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Può una banca parlare con la gente?

Può una banca parlare con la gente?


Comunicazione

L’argomento è molto vasto e molto sentito tra gli esperti di social media.

Dalla rete emerge molta diffidenza nei confronti delle banche, percepite come poco trasparenti, e molta difficoltà di orientarsi tra prodotti poco differenziati: pertanto gli utenti si affidano molto a chi ha sperimentato direttamente vantaggi e svantaggi delle varie offerte.
Per una banca il punto non è solo “sbarcare in Rete” con qualche iniziativa, perchè è giusto e opportuno esserci, ma fare poi  qualcosa, con quell’iniziativa, che possa effettivamente migliorare la vita delle persone. E tutti sentiamo che le banche (ma anche le assicurazioni, e i servizi finanziari in generale) da questo punto di vista potrebbero dare tanto.
Personalmente sono stata molto colpita da un esempio citato dal libro-cult Groundswell: uno dei primi casi di una banca che si è aperta alla conversazione, anni fa, è stata la francese Crédit Mutuel, la cui firma è appunto “La banca a cui parlare”. Per trasformare uno slogan, in cui allora pochi credevano, in una realtà percepibile, la banca aprì una campagna sul tema “Se tu fossi un banchiere”, in cui gli utenti lanciavano idee su cosa avrebbero fatto, migliorato, cambiato, e lo facevano mettendosi “empaticamente” nei panni della banca stessa. Poi le idee migliori sono state realizzate: una delle più carine era un conto corrente fittizio con cui insegnare ai propri bambini i principi del risparmio e della gestione dei soldini, un bel gioco educativo insomma. Non credo che sarebbe facilmente venuto in mente al reparto marketing della banca.

A che punto siamo in Italia? Di certo ci sono ancora moltissime opportunità. Qualche tempo fa c’è stata una bella discussione qui, tra scetticismo, pragmatismo, idealismo, con moltissimi commenti interessanti da parte di cittadini supeattivi in Rete, che vi invito a leggere.
Intanto alcune banche cominciano a muoversi varie direzioni; ed ecco alcuni esempi recenti:

In materia di comunicazione, Monte dei Paschi di Siena ha portato in vita la sua campagna TV, “una storia italiana”, legandola a un concorso e ai contributi della rete. Belle le foto raccolte e le immagini backstage dello spot, mentre il diario-blog ha raccontato la genesi e gli sviluppi del progetto.

Banca Sella, “la banca delle idee” si è dotata di una bella area di conversazione e raccolta delle idee degli utenti, che ricorda molto da vicino l’esempio d’oltralpe citato prima. Colpisce piacevolmente la filosofia della collaborazione che si percepisce.

Libertà di banca, del gruppo UBI, presenta invece il classico concorso “diventa il testimonial”, in un’atmosfera molto “alternativa” (da figli dei fiori) e  molto curata.

Poco prima Intesa Sanpaolo aveva sponsorizzato il Superflash Blog con la sua omonima super-carta di credito. Un blog collettivo molto ricco, dai contenuti organizzati intorno ad alcuni temi portanti, e con premi finali decisamente attraenti per il popolo dei navigatori.

Infine è proprio di questi giorni il progetto Webank, la banca “online dal 1999″, a cui stanno contribuendo anche i cittadini di The Talking Village. Attraverso una prima fase di storytelling (“come internet ti ha cambiato la vita”) la banca entra in contatto con degli utenti-tester, che proveranno i prodotti e condivideranno pubblicamente le loro opinioni.

Quando, poco tempo fa, abbiamo fatto una piacevole chiacchierata col marketing di Webank, ci hanno detto che il Banking Online ha la relazione con la rete iscritta nel suo DNA, sin dall’inizio, per definizione. Verissimo, e la loro attenzione ai networks come FriendFeed e Facebook lo conferma.
Ma di che tipo di relazione si tratta? La linea di confine tra il coinvolgimento degli utenti in promozioni/concorsi a premi e vere conversazioni con la banca può talvolta essere sfumata.

A mio avviso, il criterio fondamentale di decisione dovrebbe rimanere questo: a strategie diverse corrispondono persone diverse da coinvolgere, e dunque strumenti diversi di coinvolgimento.
Per esempio, se l’obiettivo è traffico, animazione, buzz, awareness, allora offerte e promozioni con meccaniche ludiche ed estetiche molto gradevoli possono andare bene, soprattutto per quei gruppi numerosi di utenti molto “social”, chiacchieroni e giocherelloni (il popolo delle applicazioni e dei regalini di Facebook, per dire). Ma se l’obiettivo strategico fosse ideare nuovi prodotti insieme alla community o migliorare quelli esistenti ascoltando i loro veri bisogni, allora le meccaniche dovrebbero evolversi in modo tale da far emergere il contributo di coloro che hanno qualcosa di molto importante da dire: i loro insights. Una di queste meccaniche, adottata da Webank, è appunto lo storytelling (che ci appassiona molto e di cui abbiamo parlato qui), ma non è la sola, ed altre sicuramente verranno.

Inoltre penso che i requisiti delle operazioni di conversazione dovrebbero essere sempre:

  • la presenza e la partecipazione dell’azienda alla conversazione,
  • il contatto emotivo molto stretto tra i temi di conversazione e la community,
  • l’alta motivazione degli interlocutori (perchè partecipare? per avere un premio e/o sentire di aver fatto qualcosa di utile per me e per gli altri?)
  • e infine, risultati concreti e visibili: cosa facciamo insieme all’azienda una volta raccolti tutti i nostri contributi?

Naturalmente, su questo attendo anche le vostre opinioni…

PS: a proposito di apertura alla rete persino da parte della Pubblica Amminstrazione (certo per la vera conversazione è ancora presto!), anche se non c’entra niente voglio condividere con voi una piccola soddisfazione personale. Ieri sera ho compilato il mio primo ricorso contro una multa (ingiusta, ingiustissima!) al giudice di pace online. Si fa tutto qui e si riceve via mail la nota di iscrizione a ruolo e il ricorso, dopo due minuti.
Salvo poi stampare 5 copie, firmare, aggiungere una marca da bollo e inviare via raccomandata A/R. Ma vuoi mettere? :)

Per approfondimenti: Se i clienti vanno in rete, la banca li segue

Per partecipare al progetto Webank: Internet ti ha cambiato la vita? E’ il momento di raccontarci come

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Come sarà il 2010 del (web) marketing

Come sarà il 2010 del (web) marketing


Web Marketing

Benvenuto 2010!

Dopo una lunga pausa per le Feste natalizie, riprendiamo con (speriamo di riuscirci!) regolarità a pubblicare articoli, notizie e commenti di web marketing in OMB. In questo inizio anno ci siamo interrogati riguardo al 2009, traendo il bilancio dei risultati e stendendo i piani di marketing per il 2010.

Gli investimenti nell’innovazione nel 2009 sono stati pesantemente schiacciati dalla crisi economica mondiale e anche la promozione nel ha pesantemente risentito. A questo proposito, ci piace sempre ricordare (questa citazione è stata uno dei primissimi post in questo blog) Mr. Ford:

Chi smette di fare pubblicità per risparmiare soldi è come se fermasse l’orologio per risparmiare il tempo.
Henry Ford (1863-1947)

Le previsioni di eMarketer

Fondamentale è capire in che direzione andrà la Rete nel prossimo futuro, per poterne seguire i trend; ormai siamo abituati quasi a cambiare mestiere ogni anno, perché gli strumenti, gli attori e i meccanismi del marketing online cambiano e innovano così velocemente che, non appena si padroneggia bene una materia, è già ora di cambiare e ricominciare ad imparare. Ma questo è il bello del web marketing e di fare una professione da pionieri dove ancora la creatività, unita alla preparazione e professionalità, ha un ruolo importante.

2010 predictionseMarketer, come ogni inizio anno, ha pubblicato le sue previsioni per i prossimi mesi; sono naturalmente basate sul mercato US, come più volte ricordato, sotto molti aspetti più avanzato e ricettivo alle novità del nostro, ma possiamo comunque trarne utili prospettive.

Su un punto ci sono pochi dubbi: i budget di investimento per la promozione si sposteranno, più ancora, dai media tradizionali al digitale. Come si evince dal grafico previsionale qui a fianco, si prevede una crescita dell’advertising online – mediamente – del 10%. Dal canto nostro, speriamo che in Italia questo valore sia ancora maggiore, in modo da poter recuperare terreno. Le percentuali di investimento online, nel marketing mix delle aziende nostrane, sono ancora sotto alla doppia cifra, ed è quindi facile prevedere un aumento – percentualmente – elevato.

I prossimi mesi per il mercato italiano

A nostro avviso, anche nel 2010 si parlerà molto ancora di motori di ricerca, ma è sorta un’attenzione nuova (parlo dell’Italia, visto che in US è già campo conosciuto e consolidato ormai da anni) per la misurazione dei risultati, ovvero la web analytics. Ne abbiamo avuto una chiara conferma in occasione del Rimini Web Marketing Event, e dal riscontro positivo che ha riscosso una figura carismatica del settore come Avinash Kaushik: la materia interessa e tutti vogliono saperne di più.

Altre parole chiave importanti che hanno preso sempre più piede negli ultimi tempi, e che vediamo in ulteriore crescita d’importanza nei prossimi mesi sono: video advertising, viral marketingreal time search, social engagement (i link sono categorie di post o tag di questo blog, non a caso ;-) ).

E voi, cosa ne pensate? Quali saranno i nuovi trend?

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L’utopia del consumer centric

L’utopia del consumer centric


Comunicazione

Un pò di tempo fa mi sono imbattuta in un post dal titolo Companies Ignore Customer Feedback, Fail to Track WOM, un’affermazione che nasce in seguito alla ricerca Giving Customer Voice More Volume effettuata dal CMO Council su 480 marketers.

Secondo l’indagine il 38% degli intervistati hanno asserito che l’azienda per la quale lavorano non ha programmi idonei al tracciamento e alla propagazione del passaparola positivo tra consumatori e solo il 29% reputa la propria azienda capace di occuparsi e risolvere problemi e lamentele.

Cosa impedisce alle aziende di occuparsi dei consumatori?

non vedo, non sento, non parlo Il vero problema risiede nel valore che ancora oggi le realtà aziendali attribuiscono al consumatore e alla soddisfazione dei suoi bisogni. Porre al centro del proprio processo decisionale i consumatori quindi ascoltare e rispondere ad osservazioni e lamentele è ancora visto come un problema da risolvere e non come un’opportunità per trasformare esperienze negative in vantaggio competitivo. L’azienda è un sistema che non può vivere senza rapportarsi con l’ambiente esterno, senza il quale non può infatti esistere. Le infinite possibilità che oggi permettono ai brand di conversare e comprendere il mercato andrebbero quindi non solo colte al volo ma anche costruite.

Purtroppo l’indagine rivela viceversa che delle aziende prese in esame:

  • solo il 38% raccoglie l’opinione dei consumatori nelle situazioni in cui è coinvolto;
  • solo il 32% cerca di convertire i problemi in nuove opportunità di vendita e solo il 15% introduce nuovi prodotti e servizi come ulteriore occasione per monetizzare le relazioni;
  • solo il 17% sfrutta i momenti di interazione col consumatore per individuare e coltivare possibili sostenitori del brand.

conversazioneIl tutto nonostante i marketers intervistati conoscano e valutino importante l’esperienza vissuta dal consumatore. Ben l’83% ritiene infatti ”essenziale” o “sempre più importante” che i consumatori divengano difensori del brand. Inoltre se l’84% dei marketers sostiene che l’esperienza postiva vissuta dal consumatore ed il passaparola generato abbiano aiutato il brand a crescere, il 44% ha ammesso che esperienze molto negative hanno compromesso il proprio brand.

Un’occasione mancata

Nonostante ci sia piena consapevolezza  dell’importanza del consumatore e della centralità delle esperienze da lui vissute, le aziende non riescono a cambiare filosofia e ad organizzarsi seguendo un modello di business consumer centric, continuando a non sfruttare apieno le opportunità che una buona reputazione può apportare al brand.

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Il (prossimo) Rimini Web Marketing Event

Il (prossimo) Rimini Web Marketing Event


Web Marketing

Ad una settimana dall’evento, ognuno tornato le proprie attività e ai propri impegni (e cercando di recuperare l’arretrato), ci voltiamo indietro a valutare come è andata, cosa è andato bene, cosa si poteva migliorare, cosa potremmo fare per l’anno prossimo.

quelli che c'eranoDurante i due giorni a Rimini, sia a voce, sia tramite Twitter e mail, tutti hanno espresso grande soddisfazione e voglia di ritornare, ma allo stesso tempo anche consigli e critiche costruttive su quanto si sarebbe potuto fare di diverso. Personalmente ritengo che l’opinione di “chi c’era” sia il modo migliore per capire effettivamente l’impressione dei partecipanti (come organizzatori eravamo già troppo impegnati, e in ogni caso le cose vengono viste da un altro punto di vista), e per raccogliere utili indicazioni per migliorare ulteriormente. Dato il successo di quest’anno, vorremmo l’anno prossimo ampliare ulteriormente: più relatori, più contenuti, ospiti internazionali e più partecipanti.

Abbiamo quindi voluto approfittare di questa preziosa fonte. Con questo post invitiamo quindi tutti quelli che c’erano (ma anche quelli che non sono potuti venire, ma avrebbero voluto), che ci hanno dato suggerimenti, che vorrebbero esprimere la loro opinione, o che comunque hanno qualcosa di interessante da dire o da suggerirci in merito all’evento di Rimini, a dire la loro, in positivo ed in negativo.
Le opinioni e i suggerimenti saranno utilizzati come base per la pianificazione del prossimo anno.

Per cominciare nel migliore dei modi, ecco in video l’opinione (a caldo!) di Avinash Kaushik sul Rimini web marketing event 2009 appena conclusosi. :-D

You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

Infine, per chiudere l’album dei ricordi ;-) , ecco uno slideshow che mostra i contributi in Flickr contenenti la parola chiave “rwme” (aggiungete immagini dell’evento in Flickr, se ne avete, specificando la parola chiave nei tags, in modo da rendere ricca questa raccolta!):

Grazie a tutti quelli che vorranno darci il loro contributo.
Ci vediamo alla prossima edizione!!

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Convegno GT 2009

Convegno GT 2009


News SEO

ConvegnoGTSabato 5 e domenica 6 dicembre a Riccione si terrà il quarto convegno nazionale del forum GTopportunità imperdibile di aggiornamento e confronto per tutti coloro che si occupano di search engine marketing: alcuni tra i più esperti ed entusiasti SEO specialist italiani faranno il punto sulle ultime novità di Google (e non solo), fornendo spunti di riflessione a 360° e preziosi suggerimenti per chi fa il nostro lavoro: una professione in cui non si finisce davvero mai di imparare e nella quale… chi si adagia sugli allori è perduto.

Il convegno sarà anche l’occasione per pubblicare  l’aggiornamento  (l’ultima versione risale al 2007) dell’ormai famoso documento “Studio dei fattori SEO”, e cioè la valutazione dettagliata dei principali fattori che influiscono sul posizionamento naturale, raccolti in un unico documento riassuntivo, redatta da un gruppo di esperti e professionisti del settore.

Anche il sottoscritto sarà presente all’evento, in parte come spettatore curioso e in parte come partecipante alle “tavole rotonde” che si terranno al termine delle due giornate, darò inoltre il mio contributo anche alla survey sui fattori SEO, avendo il piacere di vedere le mie valutazioni incluse nel documento finale.

Ringrazio Giorgio Taverniti e il suo staff per l’invito: il  convegno infatti mi fonirà anche la piacevole occasione di rivedere numerosi colleghi e amici, alcuni dei quali appena incontrati qualche settimana fa, in un mese di novembre che mai come quest’anno è stato ricco di eventi formativi e appassionanti per SEO e SEM specialist.

Ci vediamo tutti a Riccione nel primo week end di dicembre!

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Rimini Web Marketing Event 2009: un successo!

Rimini Web Marketing Event 2009: un successo!


News Web Marketing

RWME 2009 - 01Eccomi nuovamente ad Amsterdam, appena tornato dal Rimini Web marketing Event, seconda edizione.
Sono stati due giorni intensi ed entusiasmanti, sia per la presenza di un personaggio veramente eccezionale, Avinash Kaushik, sia per il clima positivo e di interesse che si è creato tra organizzatori, relatori, e tutti i presenti.

Purtroppo l’anno scorso, edizione 2008, non ho potuto partecipare per motivi di salute: dovevo presentare due relazioni, ma all’ultimo momento la febbre mi ha impedito di volare in Italia.
Quindi per me è stata la prima esperienza e devo dire che è stata talmente positiva che non vedo l’ora di cominciare a lavorare alla prossima edizione! :-)

Team OMB al Rimini web marketing eventDal mio punto di vista è stata un’occasione unica, sia per l’impegno in fase organizzativa e durante l’evento stesso, sia soprattutto per aver avuto l’onore di conoscere personalmente Avinash, che si è rivelato una persona ricca e interessante anche a livello personale, oltre che (ma questo già lo sapevamo) professionale. La sua presenza secondo me ha veramente fatto la differenza: oltre che un esperto in materia di Web Analytics, ha potuto dimostrare le sue doti di oratore, appassionato e trascinante; tutti presenti hanno potuto apprezzare le sue performance, e ne sono rimasti certamente affascinati. Speriamo di avelo con noi anche il prossimo anno.

Il successo dell’evento è stato poi accompagnato e testimoniato dai numerossimi Tweets di commento, telecronaca e altro: tweets contenenti #rwme.
L’hashtag #rwme è balzato in pochissimo tempo in cima alle classifiche dei tag più usati negli ultimi giorni! Una vera tempesta di cinguettii :-D

RWME 2009 - 03Voglio innanzitutto ringraziare Titanka! che ha organizzato e reso possibile l’evento, e ci ha chiesto di collaborare all’organizzazione, veramente una bella squadra! Ringrazio inoltre tutti i relatori che con grande disponibilità, cortesia e professionalità hanno preparato delle relazioni molto interessanti e ricche di contenuto, ed infine la nostra moderatrice, Elena Farinelli, che ha saputo mantenere il ritmo dell’evento con grande professionalità e cortesia.

RWME 2009 - 04Infine una nota (anche questa positiva!) a livello personale: è stato bello poter incontrare finalmente di persona molti colleghi italiani che conoscevo già da tempo online, ma con cui non avevo ancora avuto il piacere di parlare faccia a faccia. Voglio salutare in particolare, in ordine assolutamente casuale (ma prima le donne), Giulia Eremita, la già citata Elena, Marco Ziero, Andrea Serravezza, Alessandro Binello, Claudio Vaccaro, Gianpaolo Lorusso, Marco Cilia (mi raccomando, l’accento sulla seconda i) e Piersante Paneghel (grazie per il Baileys ;-) ).
Segnalo inoltre due post interessanti e completi di Michela Simoncini (altro incontro piacevole, alla cena SEO Night) che raccontano i contenuti delle due giornate:

Ora non resta che attendere di conoscere il contenuto dei questionari compilati dai partecipanti per valutare e raccogliere nuove idee per il prossimo anno. Ci vediamo a Rimini! :-)

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Rimini Web Marketing Event 2009

Rimini Web Marketing Event 2009


News Web Marketing

A meno di una settimana dall’evento, Online Marketing Blog è felice di annunciare il gradito ritorno di un appuntamento che, in occasione della sua prima edizione un anno fa, ha convinto e fatto parlare di sé.

Rimini Web Marketing Event

Sabato 21 e domenica 22 novembre 2009 torna il Rimini Web Marketing Event, la conferenza dedicata a tutti coloro che si occupano di turismo e accoglienza, e in particolare delle loro declinazioni online. Con un taglio pratico, e una precisa volontà di raggiungere anche i meno esperti, il Rimini Web Marketing Event sarà anche quest’anno focalizzato sulle strategie, gli strumenti e le best practice per la promozione online di hotel e strutture turistiche in genere, con un occhio alle evoluzioni dell’ultimo periodo.

Gli argomenti di discussione spazieranno dall’ottimizzazione per i motori di ricerca, alle più efficaci tecniche di keyword advertising, all’approccio corretto ai social media in un piano di marketing completo.

Online Marketing Blog, oltre ad aver contribuito attivamente all’organizzazione e realizzazione dell’evento, sarà presente in forze anche durante gli interventi, con ben tre relatori: Federico Calore, Fabio Sutto e (il sottoscritto) Marco Pezzano.

Avinash KaushikQuest’anno poi, come anticipato dall’intervista esclusiva rilasciata a OMB, ci sarà un motivo in più per esserci: Avinash Kaushik, analytics evangelist di Google e massimo esperto mondiale di web analytics, sarà protagonista della due giorni con interventi da non perdere per chi si occupa di misurabilità di risorse web. In particolare, Avinash illustrerà quali sono le metriche da tenere davvero in considerazione nell’analisi delle performance di un sito web, e perché è importante basare le proprie strategie di promozione su dati concreti. Per gli addetti ai lavori, infine, appuntamento d’obbligo è la sessione avanzata di domenica 22, durante la quale il focus sarà sulla gestione integrata di keyword advertising e SEO all’interno di progetti complessi di promozione online.

Ciliegina sulla torta (è il caso di dirlo!), l’evento di Rimini sarà l’occasione per un confronto e una chiacchierata tra colleghi e amici durante la Rimini SEO Night, la sera di sabato 21, presso il Bounty di Rimini. Solo un consiglio: se avete intenzione di chiedere lumi su come posizionare il vostro sito a uno degli esperti presenti, fatelo prima delle 21. Non ci assumiamo responsabilità per le risposte date dopo tale ora :)

Il tempo stringe, e se non l’avete ancora fatto ora è il momento giusto: correte a iscrivervi, ci vediamo a Rimini!

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Avinash Kaushik al Rimini Web Marketing Event

Avinash Kaushik al Rimini Web Marketing Event


Web analysis

Federico Calore, Fabio Sutto, e tutto il team di Online Marketing Blog sono orgogliosi di presentare un’intervista esclusiva con il più noto e forse massimo esperto mondiale di web analytics, Avinash Kaushik. L’occasione è il prossimo Rimini Web Marketing Event, che abbiamo contribuito ad organizzare e a cui saremo presenti, al fianco di Avinash (e scusate se è poco) come relatori. In attesa dell’evento di due giorni, durante cui potremo conoscerlo ed assistere di persona alle sue presentazioni, lasciamo che si presenti con le sue stesse parole rispondendo a queste cinque domande che gli abbiamo posto.

Per completezza abbiamo già pubblicato un post con il testo originale delle domande e risposte in lingua inglese.

avinash kaushik ritratto1. Sei uno dei principali esperti di Web Analytics attualmente presenti nel panorama internazionale. Potresti illustraci le principali tappe della tua carriera professionale e le scelte che ti hanno portato a specializzarti nel settore della Web Analytics?

Non appena portato a termine il mio Master in Business Administration (MBA) ho iniziato a lavorare come consulente Marketing presso SGI. Il mio compito consisteva nel perfezionare i processi decisionali dell’azienda attraverso un’adeguata gestione dei dati. A partire da quel momento, mi sono sempre occupato della gestione di dati facenti capo ai più disparati settori, come quello informatico, dei servizi professionali e della ricerca esecutiva, mettendo le mie capacità al servizio di importanti aziende, quali DirecTV, Intuit ed altre ancora.

Presso Intuit ho cominciato ad occuparmi di decision making e Business Intelligence. Partire da tali presupposti piuttosto che dalla gestione della Web Analytics pura mi ha aiutato a sviluppare una particolarissima visione d’insieme – e, molto probabilmente, ad indirizzarmi verso quella che si è poi rivelata essere la mia vocazione.

2. Di cosa ti stai occupando in questo momento? Potresti raccontarci come si svolge una tua giornata tipica?

Mi occupo di centinaia di cose contemporaneamente! Sono Analytics Evangelist presso Google, lavoro a Market Movie, un ambizioso progetto di istruzione e certificazione online, fornisco servizi di consulenza mirati a tre diverse aziende, scrivo sul mio blog, passo del tempo con la mia famiglia…

avinash kaushik seminario web analyticsMi è difficile pensare alla mia giornata tipica; nel mio lavoro ogni giorno è diverso dal precedente e può persino capitare di lavorare 70 ore alla settimana. :-)  Questa settimana, ad esempio, ho tenuto una conferenza sul web per 3000 persone provenienti da 45 paesi diversi, ho passato mezza giornata a dare consigli e suggerimenti al secondo più importante advertiser al mondo per aiutarlo ad adottare le migliori metodologie di revisione della sua strategia digitale, ho trascorso un’intera giornata a cercare di immaginare il futuro della Web Analytics ed ho trascorso molte ore a reperire il materiale per un’importante presentazione che dovrò effettuare nella giornata di martedì. Queste, credo, sono le attività che posso definire “tipiche” del mio lavoro.

3. Chi sono i tuoi clienti? Quali le loro richieste standard? E cosa, in concreto, riesci a fare per loro?

I miei clienti sono i tecnici delle aziende con le quali collaboro: li aiuto a pervenire ad una visione il più possibile completa delle varie strategie web a loro disposizione.

Sono i principali advertiser al mondo: li aiuto a rafforzare la loro presenza sul web ed a creare solide organizzazioni basate sui dati.

Sono i lettori del mio blog: li aiuto a diventare veri e propri analysis ninja!

web analytics one hour a day4. Quali abilità ritieni siano necessarie / più importanti per avere successo nel campo della Web Analytics?

Venditori ed agenti commerciali devono necessariamente disporre di una certa quantità di nozioni per avere successo nel campo della Web Analytics. Devono saper leggere ed analizzare tabelle specifiche ed essere in possesso di discrete basi di matematica. Ciò che più conta, comunque, è che desiderino fortemente prendere decisioni basate sui fatti in maniera del tutto autonoma (senza doversi affidare al parere di altri).

Ritengo che un buon Analyst abbia bisogno di due cose: pensiero critico e curiosità. Deve necessariamente avere una certa dimestichezza con la gestione dei dati, ma credo che i migliori Analyst siano quelli che intraprendono con coraggio strade poco battute conservando, allo stesso tempo, una buona dose di pensiero critico. Devono essere curiosi come bambini, non stancarsi mai di scavare alla ricerca di risposte ed essere dotati di un’eccellente velocità di apprendimento (in quanto inseriti in un settore in costante evoluzione). Ancora, ritengo sia molto importante abbiano maturato esperienze in differenti settori (clickstream, sondaggi, test, intelligenza competitiva e simili).

5. Ed ora veniamo al tuo ultimo libro. Quali novità porta e perché ne consigli la lettura?

Web Analytics 2.0 è il più aggiornato manuale di Web Analytics attualmente in circolazione e la sua peculiarità risiede nel fatto sia stato scritto da un autore che realmente opera nel relativo settore di competenza. Le prime pagine del manuale presentano una serie di strategie innovative utili a sviluppare un miglior approccio alla web analytics. Una volta affrontata tale tematica, il manuale spiega come individuare le strategie migliori e fornisce una serie di consigli pratici su come utilizzare i dati per aumentare gli introiti e concorrere alla soddisfazione gli utenti dei più disparati tipi di siti web.

Credo che una delle chiavi del successo del mio libro sia che esso prende in considerazione le problematiche più spinose del web, come social media analytics, mobile analytics e multi-touch attribution, e suggerisce, per ognuna di esse, la soluzione più adeguata.

Nonostante ciò, il libro è di facile lettura e si rivolge ad un pubblico piuttosto vasto. In particolare Analyst, CEO, CMO, agenti commerciali e chiunque sia in grado di trarne preziosi consigli.

(ulteriori informazioni sul nuovo libro di Avinash sono repebili al sito ufficiale: www.webanalytics20.com, NdR)

Grazie per avermi dato l’opportunità di rilasciare questa intervista. Sono molto entusiasta della mia imminente partecipazione all’evento di Rimini e della grossa opportunità concessami di entrare in contatto con i principali esperti del settore operanti nel mercato italiano.

rimini web marketing event

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Avinash Kaushik interview (original in english)

Avinash Kaushik interview (original in english)


Web analysis

Federico Calore, Fabio Sutto, e tutto il team di Online Marketing Blog sono orgogliosi di presentare un’intervista esclusiva con il più noto e forse massimo esperto mondiale di web analytics, Avinash Kaushik. L’occasione è il prossimo Rimini Web Marketing Event, che abbiamo contribuito ad organizzare e a cui saremo presenti, al fianco di Avinash (e scusate se è poco) come relatori. In attesa dell’evento di due giorni, durante cui potremo conoscerlo ed assistere di persona alle sue presentazioni, lasciamo che si presenti con le sue stesse parole rispondendo a queste cinque domande che gli abbiamo posto.

In questo post riportiamo il testo originale in inglese delle domande e risposte. Abbiamo pubblicato anche la traduzione completa in italiano: Avinash Kaushik al Rimini Web Marketing Event.

avinash kaushik ritratto1. You’re currently one of the most known experts and discloser of the Web Analytics. May you please tell us something about your professional career and how you did move towards the Web Analytics?

My first job out of MBA school was at SGI and it was working in Marketing to help them make better decisions using data. Since then in all companies I have worked at, DirecTV, Intuit etc, I have worked with data in different divisions like IT and Professional Services and Executive Research etc.
The Intuit job was my first in decision making on the web and starting with a background in Business Intelligence rather than web analytics helped me see things differently – and perhaps set me on the path that I am on.

2. What are you busy with at the moment? Can you give us an example of your typical day activities?

I wear many different hats. I am the Analytics Evangelist at Google, I have a startup that is focused on online education and certification called Market Motive. I am on the Advisory Board of three companies. I do speaking engagements around the world. I write the blog. I have a family. Etc.

avinash kaushik seminario web analyticsSo it is hard to imagine a typical day, each day is different and it also means working 70 hrs a week. :)  But this week I did a webinar for 3000 people from 45 countries. I spent half a day giving advice and strategizing with the second largest advertiser in the world about how to rethink their digital strategy. I spent a day brainstorming about the next generation of features for a analytics tool. I have to give a important keynote on Tuesday and I have spent hours trying to pull together material for that presentation. That I think is “typical”.

3. Who are your regular customers? What do they normally ask you to do and what you actually do for them?

My customers are typically engineers at companies I work with, I help shape vision and direction of various tools.

My customers are some of the largest advertisers in the world, I help them rethink their digital existence and create data driven organizations.

My customers are the readers of my blog, I help them be analysis ninjas!

web analytics one hour a day4. Which skills do you think are necessary / most important in order to successfully work with Analytics?

If you are a Marketer then I think you need the minimum amounts of data literacy to be success with analytics. You need to understand tables and some college math. What you need the most is the desire to make fact based decisions, yourself (not rely on others to spoon feed you).

If you are an Analyst then I think you need two things: Critical thinking skills and Curiosity. Yes you also need to be good at data but I think the best Analysts think a certain way and at their best are wonderful at thinking critically. A sense of almost child like curiosity is required to keep digging for answers, new answers, and the ability to learn and stay fresh (in a field that is changing at warp speed). One other thing I value is experience in multiple types of tools (clickstream, surveys, testing, competitive intelligence etc).

5. Tell us about your new released book! What is new about it and why do you suggest us to read it?

Web Analytics 2.0 is the most current book in Web Analytics and it is unique because it’s Soul comes from a Practitioner, someone who is in the trenches. The book starts with helping set a new framework for how to approach web analytics, how to pick the right tool and very quickly moves into practical advice about how to use data to improve revenue, customer satisfaction for all types of websites.

I believe, at least for now, the book is also unique in that it tackles, and shares solutions for, some of the hardest problems Marketers face on the web today: social media analytics, mobile analytics, multi-touch attribution etc.

Through it all the book is extremely approachable and non-technical. My target audience is the Analyst but it is also the CEO’s and CMO’s and Marketers and Sales folks, all of them should be able to follow the book.

(ulteriori informazioni sul nuovo libro di Avinash sono repebili al sito ufficiale: www.webanalytics20.com, NdR)

Thanks so much for the chance to do this interview. I am extremely excited to be in Rimini and get an opportunity to speak to wonderful Italians who are in the Digital space.

rimini web marketing event

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E-mail marketing in Europa: il nuovo report

E-mail marketing in Europa: il nuovo report


Web Marketing

ContactLabA un anno e mezzo di distanza dal report sull’e-mail marketing nel nostro Paese, cui avevamo dedicato un post, ContactLab e l’istituto di ricerca Human Highway tornano sul campo per sondare nuovamente il panorama della posta elettronica, questa volta ampliando lo sguardo verso altre nazioni europee: Francia, Spagna, Germania e Regno Unito.

Ciò che esce dall’indagine, condotta su un campione totale di 4745 individui nei cinque Paesi, risulta particolarmente interessante proprio in rapporto ai dati relativi allo scorso anno. Ma andiamo con ordine.

L’indagine ha coinvolto utenti Internet di un’età compresa tra i 18 e i 74 anni, rivolgendo loro quesiti sull’utilizzo abituale della posta elettronica e non solo. Attenzione particolare è stata riservata all’ambito mobile, che ha visto una forte ascesa nell’ultimo periodo, grazie alla sempre maggiore diffusione di smartphone e palmari nel vecchio continente.

Alcuni dati per iniziare:

  • 4 miliardi è il numero di e-mail ricevute quotidianamente nei cinque Paesi europei in esame;
  • oltre 300 milioni le caselle di posta elettronica utilizzate;
  • più di 7 newsletter al giorno per ogni utente (con la categoria “viaggi e turismo” a farla da padrone)
  • 4 milioni di utenti mobile solo in Italia, al primo posto tra le cinque nazioni

Proprio il rapporto tra il nostro Paese e i restanti quattro risulta interessante sotto molti punti di vista, perché presenta alti e bassi quantomeno curiosi. Al pari della Germania, l’Italia evidenzia il maggior numero di caselle di posta pro-capite (2,3), ma il minor numero di messaggi e-mail ricevuti giornalmente (19,1 contro i 35,3 della Francia). In Italia, contrariamente alla tendenza degli altri Paesi, sono le donne a ricevere giornalmente più e-mail degli uomini.

Email in EuropaCome detto, la ricerca si è focalizzata quest’anno sul mobile e sull’uso dell’e-mail in mobilità: iPhone, Blackberry e gli altri smartphone e PDA conquistano sempre maggiori fette di mercato, e vanno rivoluzionando la fruizione di un servizio ormai consolidato come la mail. Sono oltre 500.000 gli utenti italiani che, grazie alla diffusione dei device citati, si sono aggiunti agli utilizzatori della mail in mobilità nell’ultimo anno. Ad oggi, risultano 4 milioni i connazionali che ne fanno uso, mentre altri 4 milioni si dichiarano desiderosi di farlo ma sono frenati principalmente dai costi di accesso ritenuti ancora troppo alti.

Un’opportunità non sfruttata per il nostro Paese, quindi, tanto più che la metà di coloro che abitualmente controlla la posta dal cellulare dichiara di non poterne più fare a meno. Un chiaro messaggio per gli operatori telefonici.

La ricerca si estende con uguale profondità negli altri quattro mercati, evidenziando tendenze comuni e singolarità. Per questo vi inviatiamo a scaricarla gratuitamente dal sito di ContactLab, che ringraziamo ancora una volta per la diffusione di dati così significativi ed essenziali per chi si occupa di marketing online.

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