Archivio | novembre, 2008

Google SearchWiki

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Una feature che avevamo scoperto e commentato  quando era in sperimentazione: i risultati delle ricerche personalizzati dagli utenti. Ora questa funzione è attiva per tutti.

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Costruire una lista di email profilate

Costruire una lista di email profilate


Web analysis Web Marketing

Il primo gesto che solitamente un utente compie non appena accende il proprio computer, a casa o in ufficio, è l’apertura del client di posta elettronica per verificare l’arrivo di e-mail. Poche o tante che siano, se l’oggetto del messaggio non soddisfa alcun bisogno nel destinatario, viene velocemente cestinato, viceversa verrà aperto e, se contenuti e grafica soddisferanno le aspettative create, cliccato. L’e-mail, una delle prime applicazioni messe a disposizione dalla Rete, rimane lo strumento più conosciuto ed utilizzato dagli utenti, raggiungendo anche pubblici meno competenti, la cui esperienza sul web è spesso limitata a questo strumento.

Chi utilizza Internet per promuovere la propria attività conosce bene l’importanza di possedere un buon database formato da indirizzi di utenti profilati, possibilmente interessati alla propria attività, ai quali inviare messaggi sempre più personalizzati.
Per iniziare una campagna di e-mail marketing, se non si dispone di un proprio database, si ricorre all’affitto o acquisto di liste da agenzie esterne. Un’attenta analisi del comportamento degli utenti sui nostri messaggi permetterà all’azienda di iniziare un processo di profilazione degli stessi, eliminando quelli disinteressati e suddividendo i restanti in client e prospect. Il continuato invio di e-mail, seguito dall’osservazione delle azioni svolte su di esse, migliorerà la profilazione, per giungere alla creazione di liste composte dai classici “pochi ma buoni”.

A questa attività sarà però importante affiancare la costruzione di una propria lista, ma come fare ad ottenere indirizzi e-mail accompagnati da consenso preventivo all’utilizzo dei dati personali?

La risposta è offrire servizi. Sulla tipologia di prestazione bisognerà ovviamente tener conto dell’azienda e del target cui si rivolge. Si possono, ad esempio, offrire contenuti, richiedendo la registrazione per continuare a leggerli, o invitare alla compilazione del form per la newsletter, ma anche offrire giochi, wallpaper, screensaver, suonerie, musica o widget. Si può inoltre proporre la partecipazione a concorsi e quiz, i cui risultati naturalmente verranno poi inviati via mail, o offrire la possibilità di creare il proprio avatar brandizzato. Strategie che possono essere integrate anche alla comunicazione off-line, aprendo ancora più canali per il reperimento di e-mail.

Il brand, dopo essere riuscito ad attirare l’utente nel proprio sito, deve offrire, oltre alla solite informazioni, servizi che lo invoglino non solo a tornare, magari in compagnia di amici, ma anche a lasciare i suoi dati e il gioco è fatto: avrete creato un database capace di raggiungere il vostro target ed instaurato con esso un rapporto affettivo che supera i tradizionali confini brand-consumatore.

Una strategia che richiede impegno costante, ma che permette di ottenere ottimi risultati nel medio-lungo periodo.

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Il lancio di un nuovo prodotto

Il lancio di un nuovo prodotto


Comunicazione

Spesso l’insuccesso del lancio sul mercato di nuovi prodotti è dovuto ad un’errata strategia di marketing. L’articolo seguente è tratto tratto da un testo originale dell’ing. Simone Lovati, consulente in marketing strategico: vengono presentati gli errori più comuni che vengono commessi durante questa delicata fase.
Per ogni errore proponiamo un consiglio che possa aiutare a trasformare ogni nuovo prodotto in un successo.

Il Marketing non collabora con la Ricerca e Sviluppo

Molti marketing manager lavorano solo pensando alla Promozione: pubblicità, branding, fiere ed eventi aziendali. Seppure queste attività sono indiscutibilmente fondamentali, lavorare solo con esse risulta riduttivo in quanto il prodotto (o il servizio) da lanciare già esiste!

Per migliorare la propria performance il marketing deve “risalire” il processo decisionale, collaborare con il reparto ricerca e sviluppo o con l’ufficio tecnico per definire e segmentare il mercato, identificare il miglior target e costruire su di esso un prodotto (o un servizio) che realmente risponda alle esigenze.

Il Marketing non si concentra abbastanza sul target

Spesso l’ufficio marketing non conosce veramente il target da colpire, le sue esigenze, le sue abitudini.

Ormai le persone sono saturate di impegni, riunioni, email ed informazioni. Non è possibile inviare generici inviti nella speranza che siano d’appeal per il destinatario. E’ necessario conoscere bene le esigenze dei destinatari, non solo le loro caratteristiche o dati demografici. Bisogna inviare email personali e specifiche sulle esigenze del destinatario, solo così si può pensare di aver successo.

Il Marketing sceglie sempre la strada più sicura

Molti marketing manager preferiscono non rischiare mai e scelgono di non “abbandonare la strada vecchia per la nuova” per non essere poi incolpati di possibili insuccessi.
Molti sanno di sprecare budget su tattiche consuetudinarie e assolutamente poco efficaci, ma non vogliono assumersi il rischio del cambiamento!
Oltretutto di solito il marketing è visto come un costo, perciò è la prima risorsa da tagliare in tempi di crisi.

Per prima cosa è necessario subito chiarire quali risultati ci si attende da ogni nuova iniziativa di marketing. Se volete nuove iniziative vengano approvate dal management, dovete iniziare a calcolare e tenere sotto controllo il ritorno sugli investimenti delle vostre attività di marketing. Dimostratene il valore in termini di profitti, confrontate le strategie precedenti con le nuove con dati alla mano e presentate le vostre decisioni fondate a chi decide.

Il Marketing inizia a pianificare troppo tardi

Molte aziende pianificano il lancio di un nuovo prodotto all’ultimo momento, quando il prodotto è già disponibile sul mercato.
Un piano di lancio va studiato nel dettaglio, non si può pensare di iniziare a pensarci quando il prodotto è già sugli scaffali o lo sarà tra poco.

E’ necessario convincersi che che la pianificazione va studiata a partire dal momento in cui il prodotto entra in produzione, non quando si è già pronti a vendere!

Il Marketing e le vendite non comunicano

La maggior parte dei marketing manager ignorano e non si interessano del ciclo di vendita dei propri prodotti. Sono convinti che il loro ruolo termini con la generazione dei prospects. In questa situazione, pare che Marketing e Vendite abbiano obiettivi e misure diverse.

L’ufficio marketing e l’ufficio vendite collaborano invece insieme per la riuscita del prodotto, devono lavorare per sincronizzare i loro sforzi. L’obiettivo è lo stesso per entrambe: la crescita del business sui clienti!

Il marketing deve monitorare strettamente il ciclo di vendita del prodotto, il ritorno delle campagne di marketing va tenuto sotto controllo al lancio del prodotto e se possibile anche durante la sua vita successiva.

tratto da un testo originale di:

Ing. Simone Lovati
Consulente in marketing strategico, presidente e socio co-fondatore di
ADVBOUCLE & PARTNERS

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Rimini Web Marketing Event, siamo tornati

Rimini Web Marketing Event, siamo tornati


Blog News

Uso il plurale perchè ho fatto il viaggio di ritorno con Samuel Gusso, Alessandro Cappellotto e Luca Dalla Villa…che mi hanno aiutato a rimanere sveglio alla guida nonostante le palpebre fossero pesanti :)

E’ presto per trarre le somme sui contenuti di due giornate che mi hanno dato tanta soddisfazione, quindi mi limiterò a registrare alcune impressioni soggettive e a ringraziare le tante persone che ho incontrato sabato e domenica.

In primo luogo Titanka s.p.a., per aver promosso questo evento e per aver dimostrato sin dalla  primissima edizione un’efficienza organizzativa tale da sostenere l’affluenza inaspettata e numerosi tentativi di iscrizione dell’ultimo minuto (i posti disponibili erano quasi esauriti). E’ stato un piacere lavorare fianco a fianco con il loro team (non vi nomino tutti perchè siete troppi :-) ), che ha saputo distinguersi per la simpatia e la serenità oltre che per l’impegno e le capacità fuori dal comune.

Il secondo enorme “grazie” va ai relatori, tutte persone le cui doti umane sono paragonabili a quelle professionali, e che hanno contribuito anche alla riuscita della serata di sabato organizzata da Marco Ziero e Alessandro Binello (grazie anche a voi, serate come quella servono a ricordare che molti di noi hanno iniziato a lavorare nel WEB prima di tutto per passione).

Grazie anche al pubblico composto sia colleghi esperti (alcuni dei quali avrebbero potuto tranquillamente stare sul palco, e magari lo saranno in una prossima edizione), sia da imprenditori e operatori del turismo alberghiero (che spero siano tornati a casa pieni di stimoli e un con un po’ di fertile confusione in testa): l’esperimento di rivolgerci ad un pubblico eterogeneo, cercando il più possibile un linguaggio condiviso, aveva lo scopo di creare un dialogo dal quale potessero emergere sia le problematiche di chi fornisce servizi di promozione online, sia le esigenze di chi usufruisce di questi servizi.

Un ringraziamento speciale ai tanti amici e colleghi che ci hanno raggiunto non solo da Emilia Romagna, Veneto e Lombardia ma addirittura da Piemonte, Lazio, Puglia, Calabria e Sicilia…non posso elencarli tutti ma il loro calore si è sentito, ed è stato fondamentale per farmi sentire a mio agio nell’inedito e improprio ruolo del moderatore ;)

A proposito di Calore, rimane solo il rammarico per la brutta influenza che ha impedito a Federico di raggiungerci da Amsterdam e “partecipare alla festa”… riprenditi, sarà per la prossima volta!

Concludo salutando (in ordine sparso) Francesco, Marco, Federica e Flavia che ho incontrato finalmente di persona.

Prossimamente pubblicheremo foto dell’evento e un post un po’ più “tecnico”.

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Google ci misura l’influenza

Google ci misura l’influenza


News Personale

Questa settimana ho avuto l’influenza: sono rimasto a letto con la febbre per tre giorni, completamente offline, non ho potuto lavorare. Non avrei immaginato che il mio stato potesse essere in qualche modo legato al mio lavoro. Eppure anche qui c’entra Google.

Incredibile a dirsi, Google.org negli Stati Uniti ha messo online una pagina che si occupa di prevedere l’arrivo annuale dell’epidemia dell’influenza su scala nazionale.
Hanno infatti scoperto che l’arrivo del virus è preceduto da un aumento dell’uso di parole chiave legate ai sintomi tipici, come “maldigola”, ” febbre” o ancora “vaccino per l’influenza”. Analizzando su larga scala le frequenze di questo tipo di ricerche con Google Trends è possibile prevedere l’arrivo dell’epidemia con un certo anticipo (almeno due settimane, secondo Google) rispetto agli indicatori ufficiali dell’Istituto di Sanità americano.

We’ve found that certain search terms are good indicators of flu activity. Google Flu Trends uses aggregated Google search data to estimate flu activity in your state up to two weeks faster than traditional flu surveillance systems.

By counting how often we see these search queries, we can estimate how much flu is circulating in various regions of the United States.
Google Flu Trends

Ok, grandioso, e sicuramente tutti gli americani saranno soddisfatti e grati a Google per questo contributo “gratuito” al benessere del genere umano. Ma io, che mi sento sicuramente più europeo che americano, e un pò alla mia vita privata ci tengo, preferirei che la mia influenza rimanesse un fatto tra i virus patogeni e me, e non che il fatto fosse risaputo e pubblicato da Google senza il mio consenso, seppure in modo aggregato.

Non metto in dubbio l’utilità di questa iniziativa, nè la buona volontà di Mountain View per essere fedele al suo motto “don’t be evil“. Ma oggi Google stima l’arrivo dell’influenza, e domani… ? Saprà dirci in anticipo chi sarà la prossima Miss Italia, o il prossimo Presidente degli Stati Uniti? Lo diciamo con un ironico sorriso, ma sappiamo bene che quando troppo potere si concentra nelle stesse mani, cominciano i problemi. E Google ha un enorme potere economico e sulle informazioni, un potere che cresce ogni giorno.

Voi che ne pensate?

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GA per il tracking di oggetti Flash

GA per il tracking di oggetti Flash


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Una soluzione open source per il tracking di oggetti (o siti) in Flash: ora è possibile con Google Analytics. Per saperne di più.

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I risultati del Quiz e i Vincitori

I risultati del Quiz e i Vincitori


Blog Software

Squilli di tromba e rullo di tamburi!

E’ giunto il momento di premiare i vincitori del mini-quiz pubblicato venerdì, ricordiamo che c’erano in palio 3 biglietti per il Rimini Web Marketing Event:

la prima notizia è che, essendoci soltanto due vincitori, rimane ancora un biglietto da assegnare (a breve decideremo come), la seconda è che soltanto il primo quesito ha ottenuto risposte corrette.

Ecco i risultati

Quesito n.1

Utilizzando l’operatore “link:www.dominio.com” di Google, quali link in ingresso verso www.dominio.it vedremo restituiti?

Risposta corretta: non ci è dato saperlo

Quesito n.2

E’ possibile ottenere una lista dei link in uscita da un qualsiasi sito?

Risposta corretta: Sì, grazie ad un operatore apposito di Live.com/MSN (e cioè “linkfromdomain:”)

Quesito n.3

Di recente sono state apportate numerosi cambiamenti al Quality Score di AdWords. Questi cambiamenti influenzano…

Risposta corretta: Tutte le 3 risposte erano corrette :-D

Quindi due sole persone (Michele e Mattia) hanno indovinato la prima risposta, nessuno dei partecipanti ha indovinato le altre.

Grazie a tutti per l’adesione numerosa via mail e commenti, visto il successo dell’iniziativa sappiate che stiamo pensando di ripetere il “quiz a premi” di tanto in tanto: rimanete “sintonizzati” :-)

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Trucco Adwords per scoprire quali sono gli annunci migliori

Trucco Adwords per scoprire quali sono gli annunci migliori


PPC

Torno a scrivere in prima persona nel blog, dopo un periodo di assenza dovuto a vari impegni ed alla nascita di mia figlia :D

Parliamo di AdWords e di keyword advertising, un settore del web marketing molto competitivo e strategico per la maggior parte delle campagne di marketing online. Proprio grazie alle sue caratteristiche (precisione del messaggio veicolato, velocità di risposta e possibilità di essere utilizzato anche in modo sporadico e mirato) che lo rendono uno strumento quasi simbiotico con altre tecniche di web marketing (come l’ottimizzazione per i risultati naturali, l’email marketing, il social media marketing), il pay per click ha visto crescere velocemente la sua popolarità e di conseguenza la concorrenzialità ed i prezzi medi delle parole chiave.

Alcuni settori merceologici particolarmente competitivi hanno raggiunto prezzi per keyword stellari, tanto che ci si domanda come possano essere sostenibili a livello di business costi per click di 10, 20 o 30 dollari per click.

Le recenti modifiche al Quality Score di AdWords hanno un pò complicato la situazione: con la sparizione del minimum bid e la modifica del meccanismo di valutazione, ora gli inserzionisti hanno meno informazioni sulla concorrenza degli altri annunci; la qualità dell’offerta viene calcolata a livello di singola keyword al momento stesso della ricerca dell’utente, e non è quindi calcolabile a priori.

Come ottimizzare quindi in modo scientifico le proprie campagne? La ricetta migliore è sempre di prendere esempio dal meglio. Nei settori maggiormente competitivi lavorano solitamente i migliori marketers, e si mettono in atto le tecniche più sofisticate. Prendiamo spunto da loro!

Il trucco per scoprire i migliori annunci

Di questa tecnica sono venuto a conoscenza leggendo alcuni blog americani, in particolare il blog di Perry Marshall. Sappiamo bene che la posizione di un annucio rispetto agli altri che offrono per la stessa keyword è decisa da una combinazione del prezzo per click offerto e dal punteggio di qualità.

Posizione = CPC x Punteggio di Qualità

A parità del prezzo di offerta quindi, se il nostro annuncio ottiene un punteggio migliore, sarà pubblicato più in alto, il che significa un numero maggiore di click disponibili allo stesso prezzo.

Non potendo però conoscere l’offerta dei nostri concorrenti (c’era una volta lo strumento di Overture, ma non c’è più :-/ ), come possiamo sapere se chi sta in cima ai risultati ha un buon punteggio o sta semplicemente offrendo moltissimo per ogni click? Semplicemente facendo selezione con un alto numero di ricerche.

Per parole chiave ad alta competitività infatti verranno mostrati molti annunci (a volte anche sette o otto pagine di annunci sponsorizzati): ripetendo molte volte la ricerca (clicca su search, search ed ancora search) per la stessa parola chiave, si noterà che la maggior parte di essi sparisce progressivamente, e solo una ristretta selezione rimane ancora visibile come risultato dopo numerose ricerche ripetute: quegli annunci godono del miglior rapporto di qualità agli occhi di Google, e probabilmente meritano di essere studiati a fondo, landing pages comprese.

Provare per credere!

Fonti:

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Un regalo per i nostri primi 500!

Un regalo per i nostri primi 500!


Blog Software

Da qualche settimana Online Marketing Blog, con la normale variabilità dell’indicatore di Feed Burner, ha raggiunto e superato la media di 500 lettori dei nostri feed RSS: un piccolo traguardo per il quale noi autori, soddisfatti del risultato ottenuto dai nostri contenuti, vogliamo ringraziare gli assidui lettori che a volte hanno dovuto portare pazienza durante lunghe pause tra un post e l’altro (dovute ad impegni lavorativi – e personali – vari).

D’altronde una certa irregolarità e libertà è caratteristica del modello editoriale dei blog in generale, e da parte nostra abbiamo sempre cercato di privilegiare qualità del contenuto piuttosto che la frequenza: in altre parole, scriviamo quando abbiamo qualcosa che riteniamo interessante condividere.

Proprio per ringraziarvi abbiamo pensato di mettere in palio altri 3 ingressi al Rimini Web Marketing Event del 22/23 novembre e, non volendo demandare la cosa ad un’estrazione casuale, abbiamo pensato di introdurre un quiz semplice semplice: le prime 3 persone che risponderanno correttamente nei commenti ad almeno uno dei prossimi tre quesiti riceveranno ognuna un ingresso gratuito alla Fiera SIA Guest e alle 2 giornate dell’evento divulgativo.

Quesito n.1

Utilizzando l’operatore “link:www.dominio.com” di Google, quali link in ingresso verso www.dominio.it vedremo restituiti?

Risposte (soltanto una corretta):

  1. Solo i link privi di Nofollow
  2. Solo i link da siti con pr superiore a 4
  3. Non ci è dato saperlo

Quesito n.2

E’ possibile ottenere una lista dei link in uscita da un qualsiasi sito?

Risposte (soltanto una corretta):

  1. Sì, grazie a Yahoo Site Explorer
  2. Sì, grazie ad un operatore apposito di Live.com/MSN
  3. No, non è possibile

Quesito n.3

Di recente sono state apportate numerosi cambiamenti al Quality Score di AdWords. Questi cambiamenti influenzano:

Risposte (una o più corrette):

  1. L’offerta minima per gli annunci su parole chiave competitive
  2. L’ordine con cui divesi annunci in competizione vengono visualizzati
  3. Quali annunci vengono visualizzati sopra ai risultati delle ricerche invece che a destra

Chi vuole può rispondere scrivendo un commento a questo post o in alternativa scrivendoci tramite il form nella pagina dei contatti. In bocca al lupo!

Gli autori di OMB

Scritto in Blog, SoftwareCommenti (8)

Search Engine Marketing per prodotti sconosciuti

Search Engine Marketing per prodotti sconosciuti


PPC SEO

In questi anni mi sono convinto che la differenza tra un SEM professionista ed uno improvvisato stia nella capacità di capire quando bisogna fare un passo indietro: esistono infatti situazioni in cui il primo dirà al cliente “non posso fare molto per te”, mentre l’altro si affannerà a presentare una proposta economica.
Infatti uno dei punti fermi che dobbiamo tenere presente nel nostro lavoro è che il search engine marketing è uno strumento di marketing “pull”, nessun navigatore può usare i motori di ricerca per prodotti e servizi della cui esistenza non è al corrente.

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Nonostante questa doverosa premessa, dobbiamo considerare che anche in casi come questi a volte il cliente chiede consapevolmente, all’interno di una strategia di marketing più ampia, di poter affermare la propria presenza nei motori di ricerca: specie quando auspica che la presenza negli altri media susciti interesse e bisogno di informazioni, e generi quindi ricerche in rete.

Ecco allora che se il cliente presenta prodotti o servizi innovativi, e per questo poco conosciuti, un professionista dei motori di ricerca devi porsi il problema di come intercettare, nei motori di ricerca, i navigatori potenzialmente interessati (“se solo sapessero che…”).

Dal punto di vista strettamente SEO, il compito è arduo: non ha molto senso impegnarsi su keyword generiche (e magari competitive) per avere risultati che si vedranno probabilmente a distanza di mesi. Meglio limitarsi a fare il “compitino” realizzando un sito search engine friendly ottimizzato sulle keyword strettamente attinenti, anche se per ora non generano traffico. Quando si sarà creato quello che i SEO anglosassoni chiamano “a new query space”, saremo lì pronti a raccoglierne i frutti.

E’ un po’ quello che è accaduto a questo blog che (non intenzionalmente) si è posizionato da tempo sulla keyword “social media marketing“, ma solo oggi riceve traffico da essa (infatti solo negli ultimi tempi si è creato un “query space” anche in italiano).

Utilizzando invece il keyword advertising, dove abbiamo un certo controllo sul tipo di campagna che si può andare a generare, la cosa è relativamente semplice: possiamo individuare (e pubblicare annunci per) parole chiave appartenenti a settori analoghi a quello che ci interessa, oppure termini che individuano un target vicino a quello che, idealmente, vorremmo creare.

Diverso tempo fa, nell’epoca in cui questo era ancora sconosciuto, pubblicizzammo con adwords per un cliente un corso sugli strumenti del Social Media Marketing, intercettando con il pay per click i navigatori alla ricerca di formazione nel più tradizionale ambito “Web Marketing”, “Internet Marketing” ecc…

I risultati complessivi furono appena soddisfacenti (proprio per questa ragione abbiamo iniziato l’articolo con quella lunga premessa), tuttavia portammo al corso una decina di persone proprio grazie alla campagna Adwords “per analogia”.

Segnalo infine che diverso tempo fa abbiamo già affrontato il tema nell’articolo Acquistare keywords per prodotti simili?

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