Archivio | agosto, 2007

Segnalazione: seotribu.com & seoblog.giorgiotave.it


Blog SEO

Segnaliamo due nuovi siti, da non perdere per chi intende rimanere aggiornato sulle novità in ambito SEO e Search Marketing:

  • seoblog.giorgiotave.it: raccoglie e commenta gli interventi di maggior rilievo tra quelli comparsi nel GT Forum. Un utile strumento per fare ordine tra i numerossissimi post che compaiono giornalmente nella grande community di Giorgio Taverniti.
  • seotribu.com: un idea di Fabio ispirato da Digg e Sphinn e realizzato con Pligg (sadicamente lascio a chi legge il piacere di scoprire cosa sono queste piattaforme dai nomi criptici :D ).
    E’ dedicato ai SEO, trova la sua forza nelle segnalazioni degli utenti e raccoglie tutti gli interventi più interessanti degli ultimi giorni.

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Quando la penalizzazione è subdola


SEO

AcaroIn questi giorni si è molto discusso delle disavventure in Google di alcuni siti illustri e anch’io ho messo “my two cents” sull’argomento in html.it.

Il caso di MasterNewMedia.org resterà probabilmente irrisolto (testo nascosto colpito con eccessiva severità? Assestamento provvisorio delle SERP? Insieme di diversi fattori interpretati erroneamente da Google?), ma la vicenda fa riflettere sul fatto che a volte è persino difficile intuire se si è stati veramente penalizzati e quali siano le ragioni.

Con questo intervento vorrei puntare l’attenzione proprio su due tipologie di penalizzazione, subdole e poco conosciute, ma molto concrete:

  1. Il crollo nelle SERP dovuto all’abuso di Adsense
  2. Il crollo dovuto al declassamento di un network di link

Sono subdole in quanto spesso difficili da individuare e giustificare: non hanno effetto sull’intero sito ma solo su alcune pagine specifiche; inoltre, a differenza dei ban (esclusione dall’indice), non vengono mai segnalate attraverso la ormai famigerata mail di Google.

1. Cattivo uso di Adsense
Determina il crollo nei posizionamenti (o addirittura la scomparsa) di una pagina o di un gruppo di pagine dove sono presenti gli annunci…specialmente se quest’ultimi ricevevano numerosi click.
Si verifica quando le pagine, prive di contenuti significativi, vengono considerate alla stregua di puro pretesto per piazzare annunci a pagamento, incorrendo quindi nella violazione degli ultimi due punti del paragrafo “Posizionamento degli annunci” delle linee guida di AdSense.
Se il sito che curiamo è sufficientemente forte possiamo ingannare il motore di ricerca rinominando le pagine in questione (la penalizzazione si basa sull’url) e attendendo che si riposizionino…ovviamente fino al momento in cui verranno nuovamente individuate; molto meglio quindi porre rimedio mettendo mano ai contenuti e creando delle pagine che abbiano senso d’esistere per l’utente.

2. Declassamento del network di link
Il sito www.esempio.to ha varie pagine ottimamente posizionate, tuttavia deve gran parte del proprio successo a link ricevuti da un consistente gruppo di altri siti tutti pesantemente collegati tra loro.
Quando l’algoritmo di Google riesce ad individuare l’insieme di questi siti come parte di un network, può decidere di ridurre la spinta che i link in essi presenti sono in grado di dare, e determinare così indirettamente un crollo nei posizionamenti del sito.
Non è una penalizzazione diretta del nostro sito, quindi con il tempo e nuovi link di qualità è possibile recuperare le posizioni perdute.

  • Questo post non esaurisce l’argomento delle “penalizzazioni mysteriose”(la “y” è una citazione per pochi intenditori :D ), ma introduce un argomento che intendo approfondire nelle prossime settimane.

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La Ghirada: il BarCamp dietro l’angolo


News

Almeno lo sarà per me… se il 22 e 23 settembre mi troverò dalle parti di casa :-)

A parte gli scherzi, si tratta di un barcamp particolare sin dalla durata (2 giorni) che si terrà nella magnifica “città dello sport” (20 ettari di superficie), nei pressi di Treviso. Ghirada BarcampImperdibile non solo per le non-conferenze e i confronti su internet e il WEB, ma anche per altri “incentivi”, come i tornei serali che andranno dal calcio balilla al beach soccer, dal volley al basket.

Tutti i dettagli sul sito , accorrete numerosi!

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La tua grande occasione


Blog

La tua grande occasione - Robin SharmaDi recente ho letto un libro interessante, parla di carriera e di successo in un modo diverso: La tua grande occasione di Robin Sharma.
Per me è doveroso premettere che solitamente sono contrario ai libri che insegnano ad “avere successo”: fare un sacco di soldi, scalare le gerarchie, superare le avversità ed esprimere “il meglio di te”. Quasi sempre sono libri comprati e mai letti, dove è implicita una definizione di successo come la quantità dei soldi che si riescono a fare e degli ammiratori che si riescono ad avere, qualunque sia il prezzo. Penso che la vita delle persone reali sia diversa, è fatta di affetti, di poesia; la realizzazione e la felicità personali vanno ben oltre il mero successo professionale. A che serve avere una carriera di successo se alla fine non rimane nulla? Vendere la propria vita per una targhetta sulla scrivania o un conto in banca non è un buon affare.

Robin Sharma
Robin Sharma è un leadership coach di fama internazionale, ha insegnato al management di grandi multinazionali (come Microsoft, IBM, Nike) la via del successo, ma senza dimenticare la dimensione personale: greatness is interconnected, ogni aspetto della vita ha è importante ed influenza gli altri, e se si vuole riuscire in un campo è necessario curarsi di sè e degli altri in modo completo.

Il successo, secondo Sharma, non è prerogativa di una cerchia di privilegiati. Al contrario, è alla portata di tutti, anche se per raggiungerlo occorre costruire giorno dopo giorno su solide basi, partendo da ciò che abbiamo dentro di noi, dalle nostre aspirazioni più autentiche e profonde.
Tratto da la Scheda libro de La tua grande occasione, edizioni Anteprima

La tua grande occasione
Nel libro La tua grande occasione Sharma porta molti esempi semplici e pratici, molto spesso tratti dalla sua vita, facendo propri pensieri e filosofie di comportamento positive come il celebre “Don’t be evil” di Google.

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The Mercer: web marketing & creatività


Comunicazione Social Media Marketing

The MercerUn’azienda che oggi voglia presentarsi sul mercato attraverso internet, e intenda comunicare con efficacia, ha dinanzi a sè svariate possibilità: alcune prevedono il ricorso a strumenti tradizionali e ormai consolidati di web marketing (tra i quali ormai possiamo ascrivere a pieno titolo il search marketing), altre opportunità vengono offerte sempre più spesso dal social media marketing, blog marketing ed altri strumenti relativamente nuovi che (quando utilizzati con competenza e buon senso) hanno comunque il compito di promuovere un brand dentro e fuori la rete, e possibilmente generare accessi, leads e conversioni attraverso un sito.

Esiste però un modo di fare comunicazione che è senza tempo ed è efficace indipendentemente dal luogo in cui si svolge: è quello che fa leva sulle emozioni attraverso la creatività.
Spesso invece, nel fare il nostro lavoro, ci focalizziamo troppo su tecnicismi e valutazioni di carattere strategico/markettaro dimenticando proprio la capacità di inventare e raccontare.

I ragazzi di Fishouse (www.fishouse.net), che penso conoscerò presto, di creatività ne hanno messa un bel po’ nel realizzare lo stupendo www.themercersoho.com: non si tratta di un sito “search engine friendly”, di un sito usabile o dove si siano applicate tecniche di “persuasive copywriting” (termine/tormentone che molti oggi amano evocare) , ma di un magistrale esempio di marketing creativo e virale, così virale che anche questo post vuole essere un contributo disinteressato alla notorietà di un progetto ben fatto.

Il tema? Pantaloni da uomowww.themercersoho.com

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Anomalie estive nelle SERP


SEO

Giano Bi-FronteInterrompiamo il lungo silenzio, dovuto agli impegni e ai normali “tempi di ambientamento” all’estero dei redattori di questo blog, per segnalare che da qualche settimana Google sembra vederci doppio (qualche volta anche triplo) e fornire più volte lo stesso identico url all’interno dei risultati di una ricerca: immagino si tratti un’anomalia frutto di qualche sperimentazione, magari legata alle sempre più frequenti intrusioni di mappe e altri contenuti “estranei” come video e immagini.

La cosa simpatica è che il fenomeno sembra verificarsi soprattutto per le ricerche che hanno come oggetto keyword molto competitive (quindi proprio dove gli spazi si fanno sempre più angusti e preziosi), e con i siti posizionati in prima pagina ma nelle ultime posizioni.

Capita ad esempio di vedere uno stesso url posizionato per la medesima keyword sia nella prima che nella seconda (e qualche volta anche nella terza) pagina dei risultati.

Provare per credere

<a href=”http://www.google.it/search?hl=it&q=hotel+milano&btnG=Cerca+con+Google&meta=” rel=”nofollow”>Hotel Milano</a>

<a href=”http://www.google.it/search?q=hotel+bologna&hl=it&start=10&sa=N” rel=”nofollow”>Hotel Bologna</a>

<a href=”http://www.google.it/search?hl=it&q=hotel+firenze&btnG=Cerca&meta=” rel=”nofollow”>Hotel Firenze</a>

Buona caccia al doppione e…buon ferragosto :)

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