Archivio | settembre, 2008

La linea interactive

La linea interactive


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Un pò off-topic rispetto agli argomenti di questo blog, ma lo consideriamo un video virale: un tributo al lavoro di Osvaldo Cavandoli ed il suo capolavoro pubblicitario La linea.

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Le Google Cars ci chiedono riservatezza

Le Google Cars ci chiedono riservatezza


News

Qualche tempo fa dedicammo un post a Google Street View e agli avvistamenti delle Google Cars che, nere e misteriose, stanno iniziando ad immortalare le vie di alcune città italiane: vi invitammo a notificarci i vostri avvistamenti, e così le segnalazioni sono arrivate numerose e dai luoghi più disparati d’italia, ma il premio per il reportage più dettagliato e divertente fino ad ora va senz’altro a Filippo Miotto

Infatti qualche giorno fa Filippo ha incrociato per le vie della sua città (Biella) una delle ormai famose Opel Astra nere ed ha scattato diverse foto con il suo iPhone, riuscendo persino ad inquadrare la signorina che si trovava alla guida, cogliendola in un attimo di pausa (abbiamo occultato il suo volto per rispetto della privacy… e perchè pensiamo sia meglio non contrariare un apostolo di Google :D ) .

L’aspetto più divertente di questa vicenda è che la Google Car Girl ha apostrofato il nostro reporter chiedendo che la smettesse… inizialmente in base alla norme sulla privacy.

Filippo ha lasciato intendere che sapeva benissimo che cosa fosse Street View ed ha obiettato che le motivazioni della richiesta apparivano abbastanza singolari, visto il pulpito da cui provenivano, quindi la signorina si è appellata alla “gentilezza”.

Bisogna ammettere che in effetti il richiamo al rispetto della privacy da parte del driver di una Google Car, che passa la giornata a fotografare e mettere online le foto di tutto e tutti, ricorda un po’ il bue che dà del cornuto all’asino :)

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Obama e McCain spendono milioni in AdWords

Obama e McCain spendono milioni in AdWords


PPC Web Marketing

Mi è stato segnalato un articolo su Repubblica di questa settimana riguardo ad AdWords ed elezioni USA:

i motori di ricerca giocano un ruolo sempre più importante nella corsa alla presidenza americana. [omissis] questo genere di pubblicità è aumentato in maniera esponenziale nell’ultimo anno. Le cifre parlano chiaro. In una sola settimana, a febbraio, Obama ha investito in Adwords la stessa somma spesa dal presidente Bush e dal senatore John Kerry nel 2004.

In un mese, sempre a febbraio, Obama vi ha investito un milione di dollari.

Evidentemente negli USA hanno le idee chiare: Internet è uno strumento di comunicazione fondamentale, ed il marketing sui motori di ricerca (veri e propri portali di accesso alla Rete), sono attualmente LO strumento di web marketing. E non si tratta solo di keyword advertising, ma anche di SEO, come già riportato nei blog italiani dal Tagliaerbe e da altri.
E’ vero che in questo periodo si parla molto di social media marketing, ed anche in questo blog diamo ampio spazio ai video, al viral e in generale al mondo dei nuovi strumenti, perchè sono nuovi ed interessanti.
Ma non dimentichiamo che queste nuove tecniche sono sperimentazioni, innovative e potenti, ma i motori di ricerca sono pur sempre la principale fonte di accessi qualificati, ed SEO & SEM sono attività indispensabili per ogni sito web, che sia un un ecommerce o un sito di comunicazione o divulgazione; il search engine marketing è ancora destinato a crescere nei prossimi anni, di pari passo con l’evoluzione della tecnologia dei motori di ricerca.

Per di più, nonostante si faccia sempre un gran parlare dell’innalzamento dei costi del search marketing (in termini di budget effettivo per quanto riguarda il keyword advertising, per l’aumentata concorrenza per quanto riguarda il seo), il ritorno sugli investimenti garantito da questo tipo di promozione è tra i più elevati online, e molto più alto di quello ottenibile con attività offline di direct o mass marketing.
Cito ancora dallo stesso articolo:

I costi degli Adwords, fanno notare gli esperti, sono molto più bassi rispetto a quelli di una campagna tradizionale di direct marketing, ma anche di un banner piazzato su un sito popolare.

Non solo negli Stati Uniti, tradizionalmente all’avanguardia per quanto riguarda la tecnologia, internet e le tecniche di comunicazione e divulgazione: anche in Paesi all’altro capo del mondo, come in Malesia, la politica utilizza il potere comunicativo di internet ed in particolare del search engine marketing, come si legge qui.

E in Italia? Timidamente, ma anche da noi la politica comincia ad interessarsi al potere mediatico di Internet, anche se i budget sono ancora molto limitati se confrontati con quelli stanziati per altri strumenti più tradizionali.

:

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Il mondo dell’advertising

Il mondo dell’advertising


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Video divertente sul mondo dell’advertising: come nascono e vengono venduti gli ad. Applicabile facilmente anche al mondo online :-)

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Segreti per viral video di successo

Segreti per viral video di successo


Video adv Viral Marketing

L’enfasi riguardo ai video online è sempre crescente in questi mesi, e c’è qualcuno che afferma con sicurezza che presto saranno l’unica forma di comunicazione. Noi non ci spingiamo a tanto perché ci piace la lingua (soprattutto quella italiana, anche se tanto bistrattata) scritta, ma è un dato di fatto: la televisione ha formato le ultime tre generazioni, e ora i video online sono la naturale trasposizione di una forma di comunicazione a cui siamo già abituati e che apprezziamo.

Web 2.0 e comunicazione diffusa

I guru del web 2.0 ora mi bacchetteranno: ora il sistema di comunicazione è tutto diverso però, in quanto non si tratta più di broadcasting, ma bensì di comunicazione a due sensi, dove gli utenti non sono più solo spettatori, ma anche agenti attivi.

I portali di user generated content e i social network in generale sono l’hype del momento.
Ma sono veramente la stessa cosa? I contenuti che vengono maggiormente diffusi e condivisi e che hanno più successo sono veramente generati dagli utenti e premiati perché sono i migliori?

Traffico, visibilità e contenuti virali

Quando parliamo di contenuti virali, pensiamo sempre ad un video fatto in casa da qualche giovane creativo, con un’idea geniale e divertente che riesca a farlo risaltare dalla massa e venga quindi visto e condiviso da tanti, e sempre di più. Diamo per scontata la meritocrazia del web, dove i migliori contenuti sono quelli che hanno successo, premiati dal gradimento degli utenti e diffusi tramite il passaparola. Un altro scenario propone qualche creativo geniale, di qualche agenzia giovane e brillante, che riesca a produrre un video promozionale veramente divertente. Ok. Delusione: spesso non è esattamente così!

I segreti del successo

Molte agenzie si propongono come produttori di video virali, promettono che i loro video verranno visti da migliaia di utenti. L’incredibile è che funzionano davvero. Tutte idee geniali?

Piuttosto l’esperienza, la conoscenza del mezzo, e qualche trucchetto del mestiere, valgono spesso la prima pagina su Youtube o cloni vari, come dimostra tra gli altri questo interessante articolo scritto da chi per mestiere produce video di successo nel web.

Riporto il sunto della tecnica descritta ed i punti principali dell’articolo, lasciando alla lettura integrale (in inglese) il dettaglio delle tecniche.

Riassumendo e semplificando all’estremo, il cuore della tecnica descritta è questo:

1 - pubblicare un video potenzialmente attraente e divertente, tenendo in modo particolare presenti questi criteri:

  • un video breve, 15-30 secondi;
  • dal concept semplice, che possa essere riutilizzato da altri;
  • non farne una pubblicità;
  • renderlo in qualche modo emozionante;
  • usare titoli incredibili (e finti);
  • come ultima (infallibile) risorsa, usare il sesso;

2 - promuovere il video il più possibile i primi giorni in tutti i canali possibili di vario tipo, come:

  • Blog
  • Forum
  • MySpace
  • Facebook
  • Mailing list
  • Amici

3 - una volta arrivati nella pagina dei più visti, lavorare su:

  • titoli,
  • thumbnail,
  • descrizioni,
  • commenti

per sfruttare al massimo il momento di hype.

Se la tecnica riesce, si ottiene un meccanismo virtuoso di espansione, sharing, wow, o in altre parole… milioni di visualizzazioni. Cool, eh?

Ecco la scaletta originale dell’articolo di cui consiglio la lettura:

  1. Non tutti i video sono quello che sembrano
  2. Content is NOT King – ovvero – il contenuto non è la cosa più importante
  3. Strategia di base: arrivare alla pagina più visti del giorno
  4. Ottimizzazione dei titoli
  5. Ottimizzazione dei thumbnail
  6. Commenti: discutere con se stessi
  7. Pubblicare tutti i video contemporaneamente
  8. Tagging strategico
  9. Metrics/Tracking: come misurare l’efficacia

Infine ecco qualche esempio di video virale di grande successo:

Fonti:

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The Google Masterplan

The Google Masterplan


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Il piano segreto di Google per la conquista del mondo, la collaborazione con la CIA e l’utilizzo dei dati personali da parte del governo USA. :-)
Noi la prendiamo un pò per scherzo e pubblichiamo questo video; tuttavia non possiamo non fermarci a riflettere di quanto potere Google abbia e quanto più ne stia acquisendo ogni giorno.

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Rebranding: come farlo quando è necessario

Rebranding: come farlo quando è necessario


Comunicazione

L’operazione di rebranding è molto delicata, in quanto si tratta di riposizionare l’immagine dell’azienda e dei suoi prodotti. Questa operazione di comunicazione e marketing si rende a volte necessaria in seguito a importanti cambiamenti societari (tipicamente fusioni di aziende ed incorporazione di linee di prodotto), o altri gravi fatti. Si tratta di un’operazione difficile, e c’è il rischio di veder svanire gli investimenti e perdere il mercato già acquisito.

Pubblichiamo un articolo del dott. Dario Ferrigato di ADVboucle & Partners, che dà utili indicazioni e consigli riguardo al rebranding e alle sue criticità.

Parto dalla fine: quando è necessario. Devono cioè sussistere le condizioni affinchè un processo così delicato ed importante, abbia la necessità di essere intrapreso. Esse possono essere costituite da un calo della clientela di base, da un abbassamento delle vendite o dall’introduzione per esempio di una nuova tecnologia. Quali esse siano comunque devono esistere, non si apporta un rebranding per il puro gusto di fare dei cambiamenti.

Premesso ciò e credetemi non si è trattato di ribadire l’ovvio, passerei con elencarvi una serie di errori nei quali in base alla mia esperienza spesso il management incappa.

Rebrendizzare senza ricercare
Un nuovo posizionamento non si trova navigando a vista ma attraverso un’attenta analisi di ciò che si è, delle differenze rispetto alla propria concorrenza e soprattutto indagando i proprio clienti.

Un brand è essenzialmente un logo
Errore tipico e forse il più grave tra quelli che verranno elencati. Un brand è ciò che pensano i consumatori della tua azienda e ciò che trasmetti loro quando vedono il tuo marchio. Un insieme di valori che identificano un’azienda e non un abbozzo grafico più o meno bello. Rimodellare il logo può essere sicuramente di aiuto per segnalare un cambiamento in atto ma rebrandizzare è ben altro.

Non sfruttare la brand equity esistente
Perchè farlo. Se siamo sul mercato e cioè qualcuno ci acquista significa che ci attribuisce dei valori per cui ci sceglie. Negarli significa andare contro di essi, andare cioè contro la nostra stessa clientela. Si tratta al contrario di ponderare l’entità del cambiamento ma ritorneremo successivamente su questo argomento in quanto a mio parere costituisce la chiave del ragionamento che stiamo svolgendo.

Aggrapparsi alla propria storia
Se è vero che non deve essere uno stravolgimento è altrettanto corretto dire che non possiamo vivere nell’immobilismo e nell’apparente tranquillità di ciò che si è sempre stati. L’idea di brand che ci ha condotti si basava forse su condizioni di mercato che oggi non sussistono più e negare ciò significa negare ciò che il mercato chiede.

Passando dal non fare al fare, il mio obiettivo è ora quello di raccontarvi come condurre un processo di rebranding all’interno della vostra azienda.

  • Determinate lo stato attuale del brand
  • Cosa vi differenzia cioè dalla vostra concorrenza, come e cosa avete comunicato al mercato. Si tratta di indagare in profondità i motivi che inducono all’acquisto la vostra clientela e non ultimo cercare di indagarla e descriverla il più possibile.

  • Ipotizzate un cambiamento non una rivoluzione!
  • Avendo chiari i valori con cui vi identificano i vostri clienti e soprattutto per cui vi scelgono, pensate ad un riposizionamento che vi permetta di intercettarne di nuovi senza negare l’esistente. Come vi accennavo è qui il segreto di un saggio rebranding: introdurre novità senza perdere ciò che è consolidato. Si tratta di misurare quanto un brand si può muovere senza perdere la sua forza costitutiva.

  • Unico e rilevante
  • Scegliendo conferite sempre al brand caratteristiche di unicità rispetto agli equivalenti di mercato che siano di evidente rilevanza per il target scelto.

  • Comunicatelo a tutti!
  • Fate in modo che ogni elemento della vostra azienda conosca e condivida la nuova dimensione scelta e soprattutto attraverso prodotti e comunicazione, sforzatevi affinchè il mercato vi associ i nuovi valori scelti.
    Rebrandizzare non un processo nella mente dei soli marketingari, è una fase concreta della quale spesso le aziende necessitano dato il dinamismo del mercato.

In una frase direi che si tratta di

passare da come il mercato ci vede a come ci dovrebbe vedere.

dott. Dario Ferrigato
Consulente Senior
www.advboucle.com

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Navigazione “mobile”, la grande chance per i motori specialistici?

Navigazione “mobile”, la grande chance per i motori specialistici?


Web Marketing

Crisp Wireless, leader mondiale e pioniere nell’erogazione di soluzioni per il Mobile Publishing, Advertising & Analytics, diffonde con periodicità quadrimestrale un interessante report sui trend di utilizzo dei dispositivi mobili.
Il “Crisp Wireless Index” prende in considerazione un ampio ventaglio di informazioni, che vanno dall’età dei navigatori alla loro provenienza, dai contenuti consultati agli orari di maggior traffico.

Gli ultimi report, che riguardano prevalentemente il mercato USA, evidenziano i seguenti Key Findings:

  • una crescita del 29% dell’utilizzo di dispositivi mobili nel WEB;
  • pur subendo un calo di popolarità, i portali delle principali aziende di telefonia (il cui collegamento è solitamente preimpostato) fanno ancora la parte del leone (45,74% degli accessi via Mobile) ;
  • i motori di ricerca veicolano soltanto il 9,45% del traffico complessivo, ma il loro utilizzo è in costante crescita ;
  • i termini relativi alla politica e all’intrattenimento rimangono i più popolari nelle ricerche
  • Il 28% dei navigatori utilizza il nome del sito, o comunque parole chiave legate al brand, per le proprie ricerche ;

Personalmente ritengo che i dispositivi mobili plasmeranno la rete che verrà, imponendo standard ben precisi in termini di usabilità, efficacia e velocità di reperimento delle informazioni.


Se mentre vi trovate lontani da un PC cercaste informazioni sugli orari dei treni, sugli hotel disponibili nella zona in cui vi trovate a passare, o sul ristorante con cucina senza glutine più vicino…quanto apprezzereste la possibilità di poter ottenere rapidamente le informazioni che vi interessano, senza dover fare lunghe chiacchierate al telefono come Claudio Bisio?

Oggi con un cellulare o un palmare possiamo accedere al WEB, utilizzare i motori di ricerca e navigare quasi come se stessimo servendoci di un computer e della connettività tradizionali, ma c’è un “quasi” di troppo: i motori di ricerca sono troppo generalisti e le informazioni esposte nei siti web tradizionali, restituiti dalla SERP, non sono facilmente fruibili attraverso un dispositivo mobile. Insomma la navigazione risulta quasi sempre lenta e difficoltosa.

Certo, esiste Google per i cellulari, ma i risultati che restituisce in prima istanza sono sempre i soliti: pagine pensate per la “navigazione da tavola”, poichè l’offerta di siti progettati specificamente per la “navigazione mobile” è ancora scarsa.

Se è vero che il futuro sarà sempre più wireless & mobile allora dobbiamo aspettarci non soltanto che i siti web si presentino con versioni dedicate, più leggere e meglio consultabili, ma anche e soprattutto che forniscano informazioni immediatamente reperibili e rispondenti alle esigenze del navigatore con cellulare: i motori di ricerca specialistici rappresenteranno la risposta a queste esigenze?

Lo scopriremo in un futuro assai breve, ma nel frattempo…chi lo dice a Trenitalia che consultare ferroviedellostato.it è un’autentica sofferenza?

RISORSE

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MOCA cerca SEO junior

MOCA cerca SEO junior


News

Pubblico volentieri un’interessante offerta di lavoro per cui l’amico Marco Ziero ci ha chiesto di fare un pò di pubblicità:

MOCA Interactive, Treviso, cerca un SEO Junior da inserire nel team.
L’offerta prevede un periodo di stage di 4 mesi retribuito con scopo assunzione.

Cerchiamo una figura che possa intraprendere assieme allo staff di Moca un percorso di crescita che lo porti in breve tempo a gestire le fasi di un progetto di visibilità organica nei motori di ricerca.
Nello specifico, ci si riferisce sia ad attività di natura più tecnica, legata agli interventi di ottimizzazione da implementare, che attività di analisi quali lo studio delle parole chiave e dei dati di traffico/conversione registrati, migliorando costantemente la visibilità acquisita in funzione di questi ultimi e degli obiettivi del cliente.

Ci si può mettere in contatto direttamente con me (m_ziero [at] libero.it), scrivendo alla mail dedicata (contact [at] mocainteractive.com) oppure facendo riferimento alla pagina www.mocainteractive.com/job.aspx

I SEO o aspiranti tali sono invitati a farsi avanti.

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Performance differenziate e Quality Score per AdWords

Performance differenziate e Quality Score per AdWords


PPC Web analysis

Con la fine dell’estate arrivano da Google diverse novità e cambiamenti nel sistema AdWords. Alcune sicuramente positive, altre per le quali dobbiamo aspettare di testare sul campo i risultati per poter esprimere un commento.

Rete di ricerca e rete di contenuti

La novità più evidente per chiunque possieda e gestisca un account è la presentazione separata (finalmente!!) delle performance della rete di ricerca e della rete di contenuti già nella pagina di riepilogo delle campagne. Questa modifica, annunciata qualche giorno fa dal blog ufficiale di AdWords, è solo apparentemente secondaria ed esteriore, mentre invece semplifica molto la vita a chi gestisce campagne attive in entrambe le reti. Precedentemente si doveva ricorrere a stratagemmi come la creazione di campagne a specchio, o ed in ogni caso l’analisi e soprattutto la comparazione delle performance risultava macchinosa e doveva essere fatta, per essere accurata, con report specifici creati ad hoc.

Della rete di contenuti abbiamo parlato più volte in questo blog, sottolineando spesso come la differente tecnologia porti spesso a performance e risultati molto diversi: mischiare dati diversi porta spesso a valutazioni errate. Basti pensare al tasso di click medio: spesso capita di ottenere nella rete di contenuti un alto numero di visualizzazioni, a cui tuttavia non fanno seguito molti click. Tutte queste impressions venivano sommate nel riepilogo di campagna, dando come risultato CTR (complessivi) disastrosi, con il rischio di giudicare in modo negativo campagne che invece nella rete di contenuti andavano molto bene.

Ulteriore feature aggiuntiva è la differenziazione, nella visualizzazione del dettaglio delle campagne, della rete di Google e la rete dei partner di ricerca (altri motori di ricerca che si appoggiano ad AdWords).

Novità in arrivo per il Quality Score

La seconda novità, molto meno visibile ma non certo meno importante, è stata già annunciata a fine agosto: Quality Score improvements. Si tratta in sostanza di un cambiamento (a quanto sembra, radicale) del sistema di Quality Score (che è poi l’agoritmo che decide in che posizione appare il mio annuncio, e per quale cifra – vedi articolo OMB). Non è ancora chiaro quando queste modifiche saranno effettivamente attive per tutti gli account (non ancora ad oggi mentre scrivo), ma non credo avremo ancora molto da aspettare.

Le modifiche principali coinvolgono principalmente il cosiddetto minimum bid:

  1. Quality Score will now be more accurate because it will be calculated at the time of each search query
  2. Keywords will no longer be marked ‘inactive for search’
  3. ‘First page bid’ will replace ‘minimum bid’ in your account

In sostanza, viene introdotto un algoritmo “dinamico” di calcolo del Quality Score: nel momento in cui viene effettuata una ricerca per una parola chiave che attiverebbe la visualizzazione di un annuncio, viene calcolato un punteggio sulla base di diversi fattori e questo, insieme al bid, decide la posizione dell’annuncio. Questo calcolo viene quindi ripetuto (ed il risultato può quindi cambiare) ad ogni nuova ricerca. Precedentemente questo punteggio si basava anche su alcuni coefficienti precalcolati e legati alla singola keyword (come qualità e rilevanza della landing page), mentre ora il calcolo è effettuato in tempo reale, per tenere conto dell’effettiva situazione competitiva per la determinata keyword.

Se da un lato questo può essere un vantaggio (una maggiore velocità di aggiornamento e, si spera, una maggiore rispondenza e pertinenza dei risultati), dall’altro rende sicuramente più complicata la valutazione e la stima del punteggio di qualità delle parole chiave che si aggiungono alle campagne. Inoltre sarà molto più difficile capire perchè una keyword funzioni meglio di un’altra, essendo il punteggio ora legato ad una molteplicità di fattori in continuo movimento.

Anche per questo viene in aiuto (vedremo!!) un nuovo indicatore, il First page bid, che dovrebbe indicare (in modo dinamico, e quindi suscettibile a variazioni continue) il prezzo minimo per apparire nella prima pagina dei risultati (della ricerca). Ovviamente in Google si sono subito affrettati ad affermare (a scanso di equivoci) che questo non rappresenta alcuna garanzia di apparire effettivamente in prima pagina. Come dire, ecco l’indicatore, ma poi facciamo pur sempre quello che ci pare…

Staremo a vedere, di sicuro ci sarà da lavorare!

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OMB – gli autori

  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
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