Scritto il 11 settembre 2007
“Grazie all’attività SEO (Search Engine Optimization) ho raggiunto ottimi posizionamenti con la maggior parte delle keywords di riferimento per il nostro settore (virtual office a Dublino), ora il mio sito ha raggiunto quasi un migliaio di visitatori unici giornalieri e i miei affari sono ad un punto di svolta…sono soddisfatto ma le statistiche indicano un bounce rate medio del 65% e anche i tempi di permanenza del navigatore sono piuttosto bassi. Ho l’impressione che migliorando l’usabilità del sito e l’efficacia dei contenuti potrei aumentare di molto i contatti proficui, come posso fare?”
Queste le parole pronunciate da un amico che, pur essendo un “seo-fai-da-te”, si è dimostrato anche in questa occasione particolarmente intuitivo e attento: non si tratta di un’impressione, gli accessi sono importanti ma sono soltanto una tra le diverse componenti che decretano il successo di un sito, e questo è tanto vero quanto più il settore è competitivo.
Pensiamo ad un’attività commerciale di tipo tradizionale: un negozio situato in posizione centrale, in una piazza o in una via di passaggio, è già dotato di un importante fattore di successo; ma cosa dire se al suo interno i commessi fossero scortesi, impreparati o se gli avventori dovesso sottoporsi ad attese interminabili per ottenere le informazioni che desiderano?
Immagino che il paragone con la piazza virtuale e il posizionamento nei motori di ricerca non richieda di essere chiarito: se fino a qualche anno fa bastava essere presenti, oggi il modo in cui ci presentiamo gioca un ruolo fondamentale.
E’ in questi frangenti che una guida come “Call to Action: Secret Formulas to Improve Online Results” rappresenta un valido aiuto per chi intende migliorare le performance di un sito in termini di conversioni e non solo di accessi.
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Scritto il 05 settembre 2007
Il keyword advertising è uno strumento di direct marketing: per l’azione di promozione effettuata si attende una reazione (desiderata) da parte dell’utente target. L’efficacia del direct marketing è tanto maggiore quanto più elevato è il risultato, in termini di azioni effettuate dal target, e quindi la scelta del target stesso molto spesso è la leva principale che decreta il successo o meno della campagna di marketing.
Seguendo questo principio, molto spesso cerco di ottimizzare le campagne di search marketing restringendo il più possibile i criteri per cui appaiono gli annunci, in modo da colpire solo gli utenti potenzialmente interessati e massimizzare il Ritorno sull’Investimento, ROI. Uno degli strumenti spesso utilizzati a questo scopo è il targeting geografico, per il quale è possibile visualizzare gli annunci solo ai navigatori (non è precisissimo, in quanto si basa sull’IP pubblico del computer dell’utente) che si trovano in una determinata zona geografica, e quasi sempre il targeting per lingua, che restringe la visualizzazione degli annunci ai navigatori che utilizzano Google in una determinata lingua.
Il problema che si pone subito nell’utilizzo di questi strumenti è come controllare e gestire tali campagne, soprattutto se localizzate in zone (come spesso accade) lontane da quella dove ci si trova ad amministrare la campagna: infatti in questo caso non vediamo apparire gli annunci, o i concorrenti presenti (ed attivi) in quella zona.
Un’ottima soluzione per superare questo problema senza dover ricorrere a complicate configurazioni di proxies, è lo Strumento di Anteprima annunci offerto da AdWords:
Che cos’è lo strumento Anteprima annunci?Lo strumento Anteprima annunci consente di rappresentare gli annunci e i risultati di ricerca così come verrebbero visualizzati in una reale pagina dei risultati di ricerca di Google, senza che l’annuncio riceva impressioni artificiose. [...]
I risultati di ricerca e gli annunci vengono visualizzati come lo sarebbero su Google, ad eccezione dei link alla pagina di anteprima che non sono funzionanti.
Lo strumento pare molto affidabile, addirittura a livello di annuncio locale, e come altro vantaggio permette di controllare i propri annunci senza gonfiare le statistiche di visualizzazione (con conseguente riduzione del tasso di click).
Scritto in PPC
Scritto il 03 settembre 2007
Da diversi giorni per chi utilizza Google Analytics in lingua italiana le griglie dati non restituiscono più di 10 risultati, colpevole un fastidioso errore Javascript.
Quando me ne accorsi la prima volta segnalai immediatamente la cosa utilizzando l’apposita pagina di contatto presente nel pannello utente, segnalazione fatta da un generico account free.
Passarono i giorni, mi ero già rassegnato a non ottenere risposta e a pazientare fino alla soluzione spontanea del problema, ma poi vincendo pigrizia e scetticismo questa mattina ho ripetuto la richiesta attraverso un account Analytics legato ad Adwords.
Dopo neppure un’ora mi ha scritto un tale Andrea, operatore di Adwords, scusandosi per l’inconveniente e suggerendomi di utilizzare provvisoriamente Analytics nella versione inglese (priva del bug).
Si tratta sicuramente di una mail quasi-standard per un problema già noto, ma mi sono sentito ugualmente un passeggero in business class
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Evidentemente i clienti “paganti” vengono trattati con tutti i riguardi.