Scritto il 14 maggio 2008

Come SEO non sono mai stato un maniaco della velocità di risposta del server, ma da qualche tempo sono molto più fiscale nei confronti delle piattaforme utilizzate per lo sviluppo WEB.
Infatti credo di non essere l’unico ad aver notato ultimamente una certa “pigrizia” da parte dello spider di Google, il quale tende a passare con minore frequenza e senza scendere troppo in profondità nei livelli di navigazione. Come se non bastasse anche la cache viene aggiornata meno assiduamente.
Oggi è più che mai evidente che l’enorme quantità di informazioni presenti in rete (un blob vischioso e in continua crescita), richiede ai motori di ricerca di dosare le proprie forze e premiare i siti virtuosi dal punto di vista delle performance. Se le cose stanno così non possiamo permetterci di sottovalutare i tempi di caricamento delle pagine, per lo meno da quando il fattore “aggiornamento dei contenuti” è così importante agli occhi di Google.
Purtroppo anche quando ci troviamo in presenza della migliore infrastruttura lato server non c’è nulla da fare se lo sviluppatore ci mette lo zampino: CMS evoluti come Typo3 ed Ez Publish (ma anche Mambo/Joomla che così evoluti non sono), o framework puri come Zend, Django, Ruby On Rails possono mettere a dura prova le risorse hardware e di conseguenza i tempi di risposta delle pagine WEB. Non parliamo poi dei framework “fatti in casa” e pensati per agevolare lo sviluppatore più che il navigatore.
Ecco dunque alcune linee guida salva spider (e, alla lunga, salva SERP)
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Scritto il 28 aprile 2008
Qualche giorno fa abbiamo introdotto Flickr. Dopo aver preso confidenza con questo Social Network, il passo successivo, per chi intende utilizzarlo come efficace strumento di promozione online, è quello di riuscire ad entrare in Explore.
Procediamo per gradi…di cosa stiamo parlando?
Explore è un algoritmo che mette in evidenza le migliori foto in circolazione su Flickr; questo in teoria… in pratica, trattandosi di un algoritmo, dovremmo discutere parecchio su cosa debba essere inteso come “migliore”.
Ad ogni modo, il nostro obiettivo è capire come le nostre foto possano essere selezionate e quindi pubblicizzate da Flickr Explore.
La risposta semplicistica potrebbe essere “realizza una bella fotografia!”, ma c’è anche un altro modo (la cui efficacia è ancora da dimostrare al 100%) che sta riscuotendo feedback decisamente positivi da parte di chi lo ha collaudato
Di seguito i passi da compiere:
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Scritto il 21 aprile 2008
Ritengo che oggi chi cura la comunicazione di un’azienda o di un’attività commerciale che intende approcciarsi al web dovrebbe iniziare con il registrare un account almeno per i maggiori social network conosciuti
e successivamente, con il tempo e la pratica, capirà quale utilizzare al meglio e quale abbandonare. In questo modo, almeno, inizialmente nessun utente potrà servirsi del brand per altri scopi
In questo primo intervento ci occuperemo di Flickr: in quale modo un’attività commerciale oggi può trarre benefici dalla propria presenza in questo social network?
Ecco qualche esempio
Hotel: i vostri potenziali clienti navigano attraverso la piattaforma alla ricerca di informazioni su determinate aree turistiche, è importante farsi trovare:
- inserendo fotografie relative ai luoghi che circondano l’hotel, grazie alla pubblicazione di una o più foto prese dalla visuale di un terrazzo potrebbero arrivare utenti interessati ad approfondire la conoscenza con la vostra struttura;
- inserendo fotografie relative a tutti i luoghi di interesse delle vicinanze, le fotografie successivamente devono essere postate nei gruppi più attinenti. Raccomandiamo di geotaggarle.
Azienda: i vostri potenziali clienti, e magari anche quelli già acquisiti, valuteranno positivamente un’azienda disposta a mettersi in gioco e ad aprire un nuovo canale di discussione; probabilmente non noteranno che in realtà di tratta di un’attività per la promozione del brand:
- è possibile farsi trovare inserendo fotografie relative a prodotti, servizi e lavori eseguiti. Infatti, in diverse occasioni, ho notato aziende che chiedevano feedback sul design di un nuovo prodotto (ricordiamo, se ce ne fosse bisogno, che la nuova 500 è stata realizzata dagli utenti!)
Passiamo ora in rassegna gli step che un utente di Flickr deve prendere in considerazione.
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Scritto il 14 aprile 2008
Quando mi trovo a lavorare sulla visibilità di un portale già realizzato (o in fase di realizzazione avanzata), la mia prima attività è quella di contattare la web agency scelta dal cliente per pianificare i passi da compiere per ottenere il meglio dalla piattaforma in uso.
Solitamente riscontro la massima disponibilità da parte degli sviluppatori, che apprezzano il fatto di parlare con un ex collega: in grado quindi di comprendere eventuali difficoltà nella realizzazione di certe modifiche e propenso a trovare il giusto compromesso tra le esigenze del search engine marketing e la situazione di fatto. D’altro canto anch’io sto notando nelle persone con cui mi confronto una sempre maggiore preparazione sui temi SEO, e questo è decisamente importante per consentire una collaborazione proficua.
In effetti oggi qualunque webmaster o sviluppatore WEB dovrebbe essere consapevole che nella progettazione di un sito le esigenze del search engine marketing impongono alcune attenzioni, ma non sempre le piattaforme CMS (content management system), sempre più utilizzate, si dimostrano all’altezza delle aspettative.
Nei prossimi paragrafi esamineremo quali siano i requisiti minimi che un CMS dovrebbe possedere per potersi definire pienamente search engine friendly
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Scritto il 07 aprile 2008
Qualche giorno fa abbiamo visto come l’iscrizione di verifica al Local Business Center sia un passaggio facoltativo ma sicuramente importante per ottenere visibilità nei risultati locali di Google, ora è giunto il momento di prendere in considerazione gli altri fattori e avventurarci nel mondo del probabile e dell’ipotetico, che tanto piace ai SEO
A parte le poche informazioni fornite direttamente da Google, la maggior parte delle ipotesi che seguono provengono dalla lettura di un blog particolarmente attento alle novità in questo settore e di una serie di brevetti depositati in questi anni dall’azienda di Mountain View (vedi riferimenti al termine dell’articolo) .
Ecco dunque i probabili fattori rilevanti ai fini del “local ranking“
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Scritto il 14 marzo 2008
Negli ultimi mesi una qualsiasi ricerca in Google con “Hotel [località]“ vede una buona porzione della SERP occupata dai risultati locali.
Le valutazioni più ottimistiche ritengono che i risultati locali attraggano almeno un 30% del totale dei click, quelle più pessimistiche parlano addirittura del 50%, quindi per un SEO oggi è doveroso cominciare a porsi il problema di come sia possibile conquistare un posizionamento nei risultati locali: questo post è il primo di una serie che online-marketing.it dedicherà all’argomento.
Come sempre accade quando parliamo di posizionamento naturale, i fattori che determinano il successo nelle SERP sono molteplici ed il loro peso non è determinabile con assoluta certezza; se poi consideriamo che questa si tratta di una novità, è comprensibile che le difficoltà ad interpretare “i segni” che Google ci manda siano maggiori del solito.
La domanda fondamentale è “In che modo Google determina il posizionamento delle inserzioni di esercizi commerciali?”
La guida ufficiale tenta di rispondere con un’apposita FAQ, che però genera più dubbi che certezze; proviamo allora a rispondere sulla base dell’esperienza e delle osservazioni sul campo effettuate in questi mesi.
Primo fattore: l’iscrizione al Local Business Center
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Scritto il 08 novembre 2007
Riprendo un argomento che ho affrontato più di un anno fa sul Blog di HTML.it, il titolo è identico a quello del post originale (la ragione la spiegherò tra breve).
La Questione
Nel corso dell’ultimo anno i motori di ricerca sono migliorati molto quanto alla capacità di indicizzare le pagine dotate di query string ( e cioè la parte di url che viene dopo il “?”), ovviamente molto dipende dalla forza intrinseca di un sito (anzianità, link popularity etc. etc.) e dalla quantità di parametri passati nella stringa, ma oggi non è così raro trovare pagine dotate di un url non ottimizzato eppure ben posizionate anche su keyword competitive.
Ad ogni modo, quale che sia la visibilità del nostro sito, è sempre conveniente applicare la riscrittura degli url (anche per ragioni legate all’usabilità) ma nel caso di pagine con query string indicizzate o, peggio ancora, posizionate ci troviamo dinanzi ad alcune difficoltà:
- come preservare i navigatori che per un po’ continueranno a raggiungere vecchi url attraverso i risultati dei motori di ricerca?
- Come velocizzare l’indicizzazione dei nuovi url e rendere l’inevitabile discesa nei posizionamenti il più breve possibile?
- Come evitare che Google consideri le pagine dai nuovi url riscritti alla stregua di cloni delle pagine preesistenti?
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Scritto il 11 settembre 2007
“Grazie all’attività SEO (Search Engine Optimization) ho raggiunto ottimi posizionamenti con la maggior parte delle keywords di riferimento per il nostro settore (virtual office a Dublino), ora il mio sito ha raggiunto quasi un migliaio di visitatori unici giornalieri e i miei affari sono ad un punto di svolta…sono soddisfatto ma le statistiche indicano un bounce rate medio del 65% e anche i tempi di permanenza del navigatore sono piuttosto bassi. Ho l’impressione che migliorando l’usabilità del sito e l’efficacia dei contenuti potrei aumentare di molto i contatti proficui, come posso fare?”
Queste le parole pronunciate da un amico che, pur essendo un “seo-fai-da-te”, si è dimostrato anche in questa occasione particolarmente intuitivo e attento: non si tratta di un’impressione, gli accessi sono importanti ma sono soltanto una tra le diverse componenti che decretano il successo di un sito, e questo è tanto vero quanto più il settore è competitivo.
Pensiamo ad un’attività commerciale di tipo tradizionale: un negozio situato in posizione centrale, in una piazza o in una via di passaggio, è già dotato di un importante fattore di successo; ma cosa dire se al suo interno i commessi fossero scortesi, impreparati o se gli avventori dovesso sottoporsi ad attese interminabili per ottenere le informazioni che desiderano?
Immagino che il paragone con la piazza virtuale e il posizionamento nei motori di ricerca non richieda di essere chiarito: se fino a qualche anno fa bastava essere presenti, oggi il modo in cui ci presentiamo gioca un ruolo fondamentale.
E’ in questi frangenti che una guida come “Call to Action: Secret Formulas to Improve Online Results” rappresenta un valido aiuto per chi intende migliorare le performance di un sito in termini di conversioni e non solo di accessi.
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