Scritto il 24 novembre 2007
Google AdSense è l’altra faccia di Adwords, dedicata ai proprietari di siti – publishers – che desiderano mettere a disposizione – a pagamento – alcuni spazi nei propri siti, dove verranno pubblicati annunci pubblicitari. Si tratta della rete di contenuti, di cui già molte volte ho parlato anche in questo blog, criticando spesso il rapporto di conversione ottenibile, quasi sempre inferiore alla rete di ricerca (vedi in particolare Performance rete di ricerca vs. rete di contenuti).
In questo periodo Google sta lavorando sul sistema e facendo varie modifiche per migliorare i risultati della rete di contenuti.
Una di queste modifiche era stata preannunciata da circa un mese ai publisher più importanti, ed ora è stata resa pubblica e messa in atto. Ho trovato la notizia nel blog ufficiale di AdSense in inglese, notizia poi subito (la sera stessa, questo sì che è attenzione all’immagine globale!) riportata dai blog locali nelle varie lingue, tra cui l’italiano: meno click accidentali con i nuovi annunci.
Per migliorare l’interazione degli utenti con gli annunci, abbiamo modificato leggermente i nostri annunci di testo, per aiutare a prevenire clic accidentali. In passato, gli utenti potevano fare clic sia sul testo che sullo sfondo dell’annuncio; ora, potranno interagire solo facendo clic sul titolo o sull’URL. In questo modo l’utente farà clic sull’annuncio solo se realmente interessato e non per errore.
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Scritto in PPC
Scritto il 20 novembre 2007
Titolo spiritoso per salutare la ripresa degli aggiornamenti su E-Dentity Coach, Aka Alessandro Banchelli, pur avendolo incontrato alla Ghirada (BarCamp del quale purtroppo non ho avuto tempo di parlare) mi sono accorto soltanto ora che da qualche tempo ha ripreso a popolare il suo blog, bentornato
Ed è tornato “cattivo”…nel senso che laddove io avevo mostrato perplessità sulla previsione di Steve Rubel a proposito di una prossima contrazione degli investimenti sul PPC, Alessandro invece ci è andato giù pesante
Riassumendo, penso che l’articolo di Steve Rubel sia il classico esempio di persuasione per allocchi, dove generalizzazioni e presupposti sono alla base di tutti i ragionamenti. Se sarà una profezia che si autoavvera perchè ha convinto chi dovrà decidere dove investire il proprio budget, questo si vedrà. Per me rimane spazzatura.
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Scritto il 18 novembre 2007
E’ domenica e il fido portatile mi ha abbandonato: la cosa un po’ mi dispiace e un po’ mi fornisce la scusa per passare finalmente a Macintosh, ma fino a quando non arriverà il nuovo MacBook Pro il lavoro deve comunque procedere.
Per fortuna il vecchio tower assemblato e “scassone”, dove girano Windows 98 e Office 97, giace impolverato ma funzionante in un un angolo, solo che molto difficilmente un cliente abituato a Visio o Keynote si accontenterà dei rozzi grafici di Excel…è emergenza!
Accendo lo “scassone” (un po’ di nostalgia), lo collego in rete e da un rapida ricerca in Google sbuca la risorsa che sembra fare al caso mio: aspetto personalizzabile, rendering in SWF, download in vari formati…il tutto in un tool completamente WEB-based.
Faccio qualche prova e scopro con sorpresa che funziona davvero alla grande, poi mi accorgo del titolo della pagina “Kids’ Zone – Learning with NCES”, insomma uno strumento pedagogico messo a disposizione dal National Center for Education Statistics un’istituzione USA che raccoglie e analizza dati legati all’educazione e al sistema scolastico.
Un accessorio rivolto ai bambini mi ha salvato il pomeriggio…che dire? “Many Thanks to U.S. Department of Education!”
Scritto il 14 novembre 2007

Per molti sviluppatori Blog è sinonimo di WordPress, infatti non tutti sanno che le alternative esistono e che spesso sono più mature e solide della piattaforma open source più nota e diffusa.
Non stiamo parlando del quasi altrettanto celebre Movable Type, molto professionale ma che solo da qualche mese prevede una “open release”, bensì di sistemi relativamente poco conosciuti come B2Evolution e LifeType (nati sin dall’inizio come piattaforme multiblog) oppure di Serendipity che, realizzato da dei veri e propri PHP-guru di livello internazionale, supporta anche database diversi dal solito MySQL e supera WordPress nelle funzionalità di podcasting e videocasting.
Se vi ritenete dei php-coder troppo rigorosi e perfezionisti per utilizzare WordPress (che qualche pecca ce l’ha), oppure se siete semplicemente curiosi e desiderosi di sperimentare, c’è un sito che fa per voi:
www.weblogmatrix.org consente di esaminare fin nel minimo dettaglio le caratteristiche tecniche di ogni piattaforma prima di prendere la fatidica decisione di scaricare e installare. Non si spinge fino a farle testare online, come il noto www.opensourcecms.com, ma rispetto a quest’ultimo ha il vantaggio di descrivere le funzionalità offerte confrontando tra loro le varie piattaforme.
Grazie a WeblogMatrix ad esempio ho scoperto che esiste Typo, una piattaforma di blogging basata su Ruby on Rails che può appoggiarsi anche a database Oracle…una vera rarità
A proposito…online-marketing.it utilizza ancora WordPress, per ora.
Scritto il 11 novembre 2007
I link sono ancora il principale fattore esterno in grado di influire sul posizionamento di un sito, i SEO lo sanno da tempo e sono sempre riusciti a sfruttare questa caratteristica come mezzo per risalire le SERP più “ripide”.
Quando Google, tra novembre 2005 e febbraio 2006, ha cercato di porre un freno a certe aberrazioni tipiche dell’attività di scambio link, introducendo valutazioni sulla tematicità (che va intesa in senso molto ampio), sulla reciprocità e sulla spontaneità nell’incremento della link popularity…i link sono diventati merce ancor più preziosa, tanto che i webmaster hanno iniziato a pagare quelli migliori.
Matt Cutts lo aveva detto e pare che stia accadendo: vendere link ai fini del posizionamento secondo Google è male, quindi Google avrebbe fatto qualcosa, tanto che già da qualche mese
- ha introdotto la possibilità per i navigatori di denunciare i siti “mercenari di link” (un competitor invidioso e volenteroso si trova sempre);
- ha dato ampio risalto alla cosa, intimorendo i SEO meno smaliziati
E quasi certo che in queste settimane alcuni siti, che erano soliti vendere link, abbiano subito un calo drastico del pagerank indicato sulla toolbar, il fenomeno e la sua causa sono stati confermati da Matt Cutts stesso (se gli vogliamo credere).
Non sembra comuque che l’evento sia stato accompagnato da una caduta nelle SERP (e per quanto mi riguarda, da tempo non valuto più la qualità di un link sulla base del pagerank della pagina in cui si trova), tuttavia la cosa deve far suonare qualche campanello d’allarme:
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Scritto in SEO
Scritto il 08 novembre 2007
Riprendo un argomento che ho affrontato più di un anno fa sul Blog di HTML.it, il titolo è identico a quello del post originale (la ragione la spiegherò tra breve).
La Questione
Nel corso dell’ultimo anno i motori di ricerca sono migliorati molto quanto alla capacità di indicizzare le pagine dotate di query string ( e cioè la parte di url che viene dopo il “?”), ovviamente molto dipende dalla forza intrinseca di un sito (anzianità, link popularity etc. etc.) e dalla quantità di parametri passati nella stringa, ma oggi non è così raro trovare pagine dotate di un url non ottimizzato eppure ben posizionate anche su keyword competitive.
Ad ogni modo, quale che sia la visibilità del nostro sito, è sempre conveniente applicare la riscrittura degli url (anche per ragioni legate all’usabilità) ma nel caso di pagine con query string indicizzate o, peggio ancora, posizionate ci troviamo dinanzi ad alcune difficoltà:
- come preservare i navigatori che per un po’ continueranno a raggiungere vecchi url attraverso i risultati dei motori di ricerca?
- Come velocizzare l’indicizzazione dei nuovi url e rendere l’inevitabile discesa nei posizionamenti il più breve possibile?
- Come evitare che Google consideri le pagine dai nuovi url riscritti alla stregua di cloni delle pagine preesistenti?
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Scritto il 06 novembre 2007
Zooppa.com è a pieno titolo un prodotto dell’”era WEB 2.0″: social network, piattaforma per lo user generated advertising e…”focolaio” di marketing virale.
Non mi dilungo in ulteriori presentazioni perchè ne ho già abbondantemente parlato in due interventi su HTML.it, ricordo soltanto che in rete nascono ogni giorno iniziative legate al mondo dei Video e che fa piacere riscontrare come uno dei progetti più originali sia Made in Italy e stia riscuotendo un successo internazionale.
Scopro oggi che Zooppa da qualche tempo ha aperto il proprio blog a tutti coloro che desiderino contribuire con news e riflessioni sul WEB advertising, cito testualmente
Due sole condizioni per partecipare a questo spazio:
- I temi trattati devono seguire le linee guida stabilite
- Devi essere un riconosciuto e autorevole membro della community di zooppa (In you, we trust).
Insomma abbiamo trovato una nuova fonte di informazioni e spunti utili per tutti coloro che, già sensibili ai temi del WEB marketing, desiderino tenersi aggiornati sulle novità dal mondo della comunicazione creativa on e off-line.
Non mancano inoltre approfondimenti sugli autori dei video apparsi nei vari contest, sulle tecniche di realizzazione e le strategie per la promozione.
Scritto il 04 novembre 2007
Se avete trovato qualcosa di particolarmente interessante in YouTube ci sono buone probabilità che si trovi lì illegalmente infatti, secondo stime più o meno precise, circa l’80% dei video presenti nel repository più famoso al mondo determinano una violazione del copyright.
La lettura delle policy ufficiali è addirittura raccapricciante, dato che ne emergono tante e tali limitazioni da dare l’impressione di voler dire che in realtà YouTube dovrebbe essere deserto
Qualche settimana fa ho raccontato di come fossi venuto a sapere che la trevigiana H-care aveva trovato spazio all’interno della trasmissione Uno Mattina e nel Tg1 della sera e di come, pur trovandomi all’estero, avessi potuto vedere le interviste grazie alla loro presenza in YouTube…a dire il vero il mio primo impulso era stato quello di cercare sui siti di “mamma RAI” ma, in base la principio che siamo tutti capaci di creare un sito noiosamente usabile e che è molto meglio rendere la navigazione un’avvincente caccia al tesoro, i video che mi interessavano erano decisamente ben “nascosti”.
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