Archivio | maggio, 2008

Carbon Cart e Il trend “green” online: e-commerce e coscienza ecologica

Carbon Cart e Il trend “green” online: e-commerce e coscienza ecologica


News

CarbonCart.com

Arriva dagli USA un’idea che associa la tendenza “green” degli ultimi anni alla tendenza “shopping online”, nettamente più diffusa.

Si tratta di CarbonCart.com, un sito di e-commerce all’interno del quale si possono acquistare prodotti nel “rispetto dell’ambiente”, pagando una piccola sovrattassa che andrà a finanziare progetti ecocompatibili, rimboschimenti e progetti a energia rinnovabile.
Un tentativo di compensazione all’inquinamento prodotto dai veicoli che si occupano della spedizione dei prodotti, nel tentativo di rinverdire la coscienza ecologia dei consumatori online.

Saranno i prodotti di Amazon.com il grande bacino d’acquisto e si aggirerà intorno al 5-8% la sovrattassa per gli acquisti green.

Unita ai dati della ricerca Nielsen (Trends in Online Shoppingfebbraio 2008), effettuata in 48 mercati in Europa, Asia, Nord America e Medio Oriente sui maggiori consumatori online, questa notizia fa veramente ben sperare.

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Google Analytics per il web 2.0

Google Analytics per il web 2.0


Web analysis

Google Analytics, come già altri sistemi di web analysis hanno fatto (ne avevamo parlato in questo blog tempo fa), sta implementando una funzione che permetta di tracciare azioni di elementi dinamici, oggetti che permettono l’interazione degli utenti senza la necessità di ricaricare completamente la pagina.

Page views o azioni degli utenti?

La web analysis si basa sul concetto base di “page view”: le visite vengono tracciate ed analizzate come un susseguirsi di pagine visualizzate. Questo concetto funzionava senza problemi fino a che ogni azione (ovvero ogni click) dell’utente corrispondeva effettivamente al caricamento di una nuova pagina.

Internet verso il web 2.0

L’attuale evoluzione di internet, ovvero il cosiddetto web 2.0, ha visto un cambiamento nella tipologia dei contenuti offerti. Sempre più portali non offrono tanto un contenuto, ma piuttosto un servizio. Si pensi per esempio ai più noti social networks, come MySpace, Hyves, Facebook, e soprattutto Twitter: i contenuti non sono presenti a priori, ma vengono generati e gestiti dagli utenti stessi. Il valore che viene offerto agli utenti è rappresentato spesso da possibilità di comunicazione, di relazione, di interazione.

Le nuove tecnologie per i contenuti interattivi

Allo stesso tempo anche le tecnologie sono cambiate: le più recenti evoluzioni delle tecnologie lato server hanno di fatto permesso la costruzione di servizi sempre più complessi: ormai siamo abituati a non avere più a che fare con siti statici, ma piuttosto con delle vere e proprie applicazioni online, le Rich Internet Applications (Google fa addirittura concorrenza a Microsoft nel suo mercato di maggior valore, offrendo una suite di applicazioni office disponibili via browser, Google Apps).
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Quanto vale un banner cpm?

Quanto vale un banner cpm?


Web Marketing

PubMatic AdPrice index feb - apr 2008Spesso, in occasione di campagne promozionali, mi viene chiesto di valutare offerte di advertising contenenti molti prodotti diversi, con un prezzo totale per l’intero pacchetto: pubblicità tabellare, banner ed annunci a costo per click, presenza nella newsletter, invio di DEM. La valutazione di tali pacchetti è spesso molto delicata e non facile, perché in primo luogo è necessario dare un valore ai singoli componenti del pacchetto (valore oggettivo), e quindi capire quanto quegli strumenti siano in linea con la campagna promozionale in oggetto (valore soggettivo).

Già la valutazione di un costo medio per i classici banner tabellari (nei vari formati: leaderboard, medium rectangle, fullbanner, skyscraper, ecc…) è spesso molto ardua, in quanto dipende da molteplici fattori. In Paesi diversi ci sono grosse differenze tra i prezzi, e quasi sempre nel mercato manca un’informazione chiara, che permetta di stabilire un prezzo di riferimento.

Di conseguenza il giudizio e la negoziazione si basano quasi sempre sull’esperienza personale degli esperti e degli operatori del settore. Questo crea una barriera all’entrata per i piccoli inserzionisti, che non hanno altra scelta se non affidarsi semplicemente ai grandi network a costo per click, in quanto non hanno informazioni sufficienti per poter valutare (e di conseguenza poter negoziare) una campagna tabellare a costo per impression.

D’altra parte, la mancanza di informazione è un grosso svantaggio anche per i piccoli publishers, che si trovano nell’impossibilità di negoziare prezzi equi (non conoscendo il valore dei propri spazi) con eventuali inserzionisti interessati. Basti pensare a blogger o proprietari di siti a tema, conosciuti in un mercato di nicchia, potenzialmente molto interessanti per aziende desiderose di raggiungere utenti interessati. Di nuovo, l’unica soluzione che rimane è passare per i grandi network, che nel frattempo ricavano il loro margine, diminuendo il guadagno per gli editori ed il margine commerciale per gli inserzionisti.

Segnalo a questo proposito alcuni dati interessanti pubblicati da un’agenzia che produce un software per l’ottimizzazione dell’advertising, PubMatic, che permettono quantomeno di seguire l’andamento del prezzo medio nel mercato.
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Google Friend Connect, solo un social connettore? Oppure…

Google Friend Connect, solo un social connettore? Oppure…


News Social Media Marketing

Social Network Graph

Sospettavamo che Google non potesse rimanere a lungo estraneo al fenomeno dei social network, ed ecco che infatti compie una mossa decisiva: con Friend Connect punta a diventare l’hub primario di un mondo altrimenti molto frammentato.

L’esigenza di un qualche sistema di integrazione tra le varie piattaforme (una sorta di layer di astrazione) è molto sentita, tant’è che ci stanno provando anche MySpace e Facebook, ma francamente credo che siano entrambi privi della forza “ecumenica” che Google è in grado di mettere in campo (abbracciando, tra l’altro, il prodocollo openID).

Per quanto mi riguarda sono iscritto a diversi network e ritengo che il principale freno al decollo del social network marketing sia determinato proprio dall’assenza di un’efficace interconnessione tra queste realtà, Leggi l’articolo completo

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A few Good Creative Men


You need to a flashplayer enabled browser to view this YouTube video

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A proposito di video e creatività :)


Comunicazione Video adv

Un post un pò off-topic nei contenuti, ma divertente ed in qualche modo in linea con i temi che ultimamente hanno trovato ampio spazio in questo blog: video ads, creatività e contenuti virali.

Tratto dalla celebre scena finale del processo dal film A Few Good Men del 1992 (Codice d’onore in italiano), questo video trovato su Youtube è doppiato in modo da cambiarne il contenuto in modo esilarante. Quotidiana guerra tra sales e reparto marketing.
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Indicizzazione & hosting performance, consigli utili

Indicizzazione & hosting performance, consigli utili


SEO Software

Google Crawling Rate Graph

Come SEO non sono mai stato un maniaco della velocità di risposta del server, ma da qualche tempo sono molto più fiscale nei confronti delle piattaforme utilizzate per lo sviluppo WEB.
Infatti credo di non essere l’unico ad aver notato ultimamente una certa “pigrizia” da parte dello spider di Google, il quale tende a passare con minore frequenza e senza scendere troppo in profondità nei livelli di navigazione. Come se non bastasse anche la cache viene aggiornata meno assiduamente.

Oggi è più che mai evidente che l’enorme quantità di informazioni presenti in rete (un blob vischioso e in continua crescita), richiede ai motori di ricerca di dosare le proprie forze e premiare i siti virtuosi dal punto di vista delle performance. Se le cose stanno così non possiamo permetterci di sottovalutare i tempi di caricamento delle pagine, per lo meno da quando il fattore “aggiornamento dei contenuti” è così importante agli occhi di Google.

Purtroppo anche quando ci troviamo in presenza della migliore infrastruttura lato server non c’è nulla da fare se lo sviluppatore ci mette lo zampino: CMS evoluti come Typo3 ed Ez Publish (ma anche Mambo/Joomla che così evoluti non sono), o framework puri come Zend, Django, Ruby On Rails possono mettere a dura prova le risorse hardware e di conseguenza i tempi di risposta delle pagine WEB. Non parliamo poi dei framework “fatti in casa” e pensati per agevolare lo sviluppatore più che il navigatore.

Ecco dunque alcune linee guida salva spider (e, alla lunga, salva SERP)
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Video ads in forte crescita nei prossimi anni

Video ads in forte crescita nei prossimi anni


Comunicazione Video adv

L’aumentare della disponibilità e della diffusione della banda larga e il progredire delle tecnologie multimediali, rende possibile pubblicare nel web contenuti sempre più ricchi. D’altra parte, gli utenti internet hanno più familiarità con il mezzo rispetto a qualche anno fa, sono abituati ad esperienze multimediali ricche e complete, e diventano maggiormente esigenti.

Ecco quanto riporta un’analisi pubblicata da eMarketer sulla ripartizione della spesa in online advertising nei prossimi anni, per il mercato USA.
US online spendings on Video adsUno degli strumenti per cui si prevede una forte crescita nei prossimi anni (ma che già nel 2008 sta crescendo maggiormente della media del mercato, e sta quindi conquistando quote a scapito di altri mezzi in via di declino) è il video advertising, di cui parliamo ormai abbastanza spesso anche in questo blog.
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E-mail marketing in Italia

E-mail marketing in Italia


News Web Marketing

Pubblichiamo volentieri gli interessanti risultati di una ricerca di mercato riguardante l’efficacia dell’email marketing in Italia, realizzata da Human Highway per conto di ContactLab, azienda competente ed attiva in Italia nel settore dell’email marketing.

Molti dati interessanti che risultano da questa ricerca confermano che l’email marketing è un utile strumento per la fidelizzazione e la conversione dei clienti (effettivi o potenziali).

E-mail Marketing 2008 – Consumer Report
Italiani & Internet: Usi e Consumi di E-mail e Mailing List
L’80% del popolo internet iscritto ad almeno 3 newsletter.
L’e-mail marketing si rivela sorprendentemente come uno strumento di
comunicazione pubblicitaria capillarmente diffuso. Ed anche efficace, perché spesso gradito.

Le mail sono tutt’ora utilizzate dalla quasi totalità degli utenti internet, e possono quindi diventare un canale privilegiato di comunicazione, molto versatile ed efficace anche nel medio-lungo periodo. Gli utenti iscritti ad una newsletter infatti, contrariamente a quanto accade con altri mezzi (come i motori di ricerca) sono legati ad un rapporto che rimane nel tempo: un rapporto che può (e deve!) quindi essere costruito ed alimentato per aumentare sempre più il valore dei contatti aquisiti, principale valore di un’azienda commerciale.

Qualche dato interessante sul panorama italiano (ma non solo) estratto dai key findings della ricerca: Leggi l’articolo completo

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  • Federico Calore si occupa di web marketing e motori di ricerca per passione e professione: è consulente esperto di search engine marketing, web analysis e online advertising.
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