Archivio | agosto, 2008

Se scegli AdWords ti fai trovare in meno di 15 minuti!

Se scegli AdWords ti fai trovare in meno di 15 minuti!


PPC SEO

Grazie ad una segnalazione di Marco Pezzano, scopro che Google Adwords si sta ancora pubblicizzando con messaggi che suscitano perplessità



Ripescando nella memoria tiro fuori un post di Marco Lo Guercio datato addirittura 2005, e sembra che siano cambiate davvero poche cose da allora…

C’è da dire che se oggi l’annuncio in questione dovesse risultare errato e fuorviante, secondo la recente normativa italiana in materia (eccessivamente rigida e, forse proprio per questo, poco applicata) potrebbe anche essere interpretato come pubblicità ingannevole e come tale sanzionato.

Provo ad interpretare: cosa sta cercando di dirci Google con quell’annuncio?

- Che la visibilità nei risultati naturali e quella negli annunci sponsorizzati sono equivalenti?

Io ero convinto che SEO e Keyword Advertising fossero strumenti complementari e non alternativi.

- Che impostare e gestire come si deve una campagna Adwords è una baggianata?

Io credevo che l’unica cosa semplice fosse sprecare il denaro in campagne mal gestite. Chissà cosa ne pensano migliaia di “Adwords Qualified Professional”, che hanno studiato tanto proprio per non far buttare soldi agli inserzionisti…

- Che Adwords è lo strumento facile e veloce per essere visibili su Google?

Il quality score e le continue novità introdotte nel meccanismo di valutazione degli annunci dovevano servire proprio a combattere questa mentalità semplicistica e sbagliata: infatti, l’eccessiva leggerezza con cui molti utilizzavano lo strumento Adwords, stava dando luogo a messaggi ingannevoli e landing pages poco pertinenti con il messaggio pubblicizzato.
Ero fortemente convinto che Google volesse evitare ai navigatori una “poor user experience” che avrebbe ulteriormente svalutato i risultati sponsorizzati a favore di quelli naturali.

- O forse che Adwords ha poco successo e quindi deve entrare in competizione con le “povere” SEM Agency, abbassandosi a fare pay per click su keyword come “posizionamento nei motori di ricerca” e “indicizzazione siti web”?

Mi sembra che la tendenza sia tutt’altra e che Adwords non sia mai stato così popolare: tanto che quasi tutti i SEO, anche i più puristi, iniziano a proporre lo strumento riconoscendone la specificità e l’efficacia.

Non trovo risposte e non mi vengono in mente altre interpretazioni, quindi mi fermo qui e attendo con ansia le vostre…

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Google Suggest: bye bye Long Tail?

Google Suggest: bye bye Long Tail?


SEO



Da un paio di giorni Google Suggest è uscito dallo “scantinato” di Google Labs ed è diventato dotazione di default di Google.com in Inglese (Google.it è immune dalla novità per ora), questo significa che d’ora in poi le query al motore verranno guidate in modo preciso, sin dalle prime battute, come risulta evidente dallo screenshot visibile in alto.

La novità probabilmente porterà molti vantaggi ai navigatori, ma in questo post vorremmo soffermarci sulle implicazioni meno evidenti dell’introduzione dei suggerimenti in tempo reale: quali saranno gli effetti concreti sulla Long Tail?

Infatti se il navigatore sarà meno invogliato nel tentare keyword inedite

  1. non crescerà forse la competitività intorno a insiemi ristretti di parole chiave, e cioè quelle suggerite?
  2. contemporaneamente non vedranno calare sensibilmente le proprie visite i siti che oggi ricevono traffico grazie alla “polverizzazione” dei termini di ricerca ?

Queste e altre perplessità, che emergono dai primissimi interventi di SEO e SEM di oltreoceano, secondo me sono legittime ma non del tutto condivisibili: in realtà i suggerimenti potrebbero semplicemente dare forma ad una long tail più focalizzata sul tema, un po’ meno “long” (in quanto non troveranno spazio keyword poco attinenti) ma arricchita da parole chiave a cui il “navigatore tipo” normalmente non penserebbe.

E’ noto ad esempio che oggi l’utente tipo che intende prenotare un hotel di media categoria, tende ad effettuare query generiche del tipo “Hotel Località” e a raffinare la ricerca solo successivamente (all’interno di uno o più tra i numerosi portali restituiti dalla SERP): non è un caso se a parità di posizionamento, la parola chiave “Hotel 3 stelle {località}” oggi genera mediamente circa 1/20 degli accessi rispetto alla più generica “Hotel {località}”.

Da oggi l’utente verrà indirizzato (dovremmo dire “educato”?) verso ricerche più specifiche, con keyword a tema che altrimenti forse non avrebbe mai pensato di utilizzare: probabilmente la long tail non scomparirà, sarà soltanto differente.

Sarebbe interessante conoscere gli effetti che i “suggerimenti” hanno avuto sugli utilizzatori di Yahoo!, che da quasi un anno ha integrato in modo stabile il Search Assist (vedi riferimenti più sotto)

TUTTI I RIFERIMENTI

[AGGIORNAMENTO]

Anche Tagliaerbe affronta l’argomento in Google Suggest: pro e contro ma sembra pessimista sulla questione Long Tail.

Nel frattempo ho fatto qualche esperimento con le API specifiche di Google Suggest (da me snobbate prima di oggi) e devo dire che questo tool apre interessanti possibilità per i SEO dotati di immaginazione… materiale per un prossimo articolo.

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Flash e Motori di Ricerca: faq, tips & tricks

Flash e Motori di Ricerca: faq, tips & tricks


SEO

L’argomento non è originale, anzi è uno di quelli che occupa da più tempo i pensieri di SEO e Webmaster, ma è stato riportato in auge qualche tempo fa dalla notizia che Adobe sta sviluppando soluzioni in collaborazione con Google e Yahoo per rendere i file SWF maggiormente “permeabili” agli spider.

Purtroppo questo accordo ha avuto un risalto maggiore di quanto meritasse, tanto che l’entusiasmo eccessivo di quasi tutti coloro che ne hanno parlato, rischia di minare l’attività di sensibilizzazione che i SEO stanno portando avanti da anni sull’argomento.

Le cose da dire sarebbero davvero molte, quindi per ragioni di spazio fornirò una serie di indicazioni sotto forma di FAQ, con l’obiettivo di provare a fare chiarezza su quali siano le reali implicazioni di questa “novità”

1. Il contenuto presente nei file SWF viene indicizzato dagli spider?

Lo spider di Google è da tempo in grado di vedere i testi di tipo statico e persino i link html contenuti in flash, tuttavia questo non significa che tali contenuti siano altrettanto fruibili rispetto a quelli presenti in una comune pagina HTML.

Per averne la prova è sufficiente fare una ricerca con parola chiave “Font Verdana 10″: risulterà evidente come i motori di ricerca al momento non siano in grado di distinguere il codice HTML dal testo vero e proprio.

2. Posso utilizzare Flash in un sito e aspirare ad ottenere posizionamenti?

I fattori che determinano il successo di un sito nei motori di ricerca sono molteplici, quindi nulla è impossibile, ma se Flash viene utilizzato in modo scorretto non ci sono molte speranze.

La qualità e la quantità dei contenuti è uno dei parametri determinanti e, se la visibilità nei motori di ricerca rappresenta per noi un obiettivo importante, per quale ragione dovremmo complicarci la vita sin dall’inizio?

Se poi operiamo in un settore competitivo, ci saranno già sin troppe difficoltà da affrontare senza che ce ne creiamo di nuove senza motivo.

3. Allora qual è il modo corretto di utilizzare Flash?

Come elemento decorativo all’interno di una pagina HTML, oppure come applicazione WEB che interagisce con gli script lato server: la cosa veramente importante da tenere a mente è che se vi sono contenuti che vogliamo indicizzati e posizionati nei motori di ricerca, non devono essere reperibili esclusivamente all’interno dell’SWF.

Flash va benissimo per gli effetti grafici o per l’interazione lato server, ma non può servire per l’esposizione di contenuti che vogliamo far “digerire” a Google & c.

Per un esempio di utilizzo corretto di Flash suggerisco sempre di esaminare proprio la home page di www.adobe.com

4. Come faccio a capire se sto usando Flash in modo non search engine friendly?

Se ad esempio il sito è costituito da un unico SWF che carica tutti i contenuti all’interno di se stesso (e magari l’url della pagina non cambia mai) di sicuro non va bene e sarà “impermeabile agli spider”.

La domanda chiave è: “Ci sono contenuti importanti che non sono reperibili se non passando attraverso l’interazione con Flash?”

Se la risposta è sì allora c’è un problema dal punto di vista SEO.

5. E se ricorriamo a UFO o SWF Object per rendere i contenuti fruibili dagli spider?

Se utilizzando intelligentemente una di quelle due librerie (o attraverso qualsiasi altro metodo valido) riesci a fornire dei contenuti alternativi, e dei link che forniscano una navigazione parallela che renda questi contenuti raggiungibili dagli spider, allora tutto bene.

E’ importante però non lasciarsi prendere la mano dal contenuto alternativo, perchè potenzialmente potrebbe essere interpretato come testo nascosto, in violazione delle linee guida di Google.

6. Eppure ci sono siti interamente realizzati in Flash e ben posizionati…

Ne conosco diversi anch’io ma, come già precisato, i fattori che determinano il successo di un sito nei motori di ricerca sono molteplici: la verità è che quei siti sono posizionati nonostante i loro problemi di progettazione.

7. Ma in definitiva cosa porterà l’accordo tra Adobe e motori di ricerca?

Al momento non ci è dato saperlo con certezza, probabilmente migliorerà la comprensione dei contenuti statici presenti nei file SWF. Questo forse renderà la capacità di indicizzare i file SWF simile a quella (ottima) dei file PDF, purtroppo però in Flash non esistono soltanto contenuti statici ma anche contenuti generati via actionscript, molto più difficili da raggiungere per gli spider.

8. Eppure ho letto/sentito dire che i motori di ricerca a breve saranno in grado di indicizzare non solo il testo statico presente negli SWF, ma anche quello caricato dinamicamente attraverso actionscript, sarà veramente così?

L’ho sentito dire anch’io (non da fonti ufficiali però) e mi chiedo come sarà possibile (lo spider incorporerà un interprete SWF/actionscript?). Ammesso che ciò avvenga, tuttavia “indicizzato” non significa “posizionato”: per fare un esempio analogo, pensiamo che oggi anche gli url dotati di query string vengono indicizzati, questo però non significa che, a parità di altre condizioni, abbiano le stesse chance degli url dall’aspetto statico.

In definitiva Flash non è necessariamente nemico dei SEO ma se riteniamo la visibilità nei motori di ricerca un obiettivo importante, il SEO deve essere coinvolto sin dalle prime fasi di progettazione di un sito.

Troppo spesso invece il SEO viene chiamato ad intervenire solo a cose fatte, e notizie come quella in questione rischiano di far prendere alla leggera le questioni legate alla visibilità:

“utilizzo Flash perchè è veloce in fase di sviluppo e il cliente vuole un sito accattivante, tanto ormai tutti dicono che i motori di ricerca indicizzano i file SWF. Poi quando il SEO prenderà in mano la cosa, se c’è da fare qualche aggiustamento, se ne occuperà lui…”

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Viral Marketing at Death Star

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AdSense per RSS feeds

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I CTR di una SERP Google

I CTR di una SERP Google


Web analysis

In aprile durante un ciclo di incontri tra gli studenti di Scienze della Comunicazione di Padova e i professionisti del Web organizzato da Marco Bettiol, docente di Internet Marketing, fui invitato a tenere un seminario sul search marketing durante il quale incontrai studenti coinvolti dal tema: suscitò particolare interesse l’evoluzione di Google negli anni e le ripercussioni che questi cambiamenti hanno avuto sulle competenze necessarie a svolgere l’attività SEM/SEO.

Una tra le domande più pertinenti che mi furono poste riguardava l’”erosione” dei risultati naturali, determinata dalle sempre più frequenti invasioni nelle SERP da parte dei collegamenti sponsorizzati in top position, dei risultati locali e dei vari elementi della cosidetta Google Universal Search.

La questione era “C’è modo di sapere quanto incide mediamente la posizione sul click through?

Durante il seminario risposi che gli unici dati certi di cui ero a conoscenza risalivano al 2006 quando, a seguito di una “gaffe” di AOL, fu possibile accedere alle statistiche di quasi 500.000 ricerche effettuate dagli utenti del network. Grazie a quelle informazioni un noto SEO Irlandese elaborò alcune utili statistiche che sono ancora oggi reperibili sul suo blog.

Purtroppo le percentuali riguardavano esclusivamente i risultati naturali e in ogni caso, da allora, la tipica SERP di Google è stata decisamente sconvolta da “inserti” di vario genere, tanto che possiamo considerare quelle statistiche del tutto obsolete.

Oggi scopro che un recente articolo su SeoMoz.org pubblica dei dati aggiornati piuttosto significativi.
E anche se, a causa di una citazione inadeguata e imprecisa delle fonti, il post è stato accolto con un certo scetticismo da parte dei lettori, non me la sento di bollarli come poco attendibili: infatti per ora corrispondono abbastanza con un’altra ricerca in corso, di cui spero di poter pubblicare i dati a fine settembre.

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Google AdWords – Ad Quality Basics


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Google Insights for Search, da testare

Google Insights for Search, da testare


News Web Marketing

Google non va in ferie e lancia un nuovo strumento progettato con in mente le esigenze degli advertiser: Google Insights appare subito come un’estensione del già noto Google Trends, potenziato con funzionalità analoghe a quelle di Adwords Keyword Suggestion.

Il tool fornisce indicazioni sui volumi di ricerca delle parole chiave e sull’interesse manifestato nelle diverse aree geografiche. Trovo particolarmente utili funzionalità come l’elenco dei termini correlati, la lista delle keyword a tema “emergenti” (cioè in forte crescita) e la mappa zoomabile con evidenziate in un colore più scuro le aree geografiche con il maggior volume di ricerche.

Nulla di esaltante? Possiamo farne a meno? Beh me lo sono chiesto anch’io, pertanto ho fatto alcuni test con varie keyword appartenenti a settori emergenti sui quali avevo necessità di maggiori informazioni: ad esempio l’illuminazione a led (“led lighting” in inglese).
Inserendo alcuni termini volutamente specifici e tecnici, ecco il risultato finale con evidenziate le aree geografiche “più calde” per le ricerche sul tema, e il termine scientifico “light emitting diodes” in netto vantaggio su altri come “led lighting systems”.

light-emitting-diode

A detta dei clienti il dato significativo sull’India è perfettamente plausibile, personalmente ho trovato interessante il fatto che vi sia una differenza importante, nei risultati per area geografica, tra “light emitting diodes” e “light emitting diode” (al singolare)

La prima impressione insomma è decisamente positiva tanto più che, sempre stando ad un primo utilizzo superficiale, Google Insights for Search sembra molto preciso anche per le keyword in Italiano, caratteristica quest’ultima che lo differenzierebbe ulteriormente da Google Trends.

Tutti i riferimenti

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Google Ad Manager, ora aperto a tutti e in italiano

Google Ad Manager, ora aperto a tutti e in italiano


News Web Marketing

Qualche mese fa Google lanciava una beta su invito di uno strumento interessante: Ad Manager, una piattaforma gratuita per l’ad serving, ovvero la gestione degli spazi pubblicitari di un sito o di un network di siti.

Oggi Google ha comunicato il rilascio di una versione che prevede una rinnovata veste grafica, oltre a un pacchetto di funzionalità aggiuntive (tra cui la traduzione in italiano), ma soprattutto aperta a chiunque possieda un account AdSense.

Google Ad ManagerAd Manager permette una gestione completa del processo di vendita degli spazi, attraverso livelli di utenza diversificati per essere utilizzabili dalle varie figure componenti un reparto commerciale; consente una pianificazione dettagliata e una verifica veloce delle potenzialità del proprio network in termini di impression, in aggiunta a un ricco set di strumenti di reportistica per valutare il rendimento di siti, singole aree annunci e persino venditori.

Il tool si pone in concorrenza con altre piattaforme di ad serving gratuite, come OpenX,  aggiungendo però il vantaggio di una soluzione hosted, cioè residente su server di terze parti, con un notevole risparmio di risorse (banda) e quindi di denaro. Dal canto suo, il team di OpenX qualche mese fa aveva prospettato il rilascio di una soluzione simile, ma ad oggi nulla si è ancora concretizzato.

In questo contesto Google Ad Manager si trova in una condizione estremamente favorevole: è indubbiamente uno strumento completo, versatile e scalabile, il che lo rende adatto a realtà di dimensioni molto varie; in più, la quasi totale mancanza di concorrenti in grado di giocarsela alla pari potrebbe rappresentare l’inizio di un nuovo monopolio targato Google.

L’unico punto interrogativo potrebbe sorgere di fronte a questioni circa l’appropriazione da parte di Google di dati sensibili su persone e redditi. Ma, come è ormai diventato ovvio, non sarebbe la prima né l’ultima volta.

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  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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  • Fabio Sutto, sviluppatore server-side dal 1998, è passato dalla programmazione ai motori di ricerca, quindi al web marketing e al web 2.0: nell'attesa delle novità che verranno.
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