strong>Il futuro del video è necessariamente editoriale: contenuti di qualità</strong>, selezionati e proposti da una redazione. Oltre alla qualità del contenuto, bisogna infatti anche prendere in considerazione il fattore scelta: la maggior parte di noi è abituata alla televisione, che si può guardare in modo totalmente passivo, non richiede quasi alcuno sforzo (se non quello di cambiare canale &#8211; o spegnere &#8211; quando si è stufi).</p>
<p>Questa preferenza per la non-scelta è di fatto confermato dalle stesse statistiche di YouTube: i video più visti sono sempre quelli che si trovano in home page o nella pagina dei consigli. Il fare una scelta implica uno sforzo, e quindi un costo da sostenere. Se mi propongono qualcosa, lo accetto volentieri.</p>
<p>Anche oltre oceano nascono progetti in questo senso, cito ad esempio <a href="http://www.hulu.com/">Hulu</a>, che propone online in streaming (di buona qualità) show, film e note serie americane (NdR: è necessario utilizzare un proxy per usufruire dei contenuti se non si risiede in USA).</p>
<p>PS: all&#8217;incontro con Yalp! ho peraltro scoperto il <a href="http://www.yalp.alice.it/bonsai/hp/index.html?clkc=clkc_yalp_home_hp__cbrand_1_canale1">canale Bonsai</a>, da vedere. <img src='http://www.online-marketing.it/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':-D' class='wp-smiley' /> </p>
<img src="http://www.online-marketing.it/?ak_action=api_record_view&id=2137&type=feed" alt="" />

<p>Pare che questo post sia particolare: non abbiamo trovato articoli correlati.</p>]]></content:encoded>
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